Questa storia della moda come modello da imitare è una gran noia. Come se le ragazzine della provincia comprassero Vogue Paris o Numéro per dar loro un modello da imitare. C’è una quantità smisurata di settimanali italiani e trasmissioni televisive con modelli probabilmente più adatti a loro. Quando scatto un servizio spesso la mia fonte di ispirazione è qualcosa che nella realtà non mi sognerei mai di inseguire. la solitudine estrema ad esempio, l’alienazione, la follia, la morte in alcuni casi. Quando l’arte diventa modello da emulare nelle proprie vite, può accadere di sconfinare nell’insensatezza, nel grottesco, nella malattia addirittura. E’ per questo che bisogna tracciare una netta linea di demarcazione tra l’arte e la propria vita. Tra l’immaginazione e la realtà.

Per molte delle storie che scatto amo utilizzare ragazze estremamente magre. Una donna può essere
bellissima e interessante a qualsiasi peso. Detto questo trovo che le donne magrissime abbiano
un’allure speciale. Faccio questo lavoro da diversi anni e non ho mai avuto l’impressione che le ragazze
fossero anoressiche. Anzi, una volta dovevo scattare una copertina e ho mandato indietro la ragazza che a
colazione aveva ordinato due panini. Avevo l’impressione che ingrassasse a vista d’occhio. Se ad un’atleta è richiesta una disciplina per far bene ciò che fa, lo stesso vale per una modella. Per giunta la carriera di modella dura solamente qualche anno e in alcuni casi può essere molto remunerativa. Se le ragazze staranno meglio più rotonde e se davvero lo vorranno, avranno tutta la vita per mangiare due panini col prosciutto di prima mattina.

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