Morte artistica.

April 21st, 2008

 

L’artista tedesco Gregor Schneider vuole portare in scena la morte. E lo vuole fare con una persona viva, disposta ad attendere la morte davanti al pubblico pagante. “Il mio sogno - ha detto in un’intervista rilasciata a The Art Newspaper - è quello di mostrare qualcuno che è appena morto, o qualcuno che sta per morire”. Gregor ha già trovato una persona disposta ad aiutarlo: la dottoressa Roswitha Franziska Vandieken, responsabile di una clinica di Duesseldorf. Il medico avrebbe già iniziato la ricerca di volontari per il progetto artistico. Il setting di questa mostra sarà il museo Haus Lange, a Krefeld, in Germania: non è tuttavia certo che il centro accetti di ospitarla. “In caso di rifiuto - dice l’artista - userò uno studio nella mia città natale”. Gregor non è nuovo a lavori di questo genere: nel 2000 ha finto di essere morto, per una mostra organizzata a Krefeld (in foto).

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39 Responses to “Morte artistica.”

  1. qadraretto Says:

    Ok…si ricomincia, TI ADORO!

  2. qadraretto Says:

    l’anno scorso Vargas a fatto assistere dal vivo (che paradosso) la morte di un cane.Il cane aveva una corda corta e intorno era circondato da cibo x cani”non raggiungibile”è morto dopo 6 giorni…..il vero scandalo erano i visitatori che andavano a vederlo, sconvolti ,turbati ,indignati….ma nessuno ha mosso un dito per salvarlo. La vera opera d’arte erano appunto i visitatori che in nome dell’arte si sentivano autorizzati a non intervenire fisicamente x interrompere quel omicidio.
    l’arte deve far riflettere…quanti di voi sono disposti a partire e andare a dissuadere il futuro cadavere? convicerlo che un corpo abitato dalla vita è unico e meraviglioso e va tutelato?…mi piacerebbe sapere quanti di voi farebbero sul serio questo atto estetico sublime? quanti di voi vogliono interagire con l’istallazione vivente , modificandone il percorso previsto, diventando voi stessi opere d’arte viventi?…io no

  3. Beps Says:

    ….scusa ma se l’ artista vuole rappresentare la morte perche’ non porta dei visitatori al capezzale di qualche mlato terminale???
    Che palle sta spettacolarizzazione dell morte e degli eventi estremi!!
    C’e’ qualcuno che vuole dipingere farfalle e il sole??!!
    VOGLIO L OTTIMISMO malgrado tutto!
    AIUTATEMI a cercare piu’ ottimismo ..malgrado tutto!
    Grazie

  4. qadraretto Says:

    la morte rappresentata e veicolata in una performance assume un significato surreale e quindi svincolato dalla morte come noi siamo moralmente educati ad affrontare.
    vuoi l’ottimismo? vai a fermare Schneider, fai di te stesso una opera d’arte vivente un tributo di ottimismo

  5. StefsTM Says:

    Per migliaia di anni la morte è stata naturale, l’arte veniva creata “attorno” alla morte. Siccome oggi la morte è qualcosa di lontano c’e’ chi decide di farla diventare arte. Tra qualche decennio magari qualcuno più furbo deciderà di farla tornare una cosa naturale.

    Aloha StefsTM

  6. Lk Says:

    qadraretto

    hai detto una cazzata, il cane non è morto, quella che hai letto era solo una delle tante catene email con finte notizie come quelle dei “gatti bonsai”.
    La coordinatrice della mostra aveva pure indetto una conferenza stampa a riguardo.
    Il cane era un randagio che è stato sfamato dai responsabili della mostra e non lasciato morire.

    Al massimo puoi lamentarti per averlo tenuto al guinzaglio tot ore.

    Per quello che riguarda questo post comunque, chissenefrega, se vogliono farlo, sono consenzienti e glielo permettono, che lo facciano pure, se non mi interessa non andrò a vedere la performance.

  7. Malman Says:

    Mille volte meglio i lavori di Francis Bacon e Goya sull’argomento. Con questa merda d’artisti il dada ha perso tutto il proprio senso.

  8. glamourama Says:

    Beh, per realizzare il suo sogno potrebbe andare in Somalia, in Palestina, in Tibet e in tanti altri posti…
    Il mio sogno sarebbe videoregistrare un piccione che piazza una “bomba” sulla testa dell’artista intento a realizzare le sue perle. La Dottoressa Galina Coshmilova della clinica per piccioni incontinenti mi sta aiutando a trovare un volontario.

  9. qadraretto Says:

    @ LK
    di fatto nessuno è intervenuto a liberare il povero randagio e nussuno probabilmente si presenterà armato di vitamine e flebo per portare via il moribondo, magari chenesò x prtarlo a vedere un ultimo tramonto .

    Mi piace(sul serio)sto modo scazzato e disincantato che hai davanti a questo evento, non hai la presunzione di indignarti e questa è coerenza. :)

  10. Simo Says:

    Il mio sogno è quello di vedere crescere i miei figli e di viaggiare il più possibile, il suo quello dimostrare qualcuno appena morto….come siamo diversi!!! ( non lo invidio per niente poveretto……)

  11. Lk Says:

    infatti, l’unica critica che posso permettere è la violenza fatta ad un cane che è stato messo in mostra, niente altro.

    E poi alla fine, i soggetti legati a questa performance saranno volontari, se va bene a loro….

    Ma tanto si sa come andrà a finire, i giornali ne parleranno il popolino si indigna e l’artista ottiene un boom di vendite.
    Un po’ come Benedetto XVI a La Sapienza: la parte del leone alla fine l’han fatta i ciellini.

  12. Gan Says:

    Adoro il commento di Stefs Tm, ci stiamo dimenticando che per oltre due millenni la morte è stata una forma d’arte multimediale democratica ed interclassista, una forma d’arte che la nostra società ha ormai perso quasi del tutto. ( Dopo la mia, di morte, il diluvio. :P)

    @ Glamourama: ma non era Galina Cocimelova?

  13. arcere Says:

    io non condivido l’uso della morte come spettacolo di intrattenimento.. non mi piaceva ne nell’Impero Romano ne in altre forme storiche..
    ho sempre ritenuto che ad una persona come ad un animale si debba tributare il giusto rispetto e il giusto valore..
    detto ciò.. sono contro la tortura di animali e contro i coglioni che ne vedevbano morire uno senza agire.
    però l’arte per la morte non è affatto un concetto nuovo.. casomai è semi nuovo il concetto di mostrare la morte di una persona(anche se volontaria) in diretta.
    penso che non sia giusto.
    la morte non è arte, questo lo capivano anche gli antichi.
    casomai c’era un arte intorno ala morte che è differente.. si è sempre usata fin dall’antichità la morte come passaggio ad uno stato migliore o peggiore che dir si voglia, penso per es alle splendide tombe funerarie micenee, o alle sepolture egizie sia quelle riccamente decorate che no, penso alle grandi tombe a tumulo degli etruschi o alle tombe monumentali romane.
    tutte opere d’arte realizzate per la morte e per la persona morta..anche per i vivi che volevano tributare al morto onori e celebrazioni o i propri pensieri.
    mai a che ricordo io l’uomo morto o morente è sentito come arte.secondo me è quindi questo un perdere di vista la centralità della persona, (e della morte) trasfgormando la morte stessa a impulso mediatico, a visione ormai privata di tutta l’importanza che ha la perdita di una persona, insomma rende l’uomo un guscio vuoto e fa diventare l’uomo che vede la mostra non più fruitore delle opere dell’artista, ma guardone.un guardone per lo più senza scopo.
    io la penso così spero di essere stato abbastanza chiaro..

  14. Gan Says:

    arcere, devo dissentire: la morte per un lungo periodo è stata arte; e sull’ ars moriendi si scrivevano trattati e vademecum. L’atto del morire, e tutto quanto lo accompagna prima e dopo, è stata arte. Arte spontanea, arte accessibile a tutti e fruibile da tutti. Lo dico con cognizione di causa, ricordo ancora le morti ed i funerali nella mia infanzia contadina. E ricordo anche come i principali protagonisti pianificavano l’evento, potendolo, con meticolosità e cura estrema nei particolari.

  15. glamourama Says:

    @gan: uhm…forse hai ragione, devo averlo scritto in dialetto ucraino. Spero che la dottoressa non lo venga a sapere :-/

  16. simonchio Says:

    gan non c’è bisogno che vai così indietro nel tempo… qualche mese fa è morto un mio parente (tipo zio di quarto o quinto grado visto penso una decina di volte in tutta la mia breve esistenza), e l’hanno messo in casa vestito di tutto punto (già morto) nella bara aperta, con la casa aperta (non è proprio la mia città, ma un piccolo paese vicino, dove tutti conoscono tutti e tutti sanno quallo che l’altro sta facendo in tempo reale) con tutte le persone che andavano a rendergli omaggio. La cosa potrebbe sembrare macabra (per me lo è, a dire la verità), ma è il retaggio di qualcosa di arcaico e ancestrale, una specie di rito per esorcizzare la morte, favorire il passaggio in un altro mondo… Non lo so. Comunque questo tipo di arte non c’entra nulla con quel “tipo di ritualità dai tratti arcaici”. Noi siamo la generazione del Grande Fratello. Per noi è solo morbosità, un pò come quando c’è qualche incidente per strada e tutti si fermano a guardarlo.

  17. arcere Says:

    @gan sarò ignorante ma non lo sapevo

  18. quadraretto Says:

    Ma se vicino casa vostra(quindi anche comodo) ci fosse un museo dove all’interno un artista X a preparato meticolosamente un istallazione dove al centro ci sia un cane tenuto al guinzaglio senza cibo e acqua oppure un lettino con un moribondo destinato a morire sotto gli occhi di curiosi visitatori voi che fareste?…e qusto che ci deve far riflettere, L’arte funeraria è bellissima ,ma è un’altra cosa, qui si “rappresenta” la vita che svanisce ma cè, corpi che resteranno vivi ancora x un pò, il temo della mostra , di più di meno,come ci poniamo davanti al volontario che decide di morire in un museo e l’artista è uno sfuttatore o (essendo un artista)un provocatore che mette a nudo l’ipocrisia e la volgarità di una societa che non è capace di rigenerarsi?

  19. YvesSaintLaurent Says:

    Pagherei qualunque cifra pur di vedere la rappresentazione della morte artistica di tale Gregor Schineider..

    YSL

  20. Rodry Says:

    Bé,non fa male a nessuno, un sogno è un sogno, ma l’arte, quella va percepita come tale, e quindi mi è indifferente una tale “esposizione”….

  21. arcere Says:

    io caro quadretto(orami ti chiamo così che il tuo nick è difficile :) )
    sinceramente libererei il cane e gli darei da mangiare subito appena saputo. sono contro la tortura come ho detto e una cosa del genre la trovo inutil.
    qanto al moribondo.. purtroppo alla fine della nostra esistenza moriamo tutti,quindi sta a noi scegliere.. io personalmente vorrei morire tra l’affetto dei miei cari e non certamente in un museo.
    trvo come ho detto vedere la morte di una persona in diretta una cosa ripugnante e sinceramente quando è morto un mio parente non sono andato a “vederlo” da morto ma ho preferito ricordarlo come era da vivo.
    trovo la cosa macabra.. gli sono stato vicino da vivo.

  22. mammillariainfiorenellatazzanovember Says:

    ho visto una mostra di Schneider a napoli
    …paurosa!

  23. quadraretto Says:

    @ Arcy :)
    Non cercheresti di capire cosa spinge un uomo a morire sotto cli occhi di spettatori morbosi,parlargli, sapere da quale esperienza di vita proviene, dargli conforto nell’ultimo tratto di vita?….forse l’artista ti sta suggerendo proprio questo.
    se questa istallazione ci sarà non basterà parlarne male o snobarla, è una cosa emotivamente e moralmente enorme.

  24. Senza fantasia questo artista... Says:

    “Il mio sogno - ha detto in un’intervista rilasciata a The Art Newspaper - è quello di mostrare qualcuno che è appena morto, o qualcuno che sta per morire”.

    Già fatto più volte da altri artisti…

  25. arcere Says:

    non so quaretto..mi sembra molto..bruttino.. a me piacerebbe stare con i miei parenti in quegli ultimi minuti..e non con gente estranea..

  26. scrappy Says:

    ….è già stato fatto tutto,l’arte consiste nell’attualizzare e ripriporre le tematiche, che da quando l’uomo pensa sono sempre le stesse, l’ignoto,l’amore, la morte, la vita, il distacco…ne abbiamo i musei pieni.

  27. quadraretto Says:

    @Arcino (siamo ai vezzeggiativi :) )
    La scelta di quel l’uomo, di “vivere” una esperienza unica, come appunto lasciare la vita e schiudersi all’impermeabilità e l’ineluttabilità della morte, davanti ad un pubblico, lo rende “un’opera d’arte” tragica…noi spettatori possiamo solo assistere, contemplare e metitare.il fatto che si svolga in un museo ne accentua la eccezionalità dell’evento.
    la società moderna e consumista allontana la morte,ma è la nostra morte(non intesa come atto ma come fine) che da valore alla nostra vita.

  28. mammillariainfiorenellatazzanovember Says:

    è un artista E s Tr E m O

  29. debby Says:

    pensa che palle se questo stà tanto a morire….
    e se dovessero morire gli spettatori di noia prima di lui??

  30. arcere Says:

    non lo so non condivido..ehehehe lascio i vezzeggiativi al mio boy ahaaagahahah
    cmq dicevo quadretto non condivido.. penso che la morte sia una cosa un pò dolorosa e molto intima..
    non adrei a fare il guardone al capezzale di nssuno..a meno che non lo conosco.
    la morte porta pianto e un pò di dolore mancanza…continuo a preferire le statue e la bellezza delle strutture celebrativo/funerarie alla morte davanti alla gente.

  31. mysound1975 Says:

    Con tutta la gente che muore, evidentemente se ha difficioltà a trovarne un motivo ci sarà.

    Forse l’arte non restiste alla morte ma la morte non si concede all’arte, chissà…

    Per il resto l’idea in sé è trita

    Cordialmente.

  32. samuel'alieno Says:

    gli artisti in questi ultimi tempi parlano sempre piu’ di morte…proprio perke’ la morte per la societa’ consumistica di oggi deve essere il piu’ possibile allontanata dal quotidiano….piu’ vivi piu’ spendi…se muori nn spendi piu’…ecco perche’ c’è una forte indignazione difronte a opere simili, guai a parlare di morte orrore per corpi squartati, cani scuoiati, ecc ecc ecc..abbiamo la testa farcita di cazzate sul valore della vita e via discorrendo…come se al “potere” della vita di ognuno di noi se ne fregasse qualkosa…certo l’arte affronta il tema della morte creando disgusto fastdio ribellione perke il essaggio artistiko è comunque quello del confronto con le nostre contraddizioni, l’arte è “contro” senno’ nn servirebbe a risvegliare nulla in noi..è vero anke ke molti artisti ci marciano molto…ma poi ognuno deve farsi un idea del confine…bla bla bla

  33. quadraretto Says:

    @ arciere
    assistere alla morte di una persona che sceglie di morire di fronte a te o segliere le statue e le tombe ornamentate, sono due cose diverse, la prima è l’accettazione della nostra caducità, l’altra è la esaltazione della vita che fu x esorcizzarne l’assenza.

    Vabbè ora esco in bici con il cane,a Roma oggi cè un cielo barocco. :)

  34. quadraretto Says:

    Un’ultima cosa
    MYSOUND1975…non ho capito quello che hai detto, sento che è interessante ma no lo colgo.aiutami!

    Arciere, il vezzeggiativo era colloquiale,nominando il tuo boy, mi hai appiccicato una intenzione che semplicemente non esiste.devo forse pensare che le storpiature del mio nik in realtà erano di natura offensiva?

  35. arcere Says:

    ashahha ma noooo
    quadretto mi piace come nick affetuoso
    nono l’ho monminato per nominarlo non c’enmtravi nulla.

  36. arcere Says:

    ovviamente preferisco l’esorcizzarne l’assenza :D anche da deformazione di studi direi che le tombe mi sono sempre piaciute di più dei morti..

  37. mysound1975 Says:

    Quadraretto,
    se senti che è interessante, va bene così. Il passo successivo alla razionalità consiste forse nel superarla, con un pò di poesia.
    Non c’è necessità di spiegare tutto, ogni tanto possiamo anche fermarci alle sensazioni.
    ;)

  38. barfly Says:

    Si hai ragione mysound,
    spesso è meglio fingersi acrobati che sentirsi dei nani…
    ;)

  39. quadraretto Says:

    Maysound
    Wow!….Parole cosi profonde e dolci non le sentivo dal Cantico dei cantici.
    Grazie! :)

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