A scuola, in India.

July 29th, 2009

provacoraggio by you.

“Prova di coraggio”, organizzata da una scuola governativa elementare, a Villupuram, in India. Il preside dell’istituto ha detto che l’evento è stato preparato d’intesa con l’associazione locale di genitori e insegnanti. Ma non sono mancate le proteste delle associazioni che si battono per la tutela dei minori.

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Immagine by you.

Cerco, cosa non lo so. Ma è l’idea di cercare che anima il mio ansioso sfogliare il tuo passato, fine a se stesso. Il passato, unico elemento che non potremo mai controllare, in una relazione. Sul presente virtuale e reale qualcosa si può fare, se ci si impegna e si sputa qualche grumo di sangue. Sul futuro zero. Passato e futuro, in fondo, sono simili, nella loro autonomia rispetto alla nostra volontà. Fa caldo, la serata è melmosa come la gelosia che scorre appiccicosa sul mio corpo. Sabbie mobili in cui mi immergo, sapendo che ne uscirò sporco di merda. Del mio passato sai tutto. Persino i centimetri. Ti ho raccontato dettagli e delizie, perché ne avvertivo il bisogno. Certo, davo per scontato che tu avresti apprezzato il mio sbatterti l’album fotografico della mia vita in faccia. O forse ti ho ferito? Ho cercato di trasmetterti le emozioni. Le lacrime che sono scese sul mio viso quando B. mi ha mollato, andandosene in aeroporto mentre io dormivo. O quando M. mi ha fatto dire dal padre che non ne voleva più sapere di me. Abbiamo preso le scatole, nel soppalco, e insieme abbiamo guardato portachiavi e lettere, bigliettini e regali, dediche e pacchetti. Non ho mentito. Ingigantito niente. E, soprattutto, non ho minimizzato nulla. Di niente. Non ho fatto passare nessuno per qualcosa di più/meno importante di quello che era in realtà. E non ho inventato didascalie per foto d’amore. “Non ero più innamorato”, “era da tanto tempo che cercavo altro”, mi hai detto. Ma anche un cieco capirebbe che quelli erano baci d’amore e di passione.

Poi arriva un lucchetto. Accanto ci sono due chiavi. E’ la foto di una prova d’amore, la dimostrazione della volontà di ripetere i mille scatti che raccontano la vostra passione. Il classico gesto d’amore a Ponte Milvio (Moccia, colpa tua). Arriva per caso, mentre cerco, sotto forma di un file .jpg. I vostri nomi sono scritti sul lucchetto, in rosso. Poi ci sono le due chiavi. Due, specchio dei ti amo che vi dicevate. Tu a lei, lei a te. Ripeto: P-A-S-S-A-T-O. Scandisco le lettere, ma la lingua è impastata, faccio fatica a proseguire con questo alfabeto della ragione. Buttate le chiavi nel Tevere, e vi giurate amore. Amore, eterno? O quasi. Poi trascorrete una vacanza da sogno nel tuo nido studentesco. Sì, proprio quello in cui sono stato pochi giorni fa. Passato, presente, un intreccio. Cosa conta di più? Foto immortalano la felicità di un attimo che tu ti eri limitato a definire come l’ultimo respiro di una storia d’amore già finita. Balle, sceneggiatura riadattata per rendermi felice, m’hai rubato un sospiro di sollievo, lo rivoglio. Rimodulo i sentimenti, ripenso a quel mio idiota e bambinesco giocare sul tatuaggio che ti volevi fare in nome di quello che sta nascendo. Un tatuaggio. Un altro lucchetto. Per carità, mai più. Patetica copia di qualcosa che mi dici essere finito. E verso il quale ho provato un rigurgito di rabbia. Non penso di essere pronto a fare da foto-copia. Copia di foto che mi hanno fatto male, e che non avrei dovuto vedere. Ripenso al suo cercarti, anche in maniera insistente – ma a questo punto non so dove termini davvero la tua soggettivissima versione dei fatti, con conseguente riscrittura ad cazzum della realtà di te e lei, di me e te. Nel tuo baciarla, nell’immaginare le parole che le sussurravi su quel minuscolo letto singolo che vi ha ospitati, vedo lo stesso sguardo e la stessa convinzione esibiti dalla persona che è al mio fianco quando mi ha incantato con le sue certezze – da ventenni. Dov’è la differenza?

Lo scrivo qui, perché almeno resterà nero su bianco. Fai che il nome stampato su quel lucchetto riemerga dal suo vagabondare tra cazzi sostitutivi del tuo, con qualche stucchevole dedica o messaggino accalappiaorgasmi, e succederà qualcosa. E non sarà una festa.

Time to go to bed now. Buona notte blog.

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Lo scorso mese di gennaio aveva destato parecchio scalpore, divenendo un piccolo caso: l’opera dell’artista bolognese Federico Solmi, 35 anni (qui il suo sito), da dieci newyorkese d’adozione e con studio a Brooklyn, esposta alla fiera internazionale d’arte contemporanea Arte Fiera-Art First a Bologna. Si tratta di un crocefisso in legno con un papa “immaginario”, e in erezione. “Mi sembra normale fare satira su un potere millenario come la chiesa — aveva detto l’artista — e ci tengo a dire che non c’è nessun riferimento al Papa attuale perché non ho alcun interesse a farlo. Il mio è un papa assolutamente di fiction che uso per parlare di potere e della gente che lo utilizza per devastare le vite altrui”.

Il crocifisso non era piaciuto al procuratore reggente di Bologna, Silverio Piro (lo stesso che fece sequestrare il film di Ciprì e Maresco “Totò che visse due volte”) che lo aveva giudicato osceno, blasfemo. Da qui il sequestro: l’artista era pure finito nel registro degli indagati. Peccato che adesso la Procura di Bologna abbia optato per l’archiviazione: è un’opera d’arte, e come tale va rispettata. Per il vilipendio l’archiviazione è stata chiesta per insussistenza del reato. Stessa archiviazione, poiché il fatto non costituisce reato, per il reato di “esposizione di oggetti osceni”.

Una vittoria dell’arte su tutti i fronti?

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Confesso che i comunicati stampa sui servizi funebri stuzzicano sempre la mia curiosità. Fondamentalmente perché devono essere molto difficili da scrivere – si rischia di scivolare nello stucchevole o su qualche caduta di stile. Questo arriva da un ospedale romano, il San Giovanni, e a tratti è imbarazzante. Intanto l’obitorio viene definito con un termine francese, forse per conferirgli un tono più chic: Nouvelle Morgue. Collocata in un villino, si specifica che “un’ampia zona verde rende l’ambiente gradevole”. Già, gradevole. E poi c’è la sala “multirito”, per tutte le confessioni religiose non-cattoliche. Ecco la nota:

Nella storica palazzina, chiamata comunemente “Villino”, sita in Via di Santo Stefano Rotondo, 5 ter, dopo ristrutturazione integrale con la vigilanza della Sovrintendenza dei Beni Culturali per il suo valore architettonico, è stata avviata l’attività di “Morgue”. L’organizzazione funzionale della “Nouvelle Morgue”, cenerentola tra i servizi ospedalieri italiani, è articolata su 3 piani di cui 2 destinati al pubblico con sale ardenti e annesse sale dolenti e il terzo dedicato alle attività sanitarie e tecniche degli operatori medici di anatomia patologica. Il Nuovo Servizio Mortuario del Complesso ospedaliero San Giovanni – Addolorata, utilizza un progetto cromatico con colori volti a favorire la meditazione e il raccoglimento. L’area di accesso della “Nouvelle Morgue” è autonoma rispetto al Complesso ospedaliero: un apposito cancello su Via di Santo Stefano Rotondo, 5 ter da’ la possibilità di accedere ad un’area di parcheggio dedicata in modo da non intralciare il traffico della zona. Un’ampia zona verde rende l’ambiente gradevole. L’Azienda ospedaliera San Giovanni – Addolorata, nel quadro di ammodernamento delle proprie strutture, ha realizzato il “Nuovo Servizio Mortuario” nella palazzina dei primi del ‘900, di 800 metri quadri di superficie, in cui è stata allestita anche una ‘Sala multirito’ per gli appartenenti a religioni non cattoliche”.

Tiziana Ferro, a Barcellona. by you.

Qualche buontempone ha maliziosamente cambiato il nome di Ferro. La foto è stata scattata da un river-lettore in un negozio di Barcellona (grazie Cesare!).

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Le vacanze di Cosmin Petre alle Maldive. by you.Le vacanze di Cosmin Petre alle Maldive. by you.

C’è chi va a Tel Aviv e a Siena, e chi punta alle Maldive. Ospito con piacere le foto, naturalmente posate, delle vacanze di Cosmin Petre, giovane e promettente modello rumeno, di Bucarest (e che ringrazio per la concessione degli scatti). Il ragazzo è rappresentato in Italia dall’agenzia Elite e si è già fatto notare sulle passerelle milanesi (qui le foto professionali).

Le vacanze di Cosmin Petre alle Maldive. by you.Le vacanze di Cosmin Petre alle Maldive. by you.

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Scatti senesi.

July 27th, 2009

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Sabato a Siena, la mia prima volta. Temperatura mite, due ore e quindici circa per arrivare a destinazione. Niente traffico, né sull’A1, e neanche sulla bretella che porta a Siena. Salvato dal Tom Tom: senza sarei finito in qualche campo sperduto (anche se di tanto in tanto mi faceva fare qualche giretto assurdo). Pranzo a Monteriggioni, ristorante Il Pozzo. Antipasto (salumi) pessimo (please, il prosciutto tagliamolo al coltello), pici discreti (acqua non fredda ma tiepidina). Molti turisti americani. Poi fuga in farmacia per trovare il Bimixin: rientro post Tel Aviv è stato un po’ movimentato per il mio intestino. E poi Siena centro. Brutte le boutique per turisti, inutili i fruttivendoli con prezzi fuori mercato, superati e anche un po’ fastidiosi i tizi delle contrade che se ne andavano in giro a cantare con al collo il foulard che li contraddistingue. Quand’è che ci si renderà conto che il Palio è un giochino del quale gli unici a pagare le conseguenze sono i cavalli? Comunque, penso che vivere in questa città, dopo un po’, stanchi. Ho fotografato un locale che vende il River Caffè. E una vecchia sezione del Pds. Sotto tutte le foto.

Scatti senesi. by you.

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Bikkembergs-boys in posa.

July 27th, 2009

Bikkemberg-boys in posa. by you.

Ultima pagina di XL, pubblicità Bikkemberg.

Gioco perverso.

July 27th, 2009

Gioco perverso. by you.

Devo capire quale mente perversa s’è inventata il calcio di punizione. No, perché è atroce l’idea di psicologicamente a ricevere una pallonata là o giù di lì (nella foto, i giocatori del Girondins de Bordeaux durante una partita a Montreal).

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Il Milan è negli Stati Uniti, e al seguito dell’intera squadra c’è un fotografo, che lavora per Swide.com, e dal quale proviene questo scatto gentilmente concesso. Nnamdi Oduamadi, classe 1990, sta riposando e sembra proteggersi l’armamentario – tra l’altro avendo fatto assumere alla mano una forma ad hoc -, mentre il suo compagno alla sinistra (Giacomo Beretta) lo guarda con tenerezza, o giù di lì. La foto (qui in formato più grande) è stata scattata a Baltimora, in hotel. I ragazzi stanno per partire alla volta di Boston e sono tutti abbastanza stanchi. L’altro giocatore, a destra, è Gianmarco Zigoni.

Bibita calda padovana.

July 27th, 2009

foto by you.

Fotografato nel locale “Secondo noi”, in provincia di PD. Il “Bocchino caldo” viene 5 euro.

Backstage di Dolce & Gabbana saturo di piedi, corpi e volti a riposo. Video “tattico”, fatto per stuzzicare gli appetiti del web. La sindrome del dietro-le-quinte è virale. Ne sono usciti diversi, ma scelgo questi due perché condensano bene il model-fetish. Tra i vari modelli si riconoscono David Gandy, Julien Quevenne, Noah Mills, Sean O’Pry, Jesus Luz, AJ Abualrub, Garrett Neff, Travis Davenport.