In memoria di Justin, calciatore coraggioso.
April 28th, 2008
Una campagna contro l’omofobia nel mondo del calcio, ne Regno Unito. Il via è previsto il 4 maggio, due giorni dopo il decimo anniversario della morte (per suicidio) di Justin Fashanu. Chi era costui? Justin, che dà anche il nome alla campagna, è stato il primo calciatore professionista dichiaratamente gay (l’anno era il 1990). L’appuntamento è a Brighton, alle 17, con un dibattito pubblico. “Dieci anni dopo la morte di Justin - ha spiegato uno dei portavoce della campagna - non c’è ancora un giocatore o un manager di una squadra che abbia avuto il coraggio di dichiarare la sua omosessualità ”. I siti inglesi che hanno lanciato l’appuntamento, riportano anche le farneticanti dichiarazioni di Luciano Moggi (”I gay? Non sono adatti al mondo del calcio”). Secondo un sondaggio del 2006, il 57% dei calciatori ritiene che il calcio sia uno sport omofobo. I leader della campagna Justin chiederanno alle squadre della Premier League di osservare un minuto di silenzio e di indossare una fascia nera al braccio, con il nome del giocatore scomparso.






April 28th, 2008 at 2:34 pm
nomi di giocatori di calcio pare che circolino anche nella vicenda di una sauna gay di Torino, fatta chiudere dalla Polizia la scorsa settimana per (sospetto, penso) sfruttamento della prostituzione.
Bah, a proposito delle dichiarazioni di Moggi, dò una tirata d’orecchie al mondo gay. Qualche giorno fà ho animatamente discusso con un mio amico, che vive a Milano, che mi raccontava di essersi divertito nelle docce della palestra che frequenta con un gruppo di altri ragazzi gay… alla mia osservazione che la palestra non è un club gay e che per rispetto degli altri clienti io avrei evitato di fare sesso nelle docce, lui quasi stizzito sulle prime si è giustificato con un “che male c’è, eravamo solo gay…”. Certo, fino a quando non è arrivato qualche cliente etero che si è indispettito e, ritengo, a ragione. Di storie così ne ho sentite più volte. Anche nella palestra che frequento io, in provincia, un ragazzo gay è stato allontanato perchè ha importunato due clienti etero sotto le docce.
Se poi vogliamo ricordare cosa succedeva negli spogliatoi di una delle squadre di calcio capitoline credo agli inizi degli anni ‘70 (non ricordo con certezza la data)…
Ma come faccio io gay, in coscienza, a dire ad uno come Moggi: “guarda, stai dicendo delle stronzate, perchè noi gay negli spogliatoi ci comportiamo civilmente come tutti e non siamo lì per importunare gli altri ragazzi etero…”. Per me problemi non ce ne sono mai stati, ma mi guardo attorno e mi sembra di capire che non sia così per tutti gli altri… che prendono le docce e le saune delle palestre come fossero scopatoi di una sauna gay… dov’è il rispetto che tanto chiediamo agli altri, qui?
April 28th, 2008 at 2:57 pm
O. sono d accordissimo con te.
Da sempre sostengo che se vuoi rispetto devi dare rispetto.
Non e’ con un comportamento sfrontato che ottieni un risultato( la rima non era voluta:-) .)
Nella mia ex palestra( cambiata anche perche’ oramai quasi vergognoso il comportamneto di alcuni ”amici” gay) il rituale delle doccie er oramai scambiato con un rito tribale per sesso.
Ora dico ma l equazione uomo nudo = uomo da trastullare confuso da qualche gay chi glielo spiega?
Poi ammettiamo ma che differenza c’e’ tra un gocatore gay e uno etero? E tra un muratore gay e uno etero? E un macellaio gay e uno etero?
April 28th, 2008 at 7:53 pm
Quoto O. (si dice così…?:)) spesso i gay si dimostrano + irrispettosi degli altri… soffrono della sindrome dell’emarginato sociale…