Radio Blogger

 

Quattordicesima puntata di Radio Blogger, su Radio Centro Suono 101,3 (www.radiocentrosuono.it), dedicata ad uno dei tanti premi dedicati alla blogosfera. Questo è organizzato dalla telelevisione tedesca Deutsche Welle: si chiama “Best of Blogs” viene assegnato da 5 anni ai blog che si sono contraddistinti per contenuti, creatività, grafica e usability, redatti in undici lingue del mondo. Mancano quelli italiani: la ragione è banale, visto che la televisione non ha nessun redattore che parla italiano. Aggiungo io: meno male, ci sarebbe stato poco da premiare. La vincitrice è un’eroina dei tempi moderni: è la curatrice di “Generaciòn Y”. La sua autrice, Yoani Sánchez, è già da tempo una stella della comunicazione per essere riuscita a rompere l’”embargo” con i suoi post sulla vita quotidiana a Cuba: peccato che dalla sua casa, nella capitale cubana, non possa pubblicare nulla. E’ costretta a mandare via mail i suoi post, che, da quello che ho capito, non si possono neanche leggere a Cuba. Il sito, infatti, è stato oscurato da Fidel Castro, che ha definito la blogger una “giornalista neocolonialista”. A differenza di Beppe Brillo, lei non si comprerà una casa in Svizzera. Ci ha tenuto a ringraziare tutti sul suo blog: “Non sono i premi che mi mancano ma i diritti, come quello di poter essere letta liberamente nel mio paese. Ora proviamo ad ottenere il premio più ricco: la libertà di opinione”. Altro esempio di blog denuncia è quello che arriva dal sito vincitore del premio come Miglior Videoblog: si chiama Voices of Africa ed è curato da giornalisti che postano da diverse parti dell’Africa notizie sulla cronaca locale. Nella categoria Reporter senza frontiere c’è stato un ex equo. Premiato 4equality, scritto da cinquanta blogger uomini e donne, dei quali 48 sono stati arrestati almeno una volta: loro scopo è quello di arrivare ad un milione di firme contro la legge che discrimina le donne in Iran. Impresa complessa. Altro premio è andato al blog di Zeng Jinyan, moglie del difensore dei diritti umani e dissidente cinese Hu Jia, che descrive la vita di una donna costantemente controllata dall’esercito cinese: è costretta a vivere ai domiciliari.
Infine una nota: in Italia c’era il premio del Sole 24 ore, arrivato lo scorso anno alla decima edizione (dove River-blog si piazzò ad un ottimo nono posto). Quest’anno non se ne parla più: che fine ha fatto?

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2 Responses to “RadioBlogger/14. L’oscar dei blog. Italiani esclusi.”

  1. VicKy Says:

    Non so River se ci sarebbe stato poco da premiare, mi piacerebbe fare una ricerca in merito più approfondita, come tu avrai senz’altro fatto, per capire se la penso come te.

    E poi mi verrebbe da dire che un blog andrebbe premiato non tanto per la grafica, i contenuti e l’usabilità, attributi che possono darsi a tutti i siti, ma soprattutto per la sua natura di blog.

    Un blog, secondo me, racconta i nostri tempi attraverso lo sguardo personale di uno che vive in questo tempo e la sua voce non è condizionata da regole istituzionali: è il suo punto di vista e basta. In quest’ottica, credo che blog da premiare se ne possano trovare anche in Italia.
    A presto :)

  2. river Says:

    Vicky, troppo (poco) ci sarebbe da scrivere. Baci.

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