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“Dinner in the Sky”, per 22 persone. Vina del Mar, in Cile.

Avrei un blocco alla digestione.

Depilazione politica.

January 22nd, 2009

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La collocazione di una pubblicità, nei quotidiani o nelle riviste, è fondamentale. A volte si fanno errori (agenzia di viaggi accanto a notizia sciagura aerea, il caso classico), altre si va a segno. Questa è la pubblicità della Veet. Bush avrà apprezzato.

Ho usato le strisce Veet in un’unica occasione: quando ho deciso di togliere dei peli sulla schiena. Lo fece una mia amica. Urlai così tanto che le concessi un solo strappo.

Graffiti a maglia.

January 22nd, 2009

Sono probabilmente i graffiti più inoffensivi in assoluto (per chi, naturalmente, li ritiene offensivi): invece del pennarello e dello spray, si fa ricorso al lavoro a maglia. Sort of. La nuova guerrilla art si chiama “Yarnbombing“, e sta colpendo alberi, lampioni, e persino un autobus. La moda, partita in America, è arrivata anche nel Regno Unito. Gli autori di queste opere le pubblicano spesso sul web. Come ha fatto Magda Sayeg, del gruppo “‘Knitta Please“: suo l’autobus in foto, parcheggiato a Mexico City. Dice l’inglese Sarah Hardacre: “Usiamo la strada per fare arte. Un modo di far sorridere la gente”.

Se becco quello che ha fatto la riga sul MIO graffittino, realizzato con tanta fatica sul muro a Betlemme, me lo mangio. Il caro Giovanni ha scattato la foto e me l’ha spedita: la striscia, di colore bluette, è lunghissima. Il punto è che alla fine c’è la firma di Banksy. Dubito sia lui. In quel caso sarebbe un onore.

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Dead Snow, horror norvegese, riesce a far convivere nello stesso film, nazisti e zombie.

L’orgia dei canguri.

January 22nd, 2009

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Italia-Brasile, ormai è crisi internazionale. Le diplomazie sono al lavoro. Cesare Battisti sta a guardare.

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E, intanto, il web continua a essere invaso dalla foto del poliziotto misterioso, rugbysta mancato. Che qualche river-lettore d’oltreoceano riesca a trovare altre info? Un’indicazione: fa parte del COT, ovvero il Comando de Operaçoes Taticas , una forza d’elite (!) della polizia brasiliana.

Buona notte blog.

Bambini armati.

January 21st, 2009

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Un gruppo di bambini musulmani prende parte ad una manifestazione, a Lahore (Pakistan), contro l’invasione da parte di Israele della striscia di Gaza.

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Già ieri, era stata caricata la nuova versione del sito della Casa Bianca. Una svolta, a livello grafico. Ma, soprattutto nei contenuti. Nella sezione Civil Rights ci sono gli impegni di Obama per i gay. Si parte da una sua frase, del 2007.

“While we have come a long way since the Stonewall riots in 1969, we still have a lot of work to do. Too often, the issue of LGBT rights is exploited by those seeking to divide us. But at its core, this issue is about who we are as Americans. It’s about whether this nation is going to live up to its founding promise of equality by treating all its citizens with dignity and respect”.

E poi gli obiettivi da perseguire: Expand Hate Crimes Statutes; Fight Workplace Discrimination; Support Full Civil Unions and Federal Rights for LGBT Couples; Oppose a Constitutional Ban on Same-Sex Marriage; Repeal Don’t Ask-Don’t Tell; Expand Adoption Rights; Promote AIDS Prevention; Empower Women to Prevent HIV/AIDS.

In estrema sintesi: sì alle unioni civili; no ad ogni legge costituzionale che vada contro queste unioni; sì alle adozioni per coppie glbt (“Obama thinks that a child will benefit from a healthy and loving home, whether the parents are gay or not”).

Nero su bianco.

P.s. Qualcuno avvisi il papa, grazie.

Obama, una speranza.

January 20th, 2009

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Ascolto il discorso di Obama. Guardo la gente che lo acclama. Sento le promesse. L’esitazione nel giuramento, l’emozione. Vedo la gioia nei suoi occhi. La voglia di fare. Di cambiare. L’America. Mai avrei immaginato, ormai tre anni fa, stringendogli la mano nel suo ufficio di Washington – giacca, camicia senza la cravatta -, che oggi mi avrebbe fatto persino commuovere. Eppure, già allora qualcuno diceva: “Quell’uomo è destinato a fare molta strada”.

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Mi sono emozionato come se Obama fosse il mio presidente. Ma non è così.

Si chiama “The principal’s office” ed è una sorta di reality, trasmesso da Tru.tv, in America: protagonisti i presidi di alcune scuole superiori. E, ovviamente, gli studenti, con problemi e relative questioni disciplinari.

In questo episodio, una coppia di ragazzi viene invitata dal preside a discutere il loro comportamento, giudicato “troppo” affettuoso, durante un ballo scolastico. I due stanno insieme e il preside fa capire loro fino a che punto possono stringersi. Divertente. (grazie Luca per la segnalazione).

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Sarà una cerimonia nuziale post mortem, quella organizzata dal 25enne Alan Hooley, che ha deciso di sposarsi nonostante la fidanzata sia morta. I due avevano da tempo pianificato di sposarsi, ma la 21enne Charlotte Simpson è stata uccisa lo scorso mese di ottobre. La cerimonia nuziale, prevista per il 2 maggio, avrà 250 invitati e lo sposo porterà una catena con un anello realizzato usando le ceneri della ragazza. Anche i genitori della ragazza e dello sposo riceveranno un analogo anello a testa. Siccome ogni anello costa circa 7mila euro, il prossimo 7 febbraio lo sposo organizzerà una festa per raccogliere i fondi. “Tutto ciò mi sta aiutando a mantenere viva la sua memoria”, ha spiegato il giovane.

Con la mucca in macchina.

January 20th, 2009

Diverso tempo fa avevo pubblicato la foto di una mucca in una macchina. Il solito, noioso, partito dei photoshoppisti s’era subito fatto sentire. Stavolta un video, girato a Beirut, in Libano.