Scusi, mi affitta un utero?
November 28th, 2008

Sono sempre di più. In America le chiamano “madri surrogate”. Da noi si parla di utero in affitto. E, ovviamente, sono la soluzione preferita dai gay. Il New York Times Magazine dedica la storia di copertina ad una donna che ha fatto diventare mamma, col suo utero, un’altra donna. In America un neonato avuto con questo metodo costa circa 25mila dollari.
Recentemente gli scienziati hanno previsto che fra trent’anni anche le centenarie saranno in grado di avere figli, grazie a degli uteri artificiali.
Magari fra 60 anni li venderanno al supermarket (uteri e neonati-da-avere-a-tutti-i-costi).
Tags: utero in affitto



November 28th, 2008 at 12:40 am
beh, sicuramente costa meno che andarseli a prendere nel malawi o nel sud-est asiatico come è ultimamente in voga tra le stars ollivuddiane.
Non credo proprio che io possa anche solo pensarci. A parte che una volta ho tenuto in braccio la nipotina di qualche mese del coinquilino e dopo averla rimessa nelle più sicure grinfie materne stavo per avere un mancamento per tutti i pensieri che mi sono venuti in mente dopo (e se cadeva? e se la facevo male? e se la facevo sbattere da qualche parte e si faceva male?…), ma poi io sono stronzo e cinico, che gli insegno ad un frugoletto indifeso?
Lasuma perdi, va.
November 28th, 2008 at 2:08 am
Bah, sarà a causa dell’imprinting cattolico che ogni tanto fa capolino in me, nonostante io cerchi di reprimerlo, ma queste cose non riesco a farmele piacere.
In quanto ad avere un figlio, a me piacerebbe molto, ma è da tempo, ormai, che mi sono rassegnato al fatto che ciò non avverrà mai.
Ho passato l’inferno perché da ragazzino mi sentivo diverso dai miei amici e tentando di nasconderlo, temendo tremende umiliazioni in caso mi avessero scoperto, negli spogliatoi, a guardare dove non avrei dovuto, che penso che, per un figlio da crescere in questo paese, sarei un genitore assai imbarazzante.
Volere a tutti i costi un figlio, dunque, per me, sarebbe un gesto di egoismo, piuttosto che di amore come dovrebbe essere.
November 28th, 2008 at 3:20 am
beh, in fin dei conti… perlomeno ingrassa un’altra.
se fossi donna non vorrei subire una gravidanza… e il parto… preferirei pagare. del resto il figlio sarebbe comunque mio. certo ne sceglierei una che non fuma nè beve.
November 28th, 2008 at 6:29 am
Concordo con Simonchio, fintanto che un’adozione rimarrà un privilegio di pochi (che hanno tempo e denaro da buttare)il fenomeno dell’utero in prestito sarà sempre più diffuso.
November 28th, 2008 at 11:54 am
a me piace questa iniziativa , sono favorevole a uteri in affitto indiscriminatamente, è una manna dal cielo per tutti quelli che vogliono ma non possono.
@ mercuzio
non capisco perchè non riesci a fartelo piacere, e…poi per quale motivo tu gay ti poni a priori che potresti essere un genitore imbarazzante…!?! Caspita non ti sembra con quest’affermazione inconsapevole di aver affossato gli ultimi 10 anni di lotta della comunità ?!? Piùttosto personalmente ci trovo un non sò…chè di autolesinismo , un autoghettizzarsi, un inconscia autodifesa di chi vorrebbe farlo…ma chè in cuor suo ha paura di non esserne capace o quantomeno affrontare certe realtà diverse…, correggimi se sbaglio !
November 28th, 2008 at 12:23 pm
Sono interessato all’argomento.
Certo, ciascuno riguardo l’etica si fa tutti i ragionamenti di questo mondo incasellandosi alla fine del viaggio tra precetti/preconcetti/paure/convinzioni nel fatidico trittico di risposte: “son d’accordo, non sono d’accordo, non so.
Personalmente riguardo l’argomento in questione interesserebbe sapere se qualcuno è a conoscenza di siti dove si spiega come stanno le cose dal punto di vista economico/legale. grazie.
November 28th, 2008 at 1:14 pm
@max
no, max, non sbagli, non sbagli affatto.
la questione, però, secondo il mio punto di vista è un’altra, ovvero, il bene del bambino.
Io non credo che sarei un genitore inadeguato, sarei, tuttavia, indicato come tale dalla collettività, e questo influirebbe negativamente sul suo percorso di crescita.
Non possiamo inebriarci dei progressi che la comunità gay “avrebbe” fatto secondo i media.
Non viviamo nella New York di Will e Grace.
Io vivo in una deliziosa, borghese, cittadina campana, dove di criminalità abbiamo sempre sentito parlare solo per televisione.
Tuttavia qui i gay sono e rimarranno ancora per molto “ricchioni” e a questo genere di “invertiti” non è concepibile che venga concesso il diritto di avere figli.
Non fraintendermi, io non sono il tipo che sottostà a queste cose piangendosi addosso, e mi batterò nel mio piccolo, nella mia quotidianità, per far capire che i gay non sono solo quelli che vanno ai prides con le piume di struzzo (i peggiori nemici della causa, secondo me), ma sono anche coloro che, come me, si alzano ogni santa mattina per andare in ufficio in giacca e cravatta (più spesso in maglione, in realtà).
Vedi, io non smetterò mai di lottare, ma è la mia lotta, non posso pretendere che qualcun’altro che amo ne paghi le conseguenze.
Comunque, grazie, max, per le tue parole, dette da te, lo sai, mi sono particolarmente gradite.
November 28th, 2008 at 2:20 pm
@ mercuzio
Certo come si fà a darti torto, hai perfettamente ragione ! Del resto conosco benissimo questa realtà campana dal momento che ci vivo per diversi mesi all’anno, non sò cosa dirti…ma la prima cosa che mi viene in mente è questa: “Sii sempre te stesso” la dignità di una persona è l’essenza stessa dell’anima che lo avvolge . :-)
November 28th, 2008 at 4:41 pm
@max
grazie.
November 28th, 2008 at 4:47 pm
io voglio un’altro figlio. Ma dopo tre figli persi ho capito che non è aria.
Ma avro’ comunque il mio terzo figlio.
Non andando in paesi poveri con l’adozione internazionale che costa un monte e che mi comporta qualche problema di cui parlarne ora sarebbe inopportuno.
Non affittando il corpo di un’altra donna (a proposito aleh, il parto è sicuramente pesante ma è una esperienza unica, altrochè non farla!)
ma attraverso una cosa chiamata Adozione Nazionale.
Zero costi (lo sto facendo ora quindi sono informatissima), massima tranquillità, bambini con reali necessità.
Invece che sostenere pratiche come l’utero in affitto, pensiamo a dare una famiglia ai bambini che già esistono e che stanno da qualche parte buttati li.
Essere genitore non è solo cambiare un pannolino ma è anche, per interpretare Simonchioammamma, crescere un nuovo individuo
November 28th, 2008 at 5:43 pm
@ mercuzio
ma quale “grazie” …che formalità suvvìaa…!?! semplicemente era il minimo che potessi fare o dirti … dopo il tuo lusinghiero “particolarmente gradite” chissà perchè mi hai fatto sentire in colpa ! ;-)
November 28th, 2008 at 7:18 pm
Argomento interessante… Io se in un futuro potrò mai, penso che vorrei avere un figlio in questo modo piuttosto che affidarsi ad una ragazza-amica con cui condividerlo…
November 28th, 2008 at 9:16 pm
@max
ora non vorrei che questa cosa diventasse una sviolinata tra te e me, ma forse ti devo una spiegazione.
da quando ho cominciato a frequentare questo blog, ho trovato in tutti voi dei cari amici.
E’ logico, poi, che in un gruppo di amici ci sia sempre quello col quale ci si senta maggiormente affini.
Vedi, per quanto, ormai, legga sempre i commenti di tutti, ho preso l’abitudine di soffermarmi con più attenzione su ciò che tu scrivi, in quanto, come già ti dissi in un altro post che probabilmente non avrai letto perché era immediatamente precedente il black-out, ho potuto notare che quasi sempre condivido le tue posizioni, o comunque, in ogni caso, mi colpisci per altri motivi.
Ecco, quindi il significato delle parole “particolarmente gradite”.
C’est tout!
November 28th, 2008 at 10:53 pm
@ mercuzio
Cavolo mercuzio, quanta solerzia (scusami ma…quasi impregnata di una leggera velatura di vergogna…) nel rettificare la tua lusinga , sono esterefatto ! Quì non si tratta di sviolinata o meno tra te e me, che impeto frettoloso nel giustificare …guarda che avevo inteso benissimo , avevo apostrofato io la tua conversazione e…dopo il tuo mesto “grazie” mi sono sentito in dovere di manifestarti con il mio intervento tutta la mia benevolenza e gratitudine , e sinceramente non pensavo di generare simili reazioni, per me è normalissimo esprimere le proprie emozioni di qualsiasi tipo, in un contesto di amicizia virtuale o non.
Cmq mi tengo stretto le affinità e il colpirti per altri motivi, li ho graditi molto … ;-)
November 29th, 2008 at 1:05 am
Salve nonostante segua questo blog ,assieme a pochi altri in verità,non ho mai commentato alcun post.La lettura dei commenti però non mi ha lasciato alternative,visto il tema trattato.Vengo subito al dunque,penso sia importante la qualità delle relazioni non la ” forma ” all’interno della quale si sviluppano.Se un omosessuale o una single o chiunque altro desideri avere un figlio al di fuori della famiglia tradizionale ,deve avere la possibilità di farlo.Non è un gesto di egoismo,perchè avere un bambino in un contesto diciamo ” anomalo ” ,e già di per sè testimonianza di amore verso una nuova vita.Al contrario è un atto di egoismo ,spesso il concepimento di bambini all’interno di “normalissime e traballanti ” coppie etero.Il volere un bambino è una vocazione ed è qualcosa iscritto nel nostro codice genetico.Chi sente questo desiderio ,dentro di se ,deve avere la possibilità di dare una compiutezza alla propria vita.Sono sensate le obiezioni sollevate in alcuni commenti precedenti,ma personalmente penso che siano più che altro frutto di sovrastrutture culturali ,nelle quali purtroppo,ahimè ,siamo cresciuti un pò tutti.Ben vengano quindi uteri in affitto e quant’altro,piuttosto qual’è il River-pensiero in merito?
November 29th, 2008 at 2:03 am
@ulrich
Sforzati ad intervenire più spesso.
November 29th, 2008 at 7:46 am
Scusate ma stò giro mi pare si siano infilati un luogo comune dietro l’altro.
@mercuzio
tutti o quasi i figli crescono in famiglie ‘inadeguate’ o per una cosa o per l’altra, difficoltà economiche, figli di separati ecc….ogni figlio ha la sua battaglia per crescere e inserirsi socialmente, certo avere i genitori gay non è cosa da poco ma son convinta che si possa superare anche questa ;)
@aleh
che paghi per non far fatica e non ingrassare….hai detto ‘na stupidaggine bella grande :) la gravidanza fà parte del pacchetto, non credo che si debba fare o avere figli a tutti i costi ma se lo si fà sentirlo cresce dentro di sè è sicuramente un percorso indispensabile.
Se questo non è possibile però io sono favorevole all’utero in affitto.
@Ulrich
tutte le coppie sono traballanti anche quelle gay, finiamola di usare stà cosa come un punto a sfavore, discorsi tipo ‘meglio genitori gay che si amano a genitori etero che litigano’ non è più un paragone accettabile.
Le coppie che restano insieme ‘per sempre’ sono una percentuale cosi piccola che non la inserirei neanche più nelle statistiche, i figli è meglio si rassegnino ai genitori separati perchè ormai la realtà è quella.
@mary-lou
un conto è avere figli propri (mi pare d’aver capito che per te è così) e volere arricchire o completare la propria esperienza di genitore aiutando e dando una famiglia a chi non ce l’ha facendo addozione, un altro è non averne proprio, credo sia normale in quest’ultimo caso desiderare di farlo e non addottarlo.
November 29th, 2008 at 7:32 pm
@ debby
constatazione acuta la tua ! Concordo in pieno con i tuoi interventi esplicativi agli amici sopra , del resto anche io nel mio precedente post ho specificato di essere favorevole a uteri in affitto “indiscriminatamente” proprio perchè come te sono convinto che le proprietà e le difficoltà pedagogiche per tirar su un bambino al giorno d’oggi siano comuni a qualsiasi tipo di famiglia siano esse etero , gay o quant’ altro , purtroppo questa è la realtà !
Altrimenti c’è sempre la possibilità anche se è meno soddisfacente sotto il profilo puremente affettivo, ma che comunque colma e gratifica la coscienza di padre o madre… ed è l’adozione a distanza, io la effettuo (anche se ho l’età per averne dei miei…) con grande affetto e passione già da diversi anni , ve la consiglio …a tutti ! :-)