La piazza dei malati di Aids. by you.

Esiste, e si trova a New York. Vari blog americani hanno espresso perplessità. Mi associo a loro.

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19 Responses to “La piazza dei/per i malati di Aids.”

  1. deva raqiba Says:

    alla faccia della tolleranza e dell’integrazione del “diverso”…..

  2. piripiri Says:

    Perchè dedicare piazze ai morti in guerre assurde e avere dubbi su questa?
    credo sia un’ennesima di mostrazione di quanto new york sia la città della libertà, della democrazia e del rispetto. Un gesto eroico. bravissimi.

    ***** commento editato da river: ti prego di utilizzare un’email reale, grazie.

  3. byb Says:

    ma la dedica “people with …”, corrisponderebbe al nostro “vittime (eroi, caduti) di (per) …” o proprio, letteralmente a “persone con …”
    cioè, non conosco molte vie dedicate ai malati, ne conosco dedicate ai caduti, alle vittime, ai martiri.
    in tal senso, troverei “più accettabile” se fosse dedicati ai morti per aids, che non alle persone con l’aids.
    difficile spiegarlo, ma percepisco una sottile differenza tra le due cose.

  4. Michele Says:

    capisco le buone intenzioni… ma non credo sia il modo migliore per esprimerle…

  5. orsamaggiore Says:

    e i malati di diabete?
    e di fibrosi cistica?
    e di tumore del pancreas…?
    e di eczema?

    probabilmente a ny hanno finito i numeri per le vie, e non avendo storia e personaggi sufficienti, cominciano con le malattie…magari

  6. Rodry Says:

    Sensibilizzazione?
    Io non ci trovo nulla di sbagliato…

  7. rossana Says:

    che cosa orrenda

  8. Artlandis Says:

    mmm…sono molto perplesso anch’io..forse lo spirito che anima certe iniziative è mosso da ottime intenzioni…ma un ghetto è pur sempre un ghetto..

  9. Fandango Says:

    Non mi piace, e non dico altro

  10. Joe Says:

    Sono favorevole. Credo che sia una dimostrazione di apertura mentale verso un gruppo di persone emarginate in ogni campo.

  11. Tom Says:

    Forse, perchè è a NY che è iniziato tutto, la factory, il village, Christopher street e via dicendo…
    (Ma cos’è quel cartello in basso? Sembra vietare l’emissione di peti ai pulmini!)

  12. skazzo Says:

    Non capisco il motivo di tanto orrore: non è una piazza in cui segregare i malati di AIDS (a me pare ovvio), il nome aiuta semplicemente a ricordare che ci sono e che l’amministrazione cittadina non li discrimina. Io lo trovo un pensiero carino, poi è ovvio che ci sono cose che potrebbero tornare più utili. Al mondo ci sono decine e decine di milioni di persone malate di AIDS. E poi che ne sapete che non abbiano dedicato qualcosa anche ai malati di tumore? Sempre a polemizzare!

  13. mary-lou Says:

    la piazza è intitolata a PERSONE AFFETTE DA AIDS. Non specifica se vive o morte. Persone affette da aids, punto. In tanti posti dove ho vissuto, mi sono sempre chiesta cosa fosse successo a Cefalonia, visto che c’è sempre una via Martiri di Cefalonia e io che ho studiato storia classica mi chiedevo cosa c’entrasse Kephalos con i martiri…
    Dietro al nome della piazza ci sono sicuramente motivazioni socio-politico-economiche. Il corretto politicamente nasce solo dalla paura di cause di discriminazione, che in quella sacrosanta terra di avvoltoi con la toga chiamata USA sono all’ordine del giorno.
    Ma anche le cose brutte hanno un che di positivo. Intanto c’è una piazza intitolata alle persone che di AIDS vivono, combattono e magari soccombono.

    deva raqiba scrive
    alla faccia della tolleranza e dell’integrazione del “diverso”…..
    Eli, ma te ci credi ancora alla favola di Biancaneve?

  14. deva raqiba Says:

    no non credo alla favola di biancaneve…
    è che dopo due ore a spiegare a mio figlio quasi cinquenne che il vicino in carrozzina e gli amici capoverdiani con la pelle nera non sono strani…
    a vedere questa foto mi son cascate le braccia…
    per non dir altro

  15. Aran Banjo Says:

    e perchè l’Aids sarebbe una malattia “degna” di strada ??

    perchè chi muore o soffre per un cancro non è paritetico..

    secondo me è una mera speculazione a fine turistico/pubblicitario IMHO

  16. Xandro86 Says:

    poco sensata cm cosa.

  17. Baylor Says:

    D’accordo con byb,orsamaggiore e Artlandis e non aggiungo altro.

    @ Mary

    ..uff…non so…è che è il classico “per non dimenticare mai” americano…che poi non caga mai nessuno però….bah…

  18. mary-lou Says:

    Baylor

    infatti ho premesso del politicamente corretto USA……pero’ l’altro giorno ho letto una bella frase sulla maglia di mio cugino.

    Durante un incendio in una savana tutti gli animali scappano verso il fronte opposto al fuoco. Ad un tratto l’elefante vede un colibrì volare in senso opposto. Al che gli chiede: che fai? Ed il colibri dice: porto nel becco dell’acqua per spegnere il fuoco. L’elefante ride e gli dice: che credi di fare? ed il colibrì risponde: la mia parte!

    Se ogni volta che si vede una cosa simile si parla della malattia, si discute, ci si confronta, forse…e dico forse….non è male del tutto no?

    Eli/Deva
    Vedila dal punto di vista di Osho. Anche i dementi hanno ragione di esistere. Baciotti al gigante buono. OT: ragguagliami con foto thanks

  19. Baylor Says:

    @ Mary

    Su questo sfondi una piorta aperta…sono stato tante volte massacrato a parole,non che che come dice un ragazzo che conosco “io abbia fatto le elementari con Madre teresa di Calcutta” sia chiaro,perchè voglio fare il mio nel mio piccolo quando posso (anche solo quando e con chi voglio,non è che sono santo) perchè tanto,non sono il salvatore del mondo…mai pensato di esserlo,ne si esserlo di una sola persona…mi ci metto,punto…quindi,su questo,sul far si che se ne parli,sfondiuna porta aperta.

    Poi…noi ne stiamo parlando perchè il buon Riv,vista l’originalità della cosa,l’ha postato…non so quanti passando di lì si farebbero domande…

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