Il Gay Pride romano non si potrù concludere a piazza San Giovanni. E’ quanto emerso durante un incontro che il Mario Mieli ha avuto, poco fa, con il prefetto di Roma. “Ci avevamo creduto fino alla fine, ma non c’è stato niente da fare – dice la presidente del Mieli, Rossana Praitano – Ora ci riuniremo per studiare un percorso alternativo a cui non avevamo ancora pensato perche’ davvero credevamo che questo problema ‘tecnico’ di San Giovanni potesse essere risolto”. Per il Mieli si tratta di una “sconfitta”: “la nostra manifestazione era compatibile con il coro sacro che si svolgeva nella basilica di San Giovanni. Invece è prevalsa la tesi che le due cose non potessero convivere”. Perplesso anche l’Arci Gay di Roma: “Le associazioni del coordinamento sono state informate del divieto di raggiungere piazza San Giovanni a pochi giorni dal Pride, con dei tempi che adesso sono davvero difficili da gestire. A questo punto è importante trovare una soluzione condivisa e valida, come può essere ad esempio piazza del Popolo”. Presente all’incontro in Prefettura anche la deputata del Pd, Paola Concia: “E’ stata fatta una scelta sbagliata – ha detto – Domani in aula dovranno rispondere all’interrogazione sul Pride che ho presentato”.
Aggiornamento:
I carri saranno in tutto 20. Quello del Mario Mieli si intitolerà “sobrietà” e sarà provocatoriamente “autopatrocinato” dal calendario di Mara Carfagna. “il Mario Mieli ha fatto suo l’invito della Carfagna alla sobrietà e, ligio alle richieste del Ministro per le pari opportunità, ha deciso di seguire le sue orme – spiega una nota – Saranno presenti sul carro, in omaggio a ogni mese del famoso calendario, drag queens e gogo boys, elegantemente svestiti con gli stessi indumenti che la Carfagna indossava non molto tempo fa”. Il carro rappresenterà una prigione dove gay, lesbiche e transessuali sono imprigionati e tenuti lontani dai diritti. Guardiane di questa prigione ambulante saranno le emule della Carfagna.
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