Racconto questa storia, che vede per protagonista Piera Detassis, non tanto per la consueta – e, a questo punto, prevedibilmente scontata - stima amical/reverenziale che nutro nei confronti di questa donna, ma semplicemente per avvisare chi ha smarrito una valigia a Fiumicino di cosa stia accadendo in quello scalo. E come vengono gestite le n/vostre valigie.

Il 27 gennaio scorso, Piera vola da Milano a Roma, con Alitalia (Cai). Atterra, esce e attende invano il suo bagaglio. Inutili le richieste di informazioni. La valigia s’è persa. Vanished. Passano le settimane, e solo quando gli impegni glielo consentono, a festival di Berlino terminato, Piera inizia a telefonare. Allo scalo. Agli amici. Fa tante chiamate, fino a quando un conoscente non le fornisce un’indicazione giusta. E’ la soluzione: ”La sua valigia si trova in un capannone. L’ho riconosciuta dal logo della Mini” (la Mini è uno degli sponsor della festa del cinema di Roma, di cui Piera è direttore artistico). Il 27 febbraio, la direttrice di Ciak va in aeroporto dalle persone alle quali le avevano detto di rivolgersi. Un tizio, laconico, le fa segno con la mano: “Cerchi là in mezzo”. Lo scenario: centinaia di valigie senza padrone, accatastate una sopra l’altra. Dopo mezz’ora, riesce a trovare il bagaglio. A quel punto, i solerti signori di Fiumicino si sono palesati in tutta la loro intransigenza, e le hanno fatto il terzo grado per sapere cosa ci fosse al suo interno. Attenzione legittima: come anche legittimo era aspettarsi che si sarebbero fatti vivi un mese prima.

Il messaggio è chiaro: sappiate che a Fiumicino c’è un capannone fantasma – o quasi – saturo di valigie. Sappiate che se doveste telefonare al servizio informazioni, come avrà fatto ogni sciagurato che s’è ritrovato senza vestiti (magari un turista, che conserverà uno splendido ricordo dell’efficienza italica), nessuno vi dirà niente. Su di voi si abbatteranno una serie di deludentissimi “non sappiamo”, manco fossimo nel Paese delle tre scimmiette.

Quel capannone è una grande metafora.

  • Share/Bookmark
Tags: ,

Related posts

21 Responses to “Parabola di una valigia (persa e ritrovata).”

  1. mercuzio Says:

    Anche io lo leggo come una metafora (forse perché mi rifiuto di arrabbiarmi, come mio solito, di fronte a tanta atavica inefficienza), e mi soffermo a pensare a cosa ci possa essere in quelle valige.

    Quanti scorci di vita, quanti sogni intrappolati, quanta allegria, quanta malinconia e quanti desideri inespressi.
    Cose che richiederebbero aria, ossigeno, per poter vivere il loro potere evocativo, ma che, invece, sono costrette lì, in un limbo in attesa del nulla.
    Fotocamere con i momenti felici di una coppia in viaggio di nozze, il souvenir di un luogo in cui qualcuno lasciato un pezzo del proprio cuore.

    Già perché il viaggio è un percorso, è una metafora della vita, e come essa ha un inizio e una fine.
    Ma, come la vita, può avere deviazioni inattese ed impreviste, e quel luogo è come un obitorio pieno di corpi che nessuno andrà reclamare.

  2. river Says:

    Io, mercuzio, pensavo all’inefficienza di questo Paese. Ma è ovvio, che quelle valigie sono anche delle storie. E penso alla delusione di chi non le troverà mai più.

  3. andrea Says:

    Ti passa pure la voglia di prendere l’aereo.

  4. Johnny Says:

    E’ confortante leggere queste storie… fa ben sperare per questo nostro “bel paese” e per chi è costretto a subirlo…

  5. arcere Says:

    mi piace quello che ha detto mercuzio!scusate se non commento ma ho il cervello annebbiato, ho la febbre :(

  6. O. Says:

    roba da striscia… che pena, l’ennesimo carrozzone pubblico tenuto in vita per chissà chi

  7. claudioRM Says:

    no, fammi capire.. immaginavo ci fosse un posto del genere dove finiscono i bagagli smarriti, ma tu mi dici che se comunque dovessi perderne uno e recarmi al centro informazioni, non mi direbbero dell’esistenza questo capannone??

    a proposito, quando ad una mia amica, in viaggio con me di ritorno da ibiza, persero il bagaglio il giorno dopo glielo recapitarono direttamente a casa!! giuro! ero presente! :)

  8. byb Says:

    e i regali e i souvenir perduti?

    meno male che nella recente prenotazione per un primaverile weekend a stoccolma abbiamo pensato di fare solo bagaglio a mano, altrimenti ora stavo già iniziando a preoccuparmi.

  9. Mixmax Says:

    a me è successo ad heathrow! solo che la valigia non si trovava in un capannone ma in una piramide ammucchiata alla fine della sala smistamento valigie – quella dove ci sono i nastri per la raccolta prima della dogana – a disposizione del primo passante disonesto! tutto il mondo è paese….svizzera a parte of course :-)

  10. franchino8 Says:

    Infatti ogni volta che devo viaggiare mi sale un’ansia irrefrenabile, inizia dal ceck-in continua col viaggio per esplodere in un reflusso gastrico davanti al nastro del ritiro bagagli. Insomma altro che fiori di Back.

  11. mary-lou Says:

    obrigada, tanto. Brasil é cada vez menos um sonho…

    Certo che quando esco da una turba depressiva italo-dipendente, tu sai sempre come ributtarmici dentro vero?????

  12. Baylor Says:

    Pensavo di fare un commento…poi ho letto il poeticissimo scritto di mercuzio sul cimitero,anzi,l’oblio,direi,delle valigie…e…giuro…mi sono sciolto…anche perchè ho sempre pensato che se dovesse capitarmi,i miei pensieri sarebbero più o meno questi…
    Ad una persona che conosco è capitato in Danimarca…ma all’estero,o almeno,in alcuni paesi esteri,le c0ose funzionano…dopo una settimana,anche se è tantio,l’ha comunque riavuta…

    Scusa Riv…per avere una comunicazxione di servizio per noi umili mortali (nel senso che la sciura Detassis potrebbe avere,penso,più facilità ad avere conoscenze che possono arrivare all’interno…mentre al massimo qualcuno di noi ce lha casuale)…visto che al servizio clienti nicchiano…ma se noi andassimo direttamente in aereoporto a dire “So che c’è questo capannone” ecc. ecc.,dici che nicchierebbero comunque,o avremmo accesso a questo antro di Polifemo?

  13. ROSS Says:

    a me capitò di perdere una grossa cartelletta con dentro i progetti di un esame di architettura sulla metropolitana di milano, io ammetto la mia colpa perchè l’ho scordata per via della stanchezza e dopo estenuanti telefonate mi hanno indicato un magazzino degli oggetti smarriti dall’altra parte della città … non vi dico: il paradiso degli ombrelli, dei tubi da disegno e delle cartellette …ma della mia neanche l’ombra ed ora di quell’esame da 30elode non mi resta che il ricordo. sing sing

  14. jajali Says:

    Fiumicino ha un bhs (baggage handling system, quei “cosi” che smistano i bagagli), molto vecchio. Dovrebbero averlo rimodernato in parte recentemente, o forse lo devono ancora fare.

  15. Rugge Says:

    viene voglia di prendere il treno…. e a questo punto, al posto delle solite trasvolate oceaniche, una salutare nuotata…

  16. STABILO Says:

    Un sistema potrebbe semplicemente essere di non volare Alitalia/Cai ( tra l’altro assai costosa e non competitiva sul mercato) e , quando è possibile, non partire da Fiumicino.
    Non che il problema svanisca ma diminuiscono le possibilità di incapparvi.

  17. river Says:

    Scusa Stabilo, ma da dove vuoi che parta un romano (che non vola con le low cost da Ciampino) ?

  18. STABILO Says:

    Appunto. Come ho scritto: “quando è possibile” può partire da Ciampino. Molti voli vanno in Francia, spagna o altri posti.

  19. lwsx Says:

    Questo capannone rappresenta proprio il paese in cui viviamo….un paese fantasma davo vige solo una regola il pressapochismo.

  20. Zen Says:

    A Malpensa non va meglio. Sono tornato a Natale in Italia e all’arrivo la mia bella valigia nuova era quasi aperta, con dei grossi tagli sul retro, vicino al manico. Bisogna dire che nonostante l’ora di arrivo (le dieci di sera) ho trovato due impiegati al lost&found (una bisbetica acida e uno invece gentile) che mi hanno dato l’indirizzo delle valigerie dove si può cambiare gratuitamente il bagaglio danneggiato. Lista vecchia di due anni: il primo negozio non aveva rinnovato l’accordo. Ma al secondo tentativo è andata.
    Ma era una così bella valigia… :-(

  21. max Says:

    io mi chiedo ?!? Mah…non è che poi c’è una banda di ladroni che se li divide queste valige ???

Leave a Reply