Campagna by you.

Tanto per dimostrare la maggiore “sensibilità”  degli americani, ecco una campagna pubblicitaria per sradicare un modo di dire abbastanza diffuso da quelle parti: “That’s so gay“. Spesso ha un’accezione negativa. La pubblicità non è promossa solo da un’associazione Glbt, ma anche da una di pubblicitari, abbastanza potente: l’Advertising Council. Tra l’altro, fanno notare i siti gay Usa, è la prima volta che questa associazione lancia una campagna su un tema Glbt. La campagna si articolerà in spot televisivi e pagine acquistate su quotidiani e riviste. Ci saranno anche dei vip, come testimonial: tra questi Hilary Duff and Wanda Sykes. C’è anche un  sito: “Think before you speak“. Lo scopo principale, viene fatto notare, è quello di “proteggere” i minori gay. “Gli adolescenti gay sono spesso vittime a scuola – spiega il sito – di commenti insultanti. Il risultato è quello di creare un clima irrispettoso e anche di paura. La battuta ‘è così gay’ è una di quelle più ricorrenti quando si parla di omofobia. Molti non se ne accorgono neanche, ma con quelle parole possono ferire. Con questa campagna vogliamo far comprendere le conseguenze di pregiudizi e di un comportamento anti-gay”.

thatsogay by you.

Non saprei trovare un equivalente italiano. Magari il classico: “ammazza che frocio”. Peccato che, spesso, a dirlo, siano proprio i gay.

Comunque siamo alle “finezze” linguistiche. Vaglielo a spiegare alla Carfagna.

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17 Responses to “Una campagna per non dire “e’ così gay”.”

  1. Raven Says:

    Qui c’è il video dello spot
    http://www.youtube.com/watch?v=aR9q-WCxP58&e
    davvero brava Hilary Duff..è cresciuta parecchio dai tempi di Lizzie McGuire..e pensare che ha ancora 21 anni!

  2. Mik Says:

    Io sono uno di quelli che dice “ammazza che frocio”, oppure canta “siamo donne… oltre alle gambe abbiam di più”. Credo che ci siano modi e modo per dirlo. Io non mi offendo. Ovviamente dipende dal contesto. Perchè in ambito “scherzoso”, la battuta ci sta. Ma se lo si usa per offendere, allora le cose cambiano drasticamente. Comunque, in Italia non si arriverà MAI a tanto.

  3. river Says:

    Mik, io lo dico sempre ai miei amici etero per scherzare. Ovvio che ci sono modi.

    Il punto è sempre questo: quand’è che smette di essere uno scherzo?

  4. Mik Says:

    Riv, appunto. Qui dovrebbero arrivarci quelli che in quel contesto utilizzano quella specifica “denominazione”. Io stesso con i miei amici etero, il più delle volte mi definisco e definisco “frocio” o “culattone” o “donnaccia”. Poi ovviamente, ripeto, se si utilizza il termine come “etichetta” per etichettare, offendere, denigrare allora no! Li le cose cambiano. E non poco.

  5. Maephis Says:

    Giocando online si sente come “ciao” tra noi italiani, alla fine non mi sembra troppo offensiva, poi dipende dal tono, come tutte le cose. Sostengo comunque la campagna, concordo che in particolari momenti possa dare fastidio, soprattutto a persone particolarmente sensibili.

    PS: River frocio! :*

  6. Hummer Says:

    Secondo me l’insulto è in genere accettabile quando avviene all’interno dello stesso gruppo, ed anzi spesso usare termini insultanti a vicenda è anche in qualche modo un elemento di aggregazione del gruppo e non ha connotazioni negative, nel senso che è abbastanza usuale dirsi scherzosamente “frocio” “finocchio” (o in inglese “gay”, “faggot”, etc.) fra gay senza sentirsi insultati, mentre se qualche etero o estraneo mi da del “frocio” o “finocchio” allora diventa un’offesa.

    E’ un po’ come anche fra neri, che usano per se stessi il termine nigger/negro (tipo anche nei testi della musica rap) mentre se qualcuno (bianco/estraneo) gli da del “nigger” ovviamente e giustamente diventa un’offesa.

    Al di là di questa accettabilità al’interno del medesimo gruppo poi invece conta davvero molto il grado di confidenza che si ha con l’altra persona, perchè per dare del “frocio”, “negro” o “terrone” in senso ironico devo proprio avere MOLTA confidenza ed amicizia con l’altra persona.

  7. aerdna Says:

    mah, io più che ad “ammazza che frocio”, credo che corrisponda a qualcosa tipo “che frociata”, “che ricchionata”, detta a proposito di qualsiasi cosa o persona. Il punto è che la parola “gay” (quanta strada che hanno fatto quelle tre letterine in pochi decenni) è diventata tra i ragazzi americani un jolly linguistico negativo per dire “di cattivo gusto”/”stupido”/”ridicolo”/”effeminato”/”penoso”/”imbarazzante” ecc., insomma tutto ciò che l’adolescente medio NON vorrebbe essere in nessun caso. Di qui lo sforzo di combattere questo modo di dire: non è la parola in sé ad essere offensiva, ma sono i contesti e il modo in cui viene utilizzata.

  8. Lucy Says:

    Ma in America stanno facendo tutto questo adesso per il periodo delle elezioni: tutta nà manovra politica e basta. Poi a seconda di chi vincerà vedremo i risvolti. Ma a me, me pare na strunzata. Come puoi cambiare i modi di tutti quelli che la usano come modo comune scherzoso ironico e che non vanno più a scuola da un pezzo, facendogli la multa? oppure arrestandoli?
    Solo per la nuova generazione e se gli venisse insegnato a scuola potrebbe utilizzare un linguaggio diverso.

  9. max Says:

    …penso che sia difficile sdradicare certe convinzioni in chì è abituato ad esprimerle , cmq ciò non toglie che l’iniziativa americana sia senza ombra di dubbio lodevole.

  10. simonchio Says:

    e figuriamoci che da noi “gay” è la parola politically correct per definirci…

    “lo chiamano gay
    e tu pensi ricchione”

    Cmq io prego sempre i miei amici di non darmi del gay, frocio e checca vanno benissimo. Al massimo, per prendere in giro il perbenismo imperante, con alcuni si usa il termine “politicanti sociali”. Così, per darsi un tono. :-)

  11. Scared Says:

    Io dico – che frociA -

  12. simonchio Says:

    mi sa che toglierò QueerBlog dai preferiti…ci sono praticamente gli stessi post tuoi (anzi, con qualche giorno di ritardo e con le fonti anche sbagliate)…

  13. masmassy Says:

    Non si sa più che cercare per fare le vittime eh?
    A me se sento dire “Fa così gay!” lo interpreto come un complimento, indice di buon gusto. Che palle!

  14. arcere Says:

    io invece trovo molto offensivo(ovviamente solo mio parere) il darmi del frocio e darlo anche a degli amici.. la parola ha un significato negativo e insultate io ai miei amici voglio bene e non lo dico manco per scherzo..
    come per es mi sento molto offeso se mi parlano al femminile(anche per scherzare non lo ammetto)mi da troppo fastidio..sarò troppo bacchettone? :)

  15. Asa_Ashel Says:

    La differenza il più delle volte è data dall’enfasi con cui si pronuncia una determinata parola , la modulazione vocale e la mimica facciale possono essere anche minime va vengono percepite subito .
    E’ anche per questo motivo che i bambini imparano subito le parolacce pur non conoscendone il significato , perchè avvertono la differenza tra un’offesa e una parola scherzosa .
    Trovo positiva comunque questa campagna pubblicitaria , troppo spesso si usano parole a sproposito senza pensare a come vengono percepite dagli altri .

  16. valentina87 Says:

    dalle mie parti si dice: “belin, che buliccione!”

  17. Scared Says:

    Belin si dice a Milano ad esempio…

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