Il Gay Pride 2008, tra preoccupazioni e dubbi.
April 30th, 2008
Bologna è la città che, quest’anno, torna ad ospitare, dopo 13 anni, il Gay Pride. L’appuntamento, annunciato da tempo, è per il 28 giugno. Parallelamente, però, sono iniziati anche i preparativi per il Pride di Roma. Ancora una volta, infatti, si ripeterà quello che avviene ogni anno: oltre alla manifestazione nazionale, ce ne saranno altre locali (per adesso conosco solo quella di Roma). Ad organizzare la sfilata romana, che avrà luogo nel mese di giugno, è il circolo Mario Mieli, che martedì prossimo ha indetto un’assemblea sul tema. Ma a Roma non ci sarà solo una sfilata: dal 28 maggio all’8 giugno saranno organizzati una serie di eventi culturali, teatrali, letterari. Il patrocinio di Regione e
Provincia è pressoché certo (ci fu anche nelle passate edizioni), come certa è l’assenza dell’”appoggio” del nuovo Comune, guidato da Gianni Alemanno. Le associazioni romane, Mario Mieli in testa, sono già preparate al peggio: la nuova giunta ha tutti gli strumenti per creare eventuali problemi agli organizzatori. In primis con l’occupazione di suolo pubblico per eventuali manifestazioni (l’autorizzazione a sfilare, invece, viene dalla Questura).
Sono perplesso. Mi chiedo se di fronte alla mutata scena politica italiana, con una destra che cercherà ogni pretesto per parlare di “ostentazione”, “strumentalizzazione delle diversità”, “eccessi da evitare”, abbia senso organizzare un Pride nazionale e tante sfilate locali (queste ultime con un’affluenza inevitabilmente minore). Più in generale mi chiedo: ha ancora senso un Gay Pride?
Tags: gay pride 2008, gianni alemanno






April 30th, 2008 at 11:45 am
Caro River, dati i tempi, credo che il gay-pride abbia più senso che mai.
April 30th, 2008 at 12:05 pm
Concordo con Gan, caro River.
Non solo ha più senso che mai, ma come pensi e dici tu, uno solo, in un sol luogo e tutti insieme. Siamo tutti nella stessa situazione del resto, con un futuro davanti meno roseo ancora del passato.
April 30th, 2008 at 12:05 pm
Ogni gay pride è una vergognosa ostentazione che non fa altro che aumentare il pregiudizio e soprattutto butta legna sul fuoco sullo stereotipo.
Io, da gay ovviamente, non lo sento assolutamente mio e mi “imbarazza” sentirne parlare.
April 30th, 2008 at 12:06 pm
Su. Dicci cosa cosa proponi. Secondo me hai in serbo un’ideuzza.
April 30th, 2008 at 12:08 pm
Caro River, ora più che mai, e a Roma (dove il circolo Mario Mieli ha subito un vergognoso raid pochissimo tempo fa) più che altrove.
April 30th, 2008 at 12:08 pm
Bella domanda. Il sogno sarebbe la costituzione di un coordinamento nazionale di tutte le associazioni gay. Una sorta di assemblea nazionale.
April 30th, 2008 at 12:14 pm
Saluti!
sono un lettore nuovo e positivamnete colpito dalla scoperta di questo blog, proprio ieri sera pensavo al gay-pride, e manco a farlo apposta ecco che è stato appena postato un articolo ad hoc!
La famosa sfilata gaya è un oltraggio al buon gusto oltre che essere, sempre a mio avviso, un enorme ostacolo all’integrazione della comunità gay. Se per primi noi, ostentiamo, sottolineiamo, accentuiamo (potrei continuare per ore) la diversità, come possiamo poi lamentarci di essere maleaccetti? Spero in futuro di vedere ben altre partecipazioni delle comunità Gay all’interno della società, magari con esempi di normalità! Gay è naturale! Non diamo al mondo il pretesto di continuare ad associrci a paiette e lustrini!
April 30th, 2008 at 12:21 pm
sono d’accordo in pieno con Mister.
Non credo si riesca a fare passi avanti inscenando una sorta di carnevale di Rio, per altro di cattivo gusto.
Io sono gay, conduco una vita normale e non mi sento rappresentato per nulla da quattro pazze che sculettano per la città dichiarando al mondo che sono gay (neanche ci fosse bisogno di dirlo, poi)…..
I diritti sono fondamentali per tutti gli individui, nonostante le diversità che fortunatamente ci contraddistinguono.
Chiudiamo boa di struzzo e pantaloni senza culo nell’armadio e diamoci seriamente da fare per farci riconoscere quei diritti che ormai quasi ovunque sono la più totale normalità!
Un abbraccio a tutti e buon 1° maggio
Oscar
April 30th, 2008 at 12:26 pm
Perché il senso al Gay Pride discenderebbe dal colore politico di una amministrazione? Sinceramente, da elettore di Alemanno, spero che la nuova giunta autorizzi ogni libera manifestazione e dia gli spazi e il coordinamento che saranno richiesti. Considero però oltremodo strumentali le campagne diffamatorie preventive di Arcigay e amici, che hanno fatto una propaganda infame contro quella che chiamava la marea nera, celando il vero motivo di tanta acrimonia, cioè la possibilità di perdere le prebende e i favori concessi in via clientelare dalle giunte uscenti. Ovviamente non ci si può aspettare “amicizia” e questo sarà il prezzo che tutti i gay e le lesbiche pagheranno a causa di “rappresentanti” in degni di questo nome. Il denaro pubblico è sacro e va amministrato al meglio, specie in tempi di magra come questi. E’ una questione di priorità e Roma ha tanti problemi, a cominciare dal traffico, dall’inquinamento e dall’insicurezza di certe zone. Detto questo, mi trovereste in prima fila a battagliare contro eventuali ostacoli pretestuosi messi in campo dalla nuova giunta. Un saluto a tutti i gay, senza colore politico.
April 30th, 2008 at 12:33 pm
Come già sanno tutti quelli che mi hanno visto commentare su questo blog trovo che i “pride” non abbiano senso per ottenere dei risultati duraturi in una cultura come la nostra.
Si ottiene riconoscimento nella vita quotidiana, in ufficio (cazzo), al bar (cazzo), non nascondendosi in mezzo a 200000 persone.
Chi si nasconde non può pretendere di veder riconosciuti dei diritti.
E il fatto che dopo anni di “pride” non ci siano passi avanti su questo fronte mi sembra un ulteriore elemento di riflessione: bisogna essere più furbi, efficaci, sottili di chi si ha di fronte, non meno e insistere.
“L’urlo è fascista di natura” dice il poeta.
April 30th, 2008 at 12:45 pm
A NewYork i moti dello Stonewall avvennero quando i travestiti ed i froci che frequentavano il locale si stufarono di nascondersi e “vennero allo scoperto”…
Fino a che ci saranno froci che diranno ciò che affermano “Mister”, “virtus” ed “Oscar” allora ci sarà bisogno di un PRIDE per rispetto verso tutti quelli che invece si espongono e ci mettono la faccia per far si che tutti possano vivere meglio.
In merito alla questione politica, invece, il PRIDE è la nostra festa ma è anche - e per me SOPRATTUTTO - un atto politico che in questi momenti di oscurantismo culturale (vedi milano dove chiedono di togliere la parola “gay” dai nomi delle manifestazioni teatrali, dei tornei sportivi e delle mostre) è necessario e sarebbe il caso di farlo stabilmente a Roma che è sede del governo (e bada che intendo il governo della repubblica, non quello oltretevere)…
April 30th, 2008 at 12:45 pm
Come sempre, queste sfilate carnevalesche non hanno assolutamente senso.
April 30th, 2008 at 12:48 pm
Beh, certo se l’Italia del 2008 è uguale alla New York di fine anni ‘60, come paragonare la merda con la cioccolata solo perché sono tutte e due marroni… ma guarda cosa tocca leggere…
April 30th, 2008 at 12:54 pm
Mi stupisco sempre di come la gente venga colpita sempre e solo dalle drag,dagli uomini (semi)nudi, dalle volgarità e non dalla gente normale che partecipa ai pride. Alla fine credo che il pensiero comune sia come si può pretendere di voler essere considerati normali quando ci si concia come a carnevale?!
Io nè lo condanno nè lo sostengo.Non credo che il cambio di governo sia importante, come non credo che la sinistra sia “amica” dei gay.
@ ronin
Concordo pienamente!
April 30th, 2008 at 1:16 pm
Io penso non serva un pride,come già dissi,in Italia non penso abbiamo bisogno di visibilità,di fare sentire che esistiamo…ma di fare sentire che ci siamo,che non molliamo,ora più che mai,si…quindi non direi una sfilata certo,ma manifestazioni con dei sensi e dei segni e dei segnali…forti…quello si.
April 30th, 2008 at 1:17 pm
Caro Fabio, perchè io dovrei sentirmi rappresentato da persone che non hanno a che vedere con il mio mondo? Piuttosto che espormi in quella maniera, preferisco vivere le mia vita NORMALE, cercando di convincere la gente attorno a me che sono una persona NORMALE e che pur avendo una diversa affettività/sessualità non sono nulla di differente rispetto a loro.
Credo che questo sia un’azione concreta e seria.
Di gente mezza nuda che sculetta su un carro colorato, sinceramente, non mi interessa. E credo fortemente che un pride non faccia altro che ostacolare la possibilità di essere capiti da quei bigotti che formano l’italia odierna.
.
April 30th, 2008 at 1:31 pm
Io non ne capisco il senso…
di sicuro io non mi sento rappresentato da loro
comunque il logo del pride di bologna è molto bello
April 30th, 2008 at 1:39 pm
..e fare un Pride dove sfiliamo tutti in giacca e cravatta o tailleur???
Sarebbe un ideona no??!!
Che bello se tutti considerassero l omosessualita’ una cosa normale … ma al mom non e’ ancora cosi’.
Diciamo che anche gli organi di informazione nei giorni del gay pride ,preferiscono riprendere e fotografare i soggetti piu’ ”trash” dimenticandosi di quelli piu’ ”normali”.
Il mio gay pride lo affronto quotidianamente accanto al mio fidanzato, camminando e interegendo con chiunque ma sempre insieme.
Forse il gaypride cosi’ come concepito ora non serve a nulla…. se non per trovarsi poi a sera in qualche cespuglio…..
W la differenza che e’ il sale della vita.
Poi in democrazia tutto e ‘ possibile, quindi evviva il gaypride!!
April 30th, 2008 at 1:42 pm
personalmente ritengo serva un Pride, a ricordare che la diversità non è una malattia da tenere nascosta, ma qualcosa di meraviglioso da condividere..
Di sicuro più di un Pride, però, servirebbe che tutte le associazioni unissero le loro forze, concretamente, per affermare il diritto contro l’omofobia dilagante (che, temo, peggiorerà visto l’andazzo..)
April 30th, 2008 at 1:54 pm
Sìsì, gay è normale tranne che diverso per affettività/sessualità, non è vero che non vogliono giocare con te perché non sei come tutti loro.
Trovo quanto mai sbagliato riproporre discriminazione, verso chi non è “normale”. Normale di che???
Sei gay? Il gay pride è il tuo pride, se non ti trovi rappresentanto da “gente mezza nuda che sculetta su un carro colorato” rappresentati da te.
April 30th, 2008 at 2:14 pm
Sono gay, non sono represso e neppure mi nascondo! frequento locali gay, ho anche, e non solo, amici gay e sono fidanzato da anni! ho vent’anni, quindi non dovrei essere un ottuso bigotto…eppure…eppure…mi vergogno dei luoghi comuni promossi dal gay pride! non vogliamo essere ghettizzati e siamo i primi ad armarci di trucco e parrucca per mettere in mostra quanto siamo diversi e soprattutto quanto siamo felici di esserlo. non ho nulla da obiettare contro chi si sente a suo agio e prova divertimento a conciarsi e comportarsi in questo modo, ma diamine, non chiamatelo gay PRIDE…sono gay eppure sono tutto meno che orgoglioso quando vedo certe cose! si può essere gay essendo pure maschili e non eccentrici…si può essere gay in mille modi…ma purtroppo questo messaggio non passerà facilmente finchè a rappresentarci saranno le solite carnevalate finocchie (senz offesa)!!!
April 30th, 2008 at 2:34 pm
Prescindendo da specifiche discussioni sul folklore manifestato (a volte senza rispetto altrui) al Gay Pride, credo si possa dire che l’effetto di certe esibizioni quotidiane non favorisca la causa anti-discriminazione. Il problema trae origine, a mio avviso, dalla realtà di ogni giorno. Provo un senso di disagio nell’osservare per strada starnazzanti ragazzi che si truccano pesantemente il viso, che portano patacche attaccate in ogni angolo del corpo, che sculettano vistosamente dentro abitini succinti e vistosi. E questo, amici miei, è quanto emerge agli occhi di un passante, che di certo non spenderà un minuto del suo tempo a distinguere fra gay smaccatamente eccentrici e gay che vivono il quotidiano come lui. Il problema non sta tanto nei carri allegorici occasionali, né nelle preferenze sessuali di ciascuno di noi, ma nel fatto che in alcuni sia palesata (con effetti penosi) un’incerta identità di genere visto che, anziché affermare quella propria, si sceglie di rincorrere quella femminile (mi riferisco ad alcuni gay) o quella maschile (per le lesbiche). Questa “confusione” oscurerà sempre la “normalità” - intesa come indifferenza di fatto fra individui che vivono, studiano e lavorano - che rivendichiamo.
April 30th, 2008 at 2:35 pm
io sono contro il gay pride…attenzione non contro i gay…è diverso..
April 30th, 2008 at 2:52 pm
prima di andare al pride (2007) pensavo fosse una manifestazione piena di eccessi, trovandomi lì mi sono accorto di quanto sia piena di gente assolutamente normale. che le piume, le paiette, e gli esibizionismi vari ed eventuali, sono solo un aspetto della manifestazione, e che non sono la “maggioranza”.
il pride, come manifestazione della tolleranza e della non-discriminazione, non rinuncia e non caccia nessuno, poi certo uno può fermarsi ai personagggi appariscenti, oppure andare oltre.
del pride, tra l’altro c’è bisogno, ancora oggi.
e a chi dice “cosa è cambiato?” bè, evidentemente sfugge quanto sia cambiata (in italia, europa, stati uniti) la percezione dell’omosessualità negli ultimi 20, 30, 40 anni.
ora in italia, si parla di omosessuali. e i più accettano che l’omosessuale esista, e possa avere una sua vita privata. certo, molti non accettano matrimoni, unioni, tutele, ma comunque se ne parla, si discute, si riconosce l’esistenza.
40anni fa, in italia, i gay erano considerati non una minoranza, ma soltanto una condizione di alcune persone. di poche centinaia di persone sull’intera nazione. questa era la percezione.
e di questi poveri sfortunati, era meglio non parlare. fingere non ci fossero.
siamo tutti così certi che non sia anche per via dei pride, e delle manifestazioni connesse e similari (mostre, dibattiti, incontri, pubblicazioni, …) che le cose hanno iniziato a smuoversi?
April 30th, 2008 at 2:52 pm
Io nella mia ignoranza pensavo esistesse già! o_o
Beh.. Sì, in effetti, un coordinamento nazionale aiuterebbe molto.. Il difficile sarebbe far aderire tutti a tale movimento. Già si scannano fra i vari movimenti romani. Però è un’idea che condivido. Sarebbe bello.
April 30th, 2008 at 2:55 pm
il limite di certi discorsi e certe prese di posizione si evidenzia maggiormente quando si rimanda ad altri ciò che bisognerebbe fare in prima persona.
i partecipanti al PRIDE non rappresentano nessuno se non se stessi ed è impensabile demandare a qualcun altro la rappresentatività di se proprio per la diversità di ognuno di noi, cosa di cui dovremmo essere pienamente consapevoli, ma mi sembra di capire non sia cosi.
partecipo al pride di Roma - la mia è una scelta politica non condividendo l’idea di un pride nazionale itinerante - dal 1999, ovvero da quando mi son trasferito qui.
non ho mai partecipato vestito in modo particolare ne mai sono stato seminudo, ho sempre indossato bermuda e tee shirt visto il periodo.
con questo non ho mai avuto problema ad interagire con qualsiasi altra persona io abbia incrociato sul mio cammino che fosse vestito o meno, che fosse un frocio in giacca e cravatta (ci sono stati per chi non lo sapesse) o un trans brasiliano seminudo.
sono anche saltato su qualche carro a fare un po di casino qualche volta. in poche parole sono sempre stato me stesso, con il mio orgoglio e la mia consapevolezza, con le mie convinzioni e la mia voglia di lottare non per esser capiti ne tantomeno per esser accettati.
perché sia chiaro non c’è nulla da capire e nulla da accettare.
fabio (nome, non nick)
April 30th, 2008 at 3:24 pm
Anch’io sono contrario al Gay Pride. Ci sono modi un po’ più seri ed efficaci per rivendicare i diritti e cambiare l’opinione pubblica. Non penso che lo spettatore medio dei carri & co si possa fare un’idea di quanto i gay siano uomini e donne normali. I carri coi ragazzotti a torso nudo e i travestiti improbabili facciamoli sfilare a Carnevale. Oppure obblighiamo i giornalisti (io appartengo a questa famigerata categoria) a riprendere e a intervistare l’impiegato della porta accanto. Un saluto a tutti e complimenti per il blog.
April 30th, 2008 at 3:40 pm
Non ha senso più nulla…
Il pride passa in tv come un’eccesso di esuberanza e questo non lo condivido neanche io. E’ più spesso confuso con il carnevale di Rio piuttosto che una manifestazione di disagio e una rivendicazione di accettazione.
Credo che non serva tanta scena per conquistarsi un quieto vivere…che si scenda in piazza o si alzi la voce quando ce n’è davvero bisogno, senza fare le vittime.
April 30th, 2008 at 3:43 pm
mi piace, mi fa ridere, l’uso che molti “gay” - siamo ipocritamente un po politically correct - fa della parola “normale”…
che vuol dire “quanto i gay siano uomini e donne normali”?
April 30th, 2008 at 4:02 pm
Fabio, per fortuna hai detto tu quello su cui concordo perfettamente.
Ho ancora 2 cose da dire.
1) sottolineo: ma chi ha deciso cosa significhi essere normali e invece quello che non lo è? Libertà significa anche essere sé stessi, e se qualcuno di coloro che è contrario al gay pride vi fosse andato qualche volta si sarebbe accorto che c’è veramente l’imbarazzo della scelta tra la fauna… e non ragionerebbe in certi termini.
2) ribadisco: se solo ci si riuscisse a mettere d’accordo, almeno tutti coloro che sono orgogliosi di essere gay, per una volta si mettesse da parte certa ideologia, e si andasse a Roma (capitale) tutti insieme, bloccando la città per chiedere diritti… ma vi immaginate 2 MILIONI (per esempio) di gay in piazza!!!
Non credete che forse potrebbe cambiare qualcosa?
April 30th, 2008 at 4:08 pm
a chi interessato:
il 7 giugno, Pride a Roma e Milano
il 14 giugno, Pride a Biella
il 28 giugno Pride nazionale a Bologna
il 5 luglio, Pride conclusivo a Catania
April 30th, 2008 at 5:16 pm
ho letto solo una parte di commenti e secondo me girate a vuoto.
Quello che frega è il sistema dei mezzi di comunicazione. Molti finocchi che non partecipano al gay pride perchè non si sentono rappresentati dai culi nudi e dalle drag queen sembra che abbiano l’immagine del gay pride che fanno vedere in tv, dove ovviamente mostrano solo gli “eccessi” che sono DA SEMPRE una minoranza decisa del totale dei manifestanti.
Personalmente anche io vorrei una manifestazione più sobria ma solo perchè così i mezzi di informazione sarebbero costretti a far vedere una folla di gente comune, rompendo così lo schema mentale gay = pagliaccio pervertito. Sarebbe un “sacrificio” tutto italiano, poichè credo che in paesi + progressisti del nostro questa barriera sia già stata superata da un pezzo, ma credo ne varrebbe la pena.
April 30th, 2008 at 5:29 pm
Bhè, almeno non ci sarà solo la trashissima ed inutile parata, ma anche eventi culturali ecc. che gioveranno sicuramente…
April 30th, 2008 at 7:00 pm
Io penso di partecipare, al pride.
Sarebbe la prima volta che lo faccio, ma lo farò così come sono nella vita di tutti i giorni: in jeans e maglietta a maniche corte (perchè mi auguro che faccia caldo).
Non credo che sia bello descrivere come “eccessi” i transessuali: hanno dei diritti anche loro, tra cui quello di vestirsi secondo la loro identità di genere.
E’ una parata (e non solo una parata) che serve solo per dire “Ci siamo, siamo così e nessuno si fa male per questo”.
Un pride nazionale ed unico sarebbe la cosa migliore, comunque…
April 30th, 2008 at 7:20 pm
Parteciperò anche quest’anno al Pride di Roma, orgoglioso di esserci anche se costretto, ancora, a sfuggire le telecamere più invasive.
L’anno scorso l’enorme afflusso di persone al pride romano ha parlato chiaro alla politica del nostro paese, anche se questa non ha saputo o voluto trarne alcuna significativa conseguenza.
Quest’anno, più ancora del passato, dobbiamo esserci, per testimoniare il desiderio di visibilità e di diritti che non cambia a seconda del governo in carica e che, oggi come ieri, è forte in tantissimi di noi.
Non credo che la “normalizzazione” degli omosessuali sia una strada corretta. Non è apparendo simili ad altri che conquisteremo il rispetto che ci è dovuto. Non è dismettendo gli abiti vistosi, che qualcuno ci darà maggiore credibilità.
Se poi qualcuno se la sente di sfilare con la giacca e la cravatta che usa nel suo lavoro di professionista, invece che lasciare la marcia alle sole drag queens, sarà, io credo, non solo benvenuto ma davvero un ottimo segno.
April 30th, 2008 at 7:29 pm
Mmmm in tutte le città un po’ grandi (Torino e Milano sicuramente) si svolge annualmente il gay pride cittadino. Non lo stesso giorno del Pride nazionale, ovviamente.
L’anno scorso a Torino anziché la solita parata è stata organizzata una manifestazione che prevedeva la presenza di diversi stand e un grosso palco su cui si sono alternati diversi gruppi musicali. E’ stato carino e ha permesso una maggiore integrazione. Nel senso… non c’era chi sfilava e chi guardava, eravamo un po’ tutti insieme.
Dai, la politica non si può ridurre solo a posizioni pro o contro gli omosessuali. Io sono molto scontento di come sono andate le elezioni, ma passeremo anche questa.
April 30th, 2008 at 9:29 pm
penso che come sempre non parteciperò
mi è sempre sembrato inutile..
dimostrare l mondo che s è orgogliosi di essere normali.. lo trovo inutile..
April 30th, 2008 at 11:42 pm
I gay pride non hanno senso non perchè ci sia la destra al potere ma per il semplice motivo che non hanno senso d’esistere a prescindere da qualsiasi colore politico sia al potere.
YSL
May 1st, 2008 at 12:35 am
Totalmente d’accordo con Fabio. Chiunque va al gay pride non fa altro che rappresentare se stesso, il suo modo di essere, il suo modo di pensare e il suo personalissimo stile di vita che ha tutto il diritto di manifestare in quanto tale e senza censure (mai sentito parlare di pluralismo?). Non credo che tutte le lesbiche, i travestiti e i transessuali, gli uomini seminudi e gli uomini più sobri (mi sembra un termine più preciso dell’assurdo “normali”) che partecipano al pride si sentano di rappresentare chi non ci va, quindi tutte queste persone possono tranquillamente mettersi l’animo in pace, o possono venire a rappresentare se stessi. Io di solito vado vestito in jeans e maglietta, non mi spoglio ma cammino, e sono sempre stato contento di vedere colore, provocazione e un divertito e sacrosanto scheccare, sono alcuni dei tanti modi di essere uomini, donne, gay, lesbiche, trans. Sai che palle se fossimo tutti uguali….
May 1st, 2008 at 12:45 am
dimenticavo… non è che partecipare al pride mi impedisca di per se di cercare ed ottenere riconoscimento nella vita quotidiana, in ufficio, al bar, dal parrucchiere….
May 1st, 2008 at 1:48 am
penso che il gay pride avesse una funzione sensata quando era una roba “viva”, nel senso che traspirava la fase “storica” (le speranze del governo prodi, la lotta contro il vaticano nel 2000, lo sdoganamento delle masse gay nel decennio passato, ecc..) in cui si svolgeva. ora non c’è nulla da rispecchiare: viviamo in un acquario, nulla si muove, il movimento gay ha fatto il bilancio di 20 anni di attività e scoperto che l’italia è l’unico paese in europa dove non ha ottenuto NULLA. ma soprattutto la spinta creativa, dirompente, vivificante della gente gay si è accartocciata in una pozzanghera di piccole ossessioni e di una acquitrinosa pochezza (cosa peraltro avrebbe dovuto fare in un’italia completamente paralizzata se non paurosamente regressiva?).
May 1st, 2008 at 12:35 pm
certo che ha senso! ancora più che prima
May 1st, 2008 at 12:38 pm
scusa Urgh, non so perchè ma il commento di prima mi è venuto con il tuo nome.
May 1st, 2008 at 1:16 pm
Ogni volta che si avvinia il pride, tutti a “sparlarne”, ma nessuno che propone qualcosa di concreto. Le idee stanno a zero. fate i fatti.
e non mi venite a dire che voi il pride lo fate ogni giorno a casa, a scuola, a lavoro ecc.ecc.
E poi, secondo me, la gente dovrebbe rispettare tutti a prescindere e a priori. Se al pride ci sono le trans e le drag che sculettano è necessario accettarle così per come sono, così come la gente deve accettare così per come è il gay che non ostenta…
Se siamo i primi a denigrare come possiamo pretendere rispetto?
Non so se siete mai stati ai pride nelle altre parti del mondo, ma vi assicuro che succede di peggio.
May 2nd, 2008 at 12:12 am
“impresa eroica davvero, ma senza risultato”
Comunque vorrei vedere tutti coloro che millantano unità e orgoglio nella vita di tutti i giorni come affrontano col mondo “extra-gaypride” la loro omosessualità.
Provo ad indovinare?
quoto, quotissimo, quoterrimo Ronin
May 2nd, 2008 at 11:36 am
premetto di non aver letto i commenti,ma non ho capito la tua domanda river.Ti stai chiedendo se bisogna manifestare ora che per noi gay le cose vanno ancora peggio di prima?Che io sappia le manifestazioni non si fanno quando le cose vanno bene,ma proprio quando vanno male.
certo,non abbiamo potere,quindi dovremo starcene zitti in un angolino senza disturbare?
May 2nd, 2008 at 12:40 pm
Ok, niente gaypride. COSA FACCIAMO IN ALTERNATIVA?
May 2nd, 2008 at 12:58 pm
E comunque siete dei razzisti, perchè il pride deve servire a fare accettare la diversità in tutte le sue forme e sfaccettature, non solo quelle che piacciono a voi!!!!!
E che cazzo volete che la gente “accetti” il gay incravattato,o quello meno effeminato, ma linci la drag o la trans solo perchè sono più “caciarone? o insulti il gay effeminato solo perchè ama andare in giro vestito con abiti “ambigui?”
Leggete la storia del pride e scoprirete tanto sorprese!
Voglio proprio vedere questi sostenitori del NON PRIDE se al lavoro, in ufficio, al cinema, in ristorante, al luna park, dal mc donald’s in salumeria o al supermercato COME E QUANTO SI BACIANO IN BOCCA CON LA LINGUA come fanno gli amici etero
May 2nd, 2008 at 1:08 pm
Scusate se insisto. Poi non lamentiamoci che in ITALIA siamo ancora senza diritti. Non chiedetevi, ma come mai in SPAGNA CI SONO I MATRIMONI? COME MAI NEGLI ALTRI PAESE I PRIDE VEDONO CENTIANIA E CENTIANIA DI PERSONE SE NON MILIONI MANIFESTARE PER I LORO DIRITTI?????
E non venite a dirmi che loro non ostentano….
May 2nd, 2008 at 1:26 pm
Un’alternativa al Gay Pride? Andare davanti al Parlamento e chiedere le leggi. Sedersi nella piazza e aspettare. Come hanno fatto anche altri.
Farlo una, due, tre, anche quattro volte l’anno, fino a raggiungimento dei risultati.