Abercrombie a rischio fallimento?
August 26th, 2009

Con l’apertura del suo primo store italiano alle porte, la notizia preoccupa quanti attendevano da tempo questo momento. La rivista Time segnala il lento e inesorabile declino economico del brand, in una crisi che ha investito tutti i rivenditori di abbigliamento. Ma la situazione di Abercrombie & Fitch è particolarmente drammatica. Da dieci mesi, infatti, le vendite fanno registrare un segno meno a due cifre. Solo nel secondo quadrimestre del 2009, le vendite sono diminuite del 30% per i marchi A&F, Hollister e Ruehl (che però ha definitivamente chiuso i battenti a giugno). In questo periodo Abercrombie ha così perso 26,7 milioni di dollari. Nello stesso periodo del 2008, i profitti erano stati pari a 77,8 milioni. Secondo i consulenti del settore, il brand ha gestito in assoluto nel modo peggiore l’attuale crisi finanziaria. Intanto, rifiutandosi di abbassare i prezzi, perché “ciò avrebbe fatto scadere il marchio”. E poi iniziando a non essere più di moda tra i giovanissimi.
Qualcosa, però, potrebbe cambiare. L’amministratore delegato del gruppo, Mike Jeffries, annunciando le perdite del secondo quadrimestre, ha ammesso di non aver centrato alcuni “trend primaverili”, e ha dichiarato di essere pronto a tagliare i prezzi. E potrebbe cambiare anche qualcosa della filosofia portante del brand, molto “sexual” e “relaxed”: a cominciare dai modelli a torso nudo piazzati all’ingresso degli store e dei commessi che ballano musica hip hop. Nel frattempo, evidentemente in difficoltà di fronte a questi dati, Jeffries ha detto “no” ad un’intervista di Time. Il giornale, comunque, sbaglia a scrivere quando sostiene che in nessun negozio è stato mai visto un cartello di “saldi”: quando sono stato a New York, quello vicino al porto aveva una sezione di merce fortemente scontata.
Ci sarà davvero una svolta?
Tags: abercrombie & fitch


August 26th, 2009 at 5:18 pm
anch’io ho sempre visto nei loro negozi, in periodo estiva, l’angolo con i saldi. Addirittura a nord di Boston esiste il loro outlet che vende le rimanze a prezzi scontatissimi
PS: per anni i loro vestiti sono stati un mito per me ma ora ammetto che mi sono venuti un pò a noia
August 26th, 2009 at 5:31 pm
non c’è da stupirsi: i loro vestiti sono semplicemente noiosi e privi di gusto. non capirò mai perché ci siano frotte di persone disposte a strapagare per magliette banalotte e robe simili.
August 26th, 2009 at 7:27 pm
O.o si lamentano che non vendono e hanno (come la stragrande maggioranza dei negozi) vestiti talmente semplici e banali che con 10 euro compri la stessa identica maglietta o jeans al mercato!
poi tipo ci sono negozi come zara a cui bisognerebbe mandare la finanza durante il periodo dei saldi °_° che ti mettono la roba vecchia del secolo scorso invece che i capi usciti la precedente stagione… ci credo poi che non vendono un cavolo di niente, prezzi alle stelle e qualità alle stalle O___o
August 26th, 2009 at 7:28 pm
I tipi A&F sono invecchiati ed al loro posto sono subentrati i tipi H&M. Prima credo che fossero invecchiati i tipi Timberland. Poi invecchieranno anche i tipi H&M.
Il cerchio della vita.
August 26th, 2009 at 7:47 pm
Spero che lo Store di Manhattan sulla 5th ave chiuda i battenti!
Penso sia l’unico negozio a Manhattan dove i commessi non sono educati e non aiutano il cliente.
Insomma non hanno voglia di fare un azz.
Inoltre il negozio pulula di italiani… un altro motivo in più perché chiuda!!!
August 26th, 2009 at 7:55 pm
A me sinceramente non dispiaccioni i vestiti A&F.
Se si sbrigassero ad aprire qui in Italia magari ci penserei io a rimpinguare le loro casse :P
August 26th, 2009 at 8:04 pm
veramente, io i saldi li ho trovati tutti gli anni da A&F… a giugno, esattamente come da noi…
August 26th, 2009 at 8:06 pm
ma alex, ma è questione di gusti. il mio sogno è un negozio senza commessi.
August 26th, 2009 at 8:11 pm
Comunque sia se tolgono il modello nudo all’entrata, rischiano davvero il fallimento!!!
Certo una tagliatina ai prezzi non sarebbe male…nel negozio di Londra una normale T-Shirt bianca con scritto “A&F”, 30£!
Sarò provincialotto io…ma lo trovo un ladrocinio! (per non parlare dei vestiti da donna!!!)
August 26th, 2009 at 8:17 pm
Mah… io un mese fa negli States (Massachussets) ho visto saldi da Abercrombie… e ho notato – senza sorpresa – che la quasi totalità degli acquirenti non erano americani, bensì turisti… tra i quali gli italiani la facevano da padrone.
Probabilmente il marchio ha un po’ stufato e ormai piace solo a chi è di passaggio e vuole per forza comprare il prodotto mito (che però mito non è più).
Urban Outfitters invece pullulava. Pieno di giovani, decisamente più up-to-date dello stile ripetitivo di A&F.
August 26th, 2009 at 11:01 pm
Mancanza di innovazione. Nei prodotti e, mi vien da pensare, pure nei processi.
Il che può anche essere un vantaggio competitivo, ma si misura con una dimensione che non può pretendere di uscire da certi volumi. Dopodiché, è uno dei peggior svantaggi.
Si facessero una matrice di Ansoff pure loro ;)
August 27th, 2009 at 12:37 am
Quindi che fine farà la presunta apertura del negozio di Milano? Rimarrà un cartellone e basta! Continuo a non capire comunque tutto questo successo per un brand che non propone nulla di nuovo e sopratutto che si rivolge ad un target di persone che un giorno ti adorano e il giorno dopo ti ignorano come se non fossi mai esistito.
August 27th, 2009 at 12:37 am
ruehl ha chiuso?
ho capito male io da come scritto nel post?
August 27th, 2009 at 1:44 am
Mhhh permettimi qualche precisazione (non tanto a te quanto a quanto scrive Time).
Ruehl: non ha chiuso definitivamente i battenti a giugno. Chiuderà con l’anno fiscale. Gregory si confonde probabilmente con l’annuncio della chiusura, che è arrivato in effetti a metà mese.
E Ruehl è stato letteralmente un bagno di sangue per il marchio.
Per quanto riguarda la questione “Saldi”, la cosa è un po’ più complessa. Innanzitutto i flagship store hanno solo merce a prezzo pieno. Negli altri, la sezione clearance è generalmente nelle ultime stanze, sul retro. E quest’anno è stato introdotta una nuova tipologia di negozio, chiamata “control store”, che adotta nei confronti dei saldi la stessa politica dei flagship.
Quindi ha ragione Time – come tutta la stampa americana che ha criticato A&F nel corso degli anni, nel dire che l’azienda non è mai stata aggressiva nei confronti dei saldi – limitandosi ad utilizzarli per svuotare i magazzini – mentre i concorrenti principali di A&F in madre patria fanno promozioni anche sulla merce in piena stagione – cosa che Jeffries si è sempre rifiutato di fare.
Non si tratta quindi di avere o meno una sezione clearance (abercrombie.com ce l’ha anche online) quanto di adottare strategie precise per mantenere alto il livello delle vendite in tempo di recessione. Jeffries ha usato il “suo” metodo, e ha preso schiaffoni.
Una ultima nota sul discorso qualità/prezzo. La qualità Abercrombie è eccelsa, c’è poco da discutere e ironizzare sulla “roba da mercato”. I prezzi negli Stati Uniti sono praticamente ridicoli per noi che compriamo con il cambio in euro – e anche i prezzi UK e i futuri prezzi italiani che erano previsti essere un 20% in più rispetto al corrispondente valore in sterline, restano comunque più bassi della concorrenza interna.
Ora a meno che Diesel, Replay o Energie non le consideriate designer brands, non mi sembra che nessuno batta ciglio quando deve spendere 40 euro per comprare una t-shirt, e dubito che Abercrombie avrà difficoltà a fare altrettanto.
Quando poi parliamo di marchio che “ha stufato”, ricordiamoci che il target demografico di Abercrombie & Fitch è quello degli studenti del college. Siamo noi europei ad essere una eccezione e solo qui si vedono cinquantenni con le polo con il moose. Il segmento pre-universitario è infinitamente più soggetto alle mode e chiaramente il marchio ne ha risentito.
C’è anche da dire che l’espansione sul mercato internazionale al momento è l’unica possibilità di salvezza per A&F e non ha caso ne è stata decisa una forte accelerazione.
August 27th, 2009 at 10:11 am
@O: io e te dobbiamo far un chiaccherata, mi sa che hai delle dritte sulle strategie di mercato..
August 27th, 2009 at 10:35 am
@paolo: semplice e sostanzialmente corretto, secondo me.
August 27th, 2009 at 1:11 pm
ciao Ronin!!
August 27th, 2009 at 1:24 pm
Più finocchi ci saranno in giro meno dovrà temere per il fallimento ahahahah
August 27th, 2009 at 1:32 pm
Diesel, Replay e Energy non saranno dei ‘designer brands’ eppure non stanno soffrendo la crisi a questi livelli.
August 27th, 2009 at 5:21 pm
Diesel, Replay e Energe (qualcuno un giorno mi spiegherà perchè a Roma si ostinano a chiamarlo “Energy”) non sono designer brands come non lo è Abercrombie & Fitch. Ma non sono marchi venduti esclusivamente in punti vendita gestiti direttamente dall’azienda, e c’è una differenza enorme in termini di investimenti, cash flow, e di ripercussioni a lungo termine.
Quando parliamo di Abercrombie & Fitch parliamo di oltre mille punti vendita operati direttamente ed in esclusiva dall’azienda.
Diesel, tanto per prenderne uno, di negozi monomarca ne ha circa 300 e ha fatturato 1,2 miliardi di euro nel 2005. Abercrombie & Fitch ha avuto un fatturato di 3.749 miliardi di dollari nel 2007 e un utile netto di 422.19 milioni di dollari nel 2006.
Con queste differenze di numeri si fa molto, molto presto a non soffire la crisi – si è realtà di nicchia, cosa che A&F in America è ben lontana dall’essere al di là della percezione che possa averne il consumatore italiano.
August 28th, 2009 at 9:26 am
@paolo: forse intendevi Energie…
August 28th, 2009 at 2:46 pm
Quoto Paolo in toto.
Lorenzo, TV
August 28th, 2009 at 7:22 pm
Neanche a me piace la roba di Abercrombie & Fitch, è scialba e scolorita. Non ho nulla di quel marchio, neppure che mi sia stato regalato.
August 31st, 2009 at 12:25 am
Ha fatto un po’ sensazione oggi il fatto che Abercrombie & Fitch abbia usato per la prima volta il termine “SALE” invece che l’abituale “CLEARANCE”. Per noi sembrano quasi sinonimi, mentre per il mercato americano è una differenza sostanziale. “SALE” è proprio quello che A&F si era sempre rifiutata di fare (mentre ha sempre fatto clearance). Segno che anche uno come Jeffries deve scendere a patti con la realtà.
Ecco come “l’evento” viene pubblicizzato sul sito ufficiale:
http://www.abercrombie.com/anf/email/2009/082909/AF_08.29.09_FallSale.jpg
PS.: ovvio che intendessi Energie, la tastiera e la presbiopia incombente non mi aiutano. Ma è un dato di fatto che CHIUNQUE a Roma chiami il negozio (o il marchio) “energi” come se fosse scritto con la y finale. Mai capito il perché…
PPS: intendevo anche “non a caso” e non “non ha caso” :-)
September 5th, 2009 at 4:16 pm
Altra PESSIMA peformance dell’azienda in agosto, che mette in luce che i tentativi di invertire la tendenza non sono stati ancora in grado di dare frutti.
Le “net sales” sono state di $313.9 millioni di dollari per le quattro settimane di agosto, con una perdita del 23% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Le “comparable store sales” – ovvero le vendite confrontate direttamente da stesso negozio a stesso negozio sono calate addirittura del 29%.
Nell’arco di un anno, le vendite nette sono scese complessivamente del 23% fermandosi a $1.574 miliardi contro i $2.051 dello scorso anno.
Il risultato peggiore nel confronto diretto negozio-negozio in agosto lo ha dato Ruehl (-37%), il marchio che l’azienda di New Albany ritirerà entro la fine dell’anno fiscale, seguito da Hollister (-32%).
Identico il risultato di Abercrombie & Fitch (la linea per adulti, -26%) e quello di Abercrombie (il marchio per ragazzi, anch’esso calato del 26%).
September 5th, 2009 at 4:20 pm
Paolo, ma fai il consulente di A&F? E che sei, ao’! :)
September 5th, 2009 at 4:31 pm
Browso e bloggo, tutto qua. Qualche lampada e qualche maniglia dei negozi A&F probabilmente l’ho pagata io nel corso degli anni, ma come tutte le cose che apprezzo sono il primo a criticare quando è il caso. :-)
Il consulente lo farei volentieri, ma per il momento Jeffries si circonda solo di yes-men. E i (non)risultati si vedono.
Se ti servono due foto dell’Hollister di Roma Est under construction le trovi qui:
http://www.madonnatribeforum.com/tribers/rome_001.jpg
http://www.madonnatribeforum.com/tribers/rome_002.jpg