(Post pubblicato anche su www.gay.tv, con fotogallery)

Sono le 7 di sera. River ha appena terminato la giornata di riprese sul set di “Dark Blood”. E’ il 30 ottobre 1993, sabato. Quella notte si festeggia Halloween. River rientra all’hotel Nikko, a West Hollywood. Stanza 328, una modesta suite da 300 dollari a notte. Quella sera sono venuti a trovarlo il fratello Leaf – Joacquin Phoenix, e la sorella Rain, dalla Florida. C’è anche l’attrice Samantha Mathis, sua fidanzata ai tempi di “The thing called Love”. Il gruppo non passerà quella serata in hotel: hanno appuntamento al Viper Room, il locale di Johnny Depp sul Sunset Boulevard. River deve vedersi con Flea, dei Red Hot Chili Peppers, suo grande amico. Prima di uscire, un po’ di alcol. River manda un amico a comprare una bottiglia di champagne da 20 dollari. Il gruppetto esce intorno alle 23. Il Viper Room è pieno, come sempre accade nei fine settimana. C’è anche Johnny Depp, che suonerà sul palco insieme a Flea. A un certo punto River inizia a sentirsi poco bene. Suda, non riesce a respirare. Un amico gli passa una pasticca di Valium, per tranquillizzarlo. Ma le sue condizioni peggiorano. Inizia a tremare. Viene portato fuori dal locale, in braccio, dal fratello. Subito dopo il grande portone in ferro, che serve anche da uscita di emergenza, si accascia in terra. “Niente paparazzi”, sussurra al fratello Joacquin. Ha capito di non stare bene, e vuole evitare che qualcuno possa cannibalizzare quel momento. Leaf chiama la polizia, il 911. E’ da poco passata la mezzanotte. “Correte, mio fratello sta male”. Ma quando l’ambulanza arriva non può far altro che constatarne il decesso. Il cuore di River aveva già smesso di battere.

Droga e alcol. Così è morto River Phoenix, all’età di appena 23 anni. Lui che era nato da una famiglia salutista, e che spesso si era battuto contro le droghe. Ma River stava lottando contro un male che neanche lui avrebbe saputo definire o anche solo riconoscere. Un film dietro l’altro, i soldi, e la sensazione di inadeguatezza, di sentirsi fuori luogo. Nessuno è mai riuscito a spiegare perché abbia iniziato a drogarsi, e gli amici, dopo la morte, non hanno più voluto parlare del rapporto con lui. Forse le sue erano botte di vita, iniezioni di felicità temporanea in un corpo che si trascinava da un set ad una festa. Era già stato scritturato per “Intervista con il Vampiro”, e molti altri contratti lo stavano attendendo.

River ha interpretato, tra le altre cose, l’amore non corrisposto per Keanu Reeves, in “Belli e Dannati”, titolo originale My Own private Idaho. Un film che, per molti gay, me compreso, è un cult, perché ha saputo raccontare un sentimento senza mai scadere nei luoghi comuni e nei cliché. In questa pellicola del 1991, River interpreta il ruolo di Mike, gay, con gravi problemi di narcolessia. Insieme a lui c’è Scott, figlio del sindaco di Portland. Entrambi si prostituiscono. E’ quando Mike decide di andare a trovare un “amico” nell’Idaho, e Scott lo accompagna, che il primo confessa al secondo di essersi innamorato di lui. Alcune scene sono state anche girate in Italia. Ed è a Roma che Scott si innamora di una ragazza, con la quale tornerà in America, mentre Mike da solo, continuerà il suo vagabondaggio, fatto di droga e prostituzione tra i ragazzi di vita “de Roma”.

A Los Angeles ho vissuto un anno, e la prima cosa che ho fatto quando sono arrivato nella City of Angels – poche sere dopo essere atterrato – è stato visitare il Viper Room. Dovevo farlo, dopo aver letto le uniche due biografie uscite sulla vita di River, cui avrei dedicato, molti anni dopo, il nome del mio blog. Quelle pareti erano le ultime ad averlo visto vivo. Erano passati appena due anni dalla sua morte, e nella valigia con me avevo portato una sua foto. I capelli biondi, lisci, a coprirgli gli occhi. Il sorriso rotto da qualcosa che era un misto di timidezza e amarezza. Era un fine settimana, e il locale era pieno. Folla mista, dai 20enni ai 40enni, pubblico etero direi. Sono stato tutto il tempo in uno stato di trance emotivo, cercando di immaginarmi River che cammina tra la gente, ondeggiando, e che a un certo punto cade in terra. Sono stato nel bagno, dove forse ha sniffato qualcosa o dove ha ingurgitato il Valium. Ricordo solo l’odore persistente di urina. Ho cercato l’uscita di emergenza sulle pareti nere. Sono uscito in strada, sul Sunset Boulevard. Ero nel punto in cui Leaf teneva la testa al fratello, pregandolo di non andarsene. Sulla sinistra, vicino al muro grigio scarabocchiato di graffiti, c’è ancora la stessa cabina telefonica. Da là Leaf ha chiamato la polizia. “Dovete correre qui. Sta morendo. Ha preso il Valium o qualcosa del genere. Venite, per favore”. Prendo la cornetta in mano. Le auto sfrecciano come su un’autostrada, luci schizzate sul viso di una coppia che passa là davanti.

River è in terra, le labbra strette in una smorfia di dolore. Gli occhi si chiudono, lentamente. Il fratello piange, mentre gli tiene la mano. Il traffico scorre.

fatherelvis by you.

Padre Elvis Elano è un prete del Queens. Il religioso è al centro di un piccolo scandalo, dopo che ai suoi superiori sono arrivate segnalazioni relativamente a numerosi “intrallazzi”, che avvenivano nel confessionale. A sollevare il caso è stata la presunta amante del prete, Judith Rodriguez-Lytwyn, che sarebbe stata “rimorchiata” proprio nel confessionale. La donna stava per divorziare, e il prete aveva deciso di fare colpo su di lei. L’avvocato di Judith ha spiegato che la relazione si è interrotta dopo sette mesi, quando il religioso le ha scritto una mail, avvisandola che aveva contratto da un’altra donna una malattia a trasmissione sessuale. A quel punto  Judith ha deciso di lasciarlo. Adesso, tramite il suo avvocato, ha chiesto un risarcimento danni di 25 milioni di dollari. “E’ una cattolica – ha detto il suo legale – e ha ceduto al peccato”. Il prete è stato sospeso ieri dalla diocesi.

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Le storie di gente che si rivolge al pronto soccorso con corpi estranei nel retto sono tra le più frequenti. Spesso sono anche leggende metropolitane. Quella di oggi viene lanciata dal Telegraph, autorevole quotidiano britannico, che racconta la storia occorsa ad un vicario cinquantenne. L’uomo, di cui ovviamente non vengono rese note le generalità, si è rivolto al Sheffield Northern General Hospital. Ad avvalorare tutta la storia, c’è la dichiarazione resa dall’infermiera che lo ha curato, Trudi Watson: “Sosteneva che la patata era in terra, e che lui ci era caduto sopra, nudo. Stava sistemando le tende – sempre nudo – quando è scivolato all’indietro. Non sta a me dire se la storia sia vera: siamo qui per curare i pazienti”. Il prete ha ripetuto più volte che non stava prendendo parte a nessun gioco erotico. La stessa infermiera ha detto di aver trattatao casi analoghi: al posto delle patate, deodoranti e persino una bamboletta russa. ”Fate attenzione quando fate questi giochi – avvisa l’infermiera - Un intervento per rimuovere questi oggetti potrebbe anche costrngere il paziente a portare una sacca per la colostomia”. Nel caso del prete, la patata è stata rimossa con successo. L’episodio è stato confermato dalla direzione dell’ospedale.

Ho conosciuto un solo ragazzo, che ammetteva di usare ortaggi per questo genere di giochi.

Bacio presidenziale.

October 31st, 2008

cover-361 by you.

Copertina di Internazionale. Non la capisco, ma, come provocazione, mi piace.

Sulla Salaria col canotto.

October 31st, 2008

Se io mi sono rintanato in una cabina telefonica, c’è chi ha sfidato il maltempo, sulla via Salaria. Col canotto. Il ragazzo nel video si chiama Massimiliano, ed è un po’ pazzo :) (grazie a Gianluca per la segnalazione).

guide08 by you.

Siamo nel Regno Unito, of course, dove l’associazione Stonewall ha diffuso la sua guida al collocamento nel mondo dei lavoro. “Starting out”, questo il nome dell’opuscolo, può contare per la prima volta sulla presenza delle pagine dedicate all’esercito e all’aeronautica. Tante le aziende presenti: da Itv a Thomson Reuters, passando per Barclays e Ibm, per un totale di 325 potenziali datori di lavoro. E’ in assoluto il numero più alto mai registrato da quando questa guida è stampata. La prima tiratura è stata di 20mila copie, distribuite nelle università e nelle associazioni studentesche, oltre che nelle agenzie di collocamento (si trova anche qui). Lo scorso mese di luglio, l’esercito inglese è entrato a far parte di un programma speciale per il rispetto delle diversità, promosso dalla stessa Stonewall. La marina e l’aeronautica già ne facevano parte.

Le posizioni ufficiali sono importanti, anche se penso che un gay dichiarato non avrà mai vita facile in un contesto militare.

Quando il padre esagera.

October 30th, 2008

Questo è uno di quei casi in cui vorrei che fosse tutto finto.

Il fianco di Holden.

October 30th, 2008

Holden Nowell. by you.

Tra i nuovi modelli arrivati sulla piazza newyorchese c’è Holden Nowell. Guardo lo scatto sopra e mi chiedo se ci siano problemi col fianco. Detto ciò, ha un pollice perfetto. Qui altre foto.

Holden Nowell. by you.

Ho sfidato la pioggia e le pozze e sono arrivato alla consueta festa di Ciak, nell’ambito del Festival del Cinema di Roma. E’ l’unica festa alla quale vado volentieri, per amore di Piera Detassis, dolce amica speciale. Una festa che ha una parola d’ordine: niente volgarità. Quindi: niente veline, niente Uomini e Donne e compagnia bella. Per questo mi ha stupito vedere Costantino, di smoking vestito, e i modi di fare della grande star. La ragione è presto spiegata. La festa di Ciak doveva essere sul Roof Garden dell’hotel: allagato per colpa del nubifragio. Così si è ripiegato sulla sala al piano terra, dove si era appena concluso un vernissage. Tra gli invitati, appunto, Costantino. Che non ci ha pensato due volte, e si è imbucato alla festa successiva. Alta autostima, indicava ai fotografi come e dove scattare: ha finto di versare champagne (mai visto così tante bottiglie in una sola sala) ad alcuni ospiti. Un vip mi ha confidato: “La sua assistente mi aveva chiesto di andare al bancone, e farmi servire del prosciutto da Costantino. Il tutto ripreso dai paparazzi”. Proposta respinta. Altro imbucato, Vittorio Sgarbi. Accompagnato da una prorompente tizia di nero vestito, guardava ogni singola ragazza appariscente. E loro ci stavano, contraccambiando gli sguardi. Ho sentito due americane, sussurrarsi nell’orecchio: “Dai, vacci, ti ha guardata”. Lui aveva tre bottoni della camicia aperti, a mostrare il petto. Pino Quartullo è venuto da solo, mentre Christian De Sica, elegantissimo, era con l’inseparabile Paolo Conticini. Simpatico l’inviato di Striscia, che imitava Nanni Moretti, con la protesi di plastica sul sedere. Mi ha colpito Francesca Rettondini: ubriaca, o qualcosa di peggio. Era irriconoscibile. Rosita Celentano era con Antonio Cupo, che ha indossato tutto il tempo un cappello nero. Paolo Stella, ex Amici, ha chiacchierato con qualche critico cinematografico – potrebbe sempre servire. La vulcanica Gabriella Sassone, inviata di Dagospia, prendeva appunti per preparare il megapezzo. Tanti attori giovanissimi, che non ho riconosciuto (una molto carina, capelli ricci, ex I Ragazzi del muretto). Uno del Trio Medusa con la moglie; l’attore che interpretava il personaggio “Furby”. Il più bello, ma anche il più defilato, è stato Sergio Muniz: molto paparazzato, è venuto con un gruppo di amici, e se n’è stato tutto il tempo seduto in disparte con loro ad un tavolino. Splendido sorriso. Altri, riconosciuti qui e là: Ninetto Davoli, Pierfrancesco Favino, Luca Barbareschi, Luca Argentero (ahimè, visto e subito perso). E infine Valeria Marini. Colorata e rumorosa, con assistente personale al seguito. Mi è simpatica, a pelle. Incontrato un ex di un mese, visto pure l’anno scorso. Lavora a Rai2, e si è dimagrito moltissimo. G., che mi ha accompagnato, ha fatto colpo sul deejay: tizio con stivali e tacchi a spillo leather e due corna finte da diavolo in testa, deve essere rimasto stregato dai suoi occhi blu. Il dramma di Roma, secondo uno degli organizzatori della festa? “L’alto tasso di imbucati. A Milano non succede. Qui se anche fai una lista chiusa, ti ritrovi sempre qualcuno che si infila”. Delizioso il buffet, preparato da uno chef abbastanza noto (è passato pure Vissani ad assaggiare): in particolare delle coppette di mousse variegate, dall’anice al cappuccino, oltre alla classica fragola. Le foto scattate col cellulare sono qui.

E poi Piera. Dolce, morbida, profumosa. Una di quelle donne che seguirei un po’ ovunque. Stanca, dopo una settimana di Festa del cinema. Ecco, se dovessi dire una persona alla quale voglio veramente bene, lei è una di quelle. Anche se non la sento per lunghi periodi, quando la rivedo è come riallacciare un filo che non si taglia mai.

Buona notte blog.

Diluvio romano.

October 29th, 2008

Io teoricamente ero pronto per la mia festicciola all’hotel Boscolo, quando il maltempo ha trasformato Roma in una enorme pozza d’acqua. Sono rimasto intrappolato in una cabina telefonica: l’ombrello era del tutto superfluo. Auto impazzite e ambulanze che facevano su e giù, lampi e tuoni da film sull’ultimo giorno di vita sulla Terra. Alla fine ho dovuto attraverso un fiume – sottolineo: fiume – alto circa 10 centimetri. Casa era circondata da un immenso lago. Mai vista una cosa del genere a Roma. Peccato che il video non renda. Qui un altro filmatino.

La guerra dei collant.

October 29th, 2008

La trash-television made in Japan si arricchisce di una nuova perla.

Autori italiani: ecco un’idea per voi :-)

I-phone, appunti sparsi.

October 28th, 2008

Dopo quattro giorni, faccio un primo bilancio del mio I-phone. Come scrivono quelli che scrivono bene, un bilancio fatto di luci e ombre.

- Il primo dramma è il correttore automatico. N-o-n v-a. Alcuni errori sono PERMANENTI. Non si potrà mai scrivere “ma” in santa pace. Lo correggerà sempre in “m’a” oppure “mamma”. Ancora: “che” viene trasformato in “chè”. Guido diventa sempre guidò. Dove viene tramutato in dov’è. Sono solo alcuni esempi di correzioni sballate.

- Alcune applicazioni sono splendide, nella loro relativa inutilità. Photoswap è una delle mie preferite: scatti una foto, a te stesso, al luogo dove ti trovi, la invii, e ricevi una foto da un altro utente in cambio. Se ti piace, puoi rispondere. Altrimenti ne mandi un altro. Il tutto nella privacy più totale: chi riceve la tua foto non saprà niente di te: se lo vorrai, potrai indicare Paese e città di provenienza. Il massimo è stato un tizio che mi ha risposto con la foto ad un bigliettino da visita, e il suo contatto msn. Mi piace anche “Who’s here”: ti dice gli utenti i-phonizzati connessi in un raggio chilometrico che scegli tu. Ho trovato tre river-lettori. Peccato che ci sia poca gente. Shazam, invece, ti aiuta a scoprire che canzone ascolti: in un bar, o da un amico che la canticchia. Avvicini il microfono, e lui ti dice titolo e autore.

- Lo schermo è comodo, ma ha un che di zozzo. Funzionando con la pressione delle dita, bisogna pulirlo in continuazione.

- Il telefono mi sembra tremendamente fragile. Se cade, è la fine.

- La consultazione delle mail è rapida e funzionale: basta un click. Per la navigazione si usa Safari. Si consiglia tassativamente abbonamento mensile flat. Con Tre pago 9 euro al mese, per 50 cazzetti (mb?) al giorno.

- La memoria è davvero notevole: ho scaricato quattro giorni consecutivi di musica, e lo spazio libero è ancora moltissimo (due terzi circa).

- Ne hanno scritto tutti: la batteria fa pena. Qualche telefonata più lunga del solito, una navigazione modesta, ed è già a terra. Ieri l’ho ricaricato complessivamente due volte.

- Mi piace la disposizione delle conversazioni via sms: sotto forma di nuvolette, come nei fumetti. Il tutto su un’unica schermata.