Scrivo questo breve pezzo prima di rientrare a Roma. Miracoli della wi-fi dei vicini di casa. Pezzo che scaturisce dall’analisi odierna, firmata da Giuseppe D’Avanzo su Repubblica, e da alcune dichiarazioni rese dallo stesso direttore di Avvenire, Dino Boffo, alle agenzie, oggi.

L’attacco de Il Giornale al direttore del quotidiano si articolava attraverso due passaggi chiave.

Il primo: il patteggiamento di Boffo della pena prevista per il reato di molestie. Un atto ufficiale, sul quale poco si puo’ dire. Le molestie, tra l’altro, erano indirizzate ad una donna.

Il secondo: un’informativa, “allegata” al procedimento giudiziario, che, in sostanza, sanciva la presunta omosessualità di Boffo. Ecco il passaggio chiave: “Il Boffo – si legge nell’informativa citata da Il Giornale – è stato a suo tempo querelato da una signora di Terni destinataria di telefonate sconce e offensive e di pedinamenti volti a intimidirla onde lasciasse libero il marito con il quale Boffo, noto omosessuale già attenzionato dalla Polizia di Stato per questo genere di frequentazioni, aveva una relazione. Rinviato a giudizio, il Boffo chiedeva il patteggiamento e, in data 7 settembre del 2004, pagava un’ammenda di 516 euro, alternativa ai sei mesi di reclusione. Precedentemente il Boffo aveva tacitato con un notevole risarcimento finanziario la parte offesa che, per questo motivo, aveva ritirato la querela…”.

Oggi, però, arriva una notizia fondamentale, che smonta questa informativa: dopo un’indagine richiesta dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, è emerso che quel documento non proveniva dai giudici o dalla polizia. “Non una informativa proveniente da un fascicolo giudiziario ma una emerita patacca – spiega Boffo –  Maroni ha voluto manifestarmi la sua solidarietà e il senso di schifo che gli nasceva dalle cose lette e teneva anche ad assicurarmi di aver ordinato un’immediata verifica nell’apparato di pubblica sicurezza centrale e periferico che da lui dipende, e che nulla, assolutamente nulla di nulla era emerso”. Quello citato dal Giornale, insomma, non era, afferma Boffo, un “fantomatico atto giudiziario ma una vera sola”.

E ora la domanda del giorno. Chi ha fabbricato quella patacca? La risposta arriva da Giuseppe D’Avanzo, che chiama in causa i nostri servizi. “E’ una velina e dietro la “velina” ci sono i miasmi infetti di un lavoro sporco che vuole offrire al potere strumenti di pressione, di influenza, di coercizione verso l’alto (Ruini, Tettamanzi, Betori) e verso il basso (Boffo). È questo il lavoro sporco peculiare di servizi segreti o burocrazie della sicurezza spregiudicate indirizzate o messe sotto pressione da un’autorità politica spregiudicatissima e violenta. È il cuore di questa storia”. Qualcuno, fa notare il giornalista, era interessato ad aiutare Silvio Berlusconi nella lotta contro i “moralizzatori” (Boffo incluso). E così ecco la soluzione: questo qualcuno “chiede o fa chiedere notizie riservate che, manipolate con perizia, arrangiate e distorte per l’occasione, possono distruggere la reputazione dei non-conformi e intimidire di riflesso i poteri – in questo caso, la gerarchia della Chiesa – con cui Berlusconi deve fare i conti. Quelle notizie vengono poi passate – magari nella forma della lettera anonima redatta da collaboratori dei servizi – ai giornali direttamente o indirettamente controllati dal capo del governo. In redazione se ne trucca la cornice, l’attendibilità, la provenienza. Quei dossier taroccati diventano così l’arma di una bastonatura brutale che deve eliminare gli scomodi, spaventare chi dissente, educare i perplessi”.

Concludo, con un dubbio, sollevato dallo stesso D’Avanzo: “A chi altro toccherà dopo Dino Boffo? Quanti sono i dossier che il potere che ci governa ha ordinato di raccogliere? E contro chi? E, concluso il lavoro sporco con i giornalisti che hanno rispetto di se stessi, a chi altro toccherà nel mondo della politica, dell’impresa, della cultura, della società?”.

21 Responses to “Caso Boffo/Di chi è la “manina” che ha confezionato la falsa informativa?”

  1. marteens Says:

    Che capolavoro copernicano!! A Repubblica non sanno più che inventarsi. La domanda rimane. Boffo è gay? E non si vergogna ogni volta che aizza le sue folle contro di noi? Per non parlare della ridicola difesa apparsa oggi sui giornali. scaricare le colpe su un morto che non può più parlare.

  2. arcere Says:

    da ciò si evince che boffo non è gay e che è stato tutto manovrato ad arte per screditarlo e far sembrare PULITO il lorodo unto incatramato..fantastico.. ma sono le ultime domande a farmi veramente paura.. se per ogni personalità importante esiste un dossier io comincio veramente ad avere paura.. mi sembra di stare a berlino.. bisogna stare attenti alla STASI!
    e non lo metto sul ridere…

  3. mercuzio Says:

    Sai Riv, al di là della questione affettiva, devo dire che leggerti, in questi giorni, mi è stato utile a chiarire alcuni aspetti di questa vicenda che se tu non avessi così rigorosamente illustrato, avrebbero rischiato di rimanermi oscuri.

    Devo ammettere, ad ogni modo, che la questione è decisamente gustosa per due motivi sostanziali:
    1. Un così clamoroso caso ha reso di fatto innegabile, anche per certi fiancheggiatori, l’influenza del governo sull’editoria italiana.
    2. Chiunque dovesse lasciarci le penne è un farabutto che l’avrà meritato.

  4. river Says:

    Grazie mercuzio.

    Oggi l’apporto fondamentale è arrivato da D’Avanzo, che, per primo, ha parlato del ruolo dei servizi.

    Ruolo che, va detto, è stato smentito nel pomeriggio da Francesco Rutelli, presidente del comitato parlamentare che vigila sui servizi.

    Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir), a proposito della vicenda che riguarda il direttore di Avvenire Dino Boffo e del documento pubblicato dal Giornale, «non ha ricevuto finora alcuna segnalazione su coinvolgimenti diretti o indiretti di persone legate ai servizi di informazione». Lo ha detto il presidente del Comitato, Francesco Rutelli, precisando che il Copasir «vigilerà perchè non si registrino deviazioni, in qualunque direzione, dai compiti istituzionali in un momento molto delicato per la vita democratica>.

  5. Asa_Ashel Says:

    Tra le cose che non sono state dette resta il fatto che un attacco simile potrebbe funzionare solo verso chi è ricattabile, quindi l’ipocrisia non paga mai.

  6. Postconfused Says:

    Anch’io sono stato uno dei primi a pensare a qualche ufficio per le “relazioni istituzionali” dei servizi segreti, magari lo stesso Pio Pompa, ma approposito le centinaia di dossier che aveva fabbricato dove sono finiti? E se non sbaglio Farina era il vice di Feltri, giusto river?
    In realtà ieri sera ed oggi anche la stampa sembra confermare una nuova pista, ovvero la famosa “nota informativa” sarebbe una semplice lettera anonima scritta probabilmente da una manina vaticana per colpire Boffo. I vescovi e cardinali amano la delazione anonima…
    Mi colpisce come il direttore di un grande giornale possa pubblicare una lettera anonima facendola passare per una “nota informativa in accompagnamento all’atto del giudice per le indagini preliminari”. Questa è una manipolazione della realtà molto grave.

    PS: trovo patetiche le dichiarazioni di Capezzone in difesa di Feltri.

  7. Alex Says:

    Caro River, sempre lo stesso principio del nemico del mio nemico è amico mio?
    Scrivi che: “il patteggiamento di Boffo della pena prevista per il reato di molestie. Un atto ufficiale, sul quale poco si puo’ dire. Le molestie, tra l’altro, erano indirizzate ad una donna.” Direi che la condanna sia più che sufficiente per tacitare qualunque vena moralizzatrice del Boffo, a cominciare dal paragone tra Shoa e politiche verso l’immigrazione, e soprattutto sui “pettegolezzi” sulla vita privata del Premier, non trovi?
    E poi, le molestie alla donna erano legate al marito di lei, non a un pinco-pallino qualunque…
    Molti di voi, cari amici “sinistri”, farebbero bene a fare un inventario nel proprio armadio pieno di scheletri, prima di sparare merda su un avversario politico… Ciao ciao, bello.

  8. etero Says:

    scusa Riv, cmq le molestie alla signora sarebbero consistite nel farle lasciare libero il marito (per Boffo)…
    e comunque resta la condanna patteggiata…chi fa il censore dei pubblici costumi (Boffo) non può cadere negli stessi vizi, e ti assicuro che non sono assolut berlusconiano!
    comodo per D’Avanzo parlare di “patacca” ma la condanna resta e ci siamo un po’ rotti i “00” di cattolici che fanno la morale e vanno in giro a collezionare condanne…

  9. Carlo Says:

    Entro la giornata, arriveranno le sue dimissioni!
    Carlo

  10. Cristian Says:

    entrato qui per caso…facendo una ricerca su Dino Boffo e il suo “meritato” sputtanamento…che la informativa sia falsa lo si deduce da una inesattezza che spero verrà corretta con altri “piccanti disgustosi particolari” dai giornalisti cani da tartuffo, ed ecco come andarono i fatti: Boffo non molestò il marito della signora di Terni ma bensì il figlio minorenne, per quella faccenda Boffo ricevette uno schiaffo dalla signora in pubblico mi pare dentro una chiesa, alchè Boffo cominciò a telefonare alla tizia insultandola e ottenendo così una quelela, questa notizia era nel sito di bruno zanin sito che venne fatto fuori da qualcuno a cui il tizio dava fastidio anche per le vicende legate a don Gelmini che Zanin sostenne a faccia scoperta.Complimenti per il tuo blog , io sono gay ma mi fanno schifo i preti che mi hanno portato a letto dicendo che erano impiegati o portalettere perchè volevano salvare la faccia.

  11. fausto Says:

    Su, River… non facciamo i politicanti. Quello che ha fatto Feltri altro non è che una lezioncina: da mesi tuonano contro Berlusconi per il fatto che (probabilmente) si è scopettato qualche strullina molto disponibile o qualche escort che se ne è andata all’appuntamento con i registratori infilati un po’ dappertutto…
    Se i grandi censori poi hano fatto (non più probabilmente ma sicuramente) si peggio o di uguale, una sputtanatina ci sta bene.

    La notizia del Giornale non mi sa per niente di farlocca, e comunque, fin dal primo momento, è stato detto a chiare linee che il puzzo di scandalo non è assolutamente nel fatto che Boffo abbia i suoi gusti sessuali, quanto nel fatto che il tipo ha tuonato contro i dubbi comportamenti altrui!

    Perfino GRILLINI ha preso molto, ma mooooooooolto, le distanze da Boffo e non si è sognato neanche un secondo di difenderlo.

  12. river Says:

    Le lezioncine, se proprio vogliamo darle, diamole con notizie vere. E non con documenti farlocchi.

  13. CoB Says:

    Mi sembra che la linea di Feltri somigli al “tutti ladri, nessun ladro” di Craxi (a mio avviso una delle affermazioni più vergognose di un politico) e vista la storia di SB evidentemente non è un caso. Ora mi godo la guerra tra Berlusconi e Bagnasco sperando che mieta molte vittime su entrambi i fronti. Comunque bel post, lucido quanto basta per fare chiarezza nell’italica ammuina, ciao

  14. O. Says:

    River, il certificato generale del casellario giudiziale non mi pare farlocco, tutt’altro. Ed è questo il perno della questione Boffo.
    Un giudice, coadiuvato dalla polizia di stato, ha indagato ed ha appurato un fatto. Boffo ha molestato. E’ stato condannato ed ha pagato un’ammenda.
    Tutto il resto, è contorno da cronaca rosa di un’italietta che si attacca ai dettagli per sviare dalla sostanza.
    Ora mi aspetto solo che qualcuno chiami la signora di Terni e/o il marito di lei per raccontare la faccenda.. sperando che non siano morti anche loro di overdose (ed io, ad essere in loro, ora avrei un po’ di timore.. ahhaahhahahahha) ;)

  15. river Says:

    Io non contesto la parte relativa alla condanna per molestie. Anzi.

    Contesto la seconda “costruzione”, fatta ad arte.

  16. Davide G. Says:

    Questa faccenda è particolarmente disgustosa perchè si fondono due aspetti negativi dell’Italia dei nostri giorni: una chiesa cattolica ipocrita e un potere politico con tendenze autoritarie. Purtroppo non è come in matematica che meno per meno fa più, qui schifezza più schifezza ci sta conducendo alla situazione sociale peggiore che l’italia abbia mai conosciuto dal dopoguerra ad oggi.

  17. Carlo Says:

    Non è un documento farlocco!
    Carlo

  18. Max.VI Says:

    Riv, giusto per confermare quanto da molti sostenuto (anche nei commenti a questo post) riguardo alla chiesa ipocrita, se hai letto le dichiarazioni del vescovo di Mazara – riportate dal Corriere – ti sarai certamente soffermato su una delle frasi virgolettate, riguardante SB:
    “Non ci interessa la sua vita privata – conclude – ci interessa che non ne faccia motivo di spettacolo».”

    Ovvero: non importa quello che SEI, ma quello che FAI. Questa è la lezione di moralità della Chiesa.

    Se qualcuno ne avesse mai avuto dubbi.

  19. Johnny Says:

    Io tra smentite, conferme, notizie dell’ultima ora, spifferate vere o presunte, commenti, analisi, pettegolezzi e dietrologie varie, mi sono perso!

    Non ho più capito se si tratta di notizie vere, parzialmente vere o del tutto false.

    Mi arrendo. Mi manca la pazienza o l’interesse per approfondire. Tutto sommato però non cambia il mio giudizio sulle persone e sugli eventi in questione. Naturalmente il mio disgusto più totale si stende su tutto.

    P.S. La Chiesa (non per sparare sulla Croce Rossa) non è diversa da un qualsiasi partito politico, in questa come in altre vicende. L’unico interesse che ha è quello di difendersi a tutti i costi e difendere qualsiasi membro della sua comunità, al di là dei valori sbandierati. Mi faccio sempre più convinto che per godere di una qualsiasi impunità legale o morale basta affiliarsi alla Chiesa. Ovviamente parlo di mettersi in un qualche posto di rilievo (leggasi= fornire qualche servizio alla Chiesa che vada incontro ai suoi interessi, di potere o materiali ovviamente), non penso che un povero tapino di fede reale possa trarre qualche vantaggio, anzi!

    Scusate il mio qualunquismo. Però credo davvero in ciò che ho scritto.

  20. giuliano Says:

    dopo 19 anni (compro e leggo repubblica da quando avevo 15 anni, lo facevo per darmi un tono all’epoca) non comprero’ piu’ laRepubblica.
    a d’avanzo ora gli scrivo, se lo merita per tutte le volte che mi ha dato retta e risposto a mie email su domande ecc. a scalfari anche gli scrivo. a mauro no.

    lo sanno tutti che *** e’ frocio e organizza anche delle belle orgie nelle saune.
    spero proprio che si apra una serie di dossier di sputtanamento su tutti i froci potenti che operano pubblicamente contro la dignita’ delle persone omosessuali e poi corrono a fare la qualunque. questi dossier non li fara’ il mio ex quotidiano repubblica e li fara’ il giornale del nano malefico? pazienza. berlusconi passa, la chiesa resta. la chiesa e’ il problema del nostro paese e repubblica e’ troppo infognata con preti e chierici per continuare ad essere il mio quotidiano. certo versero’ qualche lacrima… sulle mie smemorande del liceo c’erano gli editoriali di scalfari, bocca… ma il divorzio questa volta e’ definitivo. addio laRepubblica.

  21. lelli Says:

    non so’ se stupirmi di piu’ del fatto che un Boffo fa il moralista poi ne combina una piu’ del diavolo o di questo grande fratello che ci segue, conosce e sa tutto di noi…so’ solo che siamo nello schifo piu’ totale, Berluska la sa’ lunga, ha i suoi adepti a cui da da mangiare e questi si scatenano contro la preda come degi avvoltoi su una carcassa…so’ solo e concludo dicendo che ho trovato la mia vera liberta’ Smettendo di frequentare la chiesa e tutto cio’ ad essa connessa. Non credo in nessuna di quelle figure che con superiorita’ ci guarda ed ha la presunzione di assolvere i nostri peccati…altro che avvenire???? ma quale avvenire???

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