Omofobia, anche a Natale.

December 15th, 2008

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Scopro il sito dell’”Albert Kennedy Trust” per caso, durante la solita circumnavigazione del web. E’ un’associazione inglese che si occupa di assistere giovani gay, lesbiche e trans, con problemi di alloggio. Scopro un mondo, a me sconosciuto. Quello dei ragazzi gay cacciati di casa. O, comunque, messi in condizioni di vivere male, e, quindi, costretti ad andarsene. Il Trust offre una serie di servizi di assistenza, tra i quali una sorta di casa-famiglia: nel 2007 sono stati seguiti 1400 giovanissimi. E parliamo di Regno Unito. Si parla anche di ragazzi di 14 anni. A Natale, l’associazione chiede a tutti di fare uno sforzo in più, e di donare qualcosa.

Nick è uno dei ragazzi che è stato aiutato dal Trust. Questa è la sua storia.

“I rapporti col mio patrigno non sono mai stati buoni, ma quando, a 13 anni, gli ho detto che ero gay, tutto è diventato insopportabile. Ha iniziato a dirmi che ero disgustoso, e che abusavo sessualmente del mio fratellino acquisito. Secondo lui tutti i gay sono dei pervertiti. Il resto della famiglia non mi supportava. Mi sentivo solo e rifiutato. Piangevo, ma i miei familiari mi consideravano sporco in quanto gay. Quando il mio patrigno ha iniziato ad assumere un comportamento violento, sono intervenuti i servizi sociali. Fra i 13 e i 17 anni ho vissuto in 25 diverse case, con miei coetanei. Alcuni mi hanno picchiato, e il tutto nell’indifferenza del personale di questi centri. A volte mi insultavano anche loro. Poi ho trovato l’Albert Kennedy Trust, e ho trovato qualcuno pronto a sentirmi. A rispettarmi. La persona che ha iniziato a seguirmi, mi ha aiutato a trovare un lavoro, ma soprattutto mi ha insegnato a essere fiero di quello che ero. A 17 anni, quindi, sono riuscito ad andare a vivere in una loro struttura. Ho iniziato gradualmente a capire che non ero diverso dagli altri ragazzi, e che valevo quanto loro”.

Oggi Nick ha 25 anni, gestisce un bar, ed ha una vita normale.

Quanti sono quelli che, invece, non ce la fanno a tirare fuori i denti e a trovare qualcuno che li aiuti?

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15 Responses to “Omofobia, anche a Natale.”

  1. lwsx Says:

    Le generazioni cambiano e si evolvono, però certi schemi mentali rimangono inviariati perennemente. Forse una soluzione (anche se non propriamente corretta) è evitare di fare coming out; meglio lasciar che gli altri pensino che dare loro delle conferme.

  2. il matto Says:

    E’ una bellissima struttura questa che va incontro a chi ingiustamente deve subirsi trattamenti vergognosi per non aver fatto nulla di male a nessuno.

  3. Marco Says:

    Che bella iniziativa!Complimenti!Servirebbe un’associazione del genere anche qui da noi…

  4. arcere Says:

    approvo splendida associazione!

  5. Tom Says:

    E’ una storia agghiacciante. Non avrei creduto fosse possibile in un paese come l’UK…

  6. Brian85 Says:

    e’ bello sapere che internet a volte aiuta sul serio..

  7. mercuzio Says:

    Ricordo di aver letto, un po’ di tempo fa, la notizia, secondo cui, allo stilista Francesco Martini Coveri, nipote del compianto Enrico, fu negato di poter affittare un appartamento, seppur avesse già ottenuto precedentemente una conferma di disponibilità, in quanto il proprietario, venuto a conosacenza del suo mestiere, si persuase che uno stilista dovesse necessariamente essere gay.
    Per la cronaca Francesco Martini Coveri è felicemente sposato con prole.

  8. Java Says:

    mi rendo sempre più conto di quanto sono “fortunato”. I miei lo sanno da un paio d’anni ormai, ma dell’argomento non se ne parla mai. Mia mamma ogni tanto mi chiede come va col mio moroso. Rispetto a tante altre storie non sono stato cacciato di casa nè ho subito violenze. A mio favore il fatto di non avere atteggiamenti effemminati che purtroppo segnano la vita di molti, che razzismo stupido e pieno di ignoranza. Ben vengano queste associazioni. Ma c’è bisogno di voglia di lottare prima per sè stessi, impariamo a fidarci di noi stessi, cosa che non ho mai fatto…

  9. mary-lou Says:

    io ho avuto la fortuna di conoscere una river-lettrice che scrisse a lui tempo fa. Fortuna perchè è una persona meravigliosa. Ma rabbia perchè chi l’ha messa al mondo la tratta manco fosse un’appestata.

    Vi meravigliate che queste cose accadano in UK?
    Accadono dappertutto. Ormai niente mi meraviglia piu’
    Accade laddove esiste ignoranza, laddove il preconcetto supera l’amore. Come cazzo si fa a scacciare un figlio perchè non uniforme alla massa?
    Quanti finiscono in una fossa per colpa di un genitore?
    Io faccio sempre piu’ fatica a vivere in questo mondo di merda, il mondo delle persone “perbene”. Sono sempre piu’ fiera di essere poco perbene e di sbattermene i coglioni delle convenzioni sociali. Magari non ho avuto carriera e riconoscimento ma ho vicino dei figli fantastici. E quando parlo di figli non intendo solo quelli fatti, ma anche tutti quei ragazzi che ho avvicinato in questo ed altri siti. Perchè i “miei” ragazzi sono meravigliosi. Così come sono, senza cambiare nulla di loro.

  10. Sonia Says:

    “circumnavigazione del web” mi ha fatto sorridere… eh si il web server…ops SERVE..chiedo scusa

    ‘giorno a tutti..ognitanto appaio come i fantasmi :*

  11. mercuzio Says:

    mary-lou, anche tu sei meravigliosa come sei: impertinente, sboccata e viscerale.

  12. Scared ????? Says:

    Ho temporaneamente ospitato un mio conoscente ben giovane, che si trovava in una situazione simile a quella del ragazzo che si racconta in quella storia.

    Mi è capitato di farlo anche con altra gente, ma in situazioni molto meno tese di quella, ma comunque fastidiose. Chi per lavoro, chi per la sessualità, le idee ecc. Mi piace fare della mia casa un porto di mare eheh.

    Son d’accordo con quanto scritto da Mary-lou, l’ignoranza della gente mi fa arrabbiare, ma nel corso degli anni mi sono abituato anche a riderci sopra quando non ci sono in ballo problemi grossi. Ad esempio se mi arrivano dei piccoli commenti fastidiosi, riferiti a me o all’altra persona, semplicemente penso sorridendo che chi li ha detti è un’ignorante e non devo assolutamente considerare ciò che dice. Spesso lo dico anche apertamente, con qualche frase che li mette poi in condizione di contraddire i propri “solidi” ideali, rispondendomi. :-p
    Rendere la gente partecipe del fatto che dice una marea di cazzate (io faccio parte della gente, anche se sto attento…)

  13. masmassy Says:

    A parte il fatto che la letterina di Nick sembra preconfezionata dall’associazione (ha l’aspetto di una di quelle storielle “prima e dopo la cura dimagrante”.
    In ogni caso, se l’associazione fa quello che dice, complimenti e tanto di cappello, pur se secondo me l’eccesso di protezione settoriale è già di per sè una discriminazione.

  14. torrente Says:

    chissà se sarebbero in grado di aiutare anche me

    o.t.(riv, perdono) Mary-lou, non mi sono scordato di te.

  15. teo86 Says:

    Articolo da pelle d’oca e magone…
    Ci sono andato vicino anche io ma, grazie al cielo e a tante persone, i miei hanno cambiato idea…
    Dio benedica le persone che hanno fondato e credono in questa associazione e in simili!

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