C’è una storia nella storia, nell’attentato che oggi ha interessato la centralissima via Jaffa, a Gerusalemme. Un palestinese con documenti israeliani - ne hanno parlato tutti i siti di informazione - ha guidato un bulldozer contro un autobus, dopo aver travolto auto e pedoni. Il bilancio è stato di 3 morti. Ma a bloccare l’attentatore non è stato alcun reparto speciale. E’ stato un soldato libero dal servizio, Moshe Klessner. Il ragazzo ha 18 anni (nel video è quello con la t-shirt blu). E’ lui che sale sul trattore e spara all’attentatore, uccidendolo, tra gli applausi e le urla della folla. Il 18enne è fratello di un agente di polizia, che, lo scorso marzo, aveva ucciso un altro attentatore.

A 18 anni si è già grandi, quando si è in guerra. 

Tags: ,

Related posts

9 Responses to “Gerusalemme, ucciso da un 18enne.”

  1. frankie Says:

    non so, vorrei tanto conoscere di persona, toccare con mano la vita quotidiana di quanti vivono lì, per sapere come si può umanamente convivere a stretto contatto con l’odio mortale,,,,,,boh….
    river se non ricordo male tu dovresti andare in terra santa a breve!!!!

  2. oniduke Says:

    Mi è sembrato curioso che i militari che intervengono pochi istanti dopo non disarmano il ragazzo.

  3. debby Says:

    un mio amico mi raccontava che mettono i figli su autobus diversi per andare a scuola….così in caso di attentato non li perdono tutti.

  4. jajali Says:

    Purtroppo… è una zona di guerra.

    Anche se OT, sono contentissimo per la liberazione della Betancourt. Sperare, qualche volta, serve.

    (River, a quando un post su Lorenzo Betancourt? :) )

  5. debby Says:

    é un poliziotto in borghese , c’è scritto nel post.

  6. RaRu Says:

    Il mio compagno è ebreo, mio cognato vive a tel Aviv.
    Più si va avanti e più l’odio reciproco aumenta. Ci sono i fanatici religiosi che si fanno saltare in aria, ma ci sono anche resistenti palestinesi laici che, semplicemente, sono esasperati da un’occupazione sempre più dura e violenta.
    Il problema, nel caso specifico di questo lavoratore di gerusalemmme, come mi spiegava ieri sera il mio compagno, è che ora a pagarla saranno tutti i palestinesi che lavorano nella città: ai palestinesi che hanno lavoro a gerusalemme viene data una tessera azzurra che permette loro di entrare nella città. Quando succedono episodi di questo tipo, a farne le spese sono anche lavoratori onesti che si vedono ritirare la tessera (o che comunque vengono limitati nella loro libertà di movimento, tutti e indiscriminatamente).
    Altro aspetto scioccante è l’esultanza della folla all’uccisione del palestinese. La gente ormai è come anestitizzata di fronte alla morte.
    Per debby: la storia delle famiglie che viaggiano su autobus diversi è assolutamente vera.
    Per coloro i quali fossero interessati a questa tematica e volessero conoscere un punto di vista diverso da quello che ci viene propinato dai mezzi di comunicazione, vi segnalo il sito dell’associazione ECO (Ebrei Contro l’Occupazione)ed il sito di Haarezt, quotidiano israeliano, anche lui sostenitore di una necessità di porre fine all’occupazione (abusiva) dei territori palestinesi.
    E, un’ultima cosa, nessuno è dalla parte del terrosita che si fa saltare in aria e uccide i bambini sull’autobus, ma bisogna anche tener presente che nelle cosidette colonie israeliane (in territori palestinesi), i coloni ed i soldati commettono quotidianamente sopprusi, anche pesanti, ai danni della popolazione palestinese e questo non può far altro che accrescere l’odio. Violenza genera violenza.
    Poi ovviamente la situaizone è ben più complicata e non ci sono, ahimè, soluzioni semplici.
    Ma è giusto anche avere un quadro più completo.

  7. Lucy Says:

    La guerra a me fà schifo! Per gli sporchi interessi di alcuni debbono morire tanti innocenti cresciuti con pane ed odio e a cui hanno fatto il lavaggio del cervello.

  8. Toso Says:

    conosco un ragazzo qui di verona che per lavoro è andato per due anni a gerusalemme… è scappato, non ce la faceva più… saliva su un autobus col terrore di saltare in aria, usava i mezzi pubblici solo lo stretto necessario, nei bar, ristoranti, centri commerciali entrava solo se erano poco affollati… una vita penosa, non ha resistito più di due anni…

  9. Xandro86 Says:

    CHe brutto modo di vivere. Uccidere per sopravvivere. Io lascerei quel paese anche se fosse il mio.
    Qui mi bastano Berlusconi e il Papa per farmi desiderare di lasciare il paese.. figurati una guerra

Leave a Reply