Arrivo al lavoro, e mi ritrovo una mail di un’amica losangelesina. Mi linka un articolo della Cnn. Documenta l’arresto di un predicatore americano, Tony Alamo, per pedofilia. L’uomo, 74 anni, fondatore del “Tony Alamo Christian Ministries”, è accusato dall’Fbi di aver abusato di un minore. La polizia ha preso in custodia 6 bambini ospitati nella sua struttura. Alamo, però, smentisce tutto: “Stanno solo cercando di mettere la nostra chiesa in una cattiva luce. Io amo i bambini, e non farei mai loro del male”.

art_tony_alamo_ap by you.

Ho conosciuto Tony Alamo quando ho vissuto a Los Angeles. Ho lavorato per lui. In quel periodo, facevo traduzioni e davo lezioni di italiano agli studenti della Ucla. Avevo attaccato in giro per l’università i classici volantini di “offerta” traduzioni. Un lavoro simpatico, e molto ben pagato. Mi ricordo di un attore, non famoso, che si doveva preparare per un provino per una parte, in cui doveva anche parlare italiano. Abbiamo fatto delle prove insieme. Penso sia stata l’unica volta in vita mia in cui abbia recitato. Quanto al predicatore, non mi contattò lui, ma la moglie. Non vivevano a Los Angeles, ma stavano spesso in giro. Avevano bisogno che traducessi loro alcuni testi religiosi, dall’inglese all’italiano. Tutti i nostri contatti sono avvenuti al telefono. Ci siamo incontrati solo all’inizio del lavoro. Mi diedero alcuni documenti, e concordammo la cifra. Parlava soprattutto la moglie. I prezzi erano ottimi. I testi erano il credo della loro “setta”. Non ricordo granché, solo moltissime citazioni della Bibbia (le più difficili da tradurre). Fortunatamente questo rapporto non durò molto. Erano ossessionati dalla correttezza di quello che traducevo e avevano ammesso che ogni testo, dopo la traduzione, veniva sottoposto alla verifica di due traduttori diversi. “Non vogliamo che qualche impostore ci inganni”, mi diceva la signora Alamo. Perché avevano bisogno di quelle traduzioni? Volevano venire in Italia o, al limite, iniziare a pubblicare materiale nella nostra lingua. Il marito era taciturno. Non hanno mai cercato di “convicermi” a interessarmi al loro culto. Lui sosteneva di essersi reincarnato attraverso Cristo. Finito il lavoro mi spedirono un assegno. “Abbiamo altri lavori, poi ci risentiamo”. Non li ho più rivisti.

Share/Save/Bookmark

No tag for this post.

Related posts

9 Responses to “Quando ho lavorato per un santone (pedofilo).”

  1. terence Says:

    perché nel titolo hai messo solo “pedofilo” e non “presunto pedofilo” o simili?
    per ora è solo accusato…

  2. river Says:

    Perché mi fido più dell’Fbi che delle parole di uno che dice di essersi reincarnato attraverso Cristo.

  3. Baylor Says:

    Non fa una piega Riv… ;-)

  4. max Says:

    hanno fatto bene ! Detesto questi santo- cialtroni . :-(

  5. sodacaustica Says:

    anche per il padre del bambino ucciso (tommy)l’anno scorso era stata ventilata l’ipotesi di pedofilia,
    nel dubbio e in una situazione non accertata aspetto,prendo la rincorsa e poi quando si ufficializza la pedofilia presunta allora lo schifo volentieri e ricomincerò a chiedermi come mai Dio che ama i bambini mette in terra perversioni simili

  6. Mahatma Says:

    Io potrei scrivere il post:
    “Quando ho lavorato per un coglione (pure stronzo)”
    Sai che ridere.

    Ciao Riv

  7. byb Says:

    a volte, ho sentito discorsi (made in the usa) sulla religiosità come business, (importabile o esportabile come una merce) che mi hanno un po’ turbato.
    che poi a pensarci bene, i soldi fanno girare la religione anche qui.

  8. luk Says:

    riv ma le citazioni della bibbia nn dovevi tradurle tu!!! dovevi rifarti a una traduzione ufficiale, già pubblicata… lol

  9. river Says:

    Oddio! :\
    Secondo me il traduttore che è venuto dopo di me ha stravolto tutto!

Leave a Reply