Straordinaria normalità.
June 11th, 2008

Fino a prova contraria (i grafici sono ancora al lavoro sugli ultimi dettagli), questa dovrebbe essere la locandina, in stile cartone animato, del GayVillage. Lo slogan sarà “straordinaria normalità”.
Tags: gayvillage






June 11th, 2008 at 2:12 pm
è carina, niente di eccessivo. Mi piace.
June 11th, 2008 at 2:21 pm
Hey River… Mi compiaccio con me!
Ho messo on.line io per primo quella immagine!
E’ stato solo modificato il luogo con un programma immagini. Ah che bello sono soddisfatto.
Comunque, per quanto riguarda il lavoro dei grafici, è terminato. Uno dei primi cartelloni è stato affisso all’inizio della via Tiburtina
June 11th, 2008 at 2:26 pm
molto meglio del preservativone rosso
June 11th, 2008 at 2:52 pm
E mica bisogna fare a gara a chi esce prima eh
June 11th, 2008 at 2:55 pm
vabbè i grafici si potevano impegnare un pò di più…
June 11th, 2008 at 3:17 pm
Ahah no no. nessuna gara. Però un pò sono felice! haha
Io trovo la campagna molto carina e semplice. Finalmente la comunità GLBT viene mostrata nella sua normalità variopinta!
June 11th, 2008 at 3:36 pm
A me il concetto di “normale” non è mai piaciuto, nè credo che si debba tendere alla normalità. Si deve tendere, secondo me, alla diversità e al dialogo tra persone che restano diverse, senza bisogno di omologarsi.
Comunque… ben venga la straordinaria normalità. Io preferisco una “normale diversità”.
June 11th, 2008 at 3:37 pm
uhm…concordo con nemo….
non voglio dire che sia roba già vista, è normale, ormai si vede di tutto…
però…beh, mi aspettavo qualcosa un pò più “pieno”
June 11th, 2008 at 4:05 pm
Semplice, tranquilla..si mi piace
June 11th, 2008 at 4:40 pm
mi aggrego solo per dire che piace anche a me
June 11th, 2008 at 4:58 pm
ma fatemi capire la serata inaugurale è il 26 giugno? ditemi di no…
June 11th, 2008 at 4:59 pm
efficace e amichevole, credo sia la giusta linea da seguire. a me piace
June 11th, 2008 at 5:18 pm
Dovrebbe aprire il 28 o il 26. ma faranno una serata di presentazione il 21 allo spazion 900. in ogni caso il 17 presentano tutto alla stampa e ci saranno più notizie
June 11th, 2008 at 6:13 pm
Mah, sarò io ad essere bacato, ma in questa locandina ci vedo un larvato carfagnesimo.
June 11th, 2008 at 7:06 pm
@ Andrealogorrea: Il 26 apre. Ho controllato.
June 11th, 2008 at 8:06 pm
Quoto in pieno Swann
Aggiungo che è una pubblicità molto “sobria e che non ostenta”.
Non è che l’ha approvata la Carfagna?
June 11th, 2008 at 8:12 pm
Normalità? Cos’è la normalità? E’ una parola che troppo spesso è usata con accezioni negative. Concordo pienamente con Swann e con Gan. Sinceramnete a me sembra che dopo essersi venduta ad Alemanno Imma Battaglia abbia dovuto abbassare un pò la cresta ed optare per un manifesto triste e che mette ancora più in evidenza la differenza tra gay e non gay.
BOCCIATISSIMO. A questo punto meglio l’ex preservativo.
June 11th, 2008 at 10:01 pm
si si mi piace….
June 12th, 2008 at 12:31 am
Credo di non aver capito qual’è il principio o il concetto o il messaggio che sta alla base di “gay Village”. volevo capire prima di esprimere un giudizio..
June 12th, 2008 at 9:36 am
mi sembra una pubblicità del playmobil…
June 12th, 2008 at 10:15 am
a tutti quelli che criticano la campagna pubblicitaria perchè è troppo “normale”: e va bene, allora vi faccio la domanda opposta. Cosa è la “non normalità”? Dovevano metterci un bear in versione sadomaso? Ah beeeeeeeeeeh allora quella sì che era una cosa nuova!!! ‘mazza che novità!!!
Dovevano metterci un transessuale in tacchi a spillo con due vibratori in mano e atteggiamento godurioso? E già quella sì che è una cosa “non normale” infatti non si sono mai visti i transessuali!!! No no! Proprio mai!
Ma andiamo! E fatela finita!!! “Normalità” non vuol dire “anonimità”! “Normalità” vuol dire “essere sé stessi senza essere discriminati”!!!
Siete patetici!!!
June 12th, 2008 at 11:29 am
Dissento, Guybrush. “Normalità” vuol dire “rientrare nella norma”, adeguarsi alle sue imposizioni ed ai suoi condizionamenti spesso a discapito della propria individualità. Essere “normali” vuol dire molto spesso accettare, giustificare ed avallare auto-discriminazioni e rinunce.
Non sono un pubblicitario, ma avrei preferito qualcosa che richiamasse il concetto di “uguaglianza” più che il sospetto di forzato adattamento che mi sa tanto di excusatio non petita.
June 12th, 2008 at 11:40 am
@ Guybrushpirate
a prescindere dal tuo tono offensivo, che non leggo nei commenti di chi ha espresso la propria opinione criticando (che mi permetto di ricordarti essere un termine italiano con valenze costruttive, se si vuole), ti faccio notare che nel momento in cui si enfatizza il termine “normalità” esiste un profondo, dannoso rischio nel concetto stesso dalla parola.
Cosa è normale? cosa non lo è? E’ un concetto soggettivo? oggettivo? Punta alla diversità (che interessa a noi) o all’uniformità?
Credo che i dubbi espressi fin qui(ai quali mi accodo) siano legittimati dai fatti. Tutto ciò che è “normale”(come valore comune condiviso dalla maggioranza della gente) ricade su se stesso in maniera univoca, escludendo il diverso e la singolarità. Affiancare “straordinario” a “normale” non aggiunge nulla, perpetua anzi quella muta spinta all’uniformità e alla rigidità, dove comincia, per ovvio meccanismo, la discriminazione (al contrario di quanto affermi tu).
Si può obiettare che, grazie a quella espressione, si cerca di puntare all’accettazione della comunità lgbtq all’interno dei canoni “condivisi” e percepiti come “giusti”, la normalità cui tutti agognano.
Insomma una sorta di “do ut des” di carfagnana indole. Un compromesso che, lo sappiamo bene, in una società ottusa come la nostra non porta da nessuna parte.
Infine: ogni concetto può essere rappresentato in tanti modi, non solo con “o questo o il bear”.
Scusami, ma non riesco a non essere meno patetico di così..
June 12th, 2008 at 12:17 pm
Sono d’accordo con quanti dicono che il concetto di Normalità puzza di compiacenza nei confronti della destra.
A me sembra che questa campagna sussurri: “per favore, accettateci, in fondo siamo Normali come voi” (e ci mancherebbe, manco fossi esperimenti di ingegneria genetica mal riusciti).
Condividi anche il pensiero di diversità come valore assoluto e ribadisco il che il concetto, anche linguisticamente, poteva puntare sul principio di uguaglianza, non di normalità.
e concludo dicendo: sarebbe forse bastato un cartello con titolo dellamanifestazione, data e luogo piuttosto che incespicare su concetti politici che forse poco attengono a una manifestazione che di fatto è puro svago.
June 12th, 2008 at 12:19 pm
Insy, d’accordo con te.
June 12th, 2008 at 1:01 pm
Per la campagna del Pride nazionale noi (io curo le illustrazioni) siamo partiti da un’idea che alla lontana è simile ma la prende dal fianco opposto. Volevamo raccontare che “siamo tutti diversi, e in questo siamo uguali”, e per questo abbiamo proposto una serie di personaggi-testimonial con le proprie storie, e provare a invitare interlocutori nuovi ad avvicinarsi alla questione e leggerne un po’.
Da questo punto di vista, nei fatti, lo “spot” del Gay Village sembra partire da un principio simile nel rappresentare gli omini-pixel (che tra l’altro a me piacciono molto) ma poi nel copy passa dalla porta opposta. E’ in un certo senso un peccato, perchè - parlo sempre dal punto di vista del messaggio che arriva a chi della questione non ha mai masticato per distanza, pregiudizio o assenza di informazione - potrebbe avere per i più maliziosi quel retrogusto di “mettere le mani avanti”.
Il punto è che penso che il concetto di uguaglianza “alla Carfagna”, che fa rima con morigeratezza a tutti i costi, sia riduttivo abbastanza da farmi storcere il naso.
Ma la condizione di “normale” in senso ideale non dovrebbe essere quella in cui realtà diverse (lo so che mi sto imbarcando nell’ovvio) convivono senza che manco debba esserci lo scranno su cui posa il culo lei? OK, alla base di questo ci dovrebbe essere una rivoluzione culturale su più livelli - che nel caso specifico ancora non è partita manco in larga parte di finocchiolandia (che in teoria dovrebbe essere più sensibile alla questione, invece in alcuni casi finisce per essere più arroccata su certe posizioni), figuriamoci altrove.
Rassicurare di default è un approccio che a me non piace, trincerarsi dietro pretese di sobrietà-per-tutti mi suona un tantinello ipocrita, perchè invece non si informare in modo attivo? A me sta cosa che si debba avere sempre questo atteggiamento o solo “antagonista” o solo “colpevolizzato” pare faccia venire meno il senso e il perchè della necessità di comunicare di queste cose.
Mentre scrivevo aggiorno e vedo che INSY (sono un tuo fanz) è riuscito a dire meglio e in molte meno righe.
Ritorno alle matite che è meglio
June 12th, 2008 at 3:51 pm
Ragazzi scusatemi tanto, ma se puntiamo al concetto di “uguaglianza”, non pensate che sia implicito anche quello di “normalità”?!?!? Una società dove siamo tutti uguali, è una società dove siamo tutti normali perchè la diversità non esisterebbe e nessuno si sposterebbe dalla norma! O no?
Alla fin fine stiate facendo una questione esagerato per un qualcosa che, in fin dei conti, è solo un problema lessicale!
P.S.: scusate se prima sono stato offensivo, ma avevo davvero l’impressione (e continuo ad avercela) che chi scrive tutta ’sta roba sulla parola “normale”, avendone quasi paura, abbia un po’ di frustrazioni acidificanti.
June 13th, 2008 at 12:22 am
meglio di quella di toscani ma 3000 volte peggio di quelle degli anni passati.
la qualità (grafica e creativa) sembra essere anni luce.
blah!
June 13th, 2008 at 12:26 am
A me non piace…
Non mi piace il mix fra fumetto e foto reale, il fatto che si alzino verso il cielo quei pupazzetti (ps: è gente morta? c’è pure un mostro/fantasma)
E poi la gente penserà che quei pupazzetti terribili, mezzi mostri, così STRANI sono i gay (cioè noi)… qualcosa di lontano dalla normalità. E allora che c’entra lo slogan?
June 13th, 2008 at 9:08 am
cito Caetano Veloso che disse”Visto da vicino nessuno e’ normale”….mi sembra uno slogan più adatto per il gayvillage
June 13th, 2008 at 5:31 pm
“Normalità” è uno di quei concetti talmente astratti che non si può neanche definire davvero. Un po’ come anche “perfezione” o “egoismo”. “Normale” è talmente astratto e inutile ai fini pratici che lo trovo ridicolo e alzo il sopracciglio.
Quel che però scogliona me onestamente è vedere quanto siano pesanti i commenti “che schifo, che brutta, imma si dev’essere venduta alla carfagna abbassando la testa perché una campagna così brutta..” ecc.
A proposito di dialogo.. passa davvero la voglia di parlare con voi, più nodosi di qualsiasi Carfagna e più “dietrologici” di qualsiasi anziana donna di paese.
Preferisco parlare con un fascista, almeno so com’è e conosco i suoi pensieri APERTAMENTE.