Minimo sindacale: Quando si vede che, alzando la coscina, non esce più niente (battuta di M.: “Ora gli serve un Carioca per marcare il territorio”); e quando ha fatto almeno una pupù: si torna a casa.

Sportivo: quello che il cane se lo porta a correre a Villa Borghese o Villa Ada. E gli fa fare pipì e popò tra una sosta alla fontanella e un semaforo rosso.

Abitudinario: il giro del palazzo è il suo percorso preferito. Conosce a menadito gli alberi che attirano il cane. Nei due/tre punti prestabiliti sgancia i rifiuti solidi organici.

Ansioso: Il cane non è incontinente. È il padrone ad esserlo, nella sua convinzione che tre ore siano troppe per il povero bubu. E quindi su e giù, anche solo per uno schizzetto di pipì.

Asociale: Nella sua personalissima cosmogonia, la sua creatura è una potenziale vittima degli altri quadrupedi. E, quindi, meglio tenerlo alla larga da quei cagnacci brutti e pelosi. Quando ti vedono arrivare col tuo cane, loro cambiano strada. Se siete vicini, ti chiedono di tenerlo stretto – anche se stai girando con un labrador-babà. Se per sbaglio il tuo cane lo annusa, iniziano a temere che possa montarlo/a.

L’incosciente: a che serve il guinzaglio? La museruola? Un inutile fardello. Nessuno sa dominare i cani meglio di lui, e quindi al suo “alt” il cane dovrebbe fermarsi. Si crede un addestratore, e ha la pretesa di saper governare ogni suo istinto, sessuale e aggressivo. Poi quando succede qualcosa di brutto, è sempre colpa del cane altrui.

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10 Responses to “Fenomenologia della passeggiata canina.”

  1. Nate Says:

    E tu, nostro River, a quale categoria appartieni prevalentemente?

  2. river Says:

    Sono una via di mezzo tra il minimo sindacale e l’abitudinario :P

  3. Venus in Furs Says:

    Anch’io come River! ;)

  4. Eolorm Says:

    Io sono a metà tra l’abitudinario e l’asociale. Conosco esattamente tutti gli algoli preferiti dai due cuccioloni. L’aspetto “asociale” dipende dal fatto che, due S. Bernardo, non si vedono spesso in giro, perciò vengo assalito dai bambini che urlano “behetoooooveeeennnnn” e dai tizi che si avvicinano solo per dire: “mazza, ma quanto magnano?”. Capite che la scelta “asociale” è l’unica soluzione. Ma ora riesco a distinguere anche chi è davvero interessato ai due cani e non alla loro immagine televisiva! E questi ultimi sono tanto graditi! :D

  5. Miss Spoiler Says:

    Io di mattina appartengo all’”abitudinario”, per ovvie ragioni, e se per sbaglio il mio cane non si avvicina a uno dei posti prestabiliti, o è distratta enon fà quello che deve fare, mi trasformo in “Minimo sindacale”.
    Invece per l’”asociale”, è più forte di me, quando vedo qualcuno che ha paura della mia piccola…che in verità è tonta da morire, non resisto e mi avvicino costringendo l’altro a cambiare strada.

    Anche se i più comici sono quelli che da 300 metri ti gridano “Maschio o femmina???”E per me sono questi quelli che rendono i propri cani esagitati, no?

  6. mary-lou Says:

    anche io tra minimo sindacale ed abitudinario. Diciamo che in estate divento abitudinaria doppia (doppio giro del quartiere) mentre in inverno sono decisamente da minimo sindacale/nero extra-comunitario ;)
    Il mio vicino invece, proprietario di un cane corso di pessimo carattere, appratiene al tipo “incosciente”. per lui guinzaglio e museruola sono optional.
    Ogni volta che ci si incrocia divento giocoforza asociale.
    I miei sono ostili verso quel rompicoglioni che abbaia loro dal balcone e, mentre loro sono al guinzaglio retrattile, lo stronzo peloso è libero. Lo stronzo umano invece fuma beato e tranquillo!!!!!!

  7. brand Says:

    molto meglio avere un gatto: tanti problemi in meno e molte meno fenomenologie eheh

  8. Toso Says:

    Scusate, ma fra le varie categorie non c’è “il pulito”? mi sembra che quelli che tengono pulite le strade dai bisogni del proprio cane siano pochi o, purtroppo, addirittura estinti

  9. francesco Says:

    river dovresti tracciare però il profilo dell’ideale padrone di cane. :)

  10. mary-lou Says:

    brand
    concordo con te su avere un gatto. Meno sul fatto che non abbia anche lui le sue esigenze.
    Ma quando tu sei gattara e il tuo partner canaro bisogna scendere a compromessi: o nessun animale o gatti e cani insieme. Caso mio.

    Toso
    quoto, straquoto e riquoto.

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