RadioBlogger/5. Anche le prostitute bloggano.
November 3rd, 2008
Quinta puntata di RadioBlogger, su Radio Centro Suono, dedicata alle prostitute che bloggano. Reali o immaginarie (chi può dirlo), raccontano le loro esperienze di vita a luci rosse. Qualche tempo fa, Alessandro Gilioli, de l’Espresso, ha realizzato una bella inchiesta sul tema. La prima che segnalo scrive da Madrid, e il suo blog – senza immagini - è un esempio di crude realtà, on-line dal 2006. “Ho amici sparsi in giro per l’Europa – scrive – e nessuno di loro conosce la mia vera vita. Vendo sesso. Non è squallido, per me, come fatto in sè. E’ squallido il resto, il fatto che sia necessario nascondersi, che si corrano rischi, che non si venga accettati da nessuno, nè amici, nè amori”. Tra i racconti delle feste cui ha preso parte, quella di un “riccone russo”: “Come me c’erano altre sei “animatrici”, per circa una quindicina di invitati maschi (tra i trenta e i quaranta anni) e una ventina di bodyguard. Tipi rozzi, qualcuno parlava male inglese, gli altri si limitavano al russo (almeno così sembrava). Tremila euro, per un giorno e mezzo di disponibilità. Alla fine, a parte qualche esibizione più del solito, ho avuto sedici clienti, tutti serviti con cura e pazienza”. Tante le considerazioni, spesso amare, sulla sua professione: “Il mondo di oggi non ha spazio per quelle come me. Le usa, le getta, ma non le accetta. Ci sono eccezioni, ci sono luoghi e persone che riescono a guardarti come un essere umano, ma sono rari, e non sempre è facile trovarli. Chueca è il quartiere gay di Madrid, e le persone che vivono lì hanno una grande tolleranza verso tutto quello che riguarda il sesso Non riesco a ritagliarmi una vita in un angolo del mondo, e andarne fiera al di fuori di esso. Mi sento sbagliata. So di non esserlo, ma la società, le persone, mi portano a sentirmi così. Questo blog è un grande strumento, una liberazione. Riesco ad espormi, senza espormi, riesco a raccogliere commenti, impressioni, apprezzamenti, e purtroppo anche insulti, potendomi però difendere con la barriera dell’anonimato”. Più scherzoso il blog di Alexia, che si diverte, tra le altre cose, a fare l’elenco delle divise che le piace indossare: poliziotta, Hostess, cameriera, infermiera e così via. Rita, austriaca di 46 anni, gestisce il blog IoProstituta. Definisce il suo sito “una piattaforma di discussione su questo mestiere” in cui parla di sé e della sua vita, commenta le notizie uscite nei giornali sulla prostituzione, ma chiede anche ai clienti opinioni sulle loro esperienze con le lucciole. “Parlo della vita di tutti i giorni, di politica, società, economia. Ci tengo a far capire che siamo persone normalissime, non solo prostitute. Mette anche annunci su siti dedicati”. “Internet – spiega – mi porta in media 3-4 clienti al giorno, gente più istruita e generosa di quella che si trova con le inserzioni sui quotidiani. Nessuno sfruttatore e meno pericoli, perché non rispondo mai alle chiamate anonime. Non il mio blog, che non uso per trovare clienti”. Poi c’è Mara. La sua storia è molto lontana dal lusso: casalinga, quattro figli, abita in un paese vicino a Perugia dove il marito fa l’operaio e i soldi non bastano. Un paio d’anni fa, mentre stava chattando in Rete, ha ricevuto una richiesta di sesso a pagamento. Ha accettato e da allora ha iniziato a farlo con regolarità, due o tre giorni al mese: prima con annunci sui siti gratuiti, poi anche con il suo blog. “Penso che prostituirsi attraverso la Rete sia il modo migliore: chi ti contatta è gente che sta in ufficio, professionisti. Sono disposti a pagare più che per strada, anche se naturalmente vogliono un servizio migliore”, dice. “Io faccio tutto di mia volontà - sottolinea - senza sfruttatori, conoscendo prima il cliente per telefono. Certo, anche Internet ha i suoi lati negativi: quando in paese hanno scoperto il mio blog, tutti ne hanno parlato e mi hanno mandato perfino gli assistenti sociali. Ma io non mi vergogno, anche perché non faccio niente contro la legge”. Mara ha anche una ricetta per regolarizzare la prostituzione: la professione può essere svolta solo in abitazioni private (o in un equivalente messo a disposizione dai Comuni) da un massimo di 3 persone e in strada nei quartieri appositamente creati; creazione di un albo professionale; creazione da parte del ministero delle finanze di una tabella per stabilire i contributi comunali; creazione del libretto sanitario per le professioniste; ricevuta fiscale senza il nominativo del cliente; condomini possono lamentarsi e richiedere l’allontanamento delle professioniste dopo approvato disturbo. 





November 3rd, 2008 at 3:48 pm
oggi son riuscito a sentirti anche io!!! (infatti a milano sta venendo giù il diluvio)
AMAZING!!!!
ao’ rì è na cosa strabbiliante, nun se sente pe’ gnente che sei de roma :-)
ps. puoi chiedere al tipello se mette un pò di musica pop commerciale, ogni tanto? nell’attesa mi so dovuto sorbirei dandy wharols e gli oasis….fa’un pò te… :-|
November 3rd, 2008 at 3:59 pm
evvai, finalmente ce l’ho fatta a sentirti!
complimenti river!
è stato curioso sentire la voce di qualcuno che leggo da più di un anno. me l’aspettavo diversa…
November 3rd, 2008 at 4:19 pm
“ao’ rì è na cosa strabbiliante, nun se sente pe’ gnente che sei de roma ”
aò c’hai troppo raggione, noi di Milano non possiamo non notarlo…grande Riv ;-)
November 3rd, 2008 at 4:20 pm
Che strunz!
November 3rd, 2008 at 4:23 pm
River come sempre notiziole speciali. Mi pare di aver compreso che stè prostitute sono libere e che hanno scelto di fare questo mestiere.
Io vorrei che fosse così per tutte quelle che appartengono alla categoria, ma purtroppo non è così.
Chi mi fa schifo sono quei bastardi dei papponi che le costringono (anche le minorenni) a fare la vita con la violenza e con i ricatti.
Complimentoni per la diretta ormai la mia radio è sintonizzata su 101,3.
November 3rd, 2008 at 4:27 pm
ma io scherzavo!!! (forse) :-)
e poi io sto ben più a sud di river e non faccio nulla per nascondere la mia cadenza terrona, soprattutto con i polentoni :-)
November 3rd, 2008 at 4:46 pm
Ma quando interviene river in radio che voglio sentirlo anche io??
November 3rd, 2008 at 6:08 pm
Oh, finalmente grazie al non essere andato a scuola sono riuscito a sentirti. Appena ho trovato il link della radio ed è partita stava parlando l’altro, e appena ho sentito la voce mi è venuto lo sconforto: non ti ci vedevo proprio. Poi ti ha chiamato River, e hai cominciato a parlare, e ho potuto respirare profondamente. Ora hai una voce, oltre che delle mani e dei piedi. E peccato per l’omertà di certi blogger, a cui non si riesce a spiccicare parola…
November 3rd, 2008 at 6:26 pm
uè, il River lo sa che qui a Milano mica ce l’abbiamo la cadenza nè!!!
November 4th, 2008 at 6:05 pm
Caspita ! Sarò l’unico che non ha mai sentito River …porc…devo rimediare, anche per curiosità cacchio ! Il fatto è …che a quell’orario di primo pomeriggio la cosa non mi è per niente congeniale… :-) :-) :-)
….non puoi spostarlo River ??? :-) :-) :-)
scherzooo !!! cmq…se puoi ripeti con esattezza giorni è ora. Grazie ! ;-)
November 7th, 2008 at 8:17 pm
eh ma appunto, a che ora è in onda???
November 7th, 2008 at 8:18 pm
Lunedì e mercoledì alle 14.30 ;)