La scossa che si prende toccando persone o cose mi terrorizza. Prima di dare la mano a qualcuno, mi capita di pensare: ci sarà la scintilla? A me capita soprattutto nei mesi invernali. Le scosse peggiori le ho prese in aereo, toccando i braccioli delle poltrone. Anche lo sportello dell’auto, però, non scherza. Qualcosa è cambiato con le ultime Tod’s: a quanto pare riescono a risolvere il problema dell’elettricità statica.

Questo spot giapponese è paradossale. Per promuovere delle scarpe anti-elettricità statica si usa un’infermiera, e, di fatto, si fa capire che indossandole sarà più facile trovare marito…

La copertina col rugbysta.

January 19th, 2009

Questo video racconta bene la preparazione e la realizzazione del servizio fotografico per il numero di febbraio di TÊTU. Protagonista, la star australiana del rugby, Nick Youngquest.

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Stamattina, dalla macchina, ho fotografato la risposta dei “Cristiano riformisti” alla campagna che promuove l’ateismo. Il cartello recita: “Dio esiste e anche gli atei lo sanno”. Per la cronaca: da una sommaria ricognizione visiva, ho notato che il poster è stato affisso abusivamente in vari punti del centro.

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E’ scandalo nel Regno Unito, dopo che il sito News of the World ha pubblicato in esclusiva le immagini raccapriccianti di un gioco inscenato da un gruppo di soldati. Uno di loro viene mostrato mentre prende una gallina e le stacca la testa a morsi, dopo essersela infilata in bocca. Il tutto tra gli applausi dei commilitoni. Un sergente, che dovrebbe vigilare sul gruppo, fa lo stesso con un altro animale. Qui il video.

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Incinta per 60 anni.

January 19th, 2009

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Huang Yijun, 92 anni, di Huangjiaotan, nella Cina meridionale, si è presentata ai medici con dei forti mal di pancia. Ovvio: per 60 anni aveva portato nel suo grembo un feto privo di vita. Secondo quanto riferisce The Sun, nel 1948 i medici le avevano detto che il bambino che portava in grembo era morto. “Mi hanno chiesto 100 euro, ma io non ce li avevo”.

Non c’è niente da fare. Il buon Morrissey ha sempre la capacità di darmi qualche brividino lungo la schiena. Questo è il suo nuovo singolo, “I’m Throwing My Arms Around Paris”, tratto dall’album “Years of Refusal”, in uscita il prossimo 15 febbraio.

Morrissey – I'm Throwing My Arms Around Paris

Quest’anno ho deciso che andrò ad un suo concerto.

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Che gli uomini ricchi avessero più appeal su un certo tipo di donne (e di uomini) era un dato di fatto. Adesso, però, un team di scienziati ha scoperto che “il piacere che le donne provano, facendo all’amore, è direttamente correlato al conto corrente del proprio partner”. Più ricco è l’uomo, più orgasmi hanno. Secondo Thomas Pollet, psicologo della Newcastle University, che ha guidato la ricerca, “la frequenza degli orgasmi aumenta sulla base del reddito del compagno”. Psicologicamente parlando, si tratta di una tendenza evolutiva, presente nelle donne, che le porta a scegliere i partner sulla base della loro “qualità percepita”. Su 1534 donne prese in esame, 121 avevano sempre degli orgasmi, mentre facevano sesso; 408 avevano orgasmi multipli. Altre 762, orgasmi occasioni; 243 non avevano mai un orgasmo (o solo raramente). Su questi dati, naturalmente, influiva lo stipendio del partner.

A me, sinceramente, chi ha troppi soldi spaventa un po’.

Interviste realizzate nel backstage di Dolce & Gabbana, Fall-Winter 2010, a Milano. La domanda, uguale per tutti, è: “Cosa faresti se potessi essere il presidente dell’America per un solo giorno?”. (grazie G.).

Si va dal matrimonio per i gay alla legalizzazione delle droghe leggere.

Simpatici questi modelli ;)

Trio plastico per Vogue.

January 17th, 2009

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I modelli Travis Hanson e Doug Porter, in questo servizio di Steven Klein per Vogue Paris.

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Davanti alla doccia di Brody.

January 17th, 2009

Continua su Mtv il reality “Bromance”, definito da molti ad alto tasso omoerotico. Un gruppo di 9 ragazzi “lotta” per conquistarsi l’amicizia del modello Brody Jenner: ne resterà uno solo, che diventerà il migliore amico di Brody. In questa scena, che sembra confezionata apposta per il pubblico gayo, Brody si sta facendo la doccia. In sottofondo si sente una musichetta da filmetto hard. Due ragazzi entrano e gli chiedono una cosa. Lui fa notare che è sotto la doccia, ma a loro non sembra importare.

L’uomo con la coda.

January 17th, 2009

Questo video circola da un po’ di tempo e, ovviamente, è aperto ad ogni possibile interpretazione, incluso il fake.

Potevano almeno farlo vedere mentre scondinzolava.

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Pendolari danzanti, nella stazione di Liverpool Strett, a Londra. Centinaia di persone hanno iniziato a ballare, anche in maniera sincronizzata. Il tutto era organizzato da una compagnia di telefoni cellulari. E’ l’esatto opposto dell’altra versione di flashmob “freeze”: all’improvviso la gente si ferma, immobile.

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Penso di aver scoperto solo oggi perché i flashmob mi affascinano così tanto (meglio quando se non hanno fini pubblicitari). Quando ragiono sulla brevità della vita (già, ovviamente banale, ma è un rigurgito che mi tocca subire), sul fatto che orde di vermi mi aspettino sotto terra pronti a smangiucchiarmi e digerirmi e a defecare ciò che resta del mio corpo, mi viene sempre da pensare: perché ci sono così tante barriere, tra uomo e uomo? Perché l’interazione è così complicata e, soprattutto, mediata da troppe convenzioni e regolette da bonton pseudoborghesuccio? Quanti sorrisi non corrisposti, perché “poi pensa male”, “perché altrimenti pensa che ci stia”, ecc. Solo un pompino, ciao, grazie. Ecco, allora vorrei iniziare a salutare le persone che incontro, a prescindere. A volte capita in America, dove, camminando per strada, ti arriva un bel “how are you doing?”, anche da uno sconosciuto. I flashmob sono la realizzazione di questa voglia di vicinanza “umana”. Abbracciamoci, interagiamo, uniamoci, anche senza conoscerci. Una fusione, a prescindere.

E poco importa se, 10 minuti dopo, si torni a camminare, a schiena diritta, senza guardare in faccia nessuno.

Il cocktail-anal.

January 16th, 2009

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Un river-lettore mi ha spedito questa I-photo da un pub di Telese Terme (Benevento). Si chiama “Mama’s” e offre una singolare opzione nel menù. (grazie mercuzio).