kefiah by you.

Prima o poi dovrò parlare in maniera approfondita del concetto di sicurezza, da queste parti. Prima,però, voglio attendere la visita a Betlemme e, probabilmente, Ramallah. Ma l’esempio che seguirà, fa già capire l’aria che tira da queste parti. A Gerusalemme convivono musulmani, ebrei, cristiani: in passato non sono mancati gli aspri conflitti, di cui oggi, però, non vedo grosse tracce. Le bancarelle arabe vendono oggettistica ebrea così come bandiere per la Palestina o crocifissi. Fatto sta che, prima di entrare nell’area considerata sacra dai musulmani di tutto il mondo, quella della cupola della roccia, un militare all’ingresso mi fa notare che ho troppa carne al vento (leggi: pantaloncini fino alle ginocchia). Mi indirizza verso un signore che mi vende una kefiah: mi fa segno di legarmela in vita, per coprire al di sotto delle ginocchia. Più tardi, dopo essere uscito dalla zona musulmana, mi lego quella kefiah in vita, e attraverso tranquillamente il quartiere ebraico e quello cristiano. Penso a cosa succederebbe se qualcuno con la kefiah si facesse vedere dalle parti del ghetto di Roma: sarebbe sicuramente vissuta come una provocazione da respingere. Entro in un negozio ebreo, in cerca di un ricordo della città Santa. Compro una menorah disegnata sulla pietra di Gerusalemme: un mattone che pesa circa 5 chili (fortuna che il mio bagaglio pesa poco). La commessa la impacchetta usando la plastica con le bollicine; infine la chiude con dello scotch da pacchi. La battuta mi viene spontanea: “Sembra una bomba!”. La ragazza scoppia a ridere. Fatto sta che, uscito da quel negozio, mi ritrovo a camminare col pacco sotto al braccio e la kefiah in vita. Penso: un potenziale terrorista da controllare. E’ anche vero che Abercrombie non va molto di moda in Palestina. In ogni caso, nel tragitto dal negozio, nella città Vecchia, all’hotel, incrocio polizia e un paio di militari. Niente di niente. Neanche un’occhiatina. Ci sono quasi rimasto male.

pacchetto by you.

Le impressioni più articolate sui vari quartieri di Gerusalemme a seguire. Ora riposo un po’. Ho camminato 5 ore di seguito. Altro che via Crucis.

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31 Responses to “Gerusalemme/ Con la kefiah e il pacco.”

  1. creek Says:

    River lo so che non si vede tutto e che magari la foto è venuta male… ma il tuo mignolo è brutto… scusa…

  2. andrea Says:

    Ma quanto stai camminando!?Sei un maratoneta!

  3. Mikele Says:

    Ti si vede un mignoletto :D!

    Michele

  4. Giò Says:

    Ma sono l’unico che leggendo il titolo del post ha ha pensato ad un altro pacco?….incurabile!

  5. caiman23 Says:

    cavoli river sembrava di essere li con te nel negozio dove hai acquistato la menorah, scusa ma il tuo viaggio è solo di piacere o stai anche lavorando?
    bacio8 ;)

  6. Beps Says:

    Domanda da turista : e’ cara la vita?

  7. Carlo Says:

    è perchè nn c’hai la faccia da terrorista :)

  8. river Says:

    Il mignoletto brutto? Quindi?

    Sto scrivendo questi post, per puro piacere, a mo’ di diario. E’ come se avessi un bloc notes e mi appuntassi le cose. Mi serve, per buttare giù pensieri.

    Secondo me la vita costa di meno, anche per i turisti.

  9. MadSylvester Says:

    @Giò: siamo in due. :P

  10. Thyrsiger Says:

    @Giò: no, non sei l’unico - e infatti, guardando la prima foto prima di leggere, pensavo ‘mah insomma non è che si capisca molto…’ :-D

  11. fabfab Says:

    ciao river
    ho una curiosità che non c’entra nulla con il tuo viaggio ma ne approfitto: siccome vedo dalla foto che al polso porti un braccialettino arancione, mi può caspiterina svelare cosa sono quei braccialettini di plastica che ormai vedo indosso a qualunque ragazzino under 20 che incrocio nonchè a tutti i modelli dei film porno gay. vi prego svelatemi l’arcano.
    giò, quanto al pacco, non sei il solo… siamo già tre…

  12. river Says:

    Questo braccialetto è il ricordo di un viaggio in America, ad un torneo dell’Nba.

    Quanto al pacco, siete i peggio, mamma mia…

  13. mega Says:

    anch’io pensavo ad altri pacchi… ed aguzzavo la vista sulla foto per intravedere le increspature della kefiah… ahahahahahah…

    ps: come dico sempre il rispetto e l’integrazione non è mettere perchè obbligati quella cazzo di kippah quando attraversi i quartioeri ebrei ma andare in giro con una kefia nel quartiere ebraico e non essere guardato male. idem riguardo i gay. non i ghetti, non la morbosità sulle preferenze sessuale, non i pride, non i locali… ma l’andare in giro tranquillo senza essere guardato come strano. questa è integrazione. questo è rispetto.

  14. Mauro Says:

    …siamo in quattro allora :D Mi hai fatto schiantare quando hai scritto che ci sei rimasto male perchè non ti hanno scambiato per un terrorista :):):) Comunque l’impressione che si ha leggendoti è che la situazione sia tranquilla…oppure sono loro che hanno abituato a convivere con la paura e, come sempre succede in questi casi, non ci fanno più caso?

  15. Z Says:

    Mi unisco alla schiera di quelli che avevano pensato ad un altro pacco, m’ero già fatta il film che alcuni andassero in giro con la kefia legata in vita evidenziando eventuali carichi sporgenti…

  16. caiman23 Says:

    ammetto una cosa, prima di leggere il post ho controllato anche io la prima foto molto bene per vedere dove si vedeva il pacco. ;)

  17. fabfab Says:

    se il tuo braccialetto è un ricordo dell’nba, si può sapere che sono tutti i braccialettini uguali che hanno tutti i ragazzini?! tutti fanatici di basket. dai qualcuno mi tolga la curiosità. forza river, non riposare troppo, vai alla scoperta del mondo per noi!!!

  18. brand Says:

    @Giò e altri
    non siete soli, anche io ho pensato ad altro, ma è anche vero che riv sta vagando tra monasteri, moschee, muri del pianto e via crucis quindi … poteva esserci solo un mattone nel pacco ahah

  19. max Says:

    spero che toglierai questo kefiah quando ti recherai al Muro del pianto… ;-) …potrebbe non essere gradito ! Scherzo…!!! Cmq complimenti per questo taccuino è il reportage fotografico in atto molto interessante e soprattutto singolare .

    N.B. debortate sempre su stà fissa di parti anatomiche più o meno curate o belle…, mah ! Sono così importanti…?!?!? Boh…

  20. creek Says:

    è brutto stop… non ci sto facendo un romanzo.
    giusto che sei fissato con i piedi ci tenevo a dirtelo. stop.

  21. Giò Says:

    ahahahaha menomale ragà! Dai su river, la prima foto traeva in inganno… :)

  22. Imogene Says:

    Be’, anche io donnina lsb, sul pacco del titolo ho pensato ad altro! Devo dire che ci sono quasi rimasta male! :-D

  23. Sly82 Says:

    @Thyrsiger
    ho pensato la stessa cosa :D Senza offesa River ;)

    Bellissima l’idea del diario. Io quando vado in vacanza oltre alle foto conservo scontrini e il primo giorno cerco di annotarmi tutti i ricordi e le emozioni… E’ brutto avere la memoria di un pesce rosso :(

  24. byb Says:

    anche io a leggere il titolo del post avevo pensato male, ma poi non mi sono messo a cercare nella foto.

    sulla maggiore tolleranza verso la kefia, c’è anche da dire, che a roma non è un abbigliamento “tradizionale”, quindi posso capire che possa venir letta come scelta politica, e quindi come provocazione.
    anche se non credo giustifichi la probabile intolleranza.

    @fabfab
    braccialetti di plastica colorati?
    ce ne sono di diversi tipi, nella foto non capisco bene com’è quello di river, ma essendo un ricordo, immagino sia una fascetta con spessore di qualche millimetro. teoricamente in questo caso, ci sarebbe una scritta, o un simboli in rilievo, e in base a questo può cambiare il significato. ci può essere scritto pace, amore, il simbolo della nike, di tutto.
    in alternativa, ci sono anche quelli che vale come biglietto di locali o simili. sono ultrasottili, di carta-plasticficata, chiusi con un gancietto che non si può riaprire, quindi per toglierlo devi tagliarlo. lo mettono in alcuni locali, così se ce l’hai vuol dire che hai pagato, può voler dire che hai diritto a bere gratis, o meno, o che puoi uscire e rientrare senza problemi.
    in alcuni casi, lo usano anche gli alberghi di alcune zone turistiche, per semplificare il riconoscimento dei propri clienti.

  25. frontixx Says:

    …mi unisco alla folta schiera dei cercatori del pacco…:)

  26. valentina87 Says:

    ma almeno i sandali che calzi sono comodi?

  27. simonchio Says:

    …gonna, un filo di trucco sobrio (=rossetto rosso con matita per ingrandire le labbra, phard, eye-liner, ombretto viola), una bella parruccona biondo platino, una bella smaltata alle unghiette (già che eri con i sandali anche quelle dei piedi) e ti rispedivamo alla serata drag della’ltra sera :-)

    ho dovuto scrivere tutta sta scemenza per non scrivere che pure io cercavo sto fantomatico pacco. Oppure esra superfluo dirlo? :-)

  28. Led Says:

    Io mi sono messo a cercare il pacco attraverso la kefiah, ma poi ho notato un pacchetto nell’altra foto e ho collegato…beh, almeno non sono l’unico dai….

  29. Giulio Says:

    complimenti al pacco ……….

  30. arcere Says:

    toh il braccio di river :)
    quel pacchetto effettivamente sembra una bomba… :D

  31. Emanuela Says:

    @fabfab
    La moda dei bracciali colorati è nata quando il ciclista Lance Armstrong ha cominciato a indossarne uno giallo con la scritta “live strong”. Era un simbolo della lotta contro il cancro. Sono usciti nel periodo in cui lui, che ha sconfitto quello ai testicoli, ha cominciato a vincere il tour de France “a nastro” (sette consecutivi!). In teoria chi comprava quei bracciali gialli finanziava la sua fondazione, poi ne sono usciti mille altri…

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