Pillole river-iane.

May 30th, 2008

– Hanno clonato il bancomat dietro casa mia. Proprio quello dove avevo prelevato martedì scorso. La banca mi ha avvisato e ha sospeso, in via cautelativa, la mia carta. Non hanno prelevato niente. La cosa assurda è che, leggendo di quanto abili siano i clonatori, controllo sempre che non ci sia niente attaccato sulla fessura e, digitando il codice, copro la mano (i clonatori attaccano una tele camerina per copiare il codice).
– Il cane ha il tartaro. Ma pesante. Il veterinario mi ha consigliato di rimuoverlo: per evitare che possa danneggiare il cuore. Per fare l’intervento (inevitabile l’anestesia locale), dovremo fare un’ecocardiografia e un prelievo del sangue. Preso appuntamento mercoledì.
– Week end di riposo, ma lavoro lunedì. Mi dovrò sorbire di nuovo la sfilata militaresca ai Fori imperiali.
– Sto scrivendo, molto. Cosa? Per adesso non mi va di parlarne.
– Il condizionatore a casa borbotta. Del resto ha almeno cinque anni di vita. Così ho preso appuntamento con un tecnico, e lo farò sostituire. Ne userò uno che era stato comprato per la redazione, ma si è usato solo due mesi: ha il doppio della potenza. Costo della manodopera: 400 euro. Prezzo di favore.
– Sto attento a mangiare schifezze, da un paio di mesi. Eliminato il cornetto a colazione. Non bevo più bibite gassate. Ma non riesco a rinunciare allo snack televisivo post-cena: in genere latte (parzialmente scremato) e cereali.
– Il palazzo di giustizia di piazzale Clodio è un’isola di inefficienza, sporcizia e fancazzismo. I bagni sembrano quelli di un treno in un Paese in via di sviluppo. La gente non ha voglia di fare niente. Tantissimi rom in attesa di udienza.
– Il Comune di Roma ridurrà le strisce blu: decisione suicida. Si rischia il caos.
– Dovrei tornare a Parigi, presto.
– Ho perso quasi una taglia di pantaloni. Li ricompro tutti o aspetto?
– Prima o poi mi prenderò una pausa, qui sul blog. Mi sento come un corridore impegnato in una maratona, a un chilometro dall’arrivo. A volte mi manca il fiato.
Ferie estive: di certo c’è la durata, un mese. Ma non so se partirò.

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