L’ArciGay lancia “registro autogestito” matrimoni.
June 17th, 2008

Mentre in California si sfornano matrimoni su matrimoni (tra gay), l’ArciGay italiano promuove una nuova iniziativa, per “dare un ulteriore slancio alla battaglia per il riconoscimento di pari diritti e doveri per le coppie omosessuali in Italia”. Da oggi, infatti, viene lanciata ufficialmente la campagna per l’istituzione del primo “Registro Autogestito” dei matrimoni gay e lesbici che sarà inaugurato il 18 – 19 ottobre con la celebrazione, in contemporanea in almeno 80 città, di nozze gay. “Arcigay - spiega il presidente dell’associazione, Aurelio Mancuso - porterà alla luce l’esistenza delle coppie omosessuali che non si è mai voluto censire da alcun istituto di statistica, escludendole anche dalle griglie di risposte del Censimento”. “Da sole e da soli - dice Mancuso - ci assumiamo la responsabilità di fare ciò che la politica italiana ci ha, per ora, negato. Le coppie che si uniranno in matrimonio s’impegneranno a farsi promotrici di un’azione sociale e culturale, sia in ambito nazionale che locale, al fine di aprire un confronto e ampliare la conoscenza sulle nostre vite, relazioni, doveri e diritti e negati”.
Tags: diritti gay







June 17th, 2008 at 5:56 pm
Penso che uno delle questioni più problematiche sia l’assenza di dati rispetto alla presenza degli omosessuali residenti in italia…
e la cosa non è casuale…
nel senso che alla politica sta bene cosi…
é vero siamo una minoranza ma forse non cosi piccola come ci vorrebbero far credere!
e proprio per questo che a parer mio è importante portare avanti iniziative come queste…
occorre far “pesare” la nostra presenza…
June 17th, 2008 at 6:31 pm
Ottima iniziativa, mi piace.
June 17th, 2008 at 9:12 pm
speriamo che almeno le coppie gay evitino gli abiti bianchi con veli a strascico e altre patetiche usanze…. che circoli aria di modernità.
June 17th, 2008 at 10:51 pm
ohhh, visto che si può fare qualcosa di diverso dalla sfilata al ritmo di house per le strade cittadine?
ottimo.
June 18th, 2008 at 1:04 pm
si ma oltre che eccitare qualche animo sprovveduto, a che serve?
un simile registro non ha alcuna rilevanza ne politiche che giuridica. inoltre come la mettiamo con CertiDiritti e Rete Lenford?
insomma, la solita boutade di mancuso per far vedere che lui è il più figo di tutti…
June 18th, 2008 at 1:48 pm
@ Fabio
sì, hai ragione, legalmente non ha alcun valore. Ma credo che l’intento non sia questo. Piuttosto, c’è la volontà, se ho letto bene la “boutade”, di avere un pezzo di carta con scritto chi e quante sono le coppie omosessuali italiane. Perchè finchè un simile pezzo di carta non c’è, chiunque (specie il legislatore) può dirti: state parlando di aria fritta, chi e quante sono le coppie gay?
June 18th, 2008 at 1:53 pm
Concordo con Fabio, questa iniziativa non ha alcuna rilevanza, mentre lo ha il presentarsi in Comune e chiedere la pubblicazione degli atti di matrimonio, con conseguente diniego e ricorso in tribunale. Solo in questo modo ci si può far accorgere dal legislatore, altrimenti perché questi dovrebbe legiferare se nessuno si fa avanti concretamente?
June 18th, 2008 at 2:08 pm
@O: ma perché se fosse solo 1 coppia a volersi sposare cambierebbe qualcosa?
il problema non è nel numero quanto piuttosto nel principio di uguaglianza e di possibilità di scelta;
inoltre si rischia di deviare attenzione da quanto invece sta già facendo l’associazione Certi Diritti insieme alla Rete Lenford che si stanno già muovendo in tal senso…
insomma, al solito, ArciGay pensa solo a farsi pubblicità con mosse inutili anche a discapito di altre realtà…
June 19th, 2008 at 1:47 pm
@Fabio
nel mondo degli ideali, no, non cambia nulla che sia 1 o 100 le coppie. Però, se mi permetti, qui il discorso non è tanto chi ha diritto a cosa (1 coppia o 100, non dovrebbe esserci differenza neppure nella vita reale), ma “come” riuscire a far avere diritti a persone cui spettano. In questo caso, rendendo “visibile” la situazione problematica attraverso un elenco… e mi pare una bella cosa.
Del resto, anche fosse 1 sola la coppia di cui si parla, come può il legislatore occuparsene, se non sa che esiste?
Purtroppo non conosco le due associazioni che nomini, quindi non mi esprimo sulla “furbata” o meno di arcigay.
@Principino: se fai ricorso in tribunale, semplicemente perdi il ricorso, perchè il tribunale applica le leggi vigenti. Il Legislatore non dialoga con il tribunale, ma coi cittadini, attraverso altri strumenti. Quindi chiedere la pubblicazione di atti di matrimonio, di per sè, è completamente inutile.
Potrebbe diventare utile se tutte le coppie interessate lo facessero e, conseguentemente, creassero un movimento mediatico informativo in tal senso.
June 19th, 2008 at 3:02 pm
Perdi il ricorso, ma il tribunale specificherà nel ricorso che manca ad oggi una legiferazione in tal senso, e rimanderà il tutto appunto al legislatore. Ancor più che, con la possibilità che coppie sposate dello stesso sesso arrivino dall’estero, una regolamentazione di questa materia deve per forza essere affrontata.
A oggi però solo una coppia di ragazzi di Firenze ha chiesto la pubblicazione degli atti e ha affrontato il ricorso in tribunale. E così ti do completamente ragione, se tutte le coppie interessate lo facessero davvero si creerebbe un movimento mediatico basato su un atto concreto e non su una “provocazione” come quella ideata da Arcigay. Il blog “La Famiglia Fantasma” si è occupato e si occupa approfonditamente della questione, ma è un po’ una voce nel deserto. : (