Bocconi Amari/Fenomenologia semiseria del bocconiano.
June 26th, 2008
Debutta oggi su river-blog un nuovo guest-editor. Bocconiano, offrirà il suo punto di vista sul prestigioso ateneo milanese, tra casiraghini e berlusconini. Senza grosse velleità sociologiche, “Bocconi Amari” racconterà vizi e virtù dei suoi colleghi.
Il principe ereditario: è bello, è ricco, è intelligente, ha un cognome di tutto rispetto. Di solito il suo look è impeccabile, la sua media oscilla tra il ventotto virgola qualcosa ed il trenta virgola qualcosa. Ha sempre qualche aneddoto carino da raccontare, che sia andato a mangiare il sushi con le amiche il giorno prima o che sia stato nominato alfiere del lavoro da Ciampi, e li riporta con il medesimo entusiasmo. Durante il terzo anno del triennio andrà in “scambio” alla Wharton o a Berkeley perché fa figo, opterà per Turchia, Cina o India per darsi un tocco esotico. Tutti vorrebbero essere come lui (??).
La diva dell’Hollywood: il suo imperativo categorico è: “ho vent’anni? Minchia se me li godo!!!”. Il suo abbigliamento è ostentato tendente al fighetto. La sua media non pervenuta. In aula non va più in giù della terzultima fila . Appena finita la lezione (sempre che ci vada) corre al Taxi Blues per non rimanere indietro sugli ultimi preparativi della “serata universitaria”, che per lui comincia il lunedì e termina la domenica sera. Salvo poi trovarsi a 25 anni ancora iscritto al secondo anno con papà che minaccia di sospendergli gli alimenti.
I “vìps”: oltre la Borromeo, oltre Berlusconino, oltre Casiraghi. Sono figli di imprenditori e/o politicanti e/o diplomatici stranieri. Stanno provando l’ebbrezza di mischiarsi con il proletariato, senza rinunciare per questo alle loro abitudini. Quando chiacchierano con il popolino sono amabili, salvo poi spiattellarti tra una risata e l’altra che il padre ha un’azienda di 200 dipendenti oppure che le vacanze di Pasqua passate nella sua (sua sua, non “di famiglia”) villa di Firenze sono andate benissimo. La sua media è alta (ma non è il suo primo pensiero la mattina, mentre Alfred gli porta la colazione a letto).
Le tacchettine: Ore 8.30: uscita dal 15 pieno zeppo come un treno destinato ai campi di concentramento; ore 12.00: direzione mensa chic per pranzo/pettegolezzi ; ore 18.00: ritorno a casa dopo una giornata di estenuanti fatiche. A qualsiasi ora del giorno e della notte, che sia inverno con 25 mm di pioggia o estate con 40 gradi all’ombra, la “bella bellissima” non rinuncia mai al suo tacco 13. Il suo tacchettìo è ormai un metodo alterntivo all’orologio a cucù per la scansione bocconiana del Tempo. Sempre e costantemente in anticipo per evitare qualsiasi inconveniente che possa farle fare ritardo, sia perché non potrebbe correre con quella “dotazione”, sia perché (testuali parole) “correre è inelegante”. Ondeggia fluida con i suoi attillatissimi jeans Armani o le sue svolazzanti gonne Cavalli, finchè un giorno Naomi non le farà lo sgambetto facendola maldestramente cadere e a lei, tra i flash dei fotografi, non rimarrà altro che scappare via in lacrime. L’unico ricordo di quell’evento sarà un fondotinta di Elizabeth Arden rotolato rovinosamente dalla sua borsa e ritrovato dall’inserviente asiatico il giorno successivo durante il turno delle pulizie.
I “pensionati”: direttamente alle favelas brasiliane (visti i requisiti per accedere ai benefici ISU); le leggende sugli abitanti del Pensionato Bocconi si perdono nella notte dei tempi. Dalle feste-sfascio che occupano interi corridoi, alla promiscuità delle docce in comune, ai modi misteriosi in cui ogni abitante del pensionato riesce sempre ad avere informazioni in anticipo su qualsiasi esame/professore/evento/modalità su come ottenere un qualsiasi servizio, ovviamente sconosciuto ai più. Sono partecipanti attivi di tutto ciò che viene organizzato in Bocconi (attività calcistiche in primis). Il loro abbigliamento è un po’ trascurato, e non è raro vederli arrivare la sera a mensa in ciabatte e tuta. Occupano le primissime file dell’aula e spesso arrivano con la lezione già studiata.
I “Comunisti”: avrebbero voluto fare Lettere antiche oppure gli attivisti in qualche centro sociale. Invece hanno provato il test di ingresso e sono stati ammessi nel tempio del capitalismo italiano. Vagano noiosamente per l’università in cerca di un senso da dare alla loro permanenza lì. Fanno esami perché studiano, non perché provino interesse reale per la materia. In biblioteca si avvicinano mestamente all’unico scaffale di libri di narrativa in cerca dei “Racconti” di Cechov, oppure li trovi all’ingresso di ogni edificio a distribuire volantini per la riunione dei “Comunisti Bocconiani” (lo so, fa molto ridere, però esistono davvero…). Verso il secondo/ terzo anno arriva l’epifania (di solito la visione del lavavetri all’incrocio di Porta Romana, prospettiva di un futuro non molto gratificante) che gli fa cambiare facoltà (Filosofia e Scienze della Comunicazione le più gettonate); altri si impongono di trovare qualche ambito di loro interesse e decidono di riversare lì la loro intelligenza; altri finiscono come “La Diva dell’Hollywood”, senza però aver mai visto un locale o una discoteca.
Aurea mediocritas: la categoria più vasta. Il giovane bocconiano medio, senza infamia e senza lode, che passa il suo tempo tra lo studio, qualche ubriacatura e il ciulamento. I suoi argomenti preferiti sono: il “fantastico mondo dell’università”, gli esami da fare ed i corsi da seguire, dove vuole andare in scambio, com’è andato il Campionato e cosa è successo a “L’Isola dei Famosi”. Veste casual, spesso tenta di imitare, con scarsi risultati, look e modi del “Principe ereditario”. A lezione si riunisce con altri suoi simili in “gruppetti” per riuscire, in branco, laddove il “Principe ereditario” riesce singolarmente: farsi notare ed eccellere.






June 26th, 2008 at 12:34 pm
forte questa tiver novità! il pezzetto poi su casiraghino è delizioso, ce lo vedo proprio (a proposito, ma è così carino come sembra????).
per par condicio ci vorebbe in futuro anche un guest editor dalla luiss
June 26th, 2008 at 12:53 pm
..dire anche che la Bocconi, gioiello milanese, non naviga in buone acque??
June 26th, 2008 at 12:57 pm
che schifo
June 26th, 2008 at 12:58 pm
Da quel che mi risulta è da un po’ che la Bocconi non naviga in buone acque a livello accademico… Funziona ancora per il nome e per il network di contatti che uno si crea.
June 26th, 2008 at 1:11 pm
oddio…
è pure peggio dei meandi politecnici.
forse
June 26th, 2008 at 1:18 pm
Quante risate…non resisto!
Ciao river,
da un pò che seguo questo blog, ma non ho mai lasciato un commento. Questa volta non sono riuscito a trattenermi proprio perchè sono un bocconiano!
La fenomenologia è azzeccatissima, anche se la articolerei in diverse sottocategorie. Il subtrato sociale della Bocconi è decisamente più variegato di quello proposto e molto dipende anche dalla provenienza regionale e dal corso di laurea seguito.
Comunque io appartengo alla fenomenologia definita “Aurea mediocritas”, la più vasta e rappresentata appunto e direi la più motivata. E’ quella categoria più socievole, che, vi assicuro, non cerca per niente di emulare il “Principe ereditario”. Questo assume le sembianze di un viziatello odiato(e direi anche un pò invidiato, giusto per il fatto di avere assicutato un bel e remunerato posto di lavoro e di venire tutti i giorni in facoltà con una macchina diversa), che cerca di mettersi in tutti i modi in mostra, senza tuttavia dimostrare(scusate il gioco di parole) un bel niente.
p.s. Casiraghi non è un granchè e si veste come i “Pensionati”!
June 26th, 2008 at 1:22 pm
P., prima di dire certe scemenze INFORMATI. Leggi le graduatorie mondiali stilate dai vari giornali internazionali o dalle università.
Che la Bocconi ha perso prestigio lo si continua a dire da anni. Mi dispiace contraddirti e dire che NON è VERO; è anzi l’opposto.
June 26th, 2008 at 1:26 pm
qui a milano si dice “Bocconi Bocconi…. e me cojoni!”
ad ogni modo faccio notare due cose: l’utilizzo dell’espressione (o della sola conoscenza) del redattore del termine “tacco 13″ mi lascia perplesso ma svela indubbiamente dove va la domenica sera a Milano.
due: la media del trenta virgola qualcosa non può esistere. Le lodi non valgono più quel mezzo voto aggiunto e dunque pure con tutti trenta e lode la media sempre di trenta - il massimo - rimane.
E io sto in università ADESSO - anche se magari a Brera siamo tutti comunisti e punkabbestia, e allora magari per noi le cose sono diverse, non avendo la carta igienica firmata Pierre Cardin nei cessi dell’uni.
son cose che ti formano eh.
June 26th, 2008 at 1:31 pm
è la prima volta che scrivo un commento nonostante legga il blog da molto tempo ma da “pensionato” mi sento tirato in causa. sono al primo anno e volevo informare chi ha scritto l’intervento che il pensionato a cui fa riferimento nn esiste piu visto che e stato completamente ristrutturato! forse si riferiva al passato. e comunque nn mi sognerei mai di andare a mensa in ciabatte!! nn tutti quelli che abitano qua sono 1 fascia. in ogni caso l’articolo e fedelissimo alla realtà
June 26th, 2008 at 1:34 pm
Tutte le volte che mi capita di venire in Bocconi mi chiedo sempre: ma qui la percentuali di gay e’ doppia rispetto alla media milanese?
E poi, non e’ che riusciresti a procurarmi l’email di un paio di ragazzi che ho visto giocare a calcetto nei campetti dell’universita’ mentre io mi sorbivo una pallosissima lezione alla Sda?
June 26th, 2008 at 1:38 pm
io abito in zona bocconi, queste cose sono il mio pane quotidiano. dato che ho avuto anche una coinquilina appartenente alla categoria “tacchettine” (anche se lei non prendeva il 15 data la vicinanza). a dire il vero ho sempre pensato che i comunisti venissero da altre università.
pierre casiraghi vestirà anche come uno dei pensionati ma all’università arriva con una mercedes SL, (non proprio da favelas) ovviamente targata principato d monaco!
comunque vedere quanto studia un bocconiano rispetto a un altro ti fa pensare ad una sola cosa.. sborsare tutti quei soldi ti rende la vita più facile. (questo non vuol dire che i ragazzi che fanno la bocconi non studino) studiano meno però dei loro pari della statale.
June 26th, 2008 at 1:44 pm
Voglio anche io l’auto targata principato di Monaco!
June 26th, 2008 at 1:46 pm
@ stanley
Ovviamente la “fenomenologia” non è esaustiva, altrimenti avrei dovuto scrivere il doppio!!!
E’ semplicemente un punto di vista.
@ N!ck
da noi il 30elode vale 31 nel calcolo della media ponderata. Quindi avere una media superiore al trenta non è nè impossibile, nè inusuale.
@ chi l’ha fatto notare
tutte le università hanno abbassato i loro standard qualitativi con l’avvento del 3+2.
Da quello che ho capito finora e confrontandomi con “quadriennalisti” non posso non arrivare alla conclusione che i corsi base del triennio bocconi sono in decadenza (dipende sempre dal professore che capita al corso però).
La musica cambia al biennio e ai master. Lì i livelli qualitativi non solo sono rispettati, ma sono concorrenziali con università mondiali e dai nomi altisonanti.
Il paragone con le altre università italiane non mi sembra fattibile: ho visto gente proveniente da altre facoltà di economia con 28 in matematica generale strapparsi i capelli perchè non riuscivano a fare una derivata o un integrale nel corso di matematica finanzaiaria, quindi…
June 26th, 2008 at 2:04 pm
…..Ovvio difendere la Bocconi…da dentro!
Ma parlo ad alti livelli, si sa che la Bocconi ha perso numero di iscritti…..
I master ricordatevi sono solo una invenzione ,paghi cifre mostruose per corsi sponsorizzati.Ti paghi lingresso nei medesimi istituti che finanziano…..
Poi , arriva il Bocconiano al lavoro(io lavoro da 25 anni nella finanza) e non sa prendere una decisione.
Bocconi e’ un grazioso parcheggio dorato
June 26th, 2008 at 2:08 pm
Tipica descrizione che ci si potrebbe aspettare dai ragazzi de Il Deboscio. Spassosa ed esaustiva!
June 26th, 2008 at 2:09 pm
beps, complimenti per aver resistito 25 anni in finanza
June 26th, 2008 at 2:12 pm
Quelli che parlano male della Bocconi, SONO QUELLI CHE IN BOCCONI NON SONO RIUSCITI AD ENTRARE o che per altri motivi non STUDIANO (o hanno studiato la). Se la Bocconi si è costruita un nome e continua ad essere una delle migliori università al mondo un motivo ci sarà. A me fanno sorridere le persone che dicono che la Bocconi ha perso prestigio, che i bocconiani non sono preparati ecc ecc.
La Bocconi ha perso numero di iscritti? Ne sei certo? Informati meglio e verrai a sapere che il numero di iscritti al test aumenta ogni ANNO.
June 26th, 2008 at 2:17 pm
!!!Ci tenevo a dire che ho superato il test di ammissione ma ho deciso di non iscrivermi alla Caproni!!!
June 26th, 2008 at 2:22 pm
Bella rappresentazione.
Dovrebbero fare anche quella della Cattolica.
Non ho mai capito perché in certe università il quantitativo di gay sia almeno il doppio della popolazione normale. però è palesemente così
June 26th, 2008 at 2:23 pm
Ma io oggi sono fellcisima a leggervi.. non immagiante quanto..ho appena scoperto che una categoria di studenti iscritti a una delle facoltà più prestigiose italiane..fa discorsi come quelli delle mie amiche incredibile..credo che dovro rivedere i miei giudizi sulle frequentazioni:)
Domanda seria…quanto costa la tariffa universitaria alla Bocconi?
Grazie :*
June 26th, 2008 at 2:50 pm
ahahah^^
BocconiAmari ci piace già!
June 26th, 2008 at 3:17 pm
Carino! XD
Cmq tacchettine è preso da “Il diavolo veste Prada”…
June 26th, 2008 at 3:18 pm
L., se alla Bocconi vi insegnano a scrivere “là” senza accento, beh, a me qualche dubbio sul prestigio viene…
June 26th, 2008 at 3:19 pm
E’ molto semplice avere la media del 30 alla Bocconi, visto che si paga
Alcuni miei amici sono entrati con raccomandazioni (e ne vanno anche fieri!)
w l’Italia, dove la meritocrazia dipende dal reddito!!!
June 26th, 2008 at 3:35 pm
Che alla Bocconi non si studi è una grande assurdità(parola di bocconiano);per non parlare degli esami strategicamente collocati subito dopo le principali festività,o ancora dei ridotti numeri di appelli a disposizione,o ancora cose del tipo:sei esami in cinque giorni consecutivi(come accaduto al sottoscritto);sinceramente non mi risulta che in una statale accadano cose di questo genere.
June 26th, 2008 at 3:57 pm
L. fai benissimo a difendere la Bocconi!
Io non ho studiato,ma formato sul campo.
Certo che invidio chi studia alla Bocconi io nel 1983 potevo pagarmi la serale all IULM e lavoarre di giorno nel primo broker.
Oggettivamente ti sto parlando ,non voglio affondare la Bocconi.
Ma tra i vari istituti universitari si parla e si chiacchiera e conosco un paio di Rettori…tutto qua.
ps Grazie River ora sopravvivo nella finanza globale.Forse era meglio aprire un B&B nel Salento!!
Baci a tutti e forza su laureatevi a pieni voti, e tirate su quest Italia che noi 40enni abbiamo consumato!!!
June 26th, 2008 at 4:09 pm
Bellissimo! Complimenti al nuovo guest… Cmq su per giù queste categorie si trovano anche nelle altre università… Fatta eccezione ovviamente per il casiraghi e il berlusconino
June 26th, 2008 at 4:20 pm
Da bocconiano, posso dire che o io ho il gay-radar rotto, oppure sono un caso cronico… perché io tutti questi ipotetici omosessuali non li vedo, però mi piacerebbe molto scoprirli un giorno
.
Essendo in classe con Luigi, posso dire che è un ragazzo normalissimo, più intelligente di quanto si possa pensare, che non si limita al “quanto ha fatto il Milan” o cose simili. Purtroppo talvolta non applica questa sua intelligenza allo studio, ma non si può avere tutto. Veste normalmente, anzi, per gli standards della Bocconi forse anche un pò sciatto (felpa, t-shirt, jeans e Nike), però il profumo “caramelloso” (non di caramello, ma di caramelle, quelle che si mangiano, alla frutta) che emana la sua pelle è molto buono e mi fa’ chiudere un occhio sull’abbigliamento. Tralascio i dettagli di quella volta che lo ho incrociato in bagno…
E’ quindi un bravissimo ragazzo, fossi in lui, con il padre che si ritrova, sarei cresciuto mooolto peggio.
Pierre non l’ho mai incontrato (peccato), ma non mi perdo molto, preferisco il fratello Andrea
.
Per il resto, sulla descrizione della fauna che studia in Bocconi, in parte concordo con l’autore, cui faccio i miei auguri e che spero di leggere spesso.
Infine, River complimenti per la scelta!
June 26th, 2008 at 5:08 pm
@ spritzer
da laureata in un’università statale ti posso assicurare che succede anche di peggio…il problema forse nasce dal fatto che, pagando l’iraddidio, dalla Bocconi non ti aspetti certi tipi di “trattamento”…
June 26th, 2008 at 5:09 pm
@ Spritzer
…scusa ho dimenticato una cosa…tipo, alla Bocconi capita che ti mettano due appelli di due esami diversi lo stesso giorno alla stessa ora?
June 26th, 2008 at 5:12 pm
Les, tu quando scrivi al computer ti preoccupi di mettere gli accenti ovunque? O capita che te ne freghi? .. ti assicuro che so parlare correttamente la lingia italiana senza bisogno che tu mi faccia notare errori in quello che scrivo.
Non apriamo la bocca solo per farle prendere aria o per attaccarci alle cose stupide.
Aggiungo che le persone raccomandate si trovano OVUNQUE, non solo alla Bocconi.
Smettetela con certi luoghi comuni.
June 26th, 2008 at 5:24 pm
la fenomenologia non mi ha entusismato e nemmeno le beghe probocconiani vs controbocconiani.
La cosa che più ha attirato la mia curiosità è ” la promiscuità delle docce del pensionato..”:-)
June 26th, 2008 at 5:25 pm
Che spesso ci siano esami ravvicinati è vero, per non parlare che gli esami iniziano anche 5 giorni dopo la fine delle lezioni, quando in altre università trascorrono alcune settimane che possono essere usate per studiare.
Ovviamente l’organizzazione non è comparabile a quella di una università statale, si nota che tutto è orientato allo studente-cliente, mi arriva persino il voto dell’esame via sms.
Che poi la Bocconi sia facile, beh, è tutt’altro che vero. Alla maturità ho preso 100 e credo di essermelo meritato (magari vi sembrerò presuntuoso, ma mi sono molto impegnato durante quei 5 anni). I primi due esami in Bocconi sono andati benissimo, un 30 e lode e un 29, tant’è che anche io mi posi la domanda “non è che magari regalano i voti?”, beh, ora che ho fatto qualche esame in più posso dire che no, i voti non li regalano affatto: ci sono stati anche 26, 20, 28, etc.
A chi contesta parlando di ragazzi che non fanno nulla e si vantano di studiare in Bocconi, posso ribattere: in una normalissima università statale, esistono o no ragazzi che magari, senza nemmeno lavorare, impiegano 8-10 anni per laurearsi? Sì.
Esistono ragazzi che magari si iscrivono a scienze della comunicazione pensando “è pieno di ragazze, che bello”? Sì.
Quindi, come succede in una statale, è normale che possa accadere in una privata…
June 26th, 2008 at 5:38 pm
ahahah!Troppo simpatico l’articolo!
Sarebbe bello farne uno sui diversi corsi di laurea, conosciuto dai bocconiani tramite sigle astruse: cleam, clefin, clemit, clsg, des, cleacc…
PS: vi segnalo anche questo sito:
http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Bocconi
June 26th, 2008 at 5:48 pm
In questo post mancano tutti coloro che hanno dei principi visto che pare che chi ha soldi li perda automaticamente, a me non pare proprio, non so dove fosse river mentre questo post veniva pubblicato ma se ci si lamenta tanto dei pregiudizi rivolti ai gay, queste descrizioni non sono da meno. Poi ognuno parla di quel che vuole e sicuramente spiccano all’occhio e sono degne di interesse solo le persone che hanno qualcosa che non va, e risaltando portano alla luce anche i loro lati negativi. La categoria di cui faccio parte io forse è l’ultima, ma credo anche che le cose che si criticano, ovvero lo studio il ciulamento e l’ubriacatura siano cose normali che fanno anche le tacchettine(palesemente copiate da Il Diavolo Veste Prada) e che cmq non è necessario farle per forza. Commentare l’isola dei famosi è un argomento passato, come il programma, ma non serve criticare chi lo guarda, in fondo, coloro che ne parlano, ne parlano solo tra di loro, al contrario di certi blog che pubblicano centinaia di post su trasmissioni altrettanto trash come amici di maria.
June 26th, 2008 at 5:54 pm
cariiiiiiiiiiiiiiiiiiiiino (soprattutto quella delle tacchettine)
Comunque si consiglia al nuovo guest di smetterla di vedere “il diavolo veste prada” e “sex and the city”, e di smetterla di leggere VanityFair e i libri della Kinsella.
June 26th, 2008 at 6:06 pm
La Bocconi sforna solo coglioni! Mi pare questo il motto che dovrebbero mettere nel simbolo dell’università!
River ti ricordi la nostra facoltà? Altro che “mediocritas”, ce n’era di gente con le palle!
June 26th, 2008 at 6:20 pm
A Villa Mirafiori, soprattutto a filosofia, c’erano certi capoccioni. Certo, pure noi cazzeggiavamo parecchio eh
June 26th, 2008 at 6:33 pm
Antinous, complimenti!
June 26th, 2008 at 7:00 pm
simonchio, e stai sempre a criticare: sono film, telefilm e riviste alla moda (del resto se li citi vuol dire che te la spassi anche tu vedendoli eheh). trovo invece le citazioni fatte dal nuovo guest editor di river simpatiche e indovinate per farci vivere il contesto.
June 26th, 2008 at 7:50 pm
Se volete posso aprirvi una finestra sul mondo universitario della Normale di Pisa. E qui ce ne sarebbero di cose da raccontare…
June 26th, 2008 at 9:21 pm
Caro Bocconi Amari…Tutti in Bocconi sanno che annaspi nella’aureamediocritas, ma ambiresti assurgere all’Olimpo delle tacchettine…Piantala di pedinare al bagno del velodromo l’assistente di mate generale…
June 26th, 2008 at 9:33 pm
stupendo post. quante altre sfumature ci sarebbero da analizzare con tanta perspicacia in bocconi. gh gh gh…
June 26th, 2008 at 10:15 pm
Io in Bocconi ci sono stato 5 anni e non mi sono mai sentito in una gabbia dorata, anzi! Mentre nelle statali di economia tutti si permettono di rifiutare voti sotto il 27, in Bocconi quando hai consegnato non puoi più tirarti indietro e ti prendi il voto che arriva! E comunque, se è vero che in Bocconi ci sono anche i figli di papà fancazzisti, la maggior parte è tutta gente più che in gamba che è conscia dei sacrifici che sta facendo fare ai propri genitori.
June 26th, 2008 at 10:56 pm
visto che il mio nik deriva proprio da mamma bocconi, dico la mia, lauerato quadriennale in questo millennio: prendere un 18 mi sembrava mediamente più facile che in altre università, prendere 30 mediamente più difficile, anche perchè non si possono rifiutare i voti. avevamo anche provato a fondare l’associazione homo economicus (ma io avevo proposto cu-bo, culi in bocconi, bocciata…) ma il “leader” - l’unico che si sbatteva - era troppo rifondarolo per il bocconiaureo, me compreso. e c’era anche il davide ricci… in bocconi.
June 26th, 2008 at 11:30 pm
Beh io mi incazzo al solo suono di “Bocconi”!!
Questi raccomandati del birghem, studieranno certo, ma si sa,che l’uni privata eh….COSTA!!!!!…e un motivo c’è! e gurada un po’ che caso.
Spero che un giorno i datori di lavoro scelgano in base alle capacità, e non in base al nome dell’università. Un nome non basta,servono i fatti. Personalmente mi fa ribrezzo!
June 26th, 2008 at 11:41 pm
università di pisa..storia dell’arte….
Porcaccia la Miseria da me non ci sono uomini che vengono a lezione con le belle macchine…al massimo si viene in bici (più romantico???)…son una di quelle che da milano è scappata…è grigia e l’unica cosa a cui si pensa è a come vestirsi…che tristezza!!!
June 27th, 2008 at 12:20 am
Almeno chi frequenta la Bocconi è ricco, il resto è noia…
June 27th, 2008 at 1:46 am
da Bocconiana laureata da un mese posso parlare sia da dentro che da fuori.
Non esiste altra universita in Italia in grado di fornire un network di universita estere per scambi internazionali.
l offerta di placement non ha paragoni e molte societa non assumono se non bocconiani.
il cv cn nome Bocconi fa parte di un’altra schiera e questo e ben noto.
io sn finita nel percorso 3+2 che si e rivelato pesante.
sn uscita cn 96 al liceo e mantenere una media alta e stato impegnativo.
gli appelli degli esami sn ravvicinati e molte volte poco distanti dalle fine delle lezioni e vicino a festivita.
tutto cio a suon di quattrini…ma io mi sn laureata ed ho trovato lavoro, so altre due lingue e sn stata diverse volte all estero
questa e la bocconi…
June 27th, 2008 at 10:11 am
Squallore…
Comunque quoto alehcim, si tratta di un’ottima università…
June 27th, 2008 at 11:38 am
qualcuno ha citato il buon davide ricci
io ricordo Sara tommasi,orgogliosamente bocconiana,che scrisse sulla lavagna dell’isola dei famosi con lo spinotto del microfono e si stupì pure che non si riusciva a leggere nulla..
vabbè mi fa sorridere ma lungi da me fare di tutta un’erba un fascio
June 27th, 2008 at 12:29 pm
Solo una precisazione: è vero che in Bocconi ci sono cinque esami di fila e appelli con una frequenza maggiore rispetto ad altre università… ma sapete perchè? Perchè l’esame è spacchettato in tante parti, magari da 80-100 pagine verificate come alle elementari con una cadenza regolare. E’ un po’ difficile andare male quando devi preparare 100 pagine ogni due mesi, no?
ps: Pierre Casiraghi non ha una Mercedes SL ma una VW golf IV serie grigia con un’ammaccatura sulla porta… ma la vera cosa chic è la targa Principauté de Monaco 002
June 27th, 2008 at 12:29 pm
Sempre pronto a ricredermi, era soltanto un impressione che avevo avuto parlando con alcuni laureati in economia, tutto qua (non è il mio campo). Mi scuso se ho offeso qualcuno.
June 27th, 2008 at 1:44 pm
River questo veramente me lo potevi risparmiare.
Ma che potevi saperne tu, visto che non ti ho +
scritto, della mia condizione di universitario
terminale, depresso, insoddisfatto ed arrabbiato…
June 27th, 2008 at 4:11 pm
@Dave
Hai una gran immaginazione, peccato che sia ben differente dalla realtà.
Gli esami non sono spacchettati in tante parti, al massimo c’è la possibilità di fare due prove intermedie (una ad aprile e una a giugno) al posto del generale: una pratica che avviene in moltissime università, ad esempio a Bergamo, dove addirittura sostengono gli esami con i vero/falso.
Esami da 80-100 pagine? Dai, inventatene un’altra e smettila di scrivere idiozie. Sul sito dell’univeristà trovi i testi di riferimento, vai in biblioteca e conta quante pagine sono (mai meno di 400 per intermedio).
June 27th, 2008 at 4:15 pm
Cara alehcim,
mi sento di dissentire da quanto affermi.
Non voglio essere “campanilista”, però concedimi di sostenere che, quanto a mole di lavoro, impegni, media, numero di esami e scadenze, la Scuola Normale Superiore di Pisa non ha paragoni.
Gli scambi con l’estero sono il nostro pane quotidiano, la conoscenza delle lingue (almeno due) un requisito imprescindibile.
Per non parlare del fatto che dobbiamo sostenere esami sia in facoltà che in Normale, per tacere della discussione di una tesi di passaggio d’anno (dunque OGNI anno)di fronte ad una nutrita oltrechè competente commissione.
Le possibilità di assunzione, poi, costituiscono un altro capitolo che non starò qui ad approfondire.
Sia ben noto, però, che l’ammissione alla SNS (che, per inciso, è pubblica perchè si tratta di una scuola d’eccellenza) avviene attraverso tre esami scritti e tre esami orali. Quindi, come dire, non è proprio una passeggiata.
Invece di riempirsi la bocca con le chiacchiere, credo che prima ci si dovrebbe - quanto meno - informare di cosa c’è, non dico nel mondo, ma dietro l’angolo di casa nostra.
June 27th, 2008 at 4:44 pm
Sono stata negli Stati Uniti tre volte e non ho mai sentito di qualche studente della Normale di Pisa in scambio.
Forse fara’ parte di altri network, ma non mi sembra che a Milano (capitale commerciale italiana) il CV piu’ gettonato sia quello della Normale di Pisa,
che pure per fama e lode e’ riconoscibilissima, ma non nell’ambito economico.
Esistono altre universita’ che si stanno evolvendo,
vedi Luiss a Roma, vedi Luic a Castellanza (VA), vedi ESCP-EAP (Torino, che fa parte di un network di 5 campus europei e che pare anche essere la prima vera Business School italiana (cfr Financial Times - autumn 2007 ranking).
Ma confermo che il primato per esperienza e conoscenza va sempre alla Bocconi.
Certa dei dai a voi riportati, concludo dicendo che gli esami possono essere parzializzati, ma non si tratta di 100 pagine.
Esistono corsi diversi, ma per chi come me ha fatto finanza, certamente non si e’ ritrovato a studiare favolette per l’esame di metodi quantitativi per la finanza.
June 27th, 2008 at 10:00 pm
Cara alehcim (perdona il mio tono confidenziale),
la formazione impartita dalla Bocconi è innegabilmente seria. Ho diverse amiche, che sono state in Normale grazie ad uno scambio, e ne riconosco il valore.
Mi permetto però di insistere sulla fama e il valore della SNS i cui allievi sono entrati a far parte di prestigiosi PhD in altrettanto prestigiose università americane vantando CV (come dici tu) di tutto rispetto. Che dire, gli scambi tra le università italiane andrebbero incentivati.
Concludendo, però, mi permetto di sottolineare che la SNS è l’unica scuola d’eccellenza (questa è la parola chiave!) che vanta un’illustre tradizione su tutto (e lo rivendico con orgoglio, come direbbe la Santanchè) il territorio italiano. E con questo, chiudo.
Buona serata a tutti i river-lettori.
June 27th, 2008 at 11:34 pm
fighe questwe categorie di bocconiane

io ho fatto la piccolina facotà qui a ravenna ma perla maggiorparte erano donne quindi…
tuttalpiù meriterebbero delle categorizzazioni i bidelli e i professori universitari
June 27th, 2008 at 11:58 pm
Guardate che qua nessuno mette in dubbio il prestigio della SNS.
Sono due facoltà che offrono corsi diversi. La Bocconi è la migliore in Italia nel campo dell’Economia. Paragonarla alla Normale di Pisa non ha senso.
June 28th, 2008 at 7:01 pm
Perdonatemi.
Io non capisco tutto l’accanimento col quale si difende la propria università. Sono una laureata in lettere alla bistrattatissima terza università di roma, e capisco che in altri ambiti di studio sia rilevante l’ateneo di provenienza. D’altra parte, non credo che basti leggere “bocconi” su un curriculum per esser certi che la persona in questione sia valida.
Mi son trovata a fare lo stesso discorso con persone che sostenevano che “studiare lettere ti apre la mente”, quando ho conosciuto miriadi di studenti di lettere (della terza, ma anche della sapienza) che a malapena sapevano mettere due parole in riga o elaborare un concetto appena appena più complesso della norma.
Ho studiato letteratura latina con il pupillo di Scevola Mariotti, ma dubito che questo faccia di me la massima esperta mondiale di letteratura latina.
Come sempre, è il singolo che fa la differenza, non il percorso di studi.