Punti di vista leghisti.

May 31st, 2009

Punti di vista leghisti. by you.

Due manifesti elettorali, fotografati a Marostica, profondo Nord, da un river-lettore.

Punti di vista leghisti. by you.

Già, “pensaci”. E mi spavento.

Aggiornamenti canini.

May 29th, 2009

untitled-3.jpg picture by riverblog

Ogni giorno che passa, sembra togliere mesi di vita al cane. E’ incredibile quanto si sia improvvisamente invecchiato. La tracheite sembra essere passata, mentre il tumore, sotto alla coda, non dovrebbe destare particolari preoccupazioni. Il che, tradotto, significa che non si opererà: troppo rischioso, data l’età avanzata. Ma da due giorni è spuntato fuori qualcosa che fa quasi più male a me, che al mio topo: degli incredibili dolori alle articolazioni posteriori. Due sere fa, rientrando dal lavoro, era venuto zoppicante verso di me. Ma la cosa più grave, è che ad ogni passo piangeva. Ieri, stessa scena, con delle urla strazianti. Mi hanno iniziato a tremare le gambe, perché non sapevo cosa fare. Mi sono fatto venire a prendere da un amico, e lo abbiamo portato allo ZooOspedale Flaminio. Auto sua, non me la sentivo di guidare. La clinica, aperta h24,  è contornata delle prostitute della via Flaminia. Ma il medico non può fare altro che confermare la cura del mio veterinario: delle pillole anti-dolorifiche, e anti-artrosi (almeno così ho capito). Stamattina, l’ho portato dal veterinario curante. Anche oggi, uno strazio. Lamenti indicibili, poi, dopo aver camminato 10 minuti, si è tutto normalizzato. Un’ora e mezza di fila – 8 persone (cani+gatti) davanti a me. Dalla ragazza col cagnetto tatuato sulla spalla, al romanaccio che si vantava del caratterino del suo pitbull. Vita che nasceva, un cucciolo nella cesta calda, e cuori che smettevano di battere.

Davanti allo studio, in via delle Medaglie D’Oro, è parcheggiata un’Alfa grigio scuro. Sbircio dentro e vedo una donna, sui 50 anni di età, gli occhiali scuri, una smorfia di dolore. Davanti alla porto dello studio, poco distante, c’è il marito, completo blu, camicia bianca. Mi dice che la loro cagnetta, 13 anni – la stessa età del mio – sta male da circa due mesi. Problemi a camminare. Fino a ieri, riusciva a uscire dal portone di casa, fare i bisogni, e basta. Fiacca. Stamattina, il tracollo. L’hanno trovata immobile, per terra, con la bava alla bocca. Mentre il signore mi parla, mi rendo conto che gli occhiali da sole mi stanno aiutando. Sto piangendo, ma mi sento razionalmente stupido a farlo per il cane di un’altra persona. Mentre si avvicina il loro turno, la signora esce con la cagnetta malata. La tiene in braccio. Ha la testa penzolante, la lingua tra i denti, lo sguardo stanco. Mi avvicino, mi guarda, le dà una carezza sull’orecchio sinistro. Lacrime. Anche ora, ripensando alle mani della padrona che la stringono forte forte. Il marito asciuga la bocca alla cagnetta, strappando della carta da un rullo Scottex da cucina. Altri quindici minuti, e, mentre è seduta, nella sala d’attesa, inizia a non controllare più i suoi bisogni. Il marito la pulisce affannosamente, lei piange. Bussano, chiamano il veterinario, l’urgenza non conosce file. La prende in braccio, e tutti e tre entrano nella stanza. Silenzio, amarezza.

Escono dopo una ventina di minuti. La donna ha un foglio bianco in mano. Un certificato di addio. Li saluto, cerco di accennare un sorriso, che non c’entra niente. Ma è il mio modo di dire che mi dispiace.

Il cane mi guarda. Penso capisca anche lui.

Ha 29 anni e 21 figli.

May 29th, 2009

desmond-hatchett by you.

Desmond Hatchett, 29 anni, vive nel Tennessee e ha avuto 21 figli da 11 donne diverse. L’uomo è dovuto compare in un tribunale, dopo essersi rifiutato di pagare gli alimenti – fondamentalmente perché non aveva i soldi. In appena due anni, ha concepito 8 figli. Desmond ha detto che “non voleva battere nessun record”, e promette di fermarsi qui. “Non ne volevo fare così tanti, è successo e basta”, dice oggi. La corte ha deciso che lo Stato del Tennessee dovrà pagare parte degli alimenti, visto che l’uomo ha uno stipendio da operaio.

Sharon_Adams by you.

Sharon Adams voleva lanciare un messaggio. Un invito alle donne che, come lei, hanno dovuto far fronte ad una diagnosi di cancro al seno. La donna ha così pubblicato una foto molto forte – quella che mostro qui – sul suo profilo di Facebook. In verità, è un pezzo di vita, il racconto di un dramma. E di qualcosa che poteva essere evitato, con gli opportuni check up. Sharon, 45 anni, 4 figli, voleva spingere le altre donne a capire l’importanza dei controlli regolari. Peccato che, dopo appena un giorno, Facebook abbia rimosso le foto, perché di contenuto “sessuale”. Ne è nato un movimento di protesta,  che, fortunatamente, ha permesso di ritirare il provvedimento. Facebook si è dovuto scusare, e le foto sono tornate al loro posto.

Grazie Sharon.

9c794fb5 by you.

La maggior parte degli attivi, in America, si concentra a New York. A Houston c’è la più alta concentrazione di passivi. E’ il risultato di una ricerca condotta analizzando gli annunci presenti sul popolare sito di annunci, Craigslit.

Bisogna assolutamente fare qualcosa del genere per l’Italia. Sono curioso di sapere se è Roma è più attiva di Milano.

Fiesta a Regent Street.

May 29th, 2009

regent-street-spai_1412570i by you.

Questa è per la ricca comunità di river-lettori londinesi. Domenica, dalle 12 alle 6, ci sarà una festa in stile spagnolo (“A Taste of Spain”, il titolo dell’iniziativa), a Regent Street. Per promuoverla, sono stati piazzati questi simpatici modelli in costume.

“Celebrate diversity” è lo slogan di questo video dell’Adidas (parodia di uno analogo della Nike). Video molto gay-friendly, incentrato su giovani+graffitari+scarpe. Fresco.

Fontana mal riuscita.

May 29th, 2009

daily_1 by you.

55.jpg picture by riverblog

E’ curioso che chiami un rapporto orale “carezze intime”. Alla faccia delle carezze. Qui le risposte.

Maggie King Botox. by you.

Margaret King ha pensato ad un originale regalo di compleanno per la figlia 18enne, Jodie: una serie di iniezioni di Botox. Regalo utile, dice la mamma, a “farla liberare dalle rughe che le sono comparse sulla fronte”. Del resto, la signora King è un’appassionata del genere: a oggi ha speso circa 62mila dollari in operazioni di chirurgia plastica. “Mia figlia ha la mia stessa fronte. Le linee si notano di più quando fa determinate espressioni. Sapevo che col Botox si sarebbe risolto il problema”. E Jodie? Ha apprezzato, e, anzi, è diventata una fan delle iniezioni, spendendo già 1400 dollari.

Insetti freschi.

May 28th, 2009

Per una volta, un negozio che vende insetti non in qualche località remota, ma in California.

I vermi nella ciotola del latte sono una delle cose più disgustose che abbia mai visto.

Esercizi a pecorina.

May 28th, 2009

daily_15 by you.

Questo non me l’hanno mai fatto fare in palestra.

Ne ricordo con piacere soltanto due. Quelli con cui posso dire di avere avuto una qualche forma di scambio, umano. Di alcuni avrei voluto fare a meno, per la loro insultante incompetenza. Ancora oggi penso che qualche considerevole lacuna storico/letteraria sia colpa della professoressa in pantacollant.

Il professore di educazione fisica. Il mio mito. Mi ha seguito 4 anni su 5. Sono certo che sia stato l’unico a capire della mia omosessualità. Odiavo gli sport di gruppo. Venendo dal tennis – agonistico – la mia testa era settata sull’1 contro 1. E così, per venirmi incontro, tutte le volte che i compagni giocavano a calcio (orrore!), lui mi faceva correre. Ero felicissimo di quella scelta, anche se per molti correre era una specie di punizione. Mi allenava bene, e grazie a lui ho anche preso parte a qualche corsa semi-amatoriale. Finito il liceo, me lo sono ritrovato al Foro Italico, a fare, insieme a me, il giudice di linea. Ho continuato a chiamarlo professore, e non sono mai riuscito a dargli del tu.
La professoressa di inglese. Tre anni su cinque, il triennio. Capelli rossi, era sempre vestita in maniera colorata. Unghie rossastre. L’inglese, a differenza di altri docenti (una, nel secondo anno, l’ho pure corretta davanti ai miei compagni, con suo grande dispiacere), lo parlava bene. Umana, solare, è a lei che devo le basi del mio inglese di oggi. Otto strameritato :)
Il professore di scienze. Era una specie di scienziato pazzo. Se ne stava sempre all’ultimo piano, nel laboratorio. Bassetto, con la barbetta, era noto per i suoi voti sui generis. Io sono riuscito a prendere, in uno stesso anno scolastico 0 e 9 (amava le virgole: 0,6; 1,7, e così via). Era convinto che fossi fidanzato con la mia compagna di banco, e faceva continue allusioni. Aveva una tresca con una professoressa, ma non s’è mai capito quanto di vero ci fosse dietro a quei gossip studenteschi.
La professoressa di italiano/storia. Tremenda. Era la donna obesa con i pantacollant colorati. Aveva diviso la classe in gruppi di voto. Mi spiego: c’erano quelli da 8, quelli da 5, e quelli da 6. Una volta che ti aveva affibbiato un voto, non c’era niente da fare per cambiarlo. Io ero da 7, la mia compagnia di banco da 5, ma non è mai stata rimandata, e in corner è sempre riuscita a salvarci. Era sinceramente incompetente, e di Dante, Boccaccio et similia, oggi, non m’è rimasto niente. Quanta invidia quando sento parlare gli studenti dei licei romani della passione con la quale i loro docenti cercano di trasmettere loro il senso di quelle opere. Purtroppo è stata la mia docente per 4 anni su 5.
La professoressa di matematica/fisica. Le sue erano le mie materie nere. Ripetizioni 4 anni su 5. E, solo grazie a queste, non sono mai riuscito a essere rimandato. Che fatica però. Portai fisica all’esame di maturità (voto finale: 50), e la mia prova orale fu così sorprendente, che la cretina, uscito dall’aula, mi si avvicinò e disse: “Se avessi saputo che portavi fisica, ti avrei portato con un voto più alto”.
La professoressa di ripetizioni di matematica. Mi ha accompagnato per svariati anni. Il suo metodo era improntato sull’imparare a memoria le regolette. Lei non te le spiegava: voleva che le imparassi, anche senza capirle. Abitava al quarto piano di un palazzone con 200 citofoni. Aveva un figlia, di 4/5 anni, sinceramente brutta. Forse mi era antipatica, perché mentre io impazzivo coi numeri, lei giocava con la palla e queste cose quì. E ogni tanto veniva da me, e pretendeva pure che fossi simpatico. Dopo la maturità mi tolsi – non so bene per quale motivo – un piccolo sassolino dalla scarpa: di notte infilai un pezzetto di legno nel suo citofono, bloccandolo. Doveva starmi particolarmente antipatica, alla fine.
Il professore di ripetizioni di matematica. Lui era il genio. Quello che la matematica e la fisica te le spiegava con tutto l’amore di questo mondo, e voleva che le capissi sul serio. Era caro: 35.000 lire, nel 1991. E aveva un grosso vizio: fumare. Ogni ora, riusciva a far fuori 5, 6 sigarette. Nella sua stanza, al piano terra di un villino, c’era una candela aspirafumo. Soffriva di una tosse fortissima, e, francamente, la sua salute non mi sembrava buona. In certi momenti, è riuscito a farmi piacere la matematica.
Il preside severo. Era del sud, uomo cupo e molto temuto. Mi appioppò la seconda sospensione della mia vita (la prima, in quarta elementare: assurdo, lo so). Il motivo: avevo falsificato il libretto delle giustificazioni e il professore di religione (che mai avrei immaginato se ne sarebbe accorto), notò una certa discrepanza con la firma di mia madre. Organizzai pure una finta telefonata tra una mia amica – che si è spacciata per mia madre – e il preside, per convincerlo che era fuori Italia, e che non poteva incontrarlo. Ovviamente non ci cascò, e mi beccai la giornata di sospensione, con obbligo di presenza. Rigidissimo su chi arrivava in ritardo – anche quando si trattava di professori.

River in partenza, per Milano, rientro in serata. Di corsissima.