L’organizzazione del Gay Pride romano non si arresta. Il divieto della Questura di arrivare in piazza San Giovanni rimane e, nonostante l’appello del Mario Mieli – ieri – a rivederlo, non ci sono novità. Fino a prova contraria, piazza San Giovanni sarà off limits. Posso comunque prevedere che nei prossimi giorni ci saranno incontri tecnici: intanto saranno proposti percorsi alternativi. Nessuno vuole il muro contro muro: un’ipotesi è che venga suggerita una piazza limitrofa. Martedì 3 giugno, alle 11.45, è stata indetta la conferenza stampa di presentazione dell’evento, in programma fra 8 giorni. Si terrà a palazzo Valentini, sede della Provincia. Al momento i patrocini ufficiali sono: degli assessorati al bilancio e alle pari opportunità della Regione; l’assessorato alle politiche culturali della Provincia; l’Agensport, agenzia regionale per lo Sport. Madrina del Pride sarà Rita Rusic.

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Il Mieli, dopo essersi rivolto alla Questura – ieri – adesso si appella direttamente al Vicariato, chiedendo alla chiesa di “esprimere pubblicamente eventuali proprie preoccupazioni o qualunque pregiudiziale di sorta all’utilizzo di piazza San Giovanni”. “Questa richiesta – spiega il Mieli – è posta per chiarezza ed anche per permettere di comprendere quale sia l’interlocutore con cui trovare soluzioni per lo svolgimento di entrambe le iniziative, la conclusione del corteo ed il coro dentro la Basilica, cioè l’evento ritenuto dalla Questura incompatibile con il corteo. Specificatamente prospettiamo già pubblicamente
una possibile felice risoluzione nello spostamento di un’ora in avanti dell’inizio del concerto,  che eviterebbe la così tanto temuta sovrapposizione”. Infine una considerazione: “E’ evidente che il Pride di Roma risulta fortemente e pretestuosamente osteggiato. E’ necessario capire da chi e perché. Se fosse invece una cosa  di poca rilevanza, facilmente risolvibile nella maniera prospettata, sarebbe giusto
risolverla”.

Massimiliamo Smeriglio, segretario romano del Prc, è appena uscito dall’incontro avuto in Questura. “Le forze dell’ordine – confessa Smeriglio – hanno le loro ragioni per una presunta incompatibilità. Ma vi sono ragioni anche da parte del movimento Glbt nel chiedere piazza San Giovanni”. Ma Smeriglio è ottimista: “Confido che nelle prossime ore si possa lavorare per smussare gli animi. Sentiremo gli organizzatori che si erano dati come obiettivo piazza San Giovanni”.

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