Presa dal panico.

September 26th, 2008

Sono alla fermata della metro, solita posizione d’attesa. Piegato in terra, col sedere e la schiena appoggiate alla parete. Finita la palestra, sto rientrando a casa. Prima sono passato al solito drusgtore a comprare la cena. Anche se cena è una parola grossa, quando cucino io. Salsicce di pollo riscaldate in padella e annaffiata da ketchup. That’s it. In ginocchio si ha una prospettiva diversa. Ci si concentra di più sulle scarpe, sul movimento delle gambe, sulle narici, oppure sulla pancia che straripa fuori dalla cinta del signore che mi fisserà per tutto il tempo del viaggio. Il display annuncia che il prossimo treno passa in 4 minuti. Me ne era passato uno davanti appena scese le scale mobili. Sto sgranocchiando i miei croccantini al sesamo, un toccasana per il dopo-palestra/pre-cena, quando a un certo punto mi si avvicina una ragazza. E’ nella mia stessa posizione, semi-seduta. “Mi scusi, ha un secondo”?, mi chiede timidamente. I capelli neri, lisci, è molto esile. Non ha un accento romano, penso sia del sud. Per quella brutta tendenza che si ha di diffidare delle richieste in strada fatte da sconosciuti, penso subito che mi stia per chiedere dei soldi. E invece no. “Mi sono sentita poco bene, e ho paura di sentirmi di nuovo male. Posso stare con lei?”. E’ una richiesta di aiuto, cui do subito un nome: attacchi di panico. La lascio parlare. Continuiamo a stare nella solita posizione appoggiata al muro. Un signore - quello con la ciccia strabordante - ci fissa in maniera insistenemente fastidiosa. Troverà strano che frughi nella busta della spesa alla ricerca di qualcosa di dolce da darle (ma mi rendo conto che oltre alla pappa per il cane, i croccantini al sesamo sopracitati, l’insalata, una salsa per l’insalata, e le salsicce, non ho molto da dispensare). La ragazza mi racconta di come si sia sentita girare la testa, tutto d’un tratto. Siccome le faccio domande sul suo stato di salute, mi chiede se sia un medico. Quando dico di no è palesemente dispiaciuta. Arriva il treno, e una volta saliti ci sediamo uno accanto all’altra. Continuiamo a parlare. Le nomino gli attacchi di panico. Lei li conosce, ma mi dice di essere solo stanca e stressata. Sta andando al lavoro, in un bar nella zona di via Sicilia. Fa la notte. Le suggerisco di prendersela con calma. La voce è molto debole, e anche gli occhi sono stanchi. Ogni tanto con le mani si aggiusta i capelli che le cadono sul viso. Le dico che gli attacchi di panico, quasi sempre, si confondono con malesseri fisici reali. Che si ha paura di rimanere soli. E, soprattutto, di sentirsi male di nuovo. Lei mi ascolta, ma è ancora nervosa. Arriva la sua fermata. La incoraggio. Per un attimo ho pensato di uscire con lei. Ma poi mi sono ricordato di quando mia madre, ormai 7 anni fa, per assecondare il mio malessere, mi accompagnasse alle conferenze stampa (aspettandomi fuori in auto). Sono solo palliativi. Gli attacchi di panico sono subdoli, e pretendono tanti micro-contentini. E però non si accontentano mai, bastardi. Fino a quando non ti costringono a non uscire più di casa.

Saluto la ragazza dai capelli scuri. La osservo mentre si infila nel corridoio delle scale mobili. Chissà se sta ancora lavorando.

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42 Responses to “Presa dal panico.”

  1. claudioRM Says:

    conosco gli attacchi di panico..e conosco bene i “contentini”, come li chiami tu.. molto bene!

    comunque sai che quando scrivi questi pezzi di vita vissuta riesco addirittura a viverli?!

  2. Rolly Says:

    Gli attacchi di panico li ho conosciuti…
    Brutta roba.

    Sei un bravo ragazzo, River.
    Mangi porcherie, ma sei un bravo ragazzo :D

  3. carlo Says:

    …è vero, anche se mangi da schifo, sei un bravo ragazzo… ( vista l’età, in realtà, avrei dovuto dire un bravo uomo… ma mi sembrava troppo patetico ;) )

  4. Beps Says:

    ..grazie River.
    Avrei voluto trovare anche io un River …circa 4 anni fa!!
    buonagiornata

  5. Angelo Says:

    Cioè, fammi capire: tu solitamente aspetti la metropolitana accucciato per terra, appoggiato con la schiena al muro?

    Mh, ma non è un po’sporco il muro, soprattutto in quel punto sul quale tutti appoggiano la suola delle scarpe? :-)

  6. debby Says:

    ne ho avuto uno due giorni fà dal dentista, cerco di tenerli sotto controllo con esercizi di respirazione profonda e rilassamento, ma giro sempre con le xanax in borsetta. Ho sempre sofferto d’ansia, fin da piccola, poi i lutti che inevitabilmente accompagnano la nostra esistenza mi hanno ‘mazzato’ e ormai mi sono abituata a vivere con questo mostro dentro che pesa su di me e sulle persone che ho intorno, a volte sto meglio a volte peggio, certo il lavoro notturno non aiuta perchè più si è stanche e stressati più si fan sentire.

  7. Rob Says:

    quanto sei caro!

  8. Shiri Says:

    Conosco molto bene gli attacchi di panico..sono quelli che da due settimane a questa parte stanno rovinando il rapporto con l’uomo della mia vita..e non è colpa mia. è lui che ne soffre…tutto è cominciato mentre eravamo in viaggio per siena, due giovedi fa. si è sentito per cosi dire “male”. Ha sentito i battiti del cuore accelerati, l’acido e il fuoco in gola, dolori al braccio..e da li non è piu passato. Nonostante abbiamo fatto tutti i controlli possibili per tranquillizzarlo e fargli capire che il suo non è un male “reale” lui continua a avere paura di ogni minimo sintomo..a partire da un semplice raffreddore. Non riesce ad uscire, a stare in mezzo alla gente…non sta un attimo tranquillo.. La vita accanto a lui è diventata stressante, non fa altro che piangersi addosso e farsi coccolare. Ma io non ce la faccio a vederlo cosi..non lo accetto. Lui è una persona che lotta e che se ne è sempre infischiato di tutto..e adesso a vederlo sembra un bambino indifeso…e in momenti come questo vorrei che esistesse una cura per farlo tornare quello che era che non sia mandarlo da uno psicologo..perche gia so che prima ancora che prendera il coraggio di accettare la sua “malattia” ormai sara tutto finito tra noi…

  9. Il cappellaio matto Says:

    Sei stato bravo, sai? (Segue pacca sulla testa). Forse te l’hanno già chiesto, ma hai mai pensato di scrivere un libro?

  10. spuzza Says:

    Non conosco gli attacchi di panico… ma suppongo siano terribili. In ogni caso sei stato molto carino.

  11. trullallero Says:

    Io ne soffro da anni. Non mi passano, non c’è verso. Ci sono giorni che solo a mettere il muso fuori, solo a sentire l’aperto su di me mi fa girare la testa e, ogni volta, mi sento sconfitta. Poi mi tocca pure sentire i soliti luoghi comuni di chi mi vive intorno, figuriamoci!Mi sforzo, mi violento cercando di fregarmene, pensando “Vaffa, ora me ne frego!”, mentre sento i primi sintomi, ma poi me ne frego, mi vergogno, mi terrorizzo.
    Non mi aiuta la psicoanalisi, nè la terapia farmacolgica. Non mi aiuta niente se non la rabbia. Quando mi arrabbio sul serio contro me stessa, allora volo, volo lontana, ma dura poco. Volo a ore, insomma.
    Grazie per lo spazio e scusa se ho approfittato come un cane che trova un osso.

  12. giuspe85 Says:

    Secondo me si trattava di stanchezza e se sei solo è terribile…visto che hai detto che faceva la notte..

    Chi fa lavori di notte e nei festivi (non parlo di quello che pensate, voi ma lavori come barman,cuoco,ecc.) se non conduce una vita regolare tra ore di sonno giuste,pranzi regolari e sani,ecc. “crolla” nel vero senso della parola…

    Posso raccontare la mia esperienza personale, un periodo che lavoravo intensamente perchè si richiedeva questo (nn stavo praticamente mai a casa..)lavoravo come un forsennato e non sentivo stanchezza…

    Dimagrivo a vista d’occhio ma non me ne accorgevo…

    Un bel giorno ebbi dei piccoli crampi alle gambe in strada ma non ci feci caso…dopo altri giorni ero a casa con parenti, ebbi un mal di testa fortissimo (emicrania..) vertigini e mi chinai per terra,pensavo che stavo per svenire, mi ripresi dopo che mi dettero dell’acqua,ebbi molta paura, mai avuta una cosa del genere. Quei momenti furono terribili, se non avevo il sostegno della famiglia nel tranquillizzarmi non so come mi sarei sentito, può sembrare una sciocchezza ma si devono vivere certe situazioni….mi assentai per una settimana dal lavoro e stetti in totale riposo visto che avevo le vene delle gambe gonfie dal dolore dei crampi che subentrarono stando fermo….

    Il medico mi disse che ero in leggero sottopeso e questo mi provocava cali di pressione improvvisi, io non me ne accorgevo anzi…

    Dopo che ho condotto una vita regolare (delegando gli straordinari ad altri nullafacenti), salutando le uscite notturne con amici, dedicandomi al sonno ed evitando qualsiasi impegno straordinario se non me la sentivo, sono tornato in forma per quando riguarda la salute e l’umore…

  13. Alessandra Says:

    soffro di DAP da 4 anni, forse da tutta la vita. Non mi fanno paura, ora li conosco. Quello che mi colpisce è che questa persona chieda aiuto, io non lo faccio più, non sono stata ascoltata una volta da mio padre e temo il rifiuto. Quella volta mi sono rotta le dita dei piedi calciando il termo per scacciare il dolore. Adesso cerco un posto tranquillo, respiro e butto giù le mie goccine naturali, aspetto che passi, ascolto il mio corpo. Lei è stata fortunata a trovarti. un abbraccio, A.

  14. max Says:

    Bravo !!!
    Hai fatto una bella azione…, molto altruista ,…chissà perchè mi ero fatto di te (virtualmente s’intende…) un idea diciamo un… pochino più distaccata e velatamente snobbistica dovuta perlopiù al tuo “invidiabile” menage familiare-affettivo e lavorativo, mah ! Mi rendo conto di essermi sbagliato di grosso…, e questo mi piace !

  15. nickname Says:

    sarai anche un bravo ragazzo, e nessuno lo mette in dubbio, ma quelli non erano attacchi di panico.

  16. river Says:

    Nickname, sei un veggente, caspita. Complimenti per la capacità di leggere al di là delle parole scritte.

    Cappellaio, sul mercato editoriale italiano avrei da scrivere fiumi. Diciamo che mi fa abbastanza schifo.

  17. mat Says:

    conosco anche io… anche tu river li conosci… sono una delle cose più stupide che possano capitare! stupide nel senso che non sono nulla in se… ma dopo c’è la paura che tornino…
    gesto esemplare con la ragazza!

  18. river Says:

    Veramente non ho fatto niente.

    E, anzi, mi sono sentito un po’ in colpa per non averla seguita.

  19. javanotakeshi Says:

    ci sono stati e ci sono ancora dei momenti in cui mi sento sopraffatto da tutto quello che ho intorno, come se buttarmi sotto un treno o da una finestra non cambiasse esattamente nulla e non mi possa dare nessuna sensazione. non so se siano attacchi di panico o di apatia. Certe volte starei in casa a fissare il muro, una volta ero rimasto a casa da solo (è successo 3 anni fa) e la notte ho dovuto dormire con la luce accesa, cosa per me assurda visti i 30 anni ma non trovavo altro conforto…

  20. nickname Says:

    river forse non ti rendi conto della tua posizione. il tuo blog è visitato ogni giorno da una marea di persone, spesso ignoranti in materie e competenze medico-scientifiche, che si fidano di ciò che dici. se tu dici “ho dato subito un nome: attacchi di panico” il lettore medio, alieno da certe discipline e competenze, penserà che tu ne sai di quello che hai scritto e che quello è realmente un attacco di panico. non voglio fare polemiche inutili, ci tengo solo che non si “prenda roma per toma”, e questo è anche a vantaggio tuo, se ci pensi bene.

  21. river Says:

    Non bisogna essere medici per capire cos’è un attacco di panico. Basta esserci passati.

  22. Baylor Says:

    …o finchè non si ha la forza giusta per affrontarli,e devo dire che,fortunataente,leggendo i commenti,qua c’è molta gente che ha le palle quadre,compreso te Riv,e ne sono contento.
    Perchè questi stronzi di bug psicologici,allargo il discorso oltre i solli attacchi di panico ma a tutta la rosa di devastanti corto circuiti del sistema nervoso,sono come gli herpes…non te li togli più dalle palle purtroppo…impari a domarli,a riconoscerli,magari anche a non averne più paura,ed è una grandissima vittoria…ma non li elimini purtroppo,mai…e ogni tanto tocca dirgli “ancora qui?”
    Secondo me Riv hai fatto bene a lasciarla andare…una volta riusciti a recuperare un po’ di lucidità ed essersi sfogati un po’ è giusto,dirigendosi verso la vita di tutti i giorni,cercare di pescare nel proprio interno un grammo d forza di reazione,utilissimo da quel momento in poi per sommare futuri grammi e,quindi,sempre maggiori fondamenta.

    @ nickname

    Penso che siavalso anche per la tua vita come per quella di tutti…ci sono cose che si imparano per teoria,e cose che si imparano per pratica…una non inficia l’altra….non serve studiare quando conosci una materia per averla vissuta e subita per tempo…anzi,ti dirò,tante volte nel campo medico soprattutto,e quindi psicologico anche,la pratica è meno fallibile della teoria…perchè la teoria studia sintomi e da lì cerca di risalire al “male”,dovendo sfoltire una rosa di possibilità…la pratica riconosce a vista quella e solo quella cosa,perchè ne conosce la voce,gli occhi,ogni sigola vibrazione,ogni singolo tremore…quando si tratta di cattive compagnie che hai guardato per tempo negli occhi…beh,quelli sono occhi che non dimentichi.E credimi…non so tu,ma qui lo sanno in tanti,e nel mondo ancora di più.
    Un simile riconosce un suo simile anche in mezzo a miliardi di persone…

  23. arcere Says:

    voglio mandarti un mega abbraccio riv!hai fatyto benissimo
    io non so cosa siano gli attacchi di panico per fortuna, ma sei stato dolcissimo!
    questo tuo racconto me lo hai fatto quasi vivere in prima persona..ho avuto anche una stretta allo stomaco..

  24. debby Says:

    ha cercato qualcuno che si prendesse cura di lei nel caso i sintomi peggiorassero, anche per me è uno dei primi pensieri, chiamare mia mamma e dirle dove sono, che non sto bene, se mi viene a prendere….poi lo domo e ora che arriva è passato.

  25. jajali Says:

    River, non hai pensato che la ragazza ci stesse provando con te ;) ? Altro che “attacco di panico”, magari era un “colpo di fulmine”!

    Ovviamente sto scherzando. Non mi è mai capitato, quindi non so come ci si possa sentire durante un attacco di panico.

  26. nickname Says:

    non voglio esser pesante ma attacco di panico è una cosa, momento di panico è un’altra.
    inoltre vorrei precisare che non sono medico.

  27. Emicolinio Says:

    Riv,
    ti credevo più arguto. Quella ragazza e il suo malessere sono un fake. Anzi è stata creata con Photoshop.

  28. Chiara Says:

    Gli attacchi di panico sono delle bestie viscide e schifose. Pero’, come tutti i mostri, si possono combattere e vincere. Io ne soffro da 4 anni..attacchi di panico e ansia, una specie di circolo vizioso, che fa leva sulla paura. Credo che in questo caso, conoscere il nemico sia il primo passo x vincerlo, unito alla forza d volontà (e nel caso, a uno psicologo/psichiatra). Sapere che è tutto nella tua testa, capire che l’evitamento non è una cura ma solo un palliativo, è già un ottimo passo avanti. Io ora sono felice..ho una vita che mi piace e mi soddisfa, una famiglia che adoro, un ragazzo che amo, ho passione x quello che studio e un lavoretto che mi fa guadagnare qualche soldo. Ho deciso che non voglio far si che gli attacchi prendano il sopravvento.Non ho intenzione di fargli rovinare la mia vita. Ho deciso di escluderli dai miei pensieri, di pensare positivo. Non mi illudo che non tornino, xche tornano. Lo aspetto. E quando arriverà aspettero’ che passi. Per ricominciare tutto lì, dove lo avevo interrotto. Non mi sento più, come all’inizio, una poveravittima. Adesso mi sento come un soldato, impegnato in una guerra a intermittenza..incazzata e motivata quanto basta x vincere.
    Scusate x il papiro..ma mettere x iscirtto questi pensieri volanti aiuta a fare chiarezza..e mi rende ancora più determinata :-)
    ..ce la farò vero?!

  29. max Says:

    …a dir la verità River…(non volevo dirlo…) ma per un attimo anche io ho pensato la stessa cosa detta da Jajali (sopra)e cioè… magari…euhmm…sotto sotto…la ragazza ci stava provando, ma poi proseguendo nella lettura stà sensazione è scomparsa.

  30. Artlandis Says:

    …sai perchè sei un grande, Riv?
    perchè in quei pochi istanti condivisi insieme, sono sicuro che lei ha percepito quel che io (e non solo io, a quanto leggo) ho sentito leggendoti…un forte, fortissimo senso umano, meravigliosamente protettivo nel lasciarla libera di affrontare quelle sensazioni, che anche tu conosci….
    sarò banalotto ma questa cosa mi ha toccato dentro……..

  31. debby Says:

    momento di panico è oggettivo, puo capitare a chiunque, è una reazione ad una condizione esterna tipo ‘mi sono persa non capisco dove sono ho un momento di panico’ l’attaco no….viene da dentro, ha motivazioni interne tipo ‘ sono predisposta, soffro d’ansia, sono sotto pressione, ho un attacco di panico’ .
    Questa è la differenza, non sono un medico sono un utente medio di questo blog. Se poi tu nickname hai esperienze differenti parlane, scrivile invece di fare la punta a ciò che scrivono gli altri. Se invece sei convinto di saperne piu di tutti allora ti dico che quella è un altra patologia si chiama sindrome di onnipotenza e non ha niente a che fare con l’ansia ma ti porta a pensare di saperne tutto in proposito anche se non ne sai nulla. ahahah scherzo ovviamente :D

  32. stellin Says:

    sai ogni tanto penso che una bella chiacchierata con te mi farebbe proprio bene….

  33. nickname Says:

    lo so che scherzi, debby :D
    non soffro di tale sindrome, ma ho esperienza di attacchi di panico in famiglia, li ho visti con i miei occhi e prestato i primi soccorsi; per cui sono assolutamente arcisicuro che quelli non sono attacchi di panico, però non mi va di mettere in piazza i fattacci miei, spero comprenderai. e anche tentando di essere il più oggettivo possibile, non credo ci riuscirei visto il coinvolgimento emotivo, immagino si possa comprendere anche questo.

  34. Andrea (psiko) Says:

    beh, ragazzi. ma c’era anche la soluzione per questa ingenua ragazzotta. presto informatela. come far finire i suoi attacchi di panico? è semplice. invece di andar a parlottare con river aspettava la metro e.. si buttava tra i binari :)

  35. creek Says:

    Andreaaa!!!

  36. Mariela De Marchi Says:

    Bellissimo post, e pure i commenti. Non penso di soffrire di attacchi di panico, ma ansia sì, e non poca. Vista da fuori sembro fortissima, vista da dentro molto meno. Conosco i miei pregi e li coltivo, detesto la falsa modestia e se qualcuno dice che sono brava annuisco. Ma talvolta, ahimè, arriva la nuvola nera, da dentro, ed è difficilissimo mandarla via. Perdo le mie sicurezze d’un colpo e vedo fantasmi e minacce ovunque. Diffido della persona che amo e che mi ama, è orribile. Dopo passa tutto. Però mentre dura, mamma mia, che fatica affrontare il mondo, la vita, il lavoro, gli impegni. Si vorrebbe dormire e basta, nemmeno leggere fa bene. Se non avessi le mie bimbe e l’affitto da pagare - e nessuno che mi mantenga - penso che sarei crollata da un pezzo.
    Il peggior errore è, sicuramente, allontanare i sintomi. No, no, no, non va bene. Le cose vanno ammesse e accettate, vissute fino in fondo, consumate. Poi si rinasce.
    Un caro saluto, River.

  37. Andrea (psiko) Says:

    lol, dai stavo a scherzà :D
    solo che, caro il mio creek, pensa a che figata di post avrebbe in quel caso scritto il river - con tanto di foto.
    cosa ci siamo persi, eeh, commentatori miei..

  38. Baylor Says:

    @ Andrea

    Devo dire che mi piace molto la gente che sa sempre trovare il modo di sorridere,anche quando si parla di cose tristi,senza cadere nel grezzo e nel superficiale…mi hai strappato un sorriso enorme.Grazie.

  39. Io Says:

    Io non ho attacchi di panico, mai avuti, ma ho paura della paura, son anni che vorrei fare un viaggio ma temo col terrore anche il minimo distacco dalla mia quotidianità. E’ brutto!! Tutti che viaggiano, che ti dicono: dove sei andato stestate? e tu che rispondi a casa, a casa, ma in fondo è a casa che stai cullato e sicuro! Spero di farcela, di avere le mei crisi, piangere, strillare ma tornare un giorno e dire: ce l’ho fatta, è finita ora la mai gita!

  40. Francesco Says:

    @Io
    La paura si supera con il coraggio di diventare grandi.
    Siamo un po tutti bambini dentro.
    Ma non è detto che in viaggio tu non possa sentirti cullato lo stesso.

    Viaggia. Fallo. O ti pentirai poi di avere perso tante occasioni!

  41. Baylor Says:

    @ Io

    Non in maniera così forte ma a me i viaggi un minimo di angoscia la mettono sempre,nonostante poi sia sempre in movimento in auto…ti assicuro che una volta passato lo scoglio del giorno ics e delle prime formalità,sale più l’emozione e la curiosità e l’ansia e l’angoscia si ritraggono.Avere paura è il miglior modo per far realizzare le cose di cui si ha paura.

  42. Io Says:

    Non posso aspettare molto, voglio sentirmi libero di tornare a casa dopo un viaggio e poter dire a me stesso: ce l’ho fatta. A volte penso che dal primo giorno di viaggio tutto mi potrebbe andare per il meglio, altre invece la paura mi assale con un peso allo stomaco. Ma ditemi anche voi, non è meglio sentirlo il peso allo stomaco ma poi superarlo? Per troppo tempo l’ho evitato e schivato ma il risultato è avergliela data vinta ancora!

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