Lavori al limite.

May 10th, 2008

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7 Responses to “Lavori al limite.”

  1. Siegfried81 Says:

    Immagino quali siano i dispositivi di protezione individuale…..

  2. Rodry Says:

    Bhé, il casco ce l’ha….

    Piuttosto mi fa paura quella impalcatura tutta arrugginita!

  3. valentina87 Says:

    quelle bretelle gialle sarebbero l’imbragatura di sicurezza?

  4. kio Says:

    C’è chi consuma la vita a poco poco su di una bella poltrona e c’è chi…that’s life.

  5. Mic Says:

    Credo che piglino un sacco di soldi quelli che fanno sti lavori sui grattacieli..

  6. Nate Says:

    Un sacco di soldi in quella metropoli asiatica non credo… Però ha il casco, dovrebbe essere sufficiente!

    P.S.: OT - River, ho appena visto Kutcher al cinema spassarsela con la Diaz! :P

  7. mysound1975 Says:

    E’ a Shanghai.
    Sono salito sul grattacielo grigio che si vede accanto sulla sinistra (che è il 4° più altro del mondo).
    Il panorama di Shanghai è incredibile, stile blade runner. Città da 18 milioni di abitanti, con una foresta di questi grattacieli e non solo in centro!

    Le aree più antiche sono poche, limitate al giardino del mandarino liu (credo che si scriva così), molto bello, il tempio del budda di giada, il molo, e alcune altre cose.

    Lo sviluppo non procede di pari passo con la popolazione, per cui al 20° piano di un grattacielo per abitazioni ci trovi le galline per i corridoi.
    A fronte a questo sviluppo c’è un popolo non ricco ma che sta crescendo con una voglia di imparare e di intraprendere che in Italia i giovani si sognano (anzi neanche sanno sognarlo), sicurezza sul lavoro inesistente, e tutto quel che c’è in un regime che censura l’informazione ed è molto saldo con gli oppositori (è un eufemismo ovviamente). Anche se criticabile va detto che ci si chiede se il numero di cinesi non sia tale che non sia possibile governarli altrimenti; sarebbe inconcepibile se in cina si innescassero le futili discussioni che ci sono in Italia.

    Ad ogni modo, il panorama di Shanghai permette, più di altri forse, di intuire gli enormi flussi economici, lo sviluppo all’8% della Cina, e di capire che quando i politici italiani parlano di queste cose non hanno idea.
    Sento parlare di “boicottaggio”, ma quando ci si trova lì si comprende che non ha senso boicottare nulla, è una goccia in un oceano, è una ingenuità data da scarsa conoscenza di quel mondo o da una visione utopica di esso (tipico italiano forse, tra un termovalorizzatore mai costruito e manifestazioni pro o contro qualcosa).
    Manifestiamo, intanto quelli comunque mandano gli operai a lavorare sui ponteggi di banbù anche di notte.

    In Italia non c’è la minima idea del fatto che non contiamo nulla, nulla… e al contrario ci lanciamo in grandi battaglie di civiltà come un topolino che grida contro la montagna. O andiamo a parlare di cività a casa d’altri, noi che siamo sommersi dalla spazzatura (chiaro, lo so che non è cosa paragonabile, ma rende l’idea).
    Non c’è in Italia la minima idea della potenza economica (quantitativa in termini di persone soprattutto) e degli stravolgimenti che stanno avvenendo (il petrolio, e quindi la benzina e dell’energia, i prezzi dei beni che devono essere prodotti e trasportati dipendono anche dall’aumento della domanda cinese). E non c’è una strategia (con tutti i governi, non se ne salva uno), nulla…

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