Conferenza stampa di presentazione della VII edizione del GayVillage, la cui serata inaugurale è prevista per il 26 giugno. Imma Battaglia emozionata, anche perché, secondo indiscrezioni, all’inaugurazione dovrebbe partecipare l’assessore comunale alla Cultura, Umberto Croppi: per lei sarebbe un piccolo riconoscimento rispetto alle neanche velate manovre di avvicinamento al centrodestra. E, intanto, la presidente dell’associazione DìGayproject, ha anche lanciato un appello al sindaco, Gianni Alemanno, e a Walter Veltroni: “Mi farebbe piacere che prendessero parte, il 26 giugno, ad un dibattito, qui al Village”. L’idea è quella di un talk show su diritti dei gay. Presente alla conferenza anche la deputata del Pd, Paola Concia, che recapiterà a Veltroni l’invito della fondatrice del GayVillage. Per la Battaglia, la giunta guidata da Alemanno, ha dato “un segnale positivo facendo di questa manifestazione uno dei capisaldi dell’Estate Romana”. L’invito a partecipare al dibattito è stato recapitato anche al presidente della Regione, Piero Marrazzo, e quello della Provincia, Nicola Zingaretti.

Nella rinnovata cornice del Parco del Ninfeo - lo spazio è di 6000 metri quadrati - ci sarà spazio per cinema, teatro e musica. La manifestazione si svolgera’ su tre giornate: giovedì (7 euro con consumazione); venerdì e sabato (13 euro con consumazione). L’ingresso sarà gratuito dalle 20 alle 21.30. Una novita’ della stagione è il “Drag King Festival” uno spettacolo-concorso in cartellone per 3 giorni (10-12 luglio) e che vedra’ esibirsi donne travestite da uomini nelle più svariate declinazioni del maschile: rockettari; rappers; gigolo’. Unico nel suo genere e per la prima volta in Italia il festival sara’ presentato da Dodi Conti e Lucrezia Lante Della Rovere. Special guest, Sabrina Impacciatore. Quanto al trasferimento dal Parco delle Cascate al parco del Ninfeo, la Battaglia ha tenuto a precisare “che non è stato uno sfratto, ma un cambiamento voluto, sperando che anche il prossimo anno si possa svolgere qui”. Sabato 21 giugno
pre-official party allo Spazio Novecento (piazza Marconi). Al Village ci sarà anche teatro: Alessandro Fullin, Katia Beni; Cinzia Leone, Gennaro Cosmo Parlato, Vladimir Luxuria, le Sorelle Marinetti.  La nuova programmazione cinematografica a cura di Armilla Eventi proporrà un repertorio di film introvabili nel circuito delle sale.

Capitolo spese: per la prima volta la Battaglia le ha elencate una ad una. Tutta la manifestazione costa 1.600.000 euro. Ecco il dettaglio delle spese: 250 mila euro per la sicurezza, affidata ad un servizio privato; 600mila il costo per la costruzione del villaggio, 250 mila euro quello delle maestranze ed altrettanti per il contenuto artistico; i fondi restanti servono per la campagna di comunicazione e per l’area privata dove si svolgera’ la manifestazione. Quanto ai contributi esterni: 60 mila euro dovrebbero arrivare dalle istituzioni ma “al momento - dice Battaglia - non e’ nemmeno sicuro che arrivi il contributo dell’Estate Romana, che fino all’anno scorso era di 50 mila euro. 10 mila euro e’ invece il contributo che dovrebbe arrivare dall’assessorato allo Sport del Comune per la parte ‘Benessere’”. 200 mila euro, infine, sono coperti dai contributi degli sponsor (Heineken con il brand Budweiser, Martini con il brand Bacardi e Citroen); gli altri saranno recuperati dai costi dei biglietti di ingresso e dagli incassi di bar e ristoranti.

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22 Responses to “Gay Village/Una manifestazione da 1.600.000 euro.”

  1. quadrarettoview Says:

    Il village è una struttura commerciale..non sono daccordo,sui diritti nazionali degli omosessuali se ne deve parlare al Gay pride nazionale…mi sembra scorretto e accentratore come atteggiamento…..magari dobbiamo pure pagare il biglietto per assistere al dibattito.

  2. river Says:

    E’ una struttura commerciale, ma questo non vuol dire che non si possa parlare di diritti gay.
    L’anno scorso, entro un certo orario, l’ingresso era gratuito. Penso che il dibattito avvenga in orario free.

  3. Xandro86 Says:

    Non so se la Battaglia è furba oppure stronza. Staremo a vedere prima di giudicarla.
    Ad ogni modo gli interessi economici ci stanno vedremo quanto è disinteressata quest’apertura vs il centrodestra

  4. eolorm Says:

    Torno adesso dalla conferenza. L’ingresso è gratuito anche quest’anno fino alle 21:30 ed i dibattiti avverranno in quella fascia otraria. Un sabato al mese, peri i tre mesi, ci sarà uno sportello gestito da Imma, Annachiara e non so chia ltro, a cui ci si potrà rivolgere per le informazioni sui diritti e quant’altro.
    Il comune di Roma non darà soldi al village se non 50.000 euro (ma non è certo) + 10.000 euro per il villaggio del benessere. Tutto però costa 1.600.000 euro.
    Io non posso che loare tutto quello che sta facendo Imma.

  5. Roma in Pride Says:

    é una struttura commerciale, ma con un forte carico sociale e politico.
    Però prima di tutto, se la Battglia fosse veramente onesta, invece di fare la “finta democristiana” che vuole dialogare con tutti, perchè non organizza un dibattito pubblico con tutti i rappresentanti del movimento GLBT???…
    é chiaro che punta ai politici, perchè come fanno tutti in Italia, cerca appoggi e soldi per la sua associazione e le sue iniziative….. Un chiaro esempio di Inciviltà Italiana!

  6. Anonymous Says:

    che roba ridicila

  7. eolorm Says:

    Ragazzi, lei cerca anche soldi per la sua organizzazione, ma quanto fa questa organizzazione per la comunità GLBT? Tantissimo. E se anche non facesse nulla, l’intero progetto viene ripagato solo da sponsor e biglietti (oltre che consumazioni). QUindi va benissimo. Che poi lei cambi rotta è un altro discorso, ma ciò non toglie che il gay village, se vissuto nella sua interezza, è una grande manifestazione culturale. non dimentichiamo che ogni sera ci sono, gratuitamente, proiezioni, rappresentazioni e musica. Tutto a carattere gay.

  8. O. Says:

    mmm, in fondo con poco più di 1000 ingressi a serata, supponendo che stiano aperti 10 weekend e che il numero di persone sia lo stesso per ogni serata, potrebbero rientrare nei costi abbondantemente…
    già ce c’erano potevano fare anche domenica sera ;)

  9. popslut Says:

    Mi intrometto. C’ero anch’io alla conferenza, e mi sono preso la briga di riportare sul mio blog le parole di Imma Battaglia.

    http://popslutblog.blogspot.com/2008/06/gay-village-2008-la-conferenza-parla.html

    Senza stare a crederle o meno, Battaglia sostiene, tra le altre cose, che la manifestazione non produce utili.

  10. eolorm Says:

    Ho appena pubblicato nel mio blog un altro breve resoconto della conferenza stampa.
    Buon Village a tutti

  11. Fabio Says:

    il gayvillage è solo una macchina fabbrica soldi per i soci fondatori (e tralascio di fare i nomi…)
    il dgp in realtà compare come specchio per le allodole per dare al GV una parvenza di impegno ma in realtà se non ci fosse sarebbe uguale…

  12. river Says:

    Fabio,
    se il Gayvillage non ci fosse, sarebbe una perdita per i gay. Perché quello specchietto per le allodole lancia comunque un messaggio di “normalità”. Una manifestazione, come tante, nell’Estate romana.

  13. Fabio Says:

    il gayvillage è stato rivoluzionario il primo paio di anni - a testaccio - e solo per il nome scritto grande e grosso all’ingresso… da allora in poi si è sempre più tramutato in una manifestazione discotecara come tutte le altre che con la normalità non ha nulla a che vedere, come tutte le altre serate discotecare…

  14. simonchio Says:

    ma sapete che non sto più nei collant per l’emozione? :-)

    Anzi, nelle ballerine, perchè da oggi finalmente ’sto minchia di anticiclone delle azzorre ha deciso di venire a sostare un pò da noi.

  15. river Says:

    Io ho già tirato fuori il piumone da aria condizionata :)

  16. eolorm Says:

    io invece schiatto di caldo. Però sono contento! Finalmente si dorme con mascherina, finestra aperta e senza lenzuola!
    Come ci siamo ritrovati a parlare dell’anticiclone delle azzorre dal pride? Pa poi la nina è scomparsa nei meandri delle previsioni del tempo di un mese fa o ritorna?

  17. simonchio Says:

    come al solito sono io che mi metto a divagare :-)
    Se river mettesse una tassa sull’Ot io sarei già sul lastrico. Sant’uomo che ci sopporta… :-)

    però è da notare che gli ot ultimamente li maschero bene, no? :-)

  18. brand Says:

    sono in linea con eolorm, come si può pensare di mettere su, una inizativa del genere, anche di buona qualità, senza che ci sia dietro una organizzazione economica che la supporta e che ci guadagna. è lo stesso per i vecchi festival dell’unità (o quelli del secolo, per chi stava dall’altra parte) o per il concertone del primo maggio. IL VALORE E’ DATO DA QUEL CHE SI VUOLE PROMUOVERE, e anche dal divertimneto di chi ci partecipa. i moralismi eccessivi non portano da nessuna parte.
    @ eolo, ma che è la mascherina per la notte
    @ simonchio ma che c’entrava l’anticiclone
    @ riv io sono sempre senza aria condizionata, dopo un mese ancora non me la riparano grrr

  19. O. Says:

    Bè, se non ricordo male, tra i primi organizzatori/partecipanti del GayVillage c’erano quei straordinari imprenditori del divertimento che erano il gruppetto del Gorgeous, e parlo del primo Gorgeuos, non di quello degli ultimi 2/3 anni. Quando, me lo ricordo come fosse ieri, il sabato prima pagavo il II drink 10mila lire, il sabato dopo lo pagavo 10 euro… oh, bè,fino a quando non mi sono portato a letto uno dei door selector, ecco… ;)

  20. river Says:

    Ecco, non parliamo dei door selector del Village ;)

  21. Filnik Says:

    chissà com’è il gay village…a Milano al massimo si vede il festival dell’Unità che puzza pure!

  22. O. Says:

    no no no, che “dei”…. DEL !!
    ok stop :-D

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