“Ho dato il mio seme a due lesbiche, e ora sono papà”.
February 2nd, 2009
Qualche tempo fa, rispondendo ad un commento, un river-lettore aveva accennato alla sua storia di papà-gay. Gli ho chiesto di raccontermela meglio. Sono certo che di casi così, ne esistono anche in Italia. Perché per fare figli, dopo tutto, non ci vuole nessuna autorizzazione superiore. Quando la realtà corre molto di più della politica. Ecco la sua esperienza (i nomi sono stati cambiati).
Più o meno 18 di anni fa una collega lesbica di David, il mio attuale compagno, iniziò una relazione con Rosa. Tutto partì da un banalissimo annuncio sul giornale. La relazione durò piuttosto poco ma intanto David ebbe modo di conoscere meglio e apprezzare Rosa. L’anno successivo Rosa conobbe Anne ed intrapresero una relazione che le portò, dopo circa 4 anni, a desiderare un bambino. Chiesero a David se volesse ‘aiutarle’ e lui accettò solo a condizione di poter essere l’effettivo padre del bambino. Quindi, tramite inseminazione artificiale (Anne fece da madre biologica) nacque la piccola T…. domenica saranno esattamente 11 anni :)
T. è cresciuta nell’Oxfordshire, a Lewknor, mentre David vive qui a Londra, a un’oretta di distanza in macchina. Da piccola si arrabbiava spesso perché il papà non viveva a casa con lei, la mamma e Rosa, anche se comunque lui ha sempre fatto in modo da passare più tempo possibile con lei. E’ cresciuta circondata da tre genitori, cani, gatti e cavalli… non so tu ma io la invidio! C’è da dire che Rosa ed Anne hanno passato un periodo di crisi in cui Rosa ha dovuto andare via di casa e si è trasferita in un appartamento nello stesso paesino, per restare accanto a T.. Hanno dato la precedenza a lei piuttosto che ai loro problemi e la cosa ha funzionato benissimo. Al momento sono in fase di riappacificazione.
E’ una bambina splendida… va d’accordo con gli amici e le amiche, va bene a scuola o, come dice lei ’she has to keep her high standard’. Io sono arrivato da un anno e mezzo soltanto… per fortuna andiamo molto d’accordo. Sono stato a dei suoi spettacoli e varie recite scolastiche… mi ha presentato a tutti come ‘il fidanzato di papà’ e nessuno ha fatto una piega (impara, cara Italia). Rose spesso organizza feste a casa e, ovviamente, nessuno dei genitori ha mai avuto niente da ridire. Sia David che Rose hanno case in Italia dove passano le vacanze. Quest’estate siamo stati insieme in un paesino vicino Arezzo… lì T. ha deciso che preferisce farsi leggere storie da me piuttosto che dal papà, il che è un successone per me!
Recentemente ho conosciuto un altro bambino, Keith, nato anche lui da una coppia lesbica (altre amiche di David). Lui ha solo 2 anni… le mamme hanno preferito fare ricorso ad una banca del seme, quindi non si sa chi sia il padre. Per lui una è mummy, l’altra è “my darling”.
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February 2nd, 2009 at 11:02 am
A testimonianza degli ottusi convinti che per essere padri é necessario essere etero…basta leggere questa lettera per capire l’amore che tutti i genitori (e non solo 2 ma 4!!e se non é completezza questa…) provano per la loro bimba :)
February 2nd, 2009 at 11:11 am
Avrebbero parecchio da imparare quei tromboni che si riempono la bocca con la solita frase “Un bambino ha bisogno di un papà e una mamma, per questo i gay non possono crescere un figlio”. Chissà noi quando arriveremo a questo punto…
February 2nd, 2009 at 12:08 pm
è una storia molto emozionantee!!!!!uff che teneri!
quanto vorrei che in Italia le cose anche nella mentalità delle persone siano diverse
February 2nd, 2009 at 12:23 pm
Ci trasferiamo tutti?
February 2nd, 2009 at 12:23 pm
che bel modo di cominciare la settimana!
mi ha messo di buon umore (che sembrava già compromesso dai corposi fiocchi di neve che oggi cadono su milano)
:-)
February 2nd, 2009 at 12:31 pm
Imparate bigotti italiani. Due donne o due uomini sanno dare a un bambino lo stesso affetto du un uomo e una donna, se non di piu, perche un bambino queste coppie lo desiderano davvero, molti genitori hanno figli e poi li abbandonano.
February 2nd, 2009 at 1:10 pm
Bella storia. avessi anche io qualche amica disposta ne sarei felicissimo.
February 2nd, 2009 at 1:12 pm
Quanta invidia.
February 2nd, 2009 at 2:09 pm
E’ vero per essere padri non necessita per forza essere etero, però secondo me …forse ci si perde la parte più bella ed emozionante in una relazione , cmq concordo e trovo giusto anche il metodo dell’inseminazione artificiale, bella storia ! :-)
February 2nd, 2009 at 2:23 pm
a me questa storia è familiare.
L’ho piu’ volte scritto. Mia madre andò in Inghilterra a lavorare come cuoca. Ci andò perchè era maggiorenne avendo 21 anni, e DOVEVA accompagnare mia zia V. (che era quella ambiziosa e desiderosa di partire) che era solo 17enne.
Mia zia V. ha vissuto per anni nel Dorset. ha tre figlie: M, che ha la mia età, Jackeline che ne ha uno in meno, e J. che ne ha 2 in meno (ebbene si: una all’annno!)
Jacky è sempre stata il maschio di casa. SEMPRE. Per motivi di lontananza le mie cugine le ho frequentate poco. Poi, per studio-lavoro-vacanze, attorno alla tarda adolescenza, sono stata a vivere a casa loro per un po’. Mi ci è voluto un nanosecondo per capire che Jacko era gay. Mia zia invece, ancora oggi, ridisegna la verità.
La compagna si chiama Allison. E’ australiana ed è arrivata in UK con una bosrsa di studio perchè fa la Biologa Marina.
Lei è sportivissima e attivissima.
Mia zia la usava come tuttofare :)
Dopo 16 anni di relazione stabile volevano di piu’. volevano tanto di piu’.
Mia zia si è ritrasferita in Spagna (nel sud stavolta) a Denia.
Jacko è andata a trovarla e si è innamorata. Del posto, del paese, dell’apertura verso i gay.
Si sono traferite e si sono sposate. In spagna è semplice. Ti ami? ti sposi!
La loro bimba è arrivata 3 anni fa. L’ovulo era di Jackeline, l’utero era di Allisson (volevano essere entrambe le madri e Alison era quella piu’ adatta alla gravidanza da un punto di vista fisico), il seme non me lo hanno mai detto di chi fosse. Suppongo un donatore.
Ora vivono in Spagna. Sono felici. la bimba è un amore. Assomiglia tanto a me da piccina….tra le 3, Jacko è quella che piu’ assomiglia a me e mia madre.
Sta benissimo.
Mia zia non la riconosce come nipote. E’ la figlia dell’AMICA di J……peggio per lei.
Mia cugina ha tagliato i ponti con tutti, me esclusa. Ci sentiamo via mail, via MSN.
Sta bene, è felice, ha una bella famiglia. Punto. Non le serve altro.
Allisson è famosa nel suo campo. Mia cugina fa la mamma a tempo pieno.
February 2nd, 2009 at 2:26 pm
ok riconosco ufficialmente la morte della mia tastiera. ma, anche se in decomposizione, mi duole separarmi dai miei gizmos lucicosi
February 2nd, 2009 at 2:35 pm
Povero piccolo, come farà da grande a dire ai genitori di essere etero? :)
February 2nd, 2009 at 3:00 pm
Mi sono quasi commossa.
Oggi sono anche di ottimo umore.
Deciso, mi trasferisco in UK, in Spagna o in qualsiasi altro posto che non sia l’Italia!
G
February 2nd, 2009 at 3:09 pm
Odio l’inseminazione artificiale, capisco che per un gay sia una grande trovata, ma per un etero…è “‘na botta” de meno…e non se devono sprecà :-D
Bella storia, comunque, credo però che in Italia sarebbe difficile vivere con la stessa serenità…la nostra cultura bigotto-cristiana sommergerebbe di chiacchiere e piccole crudeltà i protagonisti del caso…se penso basta essere sovrappeso per dover lottare tutti i giorni con gli stronzetti di turno…
February 2nd, 2009 at 3:15 pm
che belle storie :)
toccanti.
February 2nd, 2009 at 3:20 pm
scusatemi…questa sarebbe una bella storia??? a me fa un’infinita tristezza…bimbi nati senza la benchè minima concezione della paternità e maternità responsabile. santo cielo….se devo lottare in quanto gay, lotto per non essere insultato come depravato o come malato, lotto perchè la mia statura ontologica venga rispetta e tutelata e non lotto di certo per ottenere un figlio attraverso l’inseminazione con una mamma surrogato. siamo gay??? facciamo i gay sino in fondo: un figlio non è un bambolotto da vezzeggiare, lasciamo queste cose agli etero e impegniamoci su altri fronti molto più importanti. l’idea poi che le due mamme si lascino, poi si ritrovino, il papà che c’è e non c’è, il fidanzato del padre, la banca del seme….dio mio…trovo il tutto veramente inquietante.
February 2nd, 2009 at 4:03 pm
William: come sei limitato…
February 2nd, 2009 at 4:50 pm
Ma di quale mondo stiamo parlando? Qui ho il forte timore che storie del genere non si potranno mai raccontare.
February 2nd, 2009 at 5:39 pm
Che belle storie… Mi sciolgo come un burretto!!
Complimenti a tutti quei genitori che possono dire di riuscire a far crescere un figlio felice, è così difficile…
Chiunque ci riesca è da ammirare, qualunque sia il suo metodo :)
February 2nd, 2009 at 7:01 pm
william
parliamo delle coppie etero che fanno di tutto per avere un figlio e poi all’arrivo del suddetto figlio si lasciano e si fanno la guerra?
coppie che si cornificano e i cui figli crescono allo sbando?
parliamo di coppie etero alle quali i figli non dicono nulla e vanno avanti a fare i cazzoni adolescenti a vita?
Ho tante conoscenti che la mattina portano i figli a scuola, al pomeriggio a calcio e la sera…sciambola con il padre della comp0agna di baco del beneamato figliolo!
ma facciamo i bravi va!
February 2nd, 2009 at 7:15 pm
Sono molto felice per loro, è una bambina fortunata ad avere tante persone che le vogliono bene!Un giorno vorrei poter raccontare una storia così anche io…
Se qualche fanciulla è interessata… ;-)
February 2nd, 2009 at 7:20 pm
E io sono fiero di avere lettori così.
February 2nd, 2009 at 7:55 pm
@william
Sai, io l’ho pensata come te fino a non molto tempo fa.
Forse fino a quando non ho conosciuto tutti voi.
Conoscere delle persone così in gamba cui mi sono fortemente legato (anche con chi ho avuto qualche alterco), confrontarmi con le vostre esperienze, mi ha aiutato a capire che se vogliamo esercitare il diritto di vivere vite normali dobbiamo cominciare a pretenderlo.
E la normalità, per me, passa anche attraverso il diritto alla famiglia.
Quando dici di dover lottare affinché non si venga ritenuti dei depravati, tu parli dell’”urgente”, fase che in altri paesi hanno già superato in favore del “necessario”.
Ferme restando tutte le responsabilità di ci abbiamo spesso trattato (provincialismo, clericalismo, ecc.), sta sicuramente a noi, pretendere rispetto, dignità e parità di diritti.
Nessuno ci regalerà niente e, per fortuna, ce ne stimo rendendo conto un po’ tutti quanti.
February 2nd, 2009 at 9:54 pm
Anche la storia di marylou è fantastica!io non so se riuscirei ad avere un figlio (anche perchè non conosco una lesbo)penso che un esperienza del genere leghi in modo indissolubile sia il “padre” che la “madre”
a volte sento una fortissima voglia di avere un bambino..mi piacerebbe un sacco stringerlo a me..aiutarlo a vedere la sua strada nella vita,e secondo quanto mi disse una volta la regina, potrei anche essere un buon padre :D (chissà che un giorno)
cmq ho anche molte paure la scelta di avere un figlio è una cosa complessa e non deve essere presa alla leggera. e qui in italia le persone sanno essere meschine e crudeli anche se sei solo leggermente differente dalla norma(vedisi norma anche il solo vestirsi diverso dalla moda)
spero che i miei pensieri per una volta risultino chiari e non nebulosi :D
February 3rd, 2009 at 2:26 am
@Mercuzio
La sera di 2 anni e mezzo fa in cui Iaia mi introdusse a River fu una conquista.
Iaia, per te che magari non lo sai, è mia sorella. Lettrice avidissima del bel scrivano romano, mi disse un giorno: passa da sto sito perchè ti PIACERA SICURO!!!
Nonostante non siamo vicinissime per molti motivi, ne particolarmente legate al culo dell’altra (per carattere) devo dire che lei mi conosce fin troppo bene.
La mia storia è una storia di conquiste. Famiglia eterogenea multietnica e multiculturale, nonchè multi-religiosa.
In casa mia a tavola si parlavano di norma tre lingue quando eravamo in pochi. Se c’era tutta la famiglia si arrivava a un paio in piu’.
Nel paesino bergamasco dove si era trasferito mio padre, per esigenze di lavoro, il primo nero (Zairese) è arrivato con noi. Amico intimo di mio padre io lo chiamavo zio. Iaia era piccina e lui la teneva in collo. La gente gocciolava saliva dalla bocca aperta.
Mia zia lavorava per la Middle East Airlines, libanesi, palestinesi, siriani, giordani sempre per casa.
lavoro da anni in un ambiente che è dominato dagli uomini.
Mi sono accasata con un paraplegico, che non ha NESSUNA speranza di tornare a camminare.
Pensi che il mio essere aggressiva e rompicoglioni sia nato con me?
Sicuramente una parte si, sono fumina e intollerante, ma una buona parte nasce anche dal fatto che la vita me la sono giostrata io.
Sbattendomene i coglioni dei giudizi altrui.
Fregandomene del comune senso della normalità.
Imparando che gli altri non mi pagano la bolletta della luce, ergo se ne vadano a fare in culo!
Quando ho dei diritti me li prendo, perchè quando ho dei doveri li assolvo.
Se sono all’ASSL e trovo uno stronzo, gli dico che è uno stronzo. Perchè mio marito i suoi cateteri li paga carne salata. Non esistono abbattimenti di barriere, non esiste un servizio idoneo. Perfino il medico deve venire a casa perchè non ha l’accessibilità…IL MEDICO DI BASE.
LO stesso DEVE valere per voi.
Siete cittadini, assolvete i vostri doveri? Allora reclamate per i vostri diritti. Nessuno regala un cazzo. mai.
a volte vorrei non arrivare sempre alla lite. a volte vorrei una banale giornata normale. Ma se le cose stanno così ballo. E magari, lungo il percorso, scopri che ti piace………..
Citando Bodhi: it’s time to rock and roll……
February 3rd, 2009 at 10:03 am
spero un giorno di diventare anche io papà…
February 3rd, 2009 at 4:35 pm
@dandyboy
desiderio legittimo perchè nulla ti riempie la vita come un figlio (inteso come un figlio da crescere).
Se hai questo desiderio fa in modo che si avveri.
Anche se significa lottare per diventare papa’.
Ne hai tutti i diritti.
February 3rd, 2009 at 7:05 pm
Con la mia ex si era parlato di avere un bambino, tramite adozione o inseminazione. Si era parlato di chi potesse essere il donatore giusto, se non sarebbe stato bello fare come la cugina di Mary-Lou (il mio ovulo, il tuo utero), ecc.
Quando facevamo questi discorsi, io ero giunta ad una conclusione provocatoria partendo dal fatto che al giorno d’oggi la stragrande maggioranza delle coppie (etero o omo) prima o poi si sfascia: non è meglio che i genitori siano amici, si stimino e si vogliano bene (tipo un gay e una lsb) in modo da evitare rotture traumatiche? La mia utopia era la seguente: villetta bifamiliare, un appartamento alla mamma, uno al papà. Papà e mamma si fanno la loro vita amorosa separata e insieme fanno i genitori. Bello no? :-)
February 5th, 2009 at 1:01 pm
I bambini comunque, sono felici con chi gli vuole bene, con chi li segue, con chi ci gioca, li abbraccia, li ascolta e tanto altro, e poco importa il resto. Io desidero tanto un figlio, ma per problemi logistici (vedi precariato, tempo zero, studi da completare e nessuno che potrebbe tenerlo quando è a casa malato) devo rimandare la cosa, forse tra 10 anni o forse boh..Non ci vedo niente di sbagliato in due mamme o due papà che vogliono avere un bambino, non c’entra niente l’orientamento sessuale, è un istinto che c’è punto. A volte ci soffro di questa cosa, nel senso che mancano troppi punti e sarebbe un gesto egoistico, e infatti una persona dovrebbe focalizzarsi più su quello che può garantire ad un figlio più che all’impostazione familiare. Che poi, non è che padre+madre= gioia infinita..I genitori possono essere assenti, violenti, esauriti e tanto altro!! Ma river..vuoi un bebè?? Perchè In caso, ti potrei essere utile come baby sitter !! :P
February 5th, 2009 at 4:27 pm
quoto william al 101%
February 13th, 2009 at 1:23 pm
Ragazzi che storie.. ma vi rendete conto della potenza e della bellezza dell’amore?
E poi non diciamo stupidaggini..
Da quando in qua l’amore ha regole?
Non concepisco queste prese di posizione che un bambino deve stare con un padre maschio ed una madre femmina.
Ma perchè? un “papà” femmina ed una madre femmina non gli danno lo stesso amore? Non possono? Hanno qualche limitazione mentale?
Lo stesso vale per due papà!
Io auguro tanta gioia e tanta serenità a queste coppie.
Tanta fortuna e tanti auguri perchè loro ci sono riusciti.. a far valere i loro diritti di persona!
La solita Carolina, etero! ( purtroppo! :) )
Buona giornata.