Betlemme/ Quando i terroristi sono degli eroi.
August 27th, 2008


Betlemme è una delle città più moderate della Palestina. Sarà anche per via del flusso turistico che si registra nella basilica della natività, o per l’alta concentrazione di cristiani. Eppure qui percepisco per la prima volta dall’inizio della mia vacanza la tensione. O forse dovrei chiamarlo odio. Qui gli israeliani sono il male. Tanto per dare l’idea della visione palestinese del conflitto: sulle mappe che si vedono da queste parti c’è solo la Palestina, che include Israele. Allo stesso modo, i graffiti sui muri inneggiano ai nazisti (ho visto diverse svastiche). Il motivo? Perché uccisero molti ebrei. E’ assurdo, lo so. Nei campi profughi, poi, è tutto un fiorire di manifesti con i volti dei terroristi morti, col loro fucile in mano, e il nome degli israeliani che hanno ucciso. E’ un vanto. Chi muore per aver ucciso degli israeliani, è un eroe che deve essere trattato come tale. C’è pure un bambino, fotografato col mitra in braccio. I manifesti, in verità, si trovano anche in città. I campi profughi sono delle piccole città: niente tende, ma dignitose zone residenziali, gestite dall’Onu. Ci vivono i palestinesi che hanno perso terra e casa in Israele. Secondo alcuni, hanno tutto l’interesse a rimanere là (non pagano acqua e luce). Se parli con qualche palestinese, ti dice che l’America non è sempre sinonimo di democrazia e che Bin Laden è un mito creato dalla Cia. Ancora: Saddam Hussein era bravo, fino a quando non è andato contro gli americani. Poi è diventato cattivo. C’è stato un periodo in cui Hussein dava 1000 dollari a ogni famiglia in cui era morto un terrorista (per questo molti manifesti ancora lo ringraziano).

La democrazia sembra essersi fermata al di là del muro. Gli omosessuali hanno una sola possibilità, se non vogliono correre il rischio di essere uccisi: fuggire in Israele. L’omosessualità non è concepita: è qualcosa che non può e non deve esistere. L’intolleranza religiosa - dei musulmani verso i cristiani e gli ebrei - è il pane quotidiano, anche dei bambini. Certo, poi ci sono i palestinesi “buoni”. Ma l’aria che ho respirato oggi è quella di un posto dove non si può essere vivere liberamente. Le donne non possono camminare da sole per strada, e l’uomo è autorizzato a picchiare la moglie - senza che questa si possa lamentare alla polizia. Esempi di imbarbarimento, che da queste parti si difendono con un “é la nostra cultura”.
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August 27th, 2008 at 8:40 pm
Oriana Fallaci era la mia Cassandra..
August 27th, 2008 at 8:42 pm
Ciao River,
leggo il tuo blog ormai da tanti mesi ma è la prima volta che lascio un commento. Lo faccio per ringraziarti di questo bellissimo diario di viaggio che mi ha fatto conoscere una realtà nuova e un paese veramente interessante. Sei una persona speciale e questo traspare dai tui scritti e dalle foto che posti.
Mi riprometto, al ritorno dalle vacanze, di scrivere con più assiduità sul blog.
Buon proseguimento e a presto!
August 27th, 2008 at 11:18 pm
io sono convinto che il concetto di “cultura” non può e non deve limitare la libera espressione di un individuo, nè tantomeno lederlo in alcun modo.
Se mi dicono “è la nostra cultura” rispondo franco “no, è il vostro odio e la vostra paura: il vostro essere criminali”.
August 27th, 2008 at 11:31 pm
come sono belli questi reportage socio-culturali, ti faccio i miei complimenti river perchè capire le realtà diverse dalla nostra è un argomento che mi piace sempre…..riguardo alla palestina credo comunque che questa mancanza di libertà sia comune un po’ a tutti i paesi arabi, sicuramente con differenze tra paese e paese ma pur sempre di mancanza di libertà si tratta.
August 28th, 2008 at 12:15 am
Purtroppo le radici culturali e religiose malate sono difficili da estirpare, succede soltanto con il progresso culturale. Anche i cristiani nel medioevo erano pressappoco come sono ora i mussulmani, ma le cose sono andate migliorando. Forse un giorno tutto si risolverà, ma la cosa è dura e infinitamente lunga, visto che è più strano un comportamento come quello dei mariti che picchiano le mogli e degli omosessuali che non hanno opportunità al giorno d’oggi che nel medioevo. Lasciare che facciano il loro corso oppure intervenire? Io dico di intervenire, anche se in un certo modo, come adottare e cercare di crescere una nuova generazione migliore e più civile, anche se è molto difficile eliminare pregiudizi e consuetudini di una religione e di una cultura sbagliata così radicata nel tempo.
August 28th, 2008 at 12:27 am
E’ terrificante che esista un odio così radicato, così profondo…
August 28th, 2008 at 3:33 am
Mi associo ai ringraziamenti per questo diario israeliano/palestinese che sto leggendo con grandissimo interesse. Grazie!!
August 28th, 2008 at 9:13 am
Ma che bello! Che posto pieno di libertà e democrazia! Tutti molto moderati e liberali, devo dire.
Come dice nemo, sarebbe meglio crederci alla fallaci, non relegarla nel dimenticatoio.
August 28th, 2008 at 12:22 pm
a me i bambini che vengono “educati” all’odio fanno pensare alla più pura ignoranza
la cultura non esiste per quelle persone
August 28th, 2008 at 2:52 pm
“è la nostra cultura ” Beh ! Mi verrebbe da dire che se questa è cultura…, chissà cosa sarà mai la “vera”, bah ! …delicatamente bizzarra come scusa direi.
Cmq complimenti reportage fotografico realistico molto insolito e particolarmente ricercato.
River hai già mangiato qualcosa di kosher ???
August 28th, 2008 at 4:08 pm
Il tuo reportage è bello, interessante e molto onesto.
Complimenti
October 2nd, 2008 at 8:26 am
Salve River,
Io ho vissuto per nove mesi e da donna, cristiana italiana e giornalista ho conosciuto una realtà differente da quella che tu descrivi, più complessa. Non dico che tu non ti sia basato su storie vere. Semplicemente penso che questa non sia l’unica realtà. Bisogna entrare nella pelle dell’altro per poter parlare.
cordiali saluti.