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Volavo Klm ai tempi dei viaggi su-e-giù direzione Los Angeles. Viaggi d’amore, follie post-adolescenziali. Ma la divisa bluette, i biondi capelli, i sorrisi smaglianti delle hostess mi erano sempre rimasti nel cuore. Abituato come sono ai nostri “ruvidi” assistenti di volo italioti, tutto ciò che supera la normale buona educazione, mi pare un lusso. Volo via Amsterdam, il primo aereo è un Airbus 321 Alitalia (le due compagnie fanno parte della stessa alleanza). Nonostante duri circa due ore e mezza, e avvenga proprio intorno all’ora di pranzo, noto l’assenza del vecchio (e pur pessimo) panino, sostituito dalla laconica opzione “dolce o salato?”: tradotto, biscotti o cracker. Arrivo ad Amsterdam con un bisogno impellente di addentare qualcosa. Lo scalo dura poco, pochissimo. Quando arrivo al gate (il check in è stato fatto in automatico a Roma) c’è già la fila. E’ allora che noto Lui. Il mio amore con le ali. Quello che potrebbe essere l’oggetto di un nuovo feticismo. Il Boeing 747, maestoso, simbolo della potenza dell’uomo nei cieli. Un gioiello. So di sentirmi uno stupido, ma lo fisso da dietro il vetro, mentre la gente, ingrata, lo ignora. Dopo l’atterraggio torno a guardarlo, mentre lui si prepara per una nuova traversata al contrario. Il blu-Klm gli dona. Questo è un 747 Combi: vale a dire una via di mezzo tra un aereo passeggeri e un cargo. E, infatti, nella parte posteriore c’è una sezione per il trasporto merci, separata dal resto dell’aereo da una parete, con due porte. Sbircio da una fessura, lasciata aperta prima del decollo, e vedo un’enorme tanica di gas: è diretta all’aviazione americana (l’indirizzo è scritto in grande, sul lato) e mi auguro vivamente che sia sigillata bene.

New York/ Boeing 747, la conferma di un amore. by you.Immagine 324 by you.

Aereo pieno. Neanche un posto libero. Sono in economy: 650 euro andata e ritorno (contro gli 850 di Alitalia, volo diretto da Roma). Eppure c’è un’aria di educazione generalizzata. Nella cappelliera non ci sono valigie di dimensione spropositate (oltre a quella per il computer, ne ho un’altra, ragionevole), la gente non rumoreggia, persino i bambini se ne stanno seduti. Il mio compagno di viaggio sarà un giappo/cinese (giuro, non sono riuscito a capirne la provenienza), che disegnerà fumetti e dormirà. Io non chiudo occhio neanche per un minuto. Tipico. Posto corridoio, indispensabile per chi, come me va, sta sempre in piedi a gironzolare. Volo smooth, il cielo ci culla, quasi spaventato dal nostro bestione blu. Sette ore e passa senza che una sola volta il comandante accenda il segnale di allacciare le cinture di sicurezza. Il servizio di bordo è impeccabile. Un affronto ad Alitalia. Si parte con il pranzo: pollo e riso, verdure, mousse di cioccolato (il primo caldo, l’ultimo freddo: come avranno fatto?). Dopo circa due ore dal pranzo arriva un gelato. Passano altre due ore, nuovo giro: stavolta tortino di mele caldo (sottolineo: caldo). Ricordo gli intercontinentali fatti con Alitalia in Business, e dico che qui mi sono trovato meglio. Peccato manchino gli schermi individuali. Le assistenti di volo – età media altina – sorridono (!) sempre. Si scherza sui moduli per l’immigrazione. Stavolta, una nuova normativa prevede la registrazione obbligatoria, prima di partire, su un apposito sito. E questo anche per chi, come me, ha un visto giornalistico valido 5 anni. Va detto che in aeroporto, all’arrivo, non mi faranno neanche una domanda. Aprono il passaporto, timbro e via. Forse l’11 settembre è lontano.

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Arrivo a pezzi, ma contento: sono le 20 a New York, le 2 di notte in Italia. La fila di taxi è ordinata come sempre. Prima di salire sul mezzo, un tizio mi dà una ricevuta (indica il numero della vettura su cui sto salendo). Penso ai nostri tassisti, e ai turisti truffati con tariffe arrotondate per eccesso. Dietro al sedile del guidatore c’è uno schermo con touch screen. Oltre a scegliermi il canale televisivo, posso vedere in tempo reale su una mappa dove ci troviamo.

Respiro l’aria di questa città, e mi sento a casa. Ora si dorme. Oggi giornata libera, dedicata a recuperare un po’ di fuso orario.

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16 Responses to “New York/ Boeing 747, amore feticistico.”

  1. Il cappellaio matto Says:

    Hai proprio l’umore alle stelle, eh? Sono contento per te, goditi il viaggio (e sopratutto il volo di ritorno XD)

  2. arcere Says:

    hai fatto delle foto meraviglioose!!e poi.. il tuo racconto.. mi sembra quasi di stare li con te!!! :D se esiste comprati un peluche di un 747! :D lo potrai abbracciare nelle notti tempestose :D

  3. londonluke Says:

    Wish I was there, too :)

  4. Marco Says:

    Ho letto tutto d’un sol fiato… :D

  5. Michele Says:

    Caffè lungo!! Caffè lungo!! ti invidio solo per quello!

  6. mixmax Says:

    no river ti prego! appartieni a quella categoria che si toglie le scarpe appena sale a bordo!

  7. Z Says:

    Bello l’aereone celestino, è pacioso

  8. Luke Says:

    Come ha detto Luca, sarebbe un’inutile sofferenza tenerle addosso. Io personalmente viaggio per lavoro e mi sparo spesso voli da 11 o 12 ore. Per esperienza personale mi porto sempre una tuta o un pigiama (nn quelli che riconosci lontano un miglio come tali, onde evitare di suscitare la comune ilarità), da indossare una volta decollati. Oltre che comodo è anche igienico ed evita di arrivare a destinazione tanfanti con i medesimi abiti addosso.
    River, gran bel trip report! Enjoy NY:P

  9. July Says:

    Io ormai mi son abituata a volare su un boing 747, cmq mi fa ridere e piacere con quale intusiamo river affronta il viaggio!!! Allora mi resta da dire soltanto goditelo!!!!

  10. Neta Says:

    “Abituato come sono ai nostri “ruvidi” assistenti di volo italioti”

    Ti prego di non generalizzare!Forse la maggior parte, ma non tutti!C’è chi come me ama il suo lavoro e cerca di farlo al meglio.

    Comunque…il 747, il signore dei cieli ;) Stupendo.
    Buona permanenza a NY

  11. gipris Says:

    Tra due giorni ti raggiungo :D

  12. Wasabi Says:

    Ti invidio :o) Buona mela River!!

  13. M.K.G. Says:

    io partirei ora se solo potessi, ma ho la fobia degli aerei e non riesco a salirci sopra…..goditela anche per me river!!!!

  14. zona Says:

    Stupendo e grandisimo!

  15. zap Says:

    Stupendo il 747… ma l’airbus 340 ormai supera anke il 777 come comodità… ti invidio tantissimo cmq, io ero a N.Y. l’anno scorso dopo 13 anni e ci tornerei subito…. Buona permanenza! aspetto il prox post! :)

  16. Andrealogorrea Says:

    sei vivo?io non c’ero su quell’elicottero.. giornata trascorsa a tranquillizzare parenti.

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