Muori e regali la vita.
November 14th, 2008

Campagna pubblicitaria realizzata in Belgio da un’associazione che si batte per la cultura della donazione degli organi (Re-born to be Alive). Lo slogan è: “Un donatore puo’ salvare otto vite”.
La donazione degli organi dovrebbe essere obbligatoria. Sempre meglio che squagliarsi sotto terra, evaporare o dar da mangiare ai vermi.



November 14th, 2008 at 8:32 pm
Ma che donazione obbligatoria: l’uomo non è un supermarket vivente di organi, eh. La donazione post mortem (e sarebbe bene che si fosse certi di quel ‘post’…) sarà pure un nobile gesto, ma non può e non deve essere imposto da nessuno e in nessun caso, e la stessa prassi del ‘silenzio assenso’, che mi pare viga in Italia, è decisamente discutibile. Peggio ancora quella del ‘dissenso assenso’, anch’essa, a quanto pare, piuttosto in voga negli ospedali.
November 14th, 2008 at 8:35 pm
Il problema che mi pongo non è ovviamente donare gli organi, anzi. Un mio amico medico scrive sul suo blog un’opinione che mi pare interessante: “ritengo che la valutazione per otto ore del silenzio elettroencefalografico sia troppo breve, personalmente ritenevo più equa la vecchia legge che stabiliva un silenzio elettroencefalografico di 24 ore.”
In pratica io credo ci siano troppi interessi in ballo per fidarsi dei medici. Mi spiace.
November 14th, 2008 at 9:13 pm
non sono così perentorio sulla donazione degli organi ma la campagna è molto di impatto.
la morte è uno dei taboo della pubblicità
November 14th, 2008 at 9:15 pm
io invece condivido ogni singola parola di river. piuttosto che farmi divorare dai vermi e della lerve di lepidottero, preferisco almeno essere al servizio di chi ne ha bisogno. ho talmente paura della decomposizione che voglio farmi cremare. si possono donare gli organi e poi farsi cremare??? mah….
November 14th, 2008 at 9:56 pm
Bella pubblicità!
November 14th, 2008 at 10:48 pm
anche io sono daccordissimo col donare gli organi tanto se sei morto non ti servono ma possono fare del bene!cmq l’importante che le mie ossa rimangano intere…
November 15th, 2008 at 12:13 am
La primissima cosa che ho fatto non appena compiuti 18 anni fu iscrivermi all’AIRC.
Ricordo questa cosa con languore perché mi rendo conto di quanto tempo è passato.
Ho sempre pensato che il posto deputato a diffondere la cultura della donazione, più che la scuola dovrebbe essere la Chiesa. Non sono loro, dopo tutto, a vantare prelazioni sulla trattazione filosofica del tema vita/morte? È evidente, invece, che questo argomento ha, in campo cattolico, sempre generato malcelato imbarazzo (forse per la questione della resurrezione dei corpi, bah!).
In fin dei conti, quindi, credo che siano proprio i non credenti (come me) a farsi carico di questo preciso dovere di solidarietà che tenderei a definire “cristiana”.
Che ne pensate? Ci terrei a conoscere il vostro parere a riguardo.
November 15th, 2008 at 12:40 am
Errata corrige: non AIRC ma AIDO (Associazione Italiana Donatori di Organi). Mi sono confuso perché sono iscritto anche all’AIRC.
November 15th, 2008 at 2:54 am
da quasi medico vi invito a iscrivervi all’aido e a comunicare la vostra decisione al vostro medico di base.
per chi è contrario… vi prego non sparate cazzate ! certo siete liberi di non essere donatori, ma se mai un giorno avrete bisogno di un organo voi o vostro figlio minorenne, dimostrate di avere le palle, non prendetelo e accettate la morte con COERENZA ! rubereste un organo a qualcuno più meritevole di voi.
November 15th, 2008 at 3:37 am
STANDING OVATION
November 15th, 2008 at 2:17 pm
@ Omarillo
Da medico vorrei sapere quali siano questi “troppi interessi in ballo”.
A me ste perfide macchinazioni che si creda abbiano in mente i medici nell’espianto degli organi fanno ridere!Si tratta solo di salvare delle vite umane, nè più nè meno.
November 15th, 2008 at 2:17 pm
Non posso che quotare abelson. Chi ha vissuto un’esperienza relativa al trapianto d’organi sa bene quanto siano incontestabili le sue parole.
November 15th, 2008 at 2:44 pm
Sono assolutamente a favore della donazione degli organi.
Siamo concreti e sinceri: quando moriamo ci decomponiamo, succede a noi come succede al gatto seppellito in giardino o alla pianta in terrazzo.
Donando gli organi possiamo salvare fino a 8 vite umane!! Questo vuol dire preservare la vita, aiutare concretamente il prossimo!!
E’ vero non siamo un supermarket ma qui si parla di salvare vite, mi sembra una cosa seria..
November 15th, 2008 at 3:33 pm
chi non permette la donazione degli organi è solo ignorante ed egoista.
November 15th, 2008 at 7:09 pm
@Abelson: un quasi-medico che incita a lasciar morire un’altra persona per PURA IDEOLOGIA (“più meritevole” chi dona rispetto a chi non dona!? ETICAMENTE SUPERIORE!? il vostro NAZISMO CULTURALE troverà mai un limite?)? Splendido: ora che avete ottenuto l’eutanasia, son sicuro che sarete entusiasti: finalmente potrete dichiararvi sacerdoti del vostro culto della bella morte, nel nome dell’Unica Forma di Vita Degna di Esistere. Con buona pace di chi, incapace d’esprimersi, subirà le altrui decisioni sulla sua vita e, soprattutto, sulla sua morte.
November 16th, 2008 at 1:58 am
Dionysus evidentemente non sei preparato sull’argomento, anche perchè fai un frullato di varie tematiche.
se il mio è “nazismo culturale” il tuo è semplice opportunismo, è troppo comodo cambiare idea guardacaso solo quando si ha bisogno, è da vigliacchi.
il mio discorso è basato sulla coerenza, un concetto semplicissimo, solo chi ha scelto di donare può essere un eventuale ricevente.
non strumentalizzare il fatto che io abbia usato il termine meritevole.
perchè mai chi ha scelto, a mio avviso in modo egoistico ed insensato, di negare al prossimo un dono così prezioso dovrebbe poi riceverlo nel caso in cui ne avesse bisogno ??
per quanto riguarda i fatti di attualità a cui ti riferisci, nello specifico il caso Englaro, non si tratta di eutanasia e non si tratta di subire decisioni altrui, anzi esattamente l’opposto, si parla di TESTAMENTO BIOLOGICO ! cioè io in prima persona scelgo preventivamente quali trattamenti sono disposto ad accettare nel caso in cui mi trovi nella condizione di non poter più esprimere la mia opinione, per preservare la mia dignita nella misura in cui io la intendo per me stesso, non su un altro.
November 16th, 2008 at 5:43 pm
@abelson: ma ti rendi conto di quel che dici? Ma perché uno che non desideri essere sventrato e saccheggiato dei propri organi trenta secondi dopo aver tirato le cuoia dovrebbe essere un essere immeritevole o comunque una persona che si comporti “in modo egoistico e insensato”, quindi indegna di ricevere eventuali organi altrui? Nessuno dice che non sia una nobile cosa, da un punto di vista strettamente funzionalistico, l’idea della donazione degli organi: ma questo non significa che debba essere la REGOLA, né, tanto meno, che chi non intenda sottoscriverla per sé non possa fruire di quella altrui. E perché mai? Allora chi non è donatore non dovrebbe fruire di quello altrui, quando non avesse bisogno? Se non vuoi chiamarlo nazismo culturale (cosa che è, anche per il punto seguente), allora è, più prosaicamente, legge del taglione: ti sarà fatto unicamente e precisamente quel che tu stesso hai fatto. Complimentoni.
Per venire alla questione Englaro: tu sostieni trattarsi di testamento biologico (e non lo è): ma, pure accettando la tua idea, non ti ha neppur sfiorato la mente il fatto che IL TESTAMENTO BIOLOGICO IN ITALIA NON E’ LEGGE, e che quindi, se fosse come dici tu, sarebbe ancora a maggior ragione illegale?
Poi: senza stare a discutere dell’idea stessa di ‘testamento biologico’ – semplicemente assurda perché si richiede a una persona SANA di decidere cosa vorrebbe fosse fatto della sua vita qualora fosse IRRIMEDIABILMENTE MALATA, e chi ti dice che, mentre quando scoppi di salute ti può far schifo la sola idea di essere costretto in un letto, quando poi ti trovassi in quella situazione non potresti pensare che anche quella sia una forma di vita degna di essere vissuta? un conto è il rifiuto ESPLICITO E COSCIENTE delle terapie NEL MOMENTO DELLA MALATTIA, che è già un diritto, altro conto l’assurdità del testamento biologico – come può il tribunale di uno stato democratico che rifiuta la pena di morte sancire il DIRITTO DI VITA E DI MORTE DELL’UOMO SULL’UOMO, fondando la sua condanna sulle dichiarazioni di UN’ALTRA persona, che, per quanto sicuramente in buona fede e motivata dalla sua forma di amore paterno, non è comunque QUELLA PERSONA sulla quale ricade l’effetto – di MORTE – della sentenza, che, DA QUANDO E’ MALATA, non s’è mai potuta esprimere al riguardo, basando tutta la sentenza su una semplice frase spensierata detta dalla ragazza QUANDO STAVA BENISSIMO, e, impressionata ‘a caldo’ dalla sorte di un’altra persona, disse di non voler finire così? Ma ci rendiamo conto dell’abominio umano sancito da questa legge?
Questo è il PUNTO DI VISTA DEI ‘SANI’ che giudica INDEGNA DI ESSERE VISSUTA LA VITA DEL NON-SANO, solo perché, in quel momento, la sua forma di vita è differente da quella ‘normale’, dei sani: ma è pur sempre vita: o no? E, che sia o meno degna di essere vissuta, CHI deve avere il diritto esclusivo di deciderlo: un tribunale, o comunque una persona diversa dal soggetto in causa, foss’anche il padre del soggetto, o UNICAMENTE, ESCLUSIVAMENTE E INDISCUTIBILMENTE il soggetto stesso, in forma ESPLICITA E INEQUIVOCABILE, nel MOMENTO della malattia?
Questo, ribadisco, è nazismo culturale. Il nazismo politicamente ha – per fortuna – perso, ma culturalmente sta vincendo: e, quel che è più incredibile, sta vincendo A SINISTRA.
November 16th, 2008 at 5:45 pm
Integr.: “Allora chi non è donatore non dovrebbe fruire…”