Non essendo stato presente al Pride bolognese, mi affido alla testimonianza di chi ieri ha sfilato per raccontare dell’incidente occorso a Graziella Bertozzo (in foto), militante omosessuale di “No Vat”, movimento laico anti-clericale. Testimonianza che viene confermata da Rai News24, nella cronaca dell’evento. Sembra, infatti, che di fronte al succedersi, sul palco, degli interventi di esponenti di ArciGay, la militante No Vat abbia cercato di parlare con gli organizzatori, per reclamare un suo spazio. Insisti e insisti, non c’è stato neanche modo di farle raggiungere l’area del “backstage”, chiamiamolo così. Non solo: di fronte alle sue insistenze, una volontaria dell’organizzazione ha chiamato la polizia. Gli agenti, visto che la donna continuava a protestare, l’hanno arrestata. Perché? Lo spiega Rai News: “A seguito di una lieve colluttazione con gli agenti nata dopo le insistenze della donna per entrare nella zona dietro il palco, delimitata dalle transenne”. Graziella Bertozzo è stata trattenuta negli uffici della questura insieme a due avvocati e al portavoce del comitato organizzatore del gay pride.
Non c’è niente di più “rognoso” della scaletta degli interventi ad una manifestazione. “Parlo prima io”, “no prima io”: questo il tenore delle discussioni, che avvengono sempre giorni prima dell’evento. Forse stavolta c’è stato un difetto di comunicazione ai No Vat - che, lo ricordo, al Gay Pride di Roma “occuparono” simbolicamente piazza San Pietro.
Aggiornamento/ Poco fa è stato diramato un duro comunicato stampa in cui i No Vat commentano i fatti, e criticano gli organizzatori del Pride Bolognese. “Facciamo breccia esprime sconcerto e preoccupazione politica per quanto avvenuto ieri, alla conclusione del pride di Bologna, a Graziella Bertozzo. Durante gli interventi conclusivi, il nostro coordinamento saliva sul palco per aprire uno striscione con la scritta: “28 giugno 1982. Indietro non si torna. Facciamo Breccia” per rivendicare la storia del movimento lesbico, gay e trans che in quella data aveva ottenuto il Cassero di Porta Saragozza, prima sede assegnata da un’istituzione pubblica al movimento, poi restituita nel 2001 alla Curia. Graziella Bertozzo, a differenza delle altre e degli altri attiviste/i di Facciamo Breccia, viene fermata all’ingresso del palco da una volontaria del Comitato Bologna Pride e da questa additata ad un uomo in borghese che non si è qualificato in nessun modo e che solo dopo avremmo appreso che era un funzionario della Digos. Graziella viene spintonata a terra e quindi cerca di rialzarsi (non sapendo che l’uomo che l’aveva fermata era un funzionario di polizia), intervengono allora altri poliziotti in divisa, la ammanettano e la trascinano fuori dalla piazza tenendole una mano sul collo, abbassandole la testa verso terra, la caricano a forza su un cellulare e la portano via a sirene spiegate. Altri compagni di Facciamo Breccia cercano di intervenire e altre persone presenti al pride o affacciate alle finestre gridano che la “signora” non aveva fatto niente e che la situazione era incomprensibile. Graziella viene rilasciata dopo tre ore di fermo, indagata per “Resistenza a pubblico ufficiale e lesioni finalizzate alla resistenza”. “Siamo sconcertate/i che, alla conclusione di un grande corteo che pacificamente e festosamente voleva rivendicare diritti e cittadinanza per tutte/i, sotto il palco sia potuto accadere un simile fatto ai danni di Graziella Bertozzo, una delle prime lesbiche visibili del nostro movimento. Non si era mai vista la polizia legittimata sul palco di un pride: il concetto di “sicurezza” messo in opera, - in una manifestazione dal clima del tutto pacifico - è risultato un’azione violentemente repressiva e diffamatoria contro un’attivista riconosciuta da tutte e tutti. Chiediamo oggi a tutte le componenti del movimento lgbt italiano di assumersi la gravità di quanto avvenuto e di prendere posizione in merito ad accuse paradossali comminate ad una nostra compagna. Chiediamo a tutte e tutti, ed in particolare al Comitato Bologna Pride, di spendersi affinché la questione giudiziaria si chiuda immediatamente rendendo chiaro che l’azione di polizia è stata causata da un abnorme “equivoco” (grazie Marco per la segnalazione).
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June 29th, 2008 at 3:10 pm
ma anche vendola che sciarra con la concia?
ahahahahahahahaahhah fanno riderissimo
hanno più credibilità le liti dei due circoli delle bocce della mia città quando si devono dividere il campetto per giocare, o anche taylor (utero in affitto) e brooke (donatrice dell’ovulo) che si contendono la maternità del nuovo pargolo.
Da chi siamo rappresentati…………………
June 29th, 2008 at 4:04 pm
Ennesima dimostrazione che le associazioni gay italiane si riempiono la bocca di slogan sui diritti civili e poi non conoscono nemmeno l’abc della democrazia.
La situazione omosessuale in Italia e’ la peggiore di tutti i paesi europei perche’ e’ qui che abbiamo la peggiore rappresentanza gay. Mai nulla cambiera’ semplicemente perche’ all’Arci, al Mario Mieli, o ad associazioni come il Di Gay Project va piu’ che bene avere gay emarginati, altrimenti come potrebbero trovare pubblico per i loro cosi’ remunerativi ghetti per finocchi?
Dal Mucca Assasina, alle tessere Arci, tutto un sistema mafioso per evadere i soldi al fisco e arricchire una casta di mandarini che andrebbe presa a pedate.
Il livello etico di queste persone e’ ben peggiore di quello del Vaticano. Il pride dovrebbe tornare ad essere quello che era in origine, non una festa, ma una rivolta contro i veri oppressori degli omosessuali: la casta gay.
June 29th, 2008 at 4:04 pm
è anche possibile che l’esponenete dei no vat abbia richiesto anche giorni prima di poter intervenire,ma che tale permesso gli sia stato negato come parte del premio tributato dalle associazioni gay agli esponenti del pd. Ovviamente la mia è solo un’ipotesi,ma anche no.
June 29th, 2008 at 4:11 pm
Ho scritto ai No Vat per avere una spiegazione. Ovviamente vi informerò.
June 29th, 2008 at 7:56 pm
Dal loro comunicato, quindi loro erano invitati a parlare, come tutti. Questa storia mi sa di costruita per farsi pubblicità Che gente inutile che sono, che ritornino tra i pulciari dei centri sociali e non rompano
Comunicato di Facciamo Breccia sui fatti avvenuti al Pride di Bologna
Facciamo breccia esprime sconcerto e preoccupazione politica per quanto avvenuto ieri, 28 giugno 2008, alla conclusione del pride di Bologna, a Graziella Bertozzo, nostra compagna di lotta e figura storica del movimento lgbt italiano.
Durante gli interventi conclusivi, mentre parlava Porpora Marcasciano, vicepresidente del MIT e attivista di Facciamo Breccia
June 29th, 2008 at 7:58 pm
Lo sbaglio della Bertozzo e’ stato quello di prendersela (a sua insaputa) con un ufficiale delle forze del disordine, la prossima volta dobbiamo augurarci che prenda a randellate qualcuno degli organizzatori.
June 29th, 2008 at 8:04 pm
Carlo, quei “pulciari dei centri sociali” erano là in piazza per i diritti dei gay. E solo per questo meritano rispetto.
June 29th, 2008 at 8:06 pm
“la caricano a forza su un CELLULARE”?! Una distrazione o un nuovo tipo di vettura delle forze dell’ordine?
June 29th, 2008 at 8:08 pm
Creek, è un termine che si usa
molto poliziesco…
June 29th, 2008 at 10:09 pm
Aaahhhhh…
June 29th, 2008 at 10:50 pm
la bertozzo forza un ingresso
i no vat (facciamo breccia) salgono sul palco
persone omosessuali che hanno preso le distanze dal bologna pride
non aderendo alla piattaforma politica e non contribuendo in alcun modo all’organizzazione;
ma di fronte a un successo sbalorditivo cercano visibilità in piazza con metodi antidemocratici, rissosi, e che hanno messo l’accento su un episodio che ha fatto fibrillare la stampa italiana
l’unica pecca dell’organizzazione in generale è che ci si occupa tanto di disagio e non si è in grado di arginare una lesbica ubriaca che arriva a scontrarsi con la polizia
la bertozzo necessita di un recupero in qualche centro specializzato, non di attenzione politica
June 29th, 2008 at 11:48 pm
ne ero sicuro, questa storia puzzava troppo.
June 30th, 2008 at 1:45 am
No vat… come tutti quelli che cominciano con i No (No tav, No dal molin…) mi stanno altamente sugli zebedei….:)
June 30th, 2008 at 5:01 am
Io non so se lei abbia chiesto di parlare nei giorni scorsi. So che non ha aderito alla piattaforma politica, ma non le era stata negata la possibilità: aveva anche partecipato agli stati generali di novembre (vista e sentita con miei occhi e orecchie).
Sabato non ha chiesto gentilmente di poter entrare. Non era previsto il suo intervento, lei voleva esporre uno striscione. Ha potuto parlare con una persona di suo riferimento che era dal palco, ma la stessa non ha chiesto a chi presidiava gli ingressi al palco di farla entrare per cui non è stata fatta entrare. Però l’orazione della Marcasciano è sgattaiolata dentro e, nonostante la richiesta di uscire e tre persone davanti a lei, ha cercato di scavalcarle con un fare isterico e arrogante (e con notevole forza nervosa). I volontari in questione, non riuscendo a contenerla, hanno guardato in alto (verso personalità e polizia) e hanno chiesto aiuto. E’ arrivata prima la polizia di qualsiasi altra personalità (eppure la scena era visibile agli uni e agli altri). All’arrivo della polizia la Bertozzo è andata ancora di più in escandescenza. Quindi l’hanno portata via a forza.
La prima a non essere pacifica e democratica è stata lei, per non parlare di quelli che poi si sono accaniti sui volonari urlandogli dietro “non avete idea di chi è e cosa avete fatto”.
Tanti complimenti
Una volontaria pride ‘08
June 30th, 2008 at 11:59 am
Che pena sti Pride, ogni volta ce n’è una…
Ma è possibile che ci sia sempre qualcuno che abbia le sue cose?
June 30th, 2008 at 4:57 pm
forse dovreste aspettare di avere qualche notizia più concreta in mano prima di dare credito assoluto a facciamo breccia, che non ha aderito alle rivendicazioni del pride, ma che voleva a tutti i costi godere del quarto d’ora di notorietà dal palco. quanto poi la teoria dietrologica per cui l’arci remerebbe contro i diritti delle persone omosessuali per guadagnare sulla pelle dei gay, è talmente vergognosa che si commenta da sola.
la bertozzo è una vecchia ubriacona che si è messa a spintnare tre volontarie, non facciamone un’eroina della lotta per i diritti.
e.
June 30th, 2008 at 5:34 pm
Anonimo, la notizia c’è già. L’arresto di una militante di un’associazione che era là per il Pride è un fatto grave. E ti prego di andarci piano con gli insulti verso la Bertozzo, grazie.
June 30th, 2008 at 7:16 pm
Concordo con River, la Bertozzo non e’ un personaggio sconosciuto. E’ stata la prima presidente di Arcigay-Arcilesbica nel 1996. Inoltre e’ da sempre stata un’attivista impegnata in moltissime battaglie e a differenza di molti dei capetti dell’ARCI ha ancora le mani pulite da ruberie e logiche di potere o economiche interne all’ArciG.
Qualunque cosa sia successo, non fa altro che dimostrare che i promotori dei diritti civili in Italia hanno un senso stalinista della democrazia, chi dissente perche’ non condivide le scelte suicide dell’l'Arci, viene fatto arrestare… scusate la forzatura, ma le cose sono andate cosi’.
Evitate di parlarmi di “piattaforme”, di alcolismo, di “quarto d’ora di notorieta’”, “notevole forza nervosa”, perche’ non state altro che nascondendo la verita’ dei fatti con artefici degni della propaganda cubana.
Saluti militanti e a pugno chiuso,
M.
June 30th, 2008 at 9:40 pm
Facciamo Breccia inizialmente faceva parte del comitato organizzativo del pride, dal quale si è tirato fuori poco dopo di sua spontanea volontà per suppongo “incongruenze” con il loro modo di concepire la giornata del 28 giugno, dunque la pretesa avanzata di salire sul palco ad appendere il loro striscione quando a NESSUNO è stato concesso, era assurda e immotivata dato che non avevano aderito all’organizzazione.
Arrivati dalle transenne, Bertozzo e amico hanno chiesto d’entrare. Non essendo loro muniti di pass, e dunque NON autorizzati a entrare in quella zona, hanno richiesto di poter parlare con Porpora che sicuramente a detta loro, li avrebbe fatti entrare. Una volontaria è andata a chiamare Porpora che dopo aver parlato con i due, non ha autorizzato l’entrata, anche perchè non cen’era motivo.
Dopo alcuni minuti Bertozzo e amico scavalcano e vengono subito fermati da me e altri due volontari. Il ragazzo stava semplicemente al di là delle transenne con il famoso striscione d’appendere, mentre la Bertozzo ha iniziato a spingere di forza puntando con i piedi e gettandosi adosso a noi di schiena (ecco perchè è caduta…!). Chiedo più volte al suo amico rimasto fermo a guardare di aiutarci a farla tornare al di là del recinto, ma lui rimane a guardarmi ridendo e ripetendo che vogliono solo appendere uno striscione. La situazione richiede l’intervento di un’altro volontario. In quattro invitiamo i due ad uscire mentre la Bertozzo continua a spingere. Informiamo dunque entrambi che avremmo fatto intervenire la polizia se non se ne fossero andati e a queste parole la donna ripete ” si dai fatemi arrestare! ” continuando a dimenarsi e a spingere. Chiediamo l’intervento dei poliziotti che inizialmente cercano semplicemente di “contenere” la Bertozzo con scarsi risultati e alla fine la portano via.
Da quel momento lei diventa una martire e noi i suoi tremendi aguzzini.
Questo è quanto accaduto.
“tu non sai chi è lei!”, “non sai cosa hai fatto!”, “Sei una violenta!”.
NO non sapevo chi fosse, ma fosse stata mia madre in persona, senza il pass non le avrei mai permesso di salire sul palco. Eravamo 200000, se tutti avessero voluto salire sul palco e dire la loro come sarebbe andata?
So perfettamente quello che ho fatto e LO RIFAREI, oggi, domani, migliaia di volte assolutamente senza pentirmene.
E no, non sono una violenta…tentare di spingere fuori una che spinge te che hai il dovere di non far entrare nessuno, non significa essere violenti ma responsabili.
Tralascio gli insulti vari, le sberle volate adosso al segretario arcigay e la stupidità disarmante di alcuni presenti, sperando di aver dato un quadro più chiaro della situazione.
Prima di esprimere giudizi, è sempre il caso di sentire tutte le campane. Facciamo Breccia ha detto la sua. Una Volontaria anche.
Con affetto, una delle volontarie autrici dell’arresto di Graziella Bertozzo.
June 30th, 2008 at 10:18 pm
Hyde, ti ringrazio della testimonianza, molto utile per capire meglio.
June 30th, 2008 at 10:58 pm
Anche io ero nel back stage e voglio testimoniare la violenza degli esponenti di facciamo breccia che sono stati contenuti a fatica. Offese, intimidazioni, schiaffi… Questa è politica? I volontari pride (ragazzi e ragazze che sono fatti in 4 per far riuscire al meglio un evento così grande) sono i violenti? La signora bertozzo è stat fermata perchè ha sferrato un calcio nelle palle a un agente della digos e ha spaccato il menisco ad un altro con un calcio. È stata una scena raccapricciante. Facciamo breccia avrebbe avuto la possibilità di concordare un intervento nei giorni preceenti, ma queste situazioni comportano la capacità di dialogare cosa che a quanto pare loro non sanno fare se non con le minacce e con la prepotenza. Faceva troppa gola una piazza da 200000 persone per rinunciarci e siccome con i loro estremismi non si arriva a risultati numerici così importanti, hanno visto bene di attuare quel fare parassitario che li contraddistingue. Il comunicato che è uscito oggi a firma facciamo breccia è assolutamente vergognoso e non rispettoso della realtà dei fatti. Chi era dietro al palco parli per riportare i fatti così come si sono svolti.
Tutta la mia stima e la mia solidarietà ai volontari del back stage che si sono presi insulti verbali e minacce fisiche.
June 30th, 2008 at 11:01 pm
é un alcolizzata, non si spiega altrimenti il suo comportamento violento.
E comunque di poco ripetto verso tutto il comitato pride. Antagonisti sempre è l’unico motto che hanno e prima o poi se le daranno anche fra di loro. Penosi. No VAT è partita da una bella idea e si è trasformata in una massa di esaltati.
July 1st, 2008 at 1:23 am
Qui gli invasati non sono i no-vat ma quelli che scrivono: “ero nel back stage”, “non essendo muniti di pass”. Ma per voi il pride cos’e’ ? …un concerto?
Mi vengono in mente i versi di Pasolini in “alla bandiera rossa”: tu che già vanti tante glorie … ridiventa straccio, e il più povero ti sventoli.
Ecco speriamo che il pride torni a diventare il simbolo degli straccioni e degli emarginati, non l’happening di qualche checca smaniosa di avere il pass per il back stage o il pretesto per organizzare serate con gruppi di intossicati.
Quanto ai no-vat, spero che continuino con azioni di contestazione. Sono gli unici che sanno esprimere ancora un po’ di dissenso all’omologazione dominante.
A tutti gli altri, visto il loro livello di analisi politica, faccio gli auguri piu’ sinceri di finire in un reality show o in alternativa di fare i door selectors…
Good luck.
July 1st, 2008 at 9:53 am
Rispetto al titolo dell’articolo:
L’ordine degli interventi sul paco non si decide in loco due minuti prima.
Una manica di persone nervose e urlanti (forse invidiose per un risultato numerico che da sole non riuscirebbero mai a raggiungere) hanno cercato di forzare il cordone di sicurezza. Ci fosse stato anche Grillini (cui la bertozzo è stata più volte paragonata per importanza) - che non ha parlato dal palco ndr -a comportarsi così sarebbe stato respinto allo tesso modo. Il punto è proprio qui! Un comportamento come quello mostrato d Bertozzo e dai suoi è estraneo alla maggior parte del movimento, che sa quali sono i tempi e i modi per risolvere politicamente le questioni che gli premono. Porpora non ha chiesto a nessuno di far entrare Bertozzo, perchè? C’erano molte persone che lei conosce e che la stimano e che ad una sua parola avrebbero cercato di fare qualcosa. Nessuno l’ha sentita come mai? Forse perchè anche lei riteneva quel gesto un’inutile provocazione. Adesso alzate la polvere, sovvertite i fatti, ma cari di facciamo breccia da sabato il vostro nome potrà tranquillamente cambiare in : “Facciamo una figura di merda!”
July 1st, 2008 at 4:22 pm
Trovo inaccettabile il livore con cui si parla di Graziella Bertozzo, figura storica del movimento a cui tutti/e dovremmo essere grati/e.
“Alcolizzata”, “vecchia”, “violenta”, “ubriacona” credo che questi insulti gratuiti riflettano esattamente il livello intellettuale di chi li produce. Chiedo al proprietario del blog se non sia il caso di intervenire su questi commenti diffamanti.
Chi conosce Graziella sa quanto questi insulti siano assurdi, chi non la conosce dovrebbe riflettere su quanto possa essere violenta una cinquantenne di 40 chili, che poi riesca a spaccare con un calcio il menisco ad uno della DIGOS è pura fantascienza.
Mi sembra incredibile che nella situazione in cui siamo in Italia si sprechi così tanta energia a distruggerci tra noi invece che a riflettere su come fare ad uscire dal disastro che ci circonda.
July 1st, 2008 at 4:39 pm
Effettivamente, al di la di arroganze e tentativi d’effetto, leggere qui commenti così crudeli sulla Bertozzo è rivoltante; ognuno ha avuto le sue responsabilità: Facciamobreccia ed il comitato. Capisco le necessità di sicurezza e di razionalità sul palco, ma parlare di “parassitismo” puzza di elitarietà, come dire “il pride l’abbiamo fatto noi e noi siamo le sciccose che comandiamo”.
C’è caso che pensavate di essere alla selection di una discoteca. Sentire poi questa “volontaria del comitato” gridare “CHE PALLE QUESTI FROCI DEL CAZZO” non è male……..proprio un bel comitato. Complimenti.
July 1st, 2008 at 7:02 pm
Ma in cosa stiamo trasformando questi pride?
Forse è il caso di riagguantarsi un attimo e ravvivare un po’ di memoria a brevissimo termine.
Il 7 giugno la questura di Roma vieta che il pride romano si concluda in Piazza San Giovanni: dentro la basilica c’è un concerto di preti e le cose sono ritenute incompatibili.
Il 9 giugno, alla fine del pride, No Vat-Facciamo Breccia manifesta simbolicamente in San Pietro. 13 persone vengono identificate e denunciate per manifestazione non autorizzata.
FB ha ritenuto che la piattaforma del Pride romano fosse politicamente insufficiente (l’ho ritenuto anche io), e quando se n’è tirata fuori SAPEVA BENISSIMO CHE NON SAREBBE STATO CONCESSO DI INTERVENIRE DAL PALCO BOLOGNESE.
Visti però i fatti di Roma, visto che a manifestare loro ci sono andati per rivendicare la libertà stessa delle manifestazioni di tutte e di tutti, sarebbe stato politicamente opportuno e maturo, se non altro per solidarietà, lasciar loro fare un breve intervento sull’accaduto (hanno anche avviato una sottoscrizione per pagare le spese legali, spese che affronteranno per avere difeso i diritti di tutte noi).
Siccome questo non è stato concesso, si sono limitati allo striscione.
Da questo momento in poi è stata tutta un’escalation e, a giudicare dagli interventi sistematici che leggo in rete e dai comunicati del Comitato e di Arcigay/Arcilesbica, direi che l’establishment frocio e allineato ha colto la palla al balzo e sta gongolando perché “i soliti estremisti” adesso hanno un’altra gatta da pelare che si chiama denuncia.
(e, per favore, caro Io c’ero, basta con questa storia del calcio nelle palle e del menisco rotto: Graziella è così minuta ed esile che se dà un calcio a qualcuno si fa male solo lei: se davvero fossi stato presente te ne saresti accorto da solo; peraltro non ci sono ansa ad avallare ’sto menisco rotto).
July 1st, 2008 at 7:05 pm
P.S.: Porpora Marcasciano è un’attivista, non la madonna che intercede per le estremiste peccatrici presso il santo gotha LGBT. Quindi non è che per fare passare “gli estremisti” ci vuole il parere dell’esperta Marcasciano… bastava fare delle elementari considerazioni politiche con la propria testa, mica attendere ordini da chi li conosce.
July 1st, 2008 at 9:40 pm
Dal comunicato di Arcigay/Arcilesbica: “L’intenzione della Bertozzo era probabilmente di raggiungere altri attivisti di Facciamo Breccia che erano riusciti a intrufolarsi e che, durante l’intervento di Porpora Marcasciano in rappresentanza del MIT, reggevano un loro striscione sul palco.”
EVERSIONE, EVERSIONE! Chiamiamo subito la Digos!!!!!!
Ha sfilato, giustamente, di tutto, ne abbiamo dette di tutti i colori (belli)….e qua vi masturbate con la “piattaforma”? Ma per favore.
July 1st, 2008 at 10:48 pm
Si capisce quanto gli organizzatori siano con l’acqua alla gola se hanno paura di uno striscione con la scritta: “28 giugno 1982. Indietro non si torna. Facciamo Breccia”.
Il gigante e’ in agonia?
July 2nd, 2008 at 2:33 am
Guardate che tutto questo casino si sarebbe potuto evitare se solo Graziella avesse chiesto a noi volontari (fascisti e violenti) di poter parlare con qualcuno del comitato organizzatore.
Lei si è limitata a chiedere di Porpora,che abbiamo prontamente fatto scendere, la quale non ci ha comunicato niente alla fine della loro chiacchierata e Graziella si è semplicemente messa a confabulare appena fuori dalle transenne, senza chiederci di parlare con nessun altro o spiegarci, in modo calmo, quali fossero le sue intenzioni.
Noi avremo anche agito “male”, facendo intervenire la polizia in una manifestazione pacifica ma
1. vi assicuro che prima abbiamo tentato di dissuaderla in tutti i modi non violenti che consocevamo (e chi riporta cose diverse su altri blog tipo queerblog dice un sacco di menzogne faziose)
2.abbiamo agito in quel modo in una situazione ormai ingestibile. Peserà anche 40 kili e avrà 50 anni, ma di energia in quel momento ne ha scatenata parecchia.
3. quello che alcuni di noi hanno dovuto subire dopo da altri attivisti è inqualificabile
La controversia avrebbe dovuto essere risolta prima e in altra sede.
Credo che tante associazioni GLBTQ diano il loro contributo, in un modo o nell’altro, per cui sarebbe molto più furbo cercare una coralità di obiettivi, venendosi incontro su piattaforme o mica piattaforme, molto più furbo che cercare lo scontro a tutti i costi.
Facciamo Breccia a mio parere ha sbagliato nei modi, ma ancora di più sbaglia a trincerarsi ora e ad utilizzare l’episodio per strumentalizzarlo faziosamente.
Si sta creando una tale polemica e una tale frattura all’interno del movimento che porterà ben poco giovamento allo stesso.
Spero che qualcuno dei “piani alti” si svegli presto e decida che farsi la guerra intestina è la più grossa stupidata che un movimento come quello GLBTQ italiano possa fare.
Scendiamo dai piedistalli del reciproco divismo (perché le dive non stanno solo nei Comitati Pride), spogliamoci dei “lei non sa chi sono io” e cominciamo a dialogare davvero.
Altrimenti prima ancora di ottenere qualcosa ci saremo scannati tutti a vicenda. Bel traguardo sarebbe.
July 2nd, 2008 at 10:42 am
Paola,
non esiste alcun movimento gay. esiste solo una data convenzionale che viene celebrata e poi il deserto culturale e politico.
Non esistono idee, non esistono intellettuali, non esistono associazioni culturali omosessuali, solo una ricca rete di saune, discoteche e cruising… e una casta d’inossidabili mandarini (quelli che tu stessa definisci piani alti.. esatta negazione del movimento).
Hai comunque ragione una frattura interna non risolverebbe nulla, infatti ci vorrebbe un vero big bang, capace di annientare l’esistente per poi ripartire da zero.