Radio Blogger

Solo oggi riesco a riportare la sintesi della puntata di lunedì di RadioBlogger, su Radio Centro Suono 101.3. Puntata un po’ particolare, in collegamento da Parigi (linea caduta sul più bello: i saluti). Ho approfittato della mia presenza nella capitale francese, per raccontare alcuni casi di persone che hanno scelto di lasciare l’Italia, con destinazione Francia. Il primo è un river-lettore, ha 31 anni e si occupa di informatica. Ha un blog dall’aprile del 2005 e si è trasferito nel giugno del 2006 a Montepellier. Sulle ragioni della sua “fuga” scrive: “Sono scappato: Perché non mi andava di fregare il prossimo per avere ciò che penso di meritare. Ho trovato il vero me stesso. File che hanno un inizio e una fine. Un lavoro meritocratico. Un’apertura mentale che ha sconvolto i miei ospiti italiani (nel bene e nel male) ed il panico quando qualcosa esce fuori dall’organizzazione prevista. Qui la gente non è prevenuta, è sempre ben disposta a parlare e confrontarsi, a raccontarsi. Ma non dimentico tutto quello che ho lasciato a Roma. Mi manca molto; mi sento un po’ come tirato per due braccia”. Chi, invece, si è trasferito in Francia da poco è il gestore di Diari Parigini. E’ arrivato a settembre a Parigi, dove resterà per 10 mesi. “Lascio l’amore, tutti gli amici, i migliore 6 anni della mia vita, una città che conoscevo come le mie tasche (Milano) e sopratutto la routine. Forse è stata proprio lei, la routine, che sa dare sicuramente sicurezza ma che a me ora spaventava a dare il via al tutto. Così via, si parte, nuova lingua, nuove abitudini, nuove facce”. Nei post c’è molta malinconia. Uno dei grossi problemi di Parigi – e non solo di questa città – è relativo alla ricerca della casa: “I costi sono assolutamente pazzeschi, i posti solitamente piccoli buchi in cui in 13/18 metri quatri ci trovi un letto, una cucina, un cesso. Il vero ostacolo, pericolo insidiossimo in cui passano praticamente tutti, è la parola (traduco) ’serie garanzie richeste’ o ’si richiedono garanti familiari o non’. Che vuol dire? Vuol dire che per prendere un loculo da 15 metri, a 600/700 euro mensili servono in ordine sparso: – Una busta paga, degli ultimi 3 anni, che sia almeno 3 volte il costo dell’affito. – Un’attestazione di proprietà di casa o in alternativa le le ricevute mensili che fa il proprietario titolare della casa in cui si suppone sei stato in passato in affitto. – Eventualmente se si manca in queste due cose, un garante (meglio 2 o 3) che si sobbarchi l’onere nel caso non si paghi personalmente, in grado di portare”. Alla fine trova casa, e viene ribattezzata l’”alveare“: “La camera piccola, 8-9 metri quadri, ha pure il lavandino. Il cesso esterno sul piano, commovente, 1 metro quadro abbondante”. Il blog del 34enne Ragot è partito da pochi giorni, ma promette bene: i primi post sono dedicati alla metropolitana parigina. Anche Francesca Fiorenza si è trasferita a Parigi, per ragioni lavorative: “Sono nata e vissuta a Rimini, sulla costa adriatica. Affamata, da sempre, di tecnologia, ho trasformato il mio essere smanettona in un essere laureata in Informatica all’università di Bologna. Dopo un primo tentativo di lavorare in Italia, mi sono lasciata sedurre dalla qualità del lavoro a Parigi ed ho accettato un contratto di nove mesi presso un’azienda di Versailles che si occupa di smart card (carte a microprocessore). L’obiettivo era rientrare in Italia una volta scaduto il contratto, ma poi la più grande azienda di smart card del mondo ha deciso di assumermi ed io non ho saputo rifiutare. Attualmente sono ancora in Francia, nella stessa azienda e mi trovo molto bene. Non escludo, però, che una buona proposta lavorativa possa, un giorno, farmi rimpatriare”. Uno dei maggiori “drammi” relativi alla permanenza in Francia è sull’assenza del bidet: “Quante volte mi sono sentita dire: Meglio toglierlo perché occupa spazio e non serve a niente. E io a bocca spalancata a far entrare mosche. Ma é cosí, il bidet in Francia non si usa: trovarlo nelle case é rarissimo. E dire che si tratta di un oggetto indispensabile ai miei occhi ma, regolarmente, quando chiedo ai francesi come possano vivere senza, mi rispondono che tanto loro si fanno la doccia”. Da lei arriva anche una interessante segnalazione: “Ho appena scoperto il ristorante “Dans le Noir?” e devo dire che lo trovo spaventoso e affascinante al tempo stesso. I pasti sono serviti nell’oscurità totale: al vostro ingresso siete accompagnati da personale non vedente. I proprietari assicurano un’esperienza sensoriale unica, e non lo metto in dubbio: azzerando la vista, il nostro senso principale, il gusto e l’odorato (spesso testimoni secondari delle nostre percezioni) sono rivalutati ed esaltati”. L’ultima segnalazione è relativa ad una interessante iniziativa editoriale: dal 17 ottobre è uscito in edicola (per ora solo in Francia) un settimanale, intitolato Vendredì, periodico che si occupa solamente di raccogliere il meglio del web e di riproporlo su carta. Tirato in circa 200.000 copie e venduto a un euro e mezzo, sostenuto da un milione e mezzo di euro di investimento iniziale, powered by una decina di giornalisti, mira ad una tiratura a regime di circa 50.000 copie e una potenziale estensione a Stati Uniti e Spagna.

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17 Responses to “RadioBlogger/7. Gli italiani fuggiti in Francia.”

  1. Antinous Says:

    Sì anche il mio errore è stato rientrare in Italia dopo due anni passati in Francia! Il seguito è stato 10 anni di precariato e due governi del Burrasconi!
    Chissa forse in un futuro…

  2. Goupil Says:

    Ciao River

    Pensa che io ho fatto l’esatto contrario : ho lasciato la Francia da 10 anni per vivere in Italia (Milano).
    E non tornerei indietro, ormai la mia sfera sociale è qui…

  3. pg Says:

    Io ero fortunatissimo: 15 mq a soli 500 euro!

  4. Wasabi Says:

    come sarà la situazione appartamenti fuori Parigi?
    spero migliore…

    Per il bidet esiste quello “portatile” meno pratico, però io senza non saprei come fare. Altro che doccia.

  5. gioele Says:

    io abito a parigi e il bidet c’è :)
    pero’ tutti gli ospiti che entrano in bagno rimangono sconvoli.
    C’est quoi ca? (guardandolo come un alieno)
    ma moglie del cesso risponso io ;)

  6. river Says:

    Gioele, meno male, sei pulito :)

  7. Mattia Says:

    Ciao. Io sono arrivato a Parigi il primo ottobre 2007 per studio/lavoro. E’ vero che ci sono piccoli incovenienti (tipo la voglia di una buona pizza) e le case sono dei buchi. Ma la citta’ ripaga alla stragrande. Forse un po’ lo dico perche’ tra due settimane me ne devo tornare definitivamente in Italia…

  8. Lucy Says:

    Bentornato River! Io sono stata a Parigi tanti anni fa e mi è piaciuta tantissimo. Però quando sono rientrata a Roma mi sono sentita molto meglio. L’Italia sarà piena di problemi ma è casa mia e non riuscirei ad abbandonare tutto per sempre. Un viaggio si come no ma poi si torna.
    E poi i francesi sono decisamente prevenuti con noi. Appena sentono l’accento italiano ti squadrano dall’alto al basso e ti parlano dietro.

  9. torrente Says:

    O:T: scusate, ma dalle parti di Livorno le frequenze di radio centro suono sono sempre 101.3 o altre?

  10. river Says:

    Torrente, la senti benissimo tramite il sito:

    http://www.radiocentrosuono.it/diretta.htm

  11. torrente Says:

    ah. ok grazie!! me la salvo tra i preferiti, qui in bottega non riesco ad acchiapparla!!!

  12. max Says:

    Hi River ! Sono stato a Parigi anni fà per qualche mese , mi trovavo a St.Denis Basilique un pò fuori verso nord se non sbaglio , non era centralissimo …ma comodo e costava poco e con la metro in dieci minuti scendevo in Place de Clichy con la sua Pigalle le Moulin Rouge tanta altra bella roba….e naturalmente la bohemien Monmartre , bel periodo… ricordo una città molto intrigante è viva come solito ! Peccato per il bidet…hehehe…mah oltre le Alpi e non solo i Francesi , stanno fuori cacchio ! Mah…come si fà a non averlo…? Dicono tutti così che si fanno la doccia…ma vorrei vederli se malauguratamente dovrebbero andare in bagno un paio di volte al giorno e non lavarsi per bene…che fanno !?! Si spruzzano il didietro ???…se nò ?!? Con che razza di numerazione di Chanel arriveranno fino a sera ??? :-) ;-)

  13. pluto Says:

    ricordati di me quando farai la puntata:
    “italiani fuggiti negli stati uniti”

  14. Alessandro Says:

    visto che sono citato… io vivo a Montpellier, nel sud della Francia, ho un 30 mq con una terrazza da cena in due veramente graziosa. i semafori scattano automaticamente affinché il tram trovi sempre il verde, per l’assistenza sanitaria ho tutto rimborsato, gli uffici pubblici funzionano magnificamente (ho fatto il passggio di proprietà in mezz’ora e si può fare anche per lettera se non si la voglia/possibilità di andare fisicamente). I francesi bisogna imparare a conoscerli, mi permetto di dirlo dato che anche io ho avuto l’impatto pur essendo un mezzosangue, e da loro bisogna farsi conoscere. Ho avuto un problema di allaccio dell’adsl quando sono arrivato: non c’era linea ho preso la connessione con un fornitore senza passare dall’ex monopolista che però ha tardato a portare la linea. dopo qualche mese, senza bisogno di un avvocato ho avuto il risarcimento danni per la tardata attivazione. Lavoro in un team di francesi, italiani e spagnoli e ci occupiamo di seguire ognuno i commerciali della propria nazione, sono un quadro senza orari, devo fare 218 giorni di lavoro l’anno, senza orario fisso e nessuno si è mai permesso di dirmi qualcosa se arrivo alle 10, l’importante è quello che faccio e come lo faccio, non quanto sto seduto in ufficio.
    Funzioni di livello più basso hanno il contratto a 35 ore e vi assicuro che sono 35.

    Se qualcuno si permette di fare una qualche battuta leggermente fuoriposto circa il fatto che sono gay (mai capitato ma l’ho visto accadere in altre circostanze che non mi riguardavano) sono miei amici o colleghi a “bacchettarlo”.

    Odio le piastre elettriche per cucinare, la domenica con i negozi TUTTI chiusi, c’ho messo mesi a capire ed adattarmi alla cultura francese e mi incazzo quando perdo il treno perché parte puntuale ed io arrivo giusto giusto, ma… c’est la vie e lo preferisco di buon grado a (non credo ci sia un posto migliore od uno peggiore) a quello che ho lasciato in Italia.

    Et toi River, comment-ça se passe avec ton cours de Français? :)

    buon’Italia a tutti/e :)
    Alessandro

  15. Mila Says:

    Alessandro, Montpellier è rinomatamente un paradiso. Ci sono stata qualche anno fa, la gente è simpatica e quel tram sembra uscito dalla città dei Lego. Ora vivo a Parigi da un po’. E’ tutta vera la storia degli affitti, e aggiungo: da qualche anno i proprietari esigono, in mancanza di busta paga adeguata (nel caso sei studente non ce l’hai, e comunque i primi anni anche i ricercatori non prendono tantissimo), esigono un garante francese. Quindi sticazzi se sei appena sbarcato e non conosci nessuno.
    Ho abitato in un loculo di 17 m2 per 600 euro.
    Spesso le cosiddette “chambres de bonne” quei monolocalini sul tetto, hanno la tazza del water SUL PIANEROTTOLO. Se riescono a ricavarne una in casa ti fanno pagare la romanticissima mansardina un occhio della testa (ho visto “appartamenti” così dì 12 m2 per 630€!) e il cesso ce l’hai in cucina.
    ciao ciao

  16. Alessandro Says:

    non a caso quando ho dovuto scegliere se andare a lavorare a londra, dublino, parigi o bruxelles ho scelto montpellier. PS: ora le linee dei tram sono 2, la seconda ha i tram arancioni a fiori e per buona parte del percorso i binari del tram sono immersi nell’erba, sempre tosata ovviamente :)

  17. gioele Says:

    comunque ho scoperto che molti riverini abitano a parigi…ci possiamo mettere in contatto in qualche maniera?

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