Sono un fan delle tecniche di guerrilla marketing. Di quelle intelligenti, però. Non mi piacciono le campagne eccessive, che “sfruttano” temi banalmente choccanti, come quello della morte e del sesso.

In alcune città spagnole sono stati piazzati finti cadaveri (”impersonati” da gente in carne ed ossa), per pubblicizzare il gestore cellulare Simyo, tra gli sguardi increduli dei passanti.

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10 Responses to “Cadaveri in strada (per i cellulari).”

  1. marco Says:

    non ti piacciono però li utilizzi nel tuo blog ;)

  2. river Says:

    Io dò notizie.

    Le campagna di guerrilla marketing no.

  3. arcere Says:

    non i piace neanche un pòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòò

  4. mister 3 Says:

    Per definizione il guerrilla marketing “sfrutta” temi banalmente choccanti, come quello della morte e del sesso…

  5. river Says:

    Sbagli. Tanto per fare qualche esempio di guerrilla:

    http://www.bootstrappingblog.com/10-great-guerrilla-marketing-examples

  6. mister 3 Says:

    Non sbaglio perché queste cose le ho studiate e anche bene. Definizione presa dal libro scritto da colui che ha inventato il termine:
    “indica una forma di promozione pubblicitaria non convenzionale e a basso budget ottenuta attraverso l’utilizzo creativo di mezzi e strumenti aggressivi che fanno leva sull’immaginario e sui meccanismi psicologici degli utenti finali.”

    Che poi ci si possa giocare su questi meccanismi psicologici è fuor di dubbio, possono essere più soft o meno.

  7. river Says:

    Evidentemente ti esprimi male, allora.

    “Per definizione il guerrilla marketing “sfrutta” temi banalmente choccanti, come quello della morte e del sesso”, hai scritto prima.

    Che fai, copi e incolli definizioni variabili?

    P.s. Ti prego di usare la tua vera email. I commenti con email farlocche vengono cancellati.

  8. N!ck Says:

    figa… vorrei se ne vedessero di più in giro.

  9. Xandro86 Says:

    Geniale quanto di gattivo gusto si..

  10. orsamaggiore Says:

    mi piacerebbe conoscere il senso - quello che in pubblicità si chiama “copy strategy” - cosa si vuol comunicare, qual è l’obiettivo…se esiste un claim…
    ancorchè non so poi quanto una comunicazione incentrata sulla morte possa in qualche modo aiutare un prodotto (vada per il sesso che, volgarità a parte più o meno piace e/o incuriosisce tutti)

    tempo fa in italia andava in onda una reclame di una gomma da masticare in cui cadeva un’auto in testa a un poveretto, bene, quello spot non ha fatto vendere una gomma in più
    e che dire delle patatine di siffredi…i consumatori di quella marca non sono aumentati di un punto percentuale

    a volte alcuni pubblicitari sono convinti che far parlare di qualcosa sia sinonimo di crescita delle vendita, ma non sempre è così. anzi, a volte si giocano intere fasce di mercato

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