Storie, sfogliando volti.
November 28th, 2008
Seguo lettere appese ai pixel sotto ad uno schermo coi soliti polpastrelli appiccicati sopra. Non c’è il touchscreen, lo vuoi capire o no? E non puoi neanche toccare quello che vedi. Vedere, senza toccare. Al limite immaginare, quello sì. E’ gratis, la crisi non tocca i pensieri. Magari li colora, di grigio, ma non li cancella. Pagine di orientamenti politici, gruppi, saluti, poke, baci, benvenuto su facebook. Sono il benvenuto? Infiltrato tra volti e storie, leggo, scruto, sfoglio, mi immagino seduto a quella tavolata di 12, piatti saturi di cibo, bicchieri che colorano la voglia di leggerezza, sigarette accompagnano la voglia di raccontarsi. E poi i sorrisi. Alcuni sembrano disegnati. Altri appiccicati, come un adesivo. E’ sempre lo stesso? Sorriso da foto, forse. La felicità non si cristallizza, non c’è scatto che tenga. E’ come l’Ultimo Pensiero, quello che abbiamo un secondo prima di morire. Così ultimo, che non lo rivivremo più tale e quale. Non sorrido, non mi piace. E quando lo faccio non è davanti ad un obiettivo. Ma quando succede, è perché sto veramente bene. E non penso. Si rimugina dopo, a luci spente, e corpo sotto al piumone.
Flashback, qualche sera fa. Seduto al tavolo di un pub, sorrido, e la musica accompagna i racconti delle nostre tre vite. Lui, lei, e lui. Due lontani parenti, un collega. Per un’ora ci siamo incrociati. Odore di felicità sovrapposte, iniezioni monouso di serenità. Pregasi buttare ago, anche se la serenità non è contagiosa. Stiamo insieme a scambiarci bocconcini di vita, caldi caldi, usciti dal forno delle nostre emozioni e serviti su un piatto appena uscito dalla lavastoviglie. Tre bicchieri, due mojito, un’aranciata, e il sorriso del vicino di tavolo che corteggia con lo sguardo una lei già impegnata. Ci scambiamo le coordinate di facebook, sì, aggiungiamoci, add-iamoci, magari un poke ogni tanto, come gli squilletti sul cellulare. Ma il sorriso resterà in quel pub, dietro i vetri annebbiati – fuori fa freddo, qualche passante ci osserva, lei è carina. Magari osserverò le vostre fossettine sorridenti, e mi sentirò distante. O forse no. Le foto mi fanno paura. Sono come il diploma di laurea appeso alla parete della mia camera da letto. Sono la fine - non si torna indietro, never again - di un percorso. Un ricordo pixelato. L’ultima pagina, prima della bibliografia di un libro. Sono anni trascorsi nell’attesa di un traguardo, vissuti con chi oggi non c’è più. Chi ha scelto di non rispondere all’email, o di interrompere il botta e risposta con singhiozzo temproale via sms. Il diploma mi ricorda cosa non si ripeterà più. Come i gruppi dedicati a questa o quell’altra scuola, e dove gli ex alunni ricordano i professori. Ricordano, per non dimenticare. Inutile rivivere, il rischio è commuoversi. E bruciare la voglia di altro futuro, con malinconia.
Sorrisi, tristemente.
Tags: facebook







November 28th, 2008 at 6:45 pm
…mi piace come scrivi…mi piacciono tutte le sensazioni che mi passi, leggendoti…sinceramente…
November 28th, 2008 at 7:53 pm
Coinvolgente. Ma il fondo amarotico un po’ mi rattrista,
sarà perchè ho la sindrome della mamma, che vuole vedere tutti sempre felici…
November 28th, 2008 at 8:24 pm
River mi lasci senza fiato sai?io adoro il modo in cui vivi le tue emozioni…a volte ho paura a leggere questi post…perchè mi lasciano addosso sensazioni strane,emotivamente “nudo”…un abbraccio
November 28th, 2008 at 9:32 pm
che profonda e scenografica sensibilità Riv ! …come tutte le cose che furono, la malinconia scuote ogni sillaba raggiungendo il suo culmine nella vera …quanto terribile riflessione sulle fotografie, never again ! Dio come hai ragione , impossibile darti torto .
November 28th, 2008 at 11:04 pm
Odio tutto ciò che mi rappresenta, comprese le foto. Nell’osservarle mi sento come Dorian Gray di fronte al suo ritratto.
Scrivo molto, ma odio leggere ciò che ho scritto.
Non ho mai ritirato il diploma di laurea, che starà ammutfendo nel cassetto di qualche segreteria.
Mi infastidisce ascoltare la mia voce registrata: sembra non appartenermi e non rapprentarmi. E poi odio il mio accento spocchioso.
Odio i miei costosi capi di abbigliamento.
Amo solo la mia depressione. A volte la accolto come si fa con una vecchia e buona amica.
November 28th, 2008 at 11:47 pm
@ mercuzio
scusami ma non posso fare a meno di commentare ! Adesso sei tu ad attirare la mia attenzione…, stasera hai stilato un profilo della tua persona…che definire negativo è riduttivo ! Non ho mai assistito ad una manifestazione di pessimismo così esaltata e subita passivamente , voglio solo sperare che sia una fase momentanea e transitoria dettata perlopiù da quella tua tanta amata depressione…
P.S. Oggi mi sono regalato un Belstaff e un GeoSpirit
November 29th, 2008 at 12:37 am
io non c’ho capito niente, a parte che sei un pò malinconico e che feisbuc sta diventando un oggetto mefistofelico.
Ma sono in fase di regressione mentale ed è perfettamente normale
November 29th, 2008 at 12:40 am
@max
Non spaventarti, max, io tendo all’auto-analisi. Credo che conoscendomi a fondo potrò col tempo accettare anche le mie asperità.
Tutto ciò che ho scritto lo penso davvero, ma ti assicuro che sono il primo a riderci sopra.
Sai qual’è la cosa buffa, comunque? Oggi ho comprato la mia ennesima Fay Double-Coat ed una magnifica sciarpa di cachemire Louis Vuitton.
November 29th, 2008 at 1:17 am
Ricordare non mi è mai piaciuto…vorrei svegliarmi un giorno e guardare solo avanti senza voltarmi mai più.
Beati voi che fate shopping almeno.
nickel
November 29th, 2008 at 1:54 am
“Chi ha scelto di non rispondere all’email, o di interrompere il botta e risposta con singhiozzo temproale via sms.”
Quanti! Alcune volte sono stato anch’io purtroppo.
“Il diploma mi ricorda cosa non si ripeterà più” come diceva Gianni Morandi, forse e’ meglio, perche’ no? tu che ne sai?
“Ricordano, per non dimenticare. Inutile rivivere” io dimentico tutto… tengo un diario apposta per non dimenticare.
Ho scoperto facebook in questi giorni e non mi sono ancora fatto un’idea ben chiara. Sono gay e per circostanze logistiche/culturali/caratteriali non ho mai fatto coming out con nessuno dei miei vecchi o nuovi amici. Insomma ho la “classica” doppia vita. Amicizie gay totalmente separate dal giro etero che pero’ vengono in contatto tramite questo famigerato social network. E allora le foto piu che ricordi diventano testimonianze fastidiose…
@ mercuzio: mi spiace che i tuoi costosi capi di abbigliamento non ti rendano felice… sicuramente rendono felice il negoziante
November 29th, 2008 at 1:46 pm
La malinconia è un sentimento così profondo..
November 29th, 2008 at 7:47 pm
@ mercuzio
tendi all’auto-analisi …??? Bene ! Fà piacere che non deriva dall’amata depressione …
cmq tendi anche all’esasperazione estetica se mi permetti.. !?! l’ennesimo Fay double-coat ? …mah non lo trovi troppo formale come marchio ?
…e poi Vuitton ? a mio avviso vistosa ! Perchè non provi la prossima volta una pashmina di Brian Dales …credimi ne vale la pena
November 29th, 2008 at 8:15 pm
@max
mi sa che cominci a conoscermi troppo.
fai delle osservazioni che mi muovono anche i miei amici, di solito, ma loro, mi conoscono da anni. Complimenti.
Ad ogni modo sappi che ho appena comperato delle snickers argentate di Prada su Yoox, un maglione RA-RE pachworks e un gilet Etro con una cipolla ricamata.
Non dirmi che anche queste cose sono formali.
P.S.: seguirò il tuo consiglio su Brian Dales, lo conosco e lo apprezzo, ma non ho mai comprato nulla.
November 29th, 2008 at 8:27 pm
@ mercuzio
Brian Dales è uno dei miei preferiti , non ti dico le camice…
November 29th, 2008 at 8:31 pm
Ragazzi, vedo che c’è intesa: scambiarsi una mail ?
November 29th, 2008 at 8:39 pm
io non ho problemi Riv ! …e la mia compagna capirebbe , quando si tratta di amicizia non ho remore
November 29th, 2008 at 10:04 pm
@max
Mi sa che River ha voluto riprenderci perché usciamo sempre fuori tema, in realtà.
Credo che abbia ragione.
Comunque per la mail per me non c’è problema, anzi.
Io, poi ho sempre avuto solo amici etero. Coi gay non ho mai trovato intesa (ma sarà un caso).
November 29th, 2008 at 11:49 pm
… e pensare che metà delle marche di cui state parlando non le ho neanche mai sentite nominare… ma esistono sul serio?
in fondo non ci vuol molto per essere felici!:D
November 30th, 2008 at 12:53 am
@ zap / mercuzio
…non sono queste le cose che rendono felici credetemi, ma d’altronte lo sapete benissimo ! Diciamo piùttosto che sono un complemento…un qualcosa in più …una sorta di doping per innalzare l’autostima, talvolta però…possono essere semplicemente dei diversivi per colmare un vuoto …una mancanza che ha radici ben più profonde, oppure…solo un modo di essere…, sono tante le sfaccettature umorali per la quale si sente il bisogno di possederle.
Però una cosa la debbo dire ( cavolo stà diventando una querelle…) Mercuzio io le snickers argentate o il gilet di Etro con stà cacchio di cipolla se fossi stato in te ne avrei fatto benissimo a meno ! Hai detto che sei contro i “Pride” beh ! Ecco …queste per me credo che fanno tanto Pride , certo non sono formali…ma tu qualcosa di più sobrio propio nò ?!? Che sò…Hogan per esempio…e al posto del “cipollone” un Ralph Lauren o Lacoste t’avrebbe schifato ???
…adesso Riv mi banna !!!
dovrei spedire l’ e-mail a stò punto…
November 30th, 2008 at 12:56 am
Gli off topic non mi piacciono. Quindi, visto che lo sapete, evitateli. Ci sono altri post per parlare di Hogan e Lacoste, grazie.
November 30th, 2008 at 12:59 am
Scusa Riv ! Chiedo venia…