Il palazzo in cui viveva la vittima

E’ stato trovato dalla sua badante in un lago di sangue, nella sua abitazione, con una evidente ferita alla testa, segno che era stato colpito con un corpo contundente. Mi bastano questi pochi elementi per intuire che si possa trattare di un “omocidio“, termine che va ad indicare quella particolarissima categoria di omicidi ai danni degli omosessuali. Ne ho visti diversi, di casi così. Lui aveva 59 anni, era un architetto, e recentemente aveva iniziato un’attività di editore. Il suo cadavere è stato trovato stasera alle 20 in via Agostino Valerio, nel quartiere Aurelio, dalla sua badante (nella foto la polizia davanti al portone del palazzo). Oltre al cranio fracassato, aveva dei lividi sul collo. Secondo alcuni vicini aveva da poco iniziato una relazione. Come si fa a dire, in questo caso, che si trattava di un gay? In due modi:

Ansa: “La vittima, secondo indiscrezioni, era un omosessuale”
SkyTg24 e Corsera: “L’omicidio potrebbe essere maturato negli ambienti omosessuali”

titolocadavere by you.

Già. Questi squallidi e torbidi ambienti omosessuali… Peccato che spesso a uccidere siano marchette eterosessuali, frustrate e arrabbiate con quel corpo che si trovano davanti, e che hanno appena dovuto soddisfare. Gli omocidi – suggerisco la lettura di questo libro - vengono quasi sempre commessi dai ragazzi che battono i marciapiedi. Spesso ragazzi dell’Est, rimorchiati nei viali di valle Giulia, disposti a tutto per rubare qualche euro in più. Sono omicidi dettati da un raptus (i casi di cadaveri col cranio fracassato da un corpo contundente sono moltissimi). E protetti, spesso, dall’omertà che circonda questo genere di incontri, di cui non si parla neanche agli amici più stretti.

Aggiornamento/ Già domani dovrebbe essere eseguita l’autopsia sul corpo dell’uomo. Terminati i rilievi della polizia scientifica nell’appartamento dell’uomo, si saprà (difficile che lo sappiano i giornalisti in questa prima fase di indagini) se ci sono delle impronte “buone” o se sono stati lasciati altri segni. Saranno anche sentiti gli amici della vittima e si controlleranno i tabulati del suo cellulare, per vedere le chiamate in entrata e uscita le ore prima del delitto. La polizia ha anche sequestrato l’auto dell’uomo, una Lancia, alla ricerca di eventuali indizi (foto sotto).

Aggiornamento/2 La vittima si chiama Alberto Falchetti. Era stato, tra le altre cose, art director della rivista “Grand Hotel”. Sulla porta non sono stati trovati segni di effrazione: segno che conosceva il suo assassino. I vicini hanno riferito di non aver sentito nessun rumore strano.

L'auto della vittima.

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24 Responses to “Si allunga la lista degli “omocidi” romani.”

  1. Allelujah Says:

    Diciamo che i canoni del delitto gay sono:

    - uomo sulla sessantina, magari professionista
    - professionista, e quindi ricco
    - con la casa in centro, meglio se attico
    - ovviamente zitello o senza famiglia
    - ucciso, appunto, con armi che indicano un raptus
    - preferibilmente il cadavere deve essere mezzo nudo

    L’omicidio di un omosessuale si riconosce praticamente subito, davvero.

  2. river Says:

    Stavo gurdando Skytg24. Man mano che descriveva l’omicidio, pensavo: “Sicuro un altro omocidio”. Poi la frasetta sugli ambienti, ecc. Il tempo di fare qualche chiamata ad un collega non in ferie, e zac.

  3. Allelujah Says:

    Che poi voglio dire, parlando seriamente potrebbero essere classificati, innanzitutto, come omicidi a scopo di rapina.
    L’ambiente ha una qualche rilevanza nel fatto? Il fatto di essere gay non è certo il movente.

    Certo, con tutto il rispetto, ma se magari questi signori che si portano le marchette a casa facessero un po’ attenzione…

  4. river Says:

    Non diciamo cavolate, su, e non facciamo i moralisti al contrario.

    Io devo essere liberto di portarmi a casa una marchetta a sera, volendo, e non avere il pensiero che questa mi possa uccidere.

    Pari dignità marchettizia per tutti.

  5. Artlandis Says:

    quoto Allelujah

    è un’omicidio…l’ambiente e i gusti sessuali, spesso descritti com morboso attaccamento ai dettagli, hanno un sapore strano…come se sottilmente (neanche tanto, come dici tu, Riv) si volesse aggiungere sporcizia e grigiume a un fatto già grave…

  6. Allelujah Says:

    Sì, nell’Iperuranio. Però tutti sappiamo quanti casi succedono simili e quanta attenzione bisogna fare.
    E’ come lamentarsi perché i genitori dicono di non accettare caramelle dagli sconosciuti, torto non hanno e non avevano. Anche se pure da piccolo non mi si prendevano comunque. :D

    Certo, poi esistono modi e modi, sconosciuti e sconosciuti. Per me una persona può marchettare vita, natural durante, ma se li cerchi, magari, in posti e situzioni più sicure… ;)

    Per il resto non voglio colpevolizzare quella povera persona, pace all’anima sua e mi scuso per i toni forse troppo leggeri con cui sto commentando la vicenda.

  7. Allelujah Says:

    Bè, Art, basta vedere un importante sito di un quotidiano. La notizia più letta in questi giorni era: padre si denuda sulla spiaggia e molesta le figliolette.
    Certo il contesto è diverso (quello delle bambine è un reato sessuale, l’omocidio no, almeno nel 99% dei casi) ma fa capire come certa gente queste notiziuole un po’ torbide le guarda e anche di buon grado.
    Forse perché servono a sentirsi più sani.

  8. jocksock Says:

    Caro Riv, dissento.
    Qui non si tratta di fare i moralisti ma di essere pienamente coscienti del pericolo che si corre quando si va con marchettari di basso conio, oltretutto visti i precedenti.
    Un conto è la marchetta di alto bordo, un altro l’immigrato clandestino in cerca di guadagni rapidi; e, purtroppo, i gay anziani sono sempre la categoria più a rischio.
    Di questo problema, però, non ne ho mai sentito parlare concretamente nessuno, nè ai Gay Pride nè in altri contesti, se non dopo che si verificano tristi epiloghi come questo: quasi come se la vecchiaia arrivasse per alcuni ma non per tutti.
    Vi invito a leggere “I mignotti”, di Riccardo Reim e Antonio Veneziani, per comprendere l’entità del fenonemo.
    Già che ci sono, lancio anche un allarme un pò a tutta la comunità gay romana: occhio che buona parte dei posti di battuage facilmente raggiungibili a piedi o con i mezzi pubblici (tipo il Parco del Turismo/Palombini, per intenderci), sono stati da tempo presi di mira da questi “marchettari” senza scrupoli, compresi gli zingari (anche minorenni).
    Non parliamo poi dei pochissimi cinema a luci rosse rimasti a Roma, dove le marchette la fanno ormai da padroni.
    Sarò pessimista ma suggerisco a tutti la frequenza di un corso accelerato di difesa personale.

  9. Allelujah Says:

    Però in effetti, in questo caso dovrebbe esserci la badante che comunque sa se la vittima era abituata a questo genere di incontri. D’altronde, credo che qualche dichiarazione in questo senso lei l’avrà già fatta, o magari è stata proprio lei a spiegare quest’aspetto… boh!

  10. river Says:

    Calcolando che il cadavere è stato trovato tra le 19 e le 20, direi che la badante sta parlando. Poi la risentiranno, figurati.

  11. gabbro Says:

    ma perche è un ragazzo gay che non sia un markettaro non è in grado di uccidere un altro gay?fatemi capire è questo il concetto per voi?

  12. lwsx Says:

    Ma perche’ devono sempre puntare il dito sulla sessualita’ della persona invece di dire che in Italia siamo invasi da migliaia di stranieri clandestini che pur di ‘raccattare’ qualche soldo venderebbero pure la loro madre!!!

  13. brand Says:

    Pari dignità marchettizia … ahah, forte riv!

  14. Postconfused Says:

    io mi domando perche’ ancora adesso i gay romani si ostinano a frequentare marchette prese dalla strada? Non hanno soldi per pagarsi marchette diciamo universitarie o pescate da internet? devono per forza provare il brivido dell’esotico e/o del pericolo? forse alla fine prevale un desiderio di morte…

    Ad ogni modo stamattina Sky24 ha corretto il tiro: parlava di delitto passionale. Sembra una definizione sarcastica ma perlomeno e’ preferibile al delitto omosessuale.

  15. aborto Says:

    Questi eventi mi fanno sempre ripensare ad una lettera letta su un sito omo in cui ci si chiedeva se l’essere gay ci condanna alla solitudine. Lo so che è una generalizzazione, che non è sempre così, che alla fine si è comunque soli anche se sposati eterosessualmente e con 40 figli a carico, e bla bla bla…. Però non mi aveva lasciato indifferente e questi eventi mi fanno sempre pensare alla solitudine in generale, non solo a quella omo.

    Ovviamente penso anche a me, a 60 anni. Come sarò io a 60 anni? La solita paura per il futuro.

  16. etero Says:

    Penso alla odiosa differenza tra il caso della povera Reggiani, che giustificò addirittura un decreto legge ad hoc contro i clandestini romeni, e alla ” insignificante” morte di un gay forse ucciso, come dice bene river, da una marchetta frustrata ( anch’essa gay, a mio avviso, tanto quanto la vittima, con buona pace della sua frustrazione).
    Certo – se si scoprisse che il colpevole è uno straniero clandestino – non verrebbe fatta alcuna legge e non cambierebbe nulla.

  17. O. Says:

    Se, ripeto, SE veramente è stata una marchetta, l’unica cosa che mi viene da pensare è: ca22o, sono almeno 10 anni che si sa cosa gira a Roma!
    Non voglio fare il moralista spicciolo, ma se io so che c’è un pericolo, in qualche modo lo evito e non lo vado a cercare.
    Poi, River, si, sono d’accordo con te, anche a me piacerebbe che uno potesse andare a casa con la marchetta senza il timore di essere assassinato. Ma mi piacerebbe pure che una qualsiasi persona fosse libera di scegliere se fare la marchetta o meno… forse sta anche lì il problema, no?
    Infine, al di là del discorso marketta o meno, si, pure a me è montanta un po’ di rabbia quando al tg di La7 stamane hanno parlato dei soliti “ambienti omosessuali”… cristo, ma quali ambienti?!?

  18. simo simo Says:

    ma scusa river perche google maps nn mi trova la via?? sei sicuro sia corretta?

  19. river Says:

    Google maps è limitato. Usa mappy.

  20. Gan Says:

    La notizia è passata più volte nei notiziari del GR2, questa mattina. La vittima è stata definita come “architetto omosessuale”, e il delitto “maturato negli ambienti gay”. Pessimismo e fastidio.

  21. skazzo Says:

    A me dà molto fastidio quando si fanno allusioni alla presunta omosessualità di una vittima come a dire… insomma ci capiamo, non è il caso di aggiungere altro, se l’è andata a cercare e magari pure ben gli sta. E il diritto alla privacy in questi casi non conta proprio?

    Io non andrò a 60 anni con un marchettaro, nemmeno a 30, ma il futuro mi spaventa ugualmente moltissimo. Se mi guardo intorno tra i gay che conosco vedo molta più solitudine che altrove, anche se il trend penso riguardi sempre di più anche gli eterosessuali. Forse è vero che una vecchiaia serena non capita per caso ma si costruisce. Boh. Scusate lo sfogo.

  22. etero Says:

    il Messaggero, nell’articolo, dice che era molto malato e lascia intuire una malattia infettiva (aids?)

  23. Toso Says:

    ma perchè dev’essere stato ucciso perchè gay? non ci sono altre spiegazioni? tentativo andato storto di rapina?

    si pensa sempre all’omofobia.

  24. Francesco Says:

    Ho i brividi.
    Che Pasolini ci protegga tutti!!

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