avvenire_20080622

Il Giornale pubblica stamattina una notizia che farà andar di traverso la colazione (e non solo) ad un bel po’ di persone. Dico subito che si tratta di un’operazione, manco troppo velatamente, pro-premier: dopo gli attacchi dei cattolici verso Silvio Berlusconi (editore, di fatto, de Il Giornale), bisogna in qualche modo dimostrare che questi cattolici dovrebbero guardare anche nel loro orticello. Il quotidiano è venuto in possesso degli atti che dimostrano che Dino Boffo, il direttore di Avvenire, il quotidiano dei vescovi, è stato condannato per molestie. Fin qui, nulla di troppo sconvolgente. Qualche scivolone l’abbiamo fatto tutti. Il direttore del settimanale, che recentemente ha criticato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per la sua “dubbia moralità”, è stato condannato dal Gip del Tribunale di Terni il 9 agosto 2004, per “più comportamenti posti in essere dall’ottobre del 2001 al gennaio 2002, mese quest’ultimo nel quale, a seguito di intercettazioni telefoniche disposte dall’autorità giudiziaria, si è constatato il reato“. Da qui la condanna secondo l’articolo 660 del Codice penale. A suo tempo ancora non esisteva il reato di stalking, che, oggi, permette di spedire a calci nel sedere in carcere un bel po’ di persecutori, senza troppo preamboli. Le motivazioni della causa, però, riservano una grossa sorpresa: “Il Boffo – si legge nell’informativa giudiziaria – è stato a suo tempo querelato da una signora di Terni destinataria di telefonate sconce e offensive e di pedinamenti volti a intimidirla, onde lasciasse libero il marito con il quale il Boffo, noto omosessuale già attenzionato dalla Polizia di Stato per questo genere di frequentazioni, aveva una relazione. Rinviato a giudizio il Boffo chiedeva il patteggiamento e, in data 7 settembre del 2004, pagava un’ammenda di 516 euro, alternativa ai sei mesi di reclusione. Precedentemente il Boffo aveva tacitato con un notevole risarcimento finanziario la parte offesa che, per questo motivo, aveva ritirato la querela“. Tralascio il fatto che, il giornalista, riferendosi a questa relazione parli di “debolezze ricorrenti” di cui “soffre” Boffo.

E qui le domande sono due: se, come scrive Il Giornale, Boffo è “noto omosessuale”, può lui condurre una crociata contro le richieste del movimento omosessuale italiano di pari diritti? Infine, una considerazione: da quando in qua la polizia “attenziona” un omosessuale “per le sue frequentazioni”? Sono per caso diventate un reato?

Aggiornamento/1. La replica di Dino Boffo, affidata ad un comunicato: “Un killeraggio giornalistico allo stato puro” portato avanti da ‘il Giornalè di Vittorio Feltri che ha montato “una vicenda inverosimile, capziosa e assurda“. “La lettura dei giornali di questa mattina – scrive Boffo – mi ha riservato una sorpresa totale, non tanto rispetto al menù del giorno, quanto riguardo alla mia vita personale. Evidentemente il Giornale di Vittorio Feltri sa anche quello che io non so, e per avallarlo non si fa scrupoli a montare una vicenda inverosimile, capziosa, assurda. Nel confezionare la sua polpettona avvelenata Feltri, tra l’altro, si è guardato bene dal far chiedere il punto di vista del diretto interessato: la risposta avrebbe probabilmente disturbato l’operazione che andava (malamente) allestendo a tavolino al fine di sporcare l’immagine del direttore di un altro giornale e disarcionarlo. Quasi che non possa darsi vita personale e professionale coerente con i valori annunciati. Sia chiaro che non mi faccio intimidire, per me parlano la mia vita e il mio lavoro. Al direttore del ‘Giornalè ora l’onere di spiegare perchè una vicenda di fastidi telefonici consumata nell’inverno del 2001 e della quale ero stato io la prima vittima, sia stata fatta diventare oggi il ‘monstrè che lui ha inqualificabilmente messo in campo. Nella tristezza della giornata la consapevolezza che le gravi offese sferratemi da Vittorio Feltri faranno serena la mia vecchiaia“. E la Cei, poco fa, ha”confermato la sua fiducia nel direttore dell’Avvenire Dino Boffo“. L’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali della Cei ha precisato in una nota che “in merito alle accuse sollevate oggi da un quotidiano, si intende confermare piena fiducia al dott. Dino Boffo, direttore di Avvenire, giornale da lui guidato con indiscussa capacità professionale, equilibrio e prudenza».

Aggiornamento/2. La contro-replica del direttore de Il Giornale, Feltri: “Abbiamo semplicemente ricordato che Boffo ha dovuto rispondere in tribunale di una vicenda, che si è conclusa con patteggiamento e ammenda, e che risulta in modo chiaro dal casellario giudiziario di Terni. Ebbene, questa vicenda attiene alla sfera dei comportamenti sessuali“. Scende in campo in difesa di Boffo, il vice presidente della Camera e parlamentare del Pdl, Maurizio Lupi: “Esprimo tutta la mia solidarietà umana e professionale al direttore Dino Boffo, oggetto di un attacco brutale ed inspiegabile. Quello del ‘Giornalè è un comportamento inaccettabile. Da mesi diciamo che i limiti personali di ciascuno non possono diventare contenuto del dibattito politico. Le persone vanno sempre giudicate per il contributo positivo che portano alla costruzione del bene comune e mai per le loro debolezze. Non cadremo mai nella trappola di un dibattito culturale e politico basato sui pettegolezzi, sugli scandali e su facili strumentalizzazioni“.

Aggiornamento/3. Arriva ora la posizione di Aurelio Mancuso, presidente Arcigay, il quale fa giustamente notare che questa vicenda presenta “luci e ombre”: “Non vi è dubbio che il clamoroso outing operato da Il Giornale nei confronti del direttore di Avvenire, Dino Boffo, sia frutto della sotterranea guerra di nervi iniziata con le supposte vicende sessuali del premier e il fastidio più volte esternato da parte della chiesa cattolica, primo fra tutti l’organo dei vescovi italiani. Che la gerarchia accolga benevolmente schiere di laici omosessuali nascosti, pur che siano fedeli alla linea, e soprattutto loro stessi omertosi rispetto ai tanti omosessuali preti, non è una grande novità. Fa naturalmente impressione che, forse per la prima volta, la destra utilizzi l’outing nei confronti della chiesa come arma politica di avvertimento“. Ma adesso arriva un appunto, che aveva lasciato perplesso anche River: “Un unico rilievo ci sentiamo di muovere a Il Giornale e a chiederne spiegazioni: ad un certo punto dell’articolo si afferma che il direttore era: ‘un noto omosessuale già attenzionato dalla Polizia di Stato per queste sue frequentazioni’. A noi risulta che – era ministro degli Interni Giorgio Napolitano – la schedatura degli omosessuali fosse pratica dismessa da tempo. Se ciò non fosse vero, allora si aprirebbe in questo Paese una vera e propria questione democratica. Di questo chiediamo conto all’attuale Ministro degli Interni Maroni e speriamo che la stampa voglia approfondire l’affermazione riportata da Il Giornale”. Infine un appello: “A Dino Boffo, pur con tutto il rispetto che si deve ad un fiero avversario delle libertà altrui, colpito oggi da un forzato outing, diciamo: sarebbe bene che riflettesse sulla violenza omofoba che colpisce la chiesa e una parte consistente della destra italiana, di cui ora è rimasto vittima. Di questa destra omofoba resta un inimitabile esponente il quotidiano di Feltri che proprio oggi non perde occasione di pubblicare, a fianco dell’articolo di outing, un intervento zeppo di saccenti stereotipi e di volgari pregiudizi e irrispettoso della dignità e delle diversità che caratterizzano le persone LGBT, a firma di Marcello Veneziani”.

24 Responses to “Il direttore di Avvenire, una condanna per molestie e …”

  1. orsamaggiore Says:

    purtroppo invece succede proprio così. una sera mi trovavo in un luogo noto per gli incontri gay, io ero a bordo della mia auto, fermo. una macchina della polizia si è accostata e mi ha chiesto i documenti. non facendo io niente di male, mi hanno salutato e se ne sono andati. parlando poi con un’amica poliziotta alla quale ho raccontato il fatto, mi ha rivelato che sarei stato segnalato come frequentatore di luoghi dediti agli scambi omosessuali. non come reato, chiaramente, ma come un appunto che potrebbe sempre servire.

  2. byb Says:

    ma il giornale, è già arrivato a un livello di dittatura, quando le frequentazioni personali di tutti e di ciascuno (e in particolare dei personaggi scomodi) sono controllate e archiviate per poter ricattare tutta la popolazione?
    non so nemmeno se durante il ventennio si era arrivati a questi metodi, in italia. forse nella cina di mao, in urss, nella germania nazista, etc… ma di ricatti del genere sotto benito, ne ho poca memoria. (c’erano metodi più sbrigativi forse)

  3. torrente Says:

    beh la cosiddetta “emergenza omofobia” in italia non mi pare cosa dilà da venire….
    se posso permettermi uno sfogo personale, vi confesso che sono preoccupato/spaventato: quando mi separerò molto probabilmente l’argomento mia omosessualità verrà tiarato in ballo e fatto pesare, mi domando con questa aria che tira quale giudice mi concederà l’affidamento congiunto?….

  4. Ste Says:

    “E qui le domande sono due: se, come scrive Il Giornale, Boffo è “noto omosessuale”, può lui condurre una crociata contro le richieste del movimento omosessuale italiano di pari diritti? Infine, una considerazione: da quando in qua la polizia “attenziona” un omosessuale “per le sue frequentazioni”? Sono per caso diventate un reato?”

    La risposta sta nelle prime due parole che hai scritto: “Il Giornale”…

  5. Beps Says:

    E’molto strano che l omofobia ,che io non avverto dalla mia vicina ,dal mio panettiere, dal mio bar arrivi comunque strisciante e poi amplificata da alcuni eventi.
    Mi piacerebbe sapere ,se tra tutti i giovani di CL ora in riunione a Rimini, ci fosse la minima reazione a queste cose.
    Tempi oscuri e penosi.

  6. Marco Says:

    Forse bisognava immaginarselo che lo “strano” silenzio di Avvenire contro il libertinaggio di Berlusconi nascondesse la paura per una ritorsione simile, se è vero che “tutti sapevano”…
    ****

    Resta da capire se qualcuno si spenderà in sua difesa come successe con Don Gelmini (ma stavolta è più improbabile, arrivando l’accusa direttamente da Destra) e come cercherà in tutti i modi di insabbiare la notizia il Vaticano…

    *** commento editato da river: certe cose lasciamole appurare alla magistratura.

  7. river Says:

    Byb, attenti a non fare confusione: è la polizia che, secondo quanto riporta Il Giornale, “archivia” certe frequentazioni.

  8. byb Says:

    river, almeno vuol dire che la polizia non le considera reato.
    nel contempo se comunque le registra, e poi le archivia, un motivo ci sarà, e non riesco a immaginarne uno del tutto in buona fede, democratico e rispettoso dei diritti dei cittadini. come minimo della privacy.

    l’interpretazione più complessa, prevede che il Giornale abbia stranamente generalizzato a tutto il mondo omosessuale la particolare situazione, che si potrebbe desumere da un commento, hai già editato***: meglio non soffermarsi però troppo sulle voci, e aspettare che i fatti parlino per se stessi nei luoghi opportuni, che non sempre evidentemente trovano spazio sulla carta stampata. almeno non su tutta.

  9. batacchio-spagnolo Says:

    magari se la spassa con la papessa e la sua segretaria

  10. Johnny Says:

    Che squallore…

  11. Luca Says:

    Il Giornale non è proprio noto per la sua visione imparziale dei fatti…

    Che ci sia una “questione gay” in Italia in questo momento mi sembra evidente… peccato non abbiamo dei Milk (o un equivalente del 2009) per gestire la cosa nel modo migliore.

    (torrente, afficamento congiunto?…)

    P.S.: Mussolini fece prima. Disse che in Italia non esistevano omosessuali perché era proprio una cosa fuori dalla mentalità italiana. In questo modo non promulgò nessuna legge antigay (ricordo che a quei tempi in Inghilterra il reato di sodomia veniva punito con la prigione), facendo diventare l’Italia una sorta di paradiso rifugio per i gay europei! :D
    (questo ovviamente non vuol dire che i gay italiani vivessero in rose e fiori, anzi tutt’altro. Diciamo che non c’erano disposizioni ufficiali dall’alto)

  12. SexPot(Rosa) Says:

    Che squallore.

    Non serve neanche precisare che Boffo al contrario di Berlusconi non è a capo di nessun governo, ma tant’è.
    Purtroppo è caduto e cadrà sotto la scure dell’ipocrita moralità dei sepolcri imbiancati.
    Certo, sembrerebbe pure che lui stesso l’abbia usata in passato, però…
    Mi dispiace per lui, certe palate di letame in faccia (soprattutto se provengono da uno spietato squalo dell’informazione come Feltri) non si augurano a nessuno.
    Degna di nota è comunque l’omofobia strisciante che caratterizza tutto il pezzo, che fa rabbia e tristezza anche a prescindere da tutto il resto.

  13. ScarletMilk Says:

    Beh nulla di nuovo sotto al sole sul fatto che il direttore dell’organo di stampa della CEI sia omosessuale. Se vogliamo potrà essere una delle (infinite?) contraddizioni interne all’ambiente cattolico, ma resta il fatto che i cattolici non condannano l’omosessualità, purché questa resti “latente” (non praticata).

    Ciò che mi preoccupa è che la notizia sia data in questo modo: non si vuole smascherare l’ipocrisia del direttore di Avvenire dicendo che è omosessuale praticante, per cui inadatto a dirigere un organo di informazione cattolico.
    Si dice che il brutto ceffo che continua a sparare a zero su Silvio è pure frocio, per cui la sua credibilità deve essere pari a zero.

  14. river Says:

    No Scarlet, l’operazione che fa Il Giornale è diversa.

    Si dice: Boffo è censore di Berlusconi, contro il quale punta il dito per la sua “dubbia moralità”. Ma Boffo, che ha pure criticato i gay, ha molestato una donna ed è gay. Quindi ha una moralità “dubbia”.

    Diciamo che è qualcosa di più subdolo.

  15. someone Says:

    Penso che sia la prima volta che Il Giornale mi da’ una notizia in qualche modo interessante. Strumentale, ma pur sempre interessante.

    C’e’ una differenza tra la dubbia moralita’ di chi e’, o fa parte di un’autorita’ politica, e la dubbia moralita’ di chi fa parte di un’autorita’ morale… e’ giusto che queste cose si sappiano. Per una volta, grazie Feltri.

  16. Beps Says:

    Scusa River, vogliamo anche dire che siamo arrivati oramai ad usare le minacce , vere o false , che siano di presunte omosessualita’ come fossero bombe a mano.?Se usiamo questa tecnica vuole dire che e’ la piu’ disarmante e quindi di facile presa sul pubblico.
    Quindi essere accusati di” omosessualita'” e’come una volta dire (tempo di tangentopoli) di essere dei corruttori.
    Perche’ ogni epoca deve avere il suo oscurantismo e caccia alle streghe?

  17. torrente Says:

    @ luca: sì affidamento congiunto: si verifica quando il figlio, in caso di separazione o divorzio dei coniugi, viene affidato ad entrambi i genitori ai quali è richiesto di cooperare nella gestione dei minori.

    IT: i punti cruciali sono due, già focalizzati e ben emersi dalle reazioni di queste ore: con questa operazione si vugliono rendere non criticabili le vicende scndalose che riguardano il capo del governo, le stesse parole di Lupi “Le persone vanno sempre giudicate per il contributo positivo che portano alla costruzione del bene comune e mai per le loro debolezze.” mi suonano come un’arma a doppio taglio: questa affermazione non potrebbe essere invocata anche per Berlusconi?

    la schedatura in base all’omosessualità da parte della polizia (o carabinieri che siano) ,per la pochezza della mia esperienza, è probabilissimo che esista. e questo sarebbe gravissimo e non solo un problema di omofobia, ma di democrazia.

  18. bongfactory Says:

    A me sembra che, come al solito, si punti la luna ma si analizzi il dito: il problema di silviotto non è la dubbia moralità (che pure in un capo dello stato non è una bella cosa, perché lo rende ricattabile), ma il fatto che mente, non dice la verità, ammette parzialmente vantandosi che a 70 anni è ancora capace di mangiare pillole blu a valanga.
    Il direttore di un giornale può essere il più terribile mostro senza che questo gli impedisca di fare il suo lavoro: peggio, può essere anche Vittorio Feltri (o Giuliano Ferrara).
    L’operazione mediatica, imho, ha l’obiettivo di confondere le legioni di vecchiette che, seguendo i dettami degli organi di stampa cattolici, magari la prossima volta non votavano il nanaccio.

    @Luca si pensi alla vicenda di Aleister Crowley, che non era mica solamente gay, e che ne faceva di tutti i colori, durante il ventennio

  19. zero Says:

    Robb de matt. Berlusca va a troie,e tutti dicono che quel che conta è come gestisce il paese. Boffo è un gay conclamato di quelli male in arnese, al punto che nega perfino l’evidenza, visto che i fatti che lo accusano sono veri e per questo è già stato processato. ma all’avvenire dicono che però scrive bene e il suo mestiere lo sa fare indefessamente. ma allora ditelo!

  20. luciano ik4pkm Says:

    sbagliate a dire se una persona e’ gay e’ schedato
    vengono schedati i gay solo se hanno commesso reati
    o se hanno denuncie a carico per addescamento di minori
    sono schedati alla questura i gay che frequentano la strada (marchettari) in caso di retate.
    La mia paura e’ con questo governo si sta’ risveglando
    l’omofobia del ventennio fascista

  21. fabrizio parigi Says:

    io ve l’ho detto :

    ragazze!! fate le valigeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

    MA CHE CAVOLO CI FATE ANCORA LI??

    levate i tacchi !

    Spero che ora Boffo ( la fotocopia italiana di Beverle Lesly di WILL & GRACE) se ne stia zito e gli anatemi di Avvenire finiscano.
    La cosa che mi fa godere è che Lui ha ora su di lui quello che lui ha fatto a gli altri !!!
    e per questo non c’è prezzo…

  22. lwsx Says:

    Otto anni per avere la verità….certo che siamo davvero un paese all’avanguardia. Chissà quante altre verità nascoste ci stanno in giro.

  23. cowboy Says:

    Quel “noto omosessuale attenzionato dalla Polizia ”

    è da brividi .

    Come dice Franceschini urge immeditamente una leggge contro l’omofobia.

  24. MadSylvester Says:

    mumble mumble
    1) a berlusconi non vanno a genio le intercettazioni e le “violazioni della privacy”
    2 )un’escort fa il nome di berlusconi
    3) il giornale dei vescovi attacca la vita privata di berlusconi
    4) il giornale “di berlusconi” attacca il direttore del giornale dei vescovi
    5) il mondo politico attacca la violazione della vita privata di una persona
    6) quindi si dà ragione a chi deprecava le intrusioni dei giornali nella vita privata delle persone
    ad esempio berlusconi, che condanna le scelte de Il Giornale, ma guarda caso non è che gli vadano proprio di traverso…
    o magari no eh… però… 2 + 2 = 4… ok, dopo 1984 può anche fare 5, che è peggio, ma si torna al grande fratello… e a mediaset XD

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