Le richieste dell’Arcigay ad Alemanno.
May 25th, 2008
L’incontro tra il sindaco e le associazioni gay della capitale era in programma da tempo, ma adesso, dopo l’aggressione di un conduttore di Deegay.it, è da vedere sotto una luce diversa. Non è un caso che, tra le richieste che l’Arcigay presenterà al sindaco, ce ne saranno alcune direttamente legate al tema dell’omofobia. Qui di seguito, il documento in sei punti che, domani, l’Arcigay sottoporrà ad Alemanno, nel corso dell’incontro in Campidoglio. Dai sei punti è escluso volutamente il Gay pride che, dicono le associazioni, “non si tocca”. Anzi, al sindaco chiederanno “il riconoscimento del valore sociale e culturale del Pride: un momento di visibilità e valorizzazione per tutte le differenze e minoranze che rappresenta un patrimonio della nostra città e per il nostro Paese”.
1) Per l’asilo politico di gay lesbiche e trans perseguitati o condannati a morte in altri Paesi: molti sono clandestini e con le nuove leggi rischiano il rimpatrio immediato nella propria nazione. Roma si attivi per far abolire le condanne a morte e per sostenere progetti di accoglienza e di cittadinanza.
2) Nuove tutele e servizi per le coppie di fatto, eterosessuali e omosessuali, secondo le competenze dell’amministrazione, per rafforzare e incrementare i servizi e le opportunità offerte a tutte le forme familiari, a prescindere dal tipo di riconoscimento giuridico, come ad esempio per quanto riguarda l’assegnazione delle case popolari e il sostegno economico alle giovani coppie.
3) Analisi sulle condizioni di vita delle persone lesbiche, gay e trans finalizzate a individuarne le problematiche e la percezione sociale dell’omosessualità e della transessualità, per elaborare e incrementare i servizi rivolti alle persone lesbiche, gay e trans sul territorio.
4) Sostegno e riconoscimento delle iniziative culturali della comunità lesbica, gay, e trans, riconoscendo le iniziative della Gay Street di via di San Giovanni in Laterano come luogo di aggregazione, visibilità e dialogo.
5) Azioni formative nelle scuole, nella pubblica amministrazione, nelle aziende municipalizzate per il contrasto del bullismo, dell’omofobia e della transfobia; incrementare l’inserimento professionale anche attraverso specifici programmi di formazione specie per le persone trans.
6) Azioni mirate a supportare gli eventi sportivi contro la discriminazione per le persone lesbiche gay e trans, come avviene in molte città europee.




Leave a Reply