crocifisso by you.

Il reverendo Ewen Souter sta facendo discutere i parrocchiani, per aver deciso di far rimuovere una statua che raffigura la crocifissione dalla ”St John’s Church in Horsham“, nel West Sussex. Il motivo? “E’ orribile. Spaventa i bambini e tiene lontani i nuovi fedeli”, ha detto il religioso. Attenzione, però: il crocifisso incriminato è stato sostituito con un altro modello, più “sobrio” e moderno. Il problema, secondo il prete, era proprio in quella scultura, un po’ troppo “macabra”. “Quel modello – ha detto Souter – esprimeva sofferenza, tormento, dolore e angoscia. Era un’immagine spaventosa, soprattutto per i bambini. Alcuni genitori lo evitavano, per non farlo vedere ai loro figli”. E ancora: “Vogliamo comunicare buone notizie, e per questo abbiamo bisogno di simboli positivi, diversi da quelli relativi all’esecuzione su una croce”. Quel croficisso era appeso nella parete della chiesa dal 1964. “Era un pezzo storico. Assurdo farlo rimuovere”, ha commentato un parrocchiano contrariato dalla decisione.

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39 Responses to “Prete fa togliere crocifisso da chiesa: “Spaventa i bambini”.”

  1. Dandyboy Says:

    ma veramente no comment……
    idiota….

  2. Simone Pk Says:

    Io capisco la scelta, al massimo l’avrei spostato in un’area espositiva viste le sue accezioni artistiche. La chiesa è comunque un luogo di culto, funzionale, non è direttamente un luogo d’arte.

  3. Dovop Says:

    Il fatto è che il crocifisso E’ un simbolo “orribile”.
    Rappresenta un uomo crocifisso, una tortura/esecuzione praticata dai romani, una vera e propria sofferenza.
    Un gesù crocifisso rappresentato sorridente felice e allegro è blasfemo.

  4. franchino8 Says:

    Allora per attirare la gente poteva benissimo appendere una gigantografia di winnie the pooh. Fino a prova contraria la croce è simbolo di sofferenza.

  5. Xandro86 Says:

    Mah tanto scalpore x un pezzo di ferro? Un’icona vale l’altra. L’importante è avere gesù nel cuore no?

  6. Brian85 Says:

    beh in effetti è un po inquietante..

  7. arcere Says:

    effettivamente dipende da come viene visto dall’artista Gesù.. comunque essende una crocifissione non può esprimere gioia ecco.. quella sarebbe la resurrezione.. il crocifisso per sua natura esprime dolore…
    a questo punto mi vengono da ricordare i crocifissi gotici con sangue che zampilla a fiumi e esce da tutte le ferite del Cristo…quelli secondo me son davvero spaventosi, ma comunque nessuno si è mai pensato di toglierli no?

  8. arcere Says:

    ah già mi sono dimenticato di mettere l’esempio
    http://www.smn.it/images/ch1301.jpg

  9. masmassy Says:

    Ha ragione, fa veramente schifo!

    Sembra il cattivo di “Scream” che esce da dietro la tenda, veramente orrendo… e pure sventrato! Saggia decisione bravo pretaccio!

  10. White Rabbit Says:

    Io sinceramente non lo trovo così macabro. Pur da ateo convinto, il crocifisso rimane uno dei pochi simboli religiosi o similtali che ha per me un significato filosofico e morale profondo e netto: idiota è chi cerca di privarlo della connotazione drammatica sostituendolo con versioni più “easy” dello stesso.

  11. Sonia Says:

    bah un prete in questo periodo credo debba avere altro da fare che preoccuparsi dell’estetica della SUA CHIESA… magari riproporre passatempi sani nel SUO ORATORIO, come quelli di una volta..vissuto come ritrovo e passatempo per la gioventù.. cose e luoghi perduti dai nostri giovani ..come tante altre cose del resto..ma se si critica tanto x, non si arriverà mai a nulla.. specie se il fatto proviene da chi ci si aspetta più CLASSE ma poi cade nel ruolo vecchio e antico di oratore inutile e non di buon esempio.
    Cmq sono sempre dalla parte del buon senso.. forse era inutile il mio commento ora…chiedo scusa.

    Baci

  12. Allelujah Says:

    La morte di Cristo è anche, e sopratutto, Resurrezione, sulla quale il cattolicesimo si basa. La rappresentazione non è solo sofferenza ma è anche serenità dell’accettazione del proprio destino. Il crocifisso unisce un prima, un presente e un dopo (vita-morte-vita dopo la morte) e sarebbe giusto rappresentare tutto questo.
    Niente di male nell’indugiare sulla sofferenza umana, tuttavia spesso queste rappresentazioni sono davvero cruente, per primo io, da piccolo, venivo spaventato da alcune immagini in casa di miei parenti.
    Non mi stupisce che certe persone, dunque, potrebbero anche essere colpite da rappresentazioni simili. Penso che il reverendo abbia fatto benissimo.

  13. Ateleologico Says:

    Veramente la Dottrina della Chiesa Cattolica ( Santa Romana Apostolica ) si basa interamente sul culto della sofferenza e per niente ma proprio per niente, sul concetto di resurrezione.

    Il punto focale della Dottrina e della filosofia cattolica sta nella sofferenza, nella paura, nella sottomissione. La vita è e deve essere sofferenza, i malati gravi ( spastici, menomati, infermi ) sono il simbolo dell’ amore di Cristo ( non sono parole mie ma di GP2 e di B16), sono la materializzazione dell amore divini…per altro non diretto agli stessi ma a chi sta intorno…come messaggio.Ecco la spersonalizzazione del dolore e la sua funzionalizzazione, in pratica: soffri pure che a me fa tanto bene spiritualmente assisterti.

    La resurrezione è molto ma molto marginale.

  14. lwsx Says:

    “E’ orribile. Spaventa i bambini e tiene lontani i nuovi fedeli” quali nuovi fedeli….forse gli immigrati islamici? Non c’e’ proprio più religione!

  15. il matto Says:

    Se è quello in foto tutti i torti non ce l’ha.

  16. Lokken Says:

    A me piace, però è vero, inquieta.

  17. giada Says:

    Ha fatto bene certo. E’ orribile. Si tratta di espressione artisitica, che lo mettano in una galleria d’arte.

  18. Fandango Says:

    Beh, diciamolo, un crocifisso del genere i bambini effettivamente li tiene lontani, sembra l’ngresso dell’inferno più che di una chiesa.
    Non sarebbe male metterne uno così all’esterno di ogni chiesa, il mondo sarebbe un posto migliore con meno adepti

  19. Artlandis Says:

    beh, come opera artistica mi piace…
    in effetti però, è un pò inquietante :)

    ..la dichiarazione sull’immagine che si vuol dare mi ricorda invece il “cristo compagnone” di Dogma :))
    finirà così? :)))

  20. Scared ????????? Says:

    fa paura anche a me…

  21. byb Says:

    è un crocifisso molto bello, ma decisamente tetro, funereo.
    la raffigurazione della sofferenza (che dovrebbe essere obbligatoria, perché per il Credo Gesù è comunque un uomo, quindi ha sofferto) può anche essere molto meno angosciante.

    ps: quando penso ai crocefissi gotici, penso al Cimabue [ http://annairobert.files.wordpress.com/2007/08/arezzo-s-domenico-crocifisso-cimabue.jpg ], che è sofferente, ma non conciato come quello del link del commento sopra, che nel realismo e nei tratti mi sembra un po’ più tardo (’600-’700?)

  22. Z Says:

    Inquietante è inquietante… secondo me potrebbe semplicemente spostarlo in un luogo un pò più defilato, per esempio in un sottoscala

  23. Sly82 Says:

    Questo della foto e’ veramente un crocefisso macabro. Sarei stato d’accordo anche io nel rimuoverlo.
    Se fosse stato questo a parlare a San Francesco di sicuro lo avrebbe fatto scappare a gambe levate!!

    Anche il mio parroco nel piazzale davanti la chiesa ha messo un crocifisso in metallo moderno. E’ molto stilizzato: le braccia sono triangolari e essendo dirette verso l’alto e’ stato ribattezzato dalla comunita’ “il Cristo appiccat pe’ le recchie” :D

  24. max Says:

    ha fatto bene il reverendo …il suo aspetto era decisamente macabro !

  25. arcere Says:

    @byb
    che io ricordassi i crocifissi tedeschi erano più o meno così molto sofferenti e pieni di sangue(a me non sono mai piaciuti, preferisco di gran lunga Cimabue)

  26. Luca Says:

    A me non piace l’idea di rimozione, in generale. Come se per far finta che non ci siano cose scomode basti toglierle dalla vista. E poi chi decide cosa rimuovere, quali sono i motivi validi per rimuovere un simbolo sacro?

    Che il crocifisso sia inquietante è indubbio, ma se è stato lì dal ’64 forse tutta questa noia non dava. E poi come è stato detto il simbolo della crocifissione è volutamente scomodo. I genitori di quei bambini che si spaventano, invece di chiedere di rimuoverlo, dovrebbero spiegare ai figli la sofferenza di Gesù per la nostra salvezza e tutto quel che segue; fosse bastato un té con gli amici il cristianesimo avrebbe tutt’altro senso.
    La crocifissione è al centro della teologia del cristianesimo e DEVE essere disturbante, un provvedimento del genere e sostituirlo con “esempi più positivi della crocifissione” equivale a salvare il lupo in cappuccetto rosso.

  27. Kira Says:

    Da credente convinta quale sono non ho assolutamente niente contro i crocifissi e sono, anzi, contraria alla rimozione di essi da scuole e luoghi pubblici vari. Sono anche una grande estimatrice dell’arte contemporanea in generale. Detto questo però, ecco, ammetto che in effetti questa raffigurazione di Gesù crocifisso un po’ inquietante (perchè particolarmente cupa) lo è veramente.
    Poi certo, bisognerebbe tenere in considerazione le motivazioni artistiche e spirituali dell’artista che lo ha creato e la visione che egli aveva della figura di Gesù…

  28. skazzo Says:

    Bah, quante storie, non capisco lo scandalo; io sono dell’idea che ognuno arreda il suo ufficio come gli pare. Mica l’avrà buttato, gli amanti del macabro potranno guardarselo da un’altra parte meno in vista.
    E che gli atei devoti oltranzisti la piantassero, hanno già fatto abbastanza danni.

  29. Marco Says:

    Ha ragione, fa paura!

  30. Z Says:

    # Luca
    Non è questione di censurare la sofferenza, tutti i crocifissi “normali” hanno stimmate, corona di spine, piaghe sanguinanti, ecc. e ci sono sempre stati in tutte le chiese e in molte case. Il fatto è che questa scultura ha addirittura un che di “demoniaco”! Tutta nera, senza addome, e poi che sono quelle catene?? Ed è vero che può traumatizzare i bambini, parlo per esperienza personale: quando andavo al catechismo da bambina le lezioni si facevano in delle stanze piene di vecchie statue sacre inquietantissime, e a me veniva un’angoscia pazzesca!

  31. gianni Says:

    Un tizio di nome Gesù, è stato condannato con tanto di sentenza, torturato, inchiodato ad un legno probabilmente a forma di croce, e sembra che lo abbia accettato per dimostrare tutto il suo amore per ogni uomo.
    Tutta l’Europa è disseminata di crocifissi di ogni epoca e di spaventoso realismo.
    La crocifissione e la resurrezione sono a fondamento del cristianesimo, l’uno non esiste senza l’altro. Per chi vuole avere quella fede.
    Se non sono cristiano, non ho titolo per giudicare i cristiani e la loro fede.
    Ho però titolo se entrano nel merito di realtà attinenti alla vita civile di tutti i cittadini.
    Se la notizia fosse vera, il prete che ha rimosso il crocifisso, perchè troppo realista nel dolore, dovrebbe essere rimosso dalla parrocchia.
    Il responsabile pieno di ogni parrocchia cattolica, è sempre e soltanto il vescovo che è l’erede degli Apostoli. Il Sacerdote è solo il collaboratore che collabora al sacerdozio la cui pienezza è soltanto del vescovo.
    Puo essere discutibile?
    Ma questa è la tradizione nella Chiesa Cattolica, di cui moltissimo si vuole ignorare.
    Ovviamente River, ti leggo regolarmente, ma se ho una conoscenza, te la metto a disposizione, anche se è poco.
    ciao

  32. mercuzio Says:

    Da bambino mi inquietavano molto i cricfissi, ricordo che di solito era mio fratello piccolo, a cominciare a piangere in chiesa fissando quelle ginocchia sbucciate, grondandi sangue, e quel costato secco con quei grossi buchi.
    L’espressione, poi era devastante.
    Un bambino, in tutta onestà, non può sostenere una tale visione.
    La rappresentazione della crocifissione è sempre stata volutamente straziante, proprio affinché i fedeli comprendessero il mistero della passione.
    Un modo come un altro di fare proseliti.

  33. Gan Says:

    Bisognerebbe partire dalla crocefissione di nell’altare di Isenheim, a Colmar.

    http://it.wikipedia.org/wiki/File:Mathis_Gothart_Gr%C3%BCnewald_022.jpg

    La scultura di cui si parla mi sembra del tutto priva della “terribilità” che si coglie nel dipinto di Grunewald, e nel crocefisso di Cimabue che ha citato Byb.
    A me sembra soltanto patetica.

  34. byb Says:

    @Gan
    però la sofferenza nel crocifisso di Cimabue, per quanto presentissima, trovo sia meno angosciante, in qualche modo un’icona della sofferenza, tanto per lo stile, l’uso dell’oro, quanto per altri rimandi alla tradizione delle icone orientali.
    mentre quella di Grunewald mi sembra una sofferenza e una angoscia teatrale, scenica, si drammatica, ma anche drammaturgica.

    li crocefisso del West Sussex, è chiaramente una cosa incredibilmente diversa da questi alti paragoni, ma per la sua funzione per una “parrocchia di provincia” il livello artistico può essere corretto. quello che mi sembra strano è il gusto, eccessivamente tetro, più adatto a un cimitero, a una cappella funebre, a un santuario o a un monumento, piuttosto che a una chiesa parrochiale, con probabile oratorio annesso.
    cioè, se mettessero il cimabue in una scuola elementare, sarebbe fuori luogo, no?

  35. Luca Says:

    Ma io l’ho detto che penso che questa scultura sia spaventevole, solo dico che secondo me è giusto così.

    Il crocifisso è comunque uno di quei simboli cristiani molto forti, a cui un bambino non dovrebbe essere accostato da solo ma con una guida (spirituale e affettiva) che glielo spieghi.

  36. mercuzio Says:

    Più che un Cristo morto in croce, sembrerebbe averci lasciato la pelle per gli effetti del tabagismo.

  37. blokx Says:

    “esprimeva sofferenza, tormento, dolore e angoscia”

    no perchè siccome era contento…

    comunque è orribile questa scultura. ma non nel senso che fa paura. nel senso che è proprio brutta. urenda!

  38. Federico Pellettieri Says:

    In una chiesa di Broadbridge Heath, una cittadina del Sussex in Inghilterra, un Crocifisso, opera dello scultore Copnall, presente in quella chiesa fin dagli anni ’60, è stato rimosso, per essere sostituito da una croce geometrica, vuota. La scultura alta tre metri, realizzata in polvere di carbone e resina non ispirava un messaggio rassicurante: questa la stupefacente motivazione! Quel Crocifisso faceva davvero paura ai bambini e gli adulti non ne ricavavano pensieri di serenità, dato che, secondo le parole del reverendo Ewen Souter, era piuttosto “un’orribile immagine di dolore e sofferenza”: a tale decisione si è pervenuti sulla base di un’indagine conoscitiva condotta tra i frequentatori della chiesa.
    Il Crocifisso, di grande valore artistico, è stato donato al museo di Horsham: il curatore del museo ha definito “potente” l’immagine di Copnall ma, ha aggiunto, non è la rappresentazione che oggi la chiesa vuole dare del Cristo; l’aspetto di sofferenza e dolore va in secondo piano per privilegiare invece un messaggio di resurrezione e di speranza, perché il Cristo ha sofferto, ma è risorto.

    E’, innanzi tutto davvero singolare come la decisione della rimozione di un Crocifisso da una chiesa venga assunta sulla base di un sondaggio che assomiglia molto ad un’indagine di mercato su di un prodotto commerciale per scoprire i gusti degli eventuali acquirenti, come se certe scelte possano essere operate sulla base del maggior gradimento riscontrato.

    L’episodio, comunque, mette ancora una volta in evidenza una preoccupante caduta dei valori cristiani, cui assistiamo quotidianamente: la speranza è che si tratti solo di una temporanea “eclissi”, destinata ad essere superata.

    L’affermazione del curatore del museo di Horsham, secondo cui la chiesa, oggi, vuole mettere “in secondo piano” l’aspetto della sofferenza e del dolore del Cristo, privilegiando il messaggio di resurrezione e speranza, non ha, poi, alcun riscontro, né valido fondamento, in quanto cerca di dimenticare che quella Resurrezione è consequenziale alla Sua precedente dolorosa Passione ed ha un senso solo ed esclusivamente con riferimento a quest’ultima.

    Che senso ha, inoltre, parlare, con riferimento alla raffigurazione del Cristo Crocifisso, di “un’orribile immagine di dolore e sofferenza”, per giustificare la sua asportazione, sostituendola con una croce vuota che, tra l’altro,

    è diventata oggi, con discutibile gusto, un femminile ornamento? Difficilmente, infatti, una qualsiasi raffigurazione del Cristo Crocifisso potrà mai realisticamente rappresentare la straziante e disumana agonia di un Uomo – che già portava sul suo corpo i segni di una precedente flagellazione e con il capo grondante sangue per la corona di spine – condannato a morire appeso ad una croce con chiodi che gli trafiggevano mani e piedi.

    Purtroppo, la ricerca smodata del benessere che caratterizza la mentalità del mondo moderno ci porta a prendere le distanze da tutto ciò che non risponde alle nostre aspirazioni, sicché quel Crocifisso, mentre noi cerchiamo, non solo di alleviare (il che sarebbe comprensibile e giusto) ma di sopprimere la sofferenza, con qualsiasi mezzo anche illecito, ci disturba e scandalizza e quasi preferiremmo che, quel giorno, Gesù Cristo avesse accettato la provocazione di quanti continuavano a schermirlo (“Se sei il figlio di Dio, scendi dalla croce”), lasciando vuota quella croce, così come preferita dal reverendo di Broadbridge Heath.

    “ Certamente (sono parole di Benedetto XVI, nell’Enc. “Spe salvi”) bisogna fare tutto il possibile per diminuire la sofferenza: impedire, per quanto possibile, la sofferenza degli innocenti; calmare i dolori; aiutare a superare le sofferenze psichiche…..Sì, dobbiamo fare di tutto per superare la sofferenza, ma eliminarla completamente dal mondo non sta nelle nostre possibilità, semplicemente perché non possiamo scuoterci di dosso la nostra finitezza e perché nessuno di noi è in grado di eliminare il potere del male, della colpa che è continuamente fonte di sofferenza. Questo potrebbe realizzarlo solo Dio: solo un Dio che personalmente entra nella storia facendosi uomo e soffre in essa. Noi sappiamo che questo Dio c’è e che perciò questo potere che toglie il peccato del mondo è presente nel mondo. Con la fede nell’esistenza di questo potere, è emersa nella storia la speranza della guarigione del mondo. Ma si tratta, appunto, di speranza e non ancora di compimento…….Non è lo scansare la sofferenza, la fuga davanti al dolore, che guarisce l’uomo, ma la capacità di accettare la tribolazione e in essa di maturare, di trovare senso mediante l’unione con Cristo, che ha sofferto con infinito amore…..”

  39. Libero Says:

    …Quel prete è veramente un prete come Dio comanda ;)
    Se quella statua artisticamente opinabile, ha fatto bene a farla sostituire con una più appropriata.
    Basta con le bigotterie assurde

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