dellavedovaQuesta storia del Pride in giacca e cravatta – e, quindi, più sobrio – è destinata a tormentare ancora a lungo la comunità gaya. Lo dimostra l’intervista-annuncio di Benedetto della Vedova, ex radicale, ora deputato del Pdl. Il quale annuncia la sua presenza alla parata. Sarà l’unico parlamentare del centrodestra a sfilare per le strade di Bologna.

“Farà caldo, forse la cravatta la lascio a casa, ma la giacca la metto di sicuro. Sulle modalità e l’ostentazione del Gay Pride si può sempre discutere, basta che lo si faccia senza pregiudizi. Nessuno dei miei colleghi contesta apertamente la mia posizione nel partito, ma sono convinto che un grande partito come il Pdl debba rappresentare l’intera popolazione italiana. Non può permettersi di non dare cittadinanza, anche al proprio interno, alle varie espressioni della vita sociale e culturale”.

Per un deputato del Pdl che partecipa, tanti del Pd hanno annunciato che non ci saranno. Con motivazioni direi “discutibili”. La deputata Donata Lenzi: “Non ci sarò, non ci sono mai andata, non vedo perché dovrei farlo ora: penso che sia ora che i partiti smettano di schierarsi ufficialmente su queste questioni. Non serve una posizione di partito, ma buone leggi“. Ma le leggi le promuovono i partiti o lo Spirito Santo? Perentoria anche la deputata Sandra Zampa: “Non ci sono e non ho nemmeno aderito“. Danno forfait anche gli altri deputati made in Bologna: Salvatore Vassallo (“Non sarò personalmente presente, ma non per atteggiamenti discriminatori di nessun tipo“) e Gianluca Benamati (“Sabato sarò fuori Bologna, ma non avrei partecipato comunque“). Ma lo stop arriva anche dai senatori. Rita Ghedini spiega che non sa se sarà libera, anche se “certi diritti vanno salvaguardati“, l’ex sindaco Walter Vitali dice di non voler fare dichiarazioni, mentre Giancarlo Sangalli giura di non avere “motivi di particolare ostilità, ma di non avere l’agenda con sé per vedere cosa starà facendo sabato“. Insomma, l’arrampicata sugli specchi sulla questione dei diritti gay ha avuto inizio.

Intanto il sindaco di Bologna, il duro Sergio Cofferati, ha emanato un’ordinanza con la quale vieta la vendita, il 28 giugno, “di lattine e bottiglie di vetro” e stabilisce che sarà proibito abbandonare per strada “qualsiasi rifiuto, immondizia, residuo solido, semisolido e liquido”. Il divieto di vendita di bevande in vetro e lattina interesserà tutto il percorso del corteo, dalle 13 alle 22. Lo stop vale anche per gli ambulanti lungo i viali. L’acqua sarà la bevada ufficiale del Pride, direi.

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