Come eravamo/Il caltalogo Ikea nel 1965. by you.Come eravamo/Il caltalogo Ikea nel 1965. by you.

Uno specchio dei tempi: il catalogo Ikea del 1965.

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Il costume integrale per lui.

August 27th, 2009

Il costume integrale per lui. by you.

59 dollari, ecco un bodysuit da uomo. Potrebbe essere un’opzione per gli ultimi giorni di mare. Per sembrare tutti delle Jane Fonda.

Abercrombie a rischio fallimento? by you.

Con l’apertura del suo primo store italiano alle porte, la notizia preoccupa quanti attendevano da tempo questo momento. La rivista Time segnala il lento e inesorabile declino economico del brand, in una crisi che ha investito tutti i rivenditori di abbigliamento. Ma la situazione di Abercrombie & Fitch è particolarmente drammatica. Da dieci mesi, infatti, le vendite fanno registrare un segno meno a due cifre. Solo nel secondo quadrimestre del 2009, le vendite sono diminuite del 30% per i marchi A&F, Hollister e Ruehl (che però ha definitivamente chiuso i battenti a giugno). In questo periodo Abercrombie ha così perso 26,7 milioni di dollari. Nello stesso periodo del 2008, i profitti erano stati pari a 77,8 milioni. Secondo i consulenti del settore, il brand ha gestito in assoluto nel modo peggiore l’attuale crisi finanziaria. Intanto, rifiutandosi di abbassare i prezzi, perché “ciò avrebbe fatto scadere il marchio”. E poi iniziando a non essere più di moda tra i giovanissimi.

Qualcosa, però, potrebbe cambiare. L’amministratore delegato del gruppo, Mike Jeffries, annunciando le perdite del secondo quadrimestre, ha ammesso di non aver centrato alcuni “trend primaverili”, e ha dichiarato di essere pronto a tagliare i prezzi. E potrebbe cambiare anche qualcosa della filosofia portante del brand, molto “sexual” e “relaxed”: a cominciare dai modelli a torso nudo piazzati all’ingresso degli store e dei commessi che ballano musica hip hop. Nel frattempo, evidentemente in difficoltà di fronte a questi dati, Jeffries ha detto “no” ad un’intervista di Time. Il giornale, comunque, sbaglia a scrivere quando sostiene che in nessun negozio è stato mai visto un cartello di “saldi”: quando sono stato a New York, quello vicino al porto aveva una sezione di merce fortemente scontata.

Ci sarà davvero una svolta?

cicatrice by you.

Confesso di essere rimasto stupito quando ho visto un’intervista realizzata a Silvio Berlusconi all’uscita dallo stadio San Siro, in occasione del trofeo Berlusconi. E’ il 18 agosto e, per una volta, il premier sembra avere poco trucco. Ad intercettarlo c’è un collega di Blogosfere, che gli rivolge alcune domande di rito. Ma la telecamera è impietosa, e mostra una cicatrice, sulla parte sinistra della fronte. Sarà per questo che il lato preferito per le sue inquadrature è il destro?

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Alla fine è andato dove meritava di andare. In carcere. Il gip del tribunale di Roma ha firmato poco fa la richiesta di custodia cautelare per Alessandro Sardelli, l’uomo di 40 anni che, venerdì notte, ha accoltellato e picchiato due giovani gay nel quartiere Eur, a Roma. La squadra mobile, che teneva l’uomo sotto controllo (onde evitare una sua eventuale fuga), lo è subito andato a prendere nella sua abitazione, al Laurentino 38, e lo ha condotto in carcere. “Svastichella”, questo il suo soprannome, potrà ora nominare un legale. Nelle prossime ore sarà sottoposto ad un interrogatorio, di fronte al pm e al Gip.

Dino S., la vittima dell’aggressione e i familiari “ringraziano quanti in questi giorni hanno manifestato vicinanza e sostegno”. Soddisfazione viene espressa da Arcigay, il cui legale aveva avanzato alla Procura la richiesta di arresto verso “svastichella”.

Importanti le motivazioni con le quali il Gip ha motivato la richiesta di arresto: “esigenze cautelari” e persona “socialmente pericolosa”, visti anche i suoi precedenti penali. Nell’atto, di due pagine e mezze, il giudice afferma come sia certa l’identificazione dell’indagato in quanto responsabile dell’aggressione ai danni dei due gay, grazie alla testimonianza resa da cinque persone. Non solo: il Gip sostiene anche che Sardelli potrebbe tornare a commettere lo stesso reato.

E almeno stavolta, giustizia è fatta. Vedremo quanto tempo resterà in carcere.

“Non una parola” è un cortometraggio nel quale mi sono imbattuto, per caso, sfogliando randomicamente i video su Youtube (attività sociologicamente interessante, oltre che entertaining). Affronta il tema dell’omosessualità, adottando il punto di vista di uno studente delle superiori, e raccontando, in pochi minuti, il difficile rapporto con i genitori e i compagni. Confesso che, a livello di trama, ci sono alcuni punti oscuri e, in parte, luoghi comuni che mi hanno lasciato perplesso. A cominciare dal fatto che il ragazzo provi il rossetto della madre (quello del gay vestito da donna è uno dei peggiori cliché, molto anni Ottanta); ma anche l’associazione internet-chat-Male non mi è piaciuta. Tuttavia scelgo di pubblicarlo per un motivo semplice. Mi piace il fatto che la classe dell’Istituto superiore Antonio Pesenti, che lo ha realizzato questo video per il laboratorio di cinematografia e video, abbia scelto di affrontare un tema non facile. Immagino le discussioni e i confronti con il professore, la condivisione dei punti di vista, anche qualche scontro. Ma parlare dell’omosessualità in un contesto educativo è importante, per aiutare chi vuole “uscire allo scoperto”, e per insegnare tolleranza e rispetto anche agli under 20.

Da Roma, a Rimini. Mentre è di oggi la notizia che si sono aggravate le condizioni di salute di Dino, il gay accoltellato nella capitale da un 40enne pregiudicato, da Miramare di Rimini un altro caso di omofobia. Vittime dell’aggressione fisica e verbale sono stati Daniele Priori, 27 anni, giornalista, attivista politico di centrodestra, impegnato nella lotta per i diritti civili e il suo compagno, il cantautore Ciri Ceccarini, 29 anni. I due sono stati protagonisti di una rissa, scattata per futili motivi (un parcheggio) nel cortile del condominio dove risiede Ceccarini.  Al pronto soccorso di Rimini hanno riscontrato un trauma contusivo al volto per Ceccarini, guaribile in cinque giorni, e un contraccolpo cervicale per Priori, guaribile in tre giorni. “E’ impensabile – ha detto Daniele Priori, vicepresidente nazionale dell’associazione GayLib e militante del Popolo della Liberta’ – trovarsi in vacanza e essere presi a pugni in faccia per una evidente intolleranza che non esita a trasformarsi in violenza fisica. In realta’, in questa specifica situazione, ci troviamo di fronte a un caso di persecuzione che dura da anni. Basti pensare, tra gli altri episodi, che appena pochi giorni prima dell’aggressione hanno gettato delle uova sulla mia autovettura. Secondo questa gente – riferisce – io e il mio compagno non dobbiamo stare nella palazzina per non oltraggiarne la loro idea di decoro al punto che non si sono fatti problemi, pure di fronte all’intervento dei Carabinieri, a definire il mio compagno come un essere schifoso”.

Il rapporto con i vicini: altro dramma, per molte coppie omosessuali conviventi. Persino in una regione storicamente “tollerante”.

P.s. Una semi-buona notizia da Roma: La procura inoltrerà oggi stesso la richiesta di fermo per il pregiudicato di 40 anni, accusato di aver accoltellato e ferito due giovani gay tre giorni fa all’Eur. L’atto sarà firmato dal procuratore della Repubblica Giovanni Ferrara e dal pm Pietro Pollidori, e ora sarà al vaglio del gip che dovrà valutare se emettere la misura cautelare in carcere.

Potrebbe essere il trend dell’estate. Dopo Madonna a Portofino, tocca a Stefano Gabbana tuffarsi con l’ombrello. In queste foto è stato immortalato dalla Regina d’Italia, yacht superlusso di 51 metri di proprietà di Stefano Gabbana, mentre fa il bagno a Minorca. In acqua, è insieme all’amico e fotografo di moda, Giampaolo Sgura. I due designer se ne sono andati in giro per il Mediterraneo – Capri, Eolie e Sardegna – e la Spagna, concludendo il loro tour a Ibiza.

Tutti Gai.

August 24th, 2009

Tutti Gai. by you.

Il Paese si trova in provincia di Trieste (grazie Nadir!)

Voglio andarmene dall’Italia. Quello che è successo è assurdo. Quando mi sono trovato il coltello conficcato ho pensato di morire”.  Parla dal suo letto d’ospedale, al Sant’Eugenio, il ragazzo omosessuale accoltellato venerdì notte a Roma, nei pressi del Gay Village. Il giovane, un marchigiano che lavora nella capitale, è ricoverato in gravi condizioni, e oggi ha chiamato i genitori per informarli di quanto accaduto. Insieme a lui,in stanza, c’è l’altro compagno aggredito, che lavora in Spagna: il ragazzo ha deciso di voler restituire simbolicamente il passaporto italiano. E non sono gli unici ad avere ancora paura. Il testimone, che ha permesso di denunciare l’aggressore, il 40enne A.Z., teme per la sua vita: “Adesso che quell’aggressore è ancora fuori, temo per la mia vita. Conosce il mio volto, mi ha visto da vicino subito dopo aver accoltellato la vittima. Il fatto che questa persona sia ancora libera mi mette paura. È assurdo che questo individuo sia ancora libero”. Aurelio Mancuso, presidente Arcigay, chiede una “estesa e diffusa mobilitazione contro la violenza omofobica che da qualche anno si è abbattuta nel nostro Paese”.

E, intanto, emergono altri particolari circa l’aggressione. Non solo buona parte dei testimoni non sarebbe intervenuta, ma un ambulante di panini (abusivo?), alla vista del ragazzo accoltellato lo ha anche invitato ad andarsene. “Ha detto a quei due che lo intralciavano, e li ha invitati ad andarsene”, ha riferito un testimone. Non solo: “I ragazzi che erano nelle auto, da una delle quali è sceso l’aggressore, ridacchiavano divertiti assistendola scena – ha detto lo stesso testimone – tutto è avvenuto di fronte all’indifferenza delle persone che erano sul posto, compresi i ragazzi gay che uscivano dal Gay Village. Solo dopo le mie insistenti richieste di aiuto qualcuno si è avvicinato”. Il difensore di uno dei due giovani gay aggrediti a Roma, l’avvocato Daniele Stoppello (che assisterà il ragazzo gratuitamente), chiederà al pm della procura di Roma una misura cautelare in carcere nei confronti dell’accoltellatore.

Si mobilita la politica. Anna Paola Concia chiede al Pd di agire per una legge contro l’omofobia: “Sono indignata, avvilita e anche impaurita da questo clima di intolleranza e di violenza impunita contro omosessuali e transessuali. Come può la nostra società accettare inerme questa continua violenza omofoba, senza fare e dire niente. Come può farlo il Pd. Chiedo al Partito democratico e in particolare ai candidati alla segreteria nazionale Marino, Bersani e Franceschini di pronunciarsi e di dire apertamente se considerano l’omofobia un reato grave come il razzismo. Se così è, non voglio più essere lasciata sola a condurre questa battaglia dentro il Parlamento. È necessaria una mobilitazione di tutto il partito affinchè, a settembre, l’approvazione della legge contro l’omofobia diventi una priorità”. “Con il mancato arresto dell’aggressore dei due omosessuali assisteremo all’effetto di far sentire il prossimo criminale omofobo impunito e a legittimarlo a sfogare la sua rabbia”, ha invece rimarcato Vladimir Luxuria, ex parlamentare: “Questa persona ha compiuto un atto allo scopo di uccidere, perchè dopo aver accoltellato la vittima lo ha anche pestato”.

P.s. Per quanto possa essere inutile, un grazie al testimone che ha permesso di individuare l’aggressore e che ha soccorso i due giovani. Potrebbe passare quasi per un eroe, a fronte anche di quanti uscivano dal Gay Village e non hanno mosso in dito. Questo testimone  è, banalmente, un cittadino che ha fatto il suo dovere. Di essere umano.

mapdata by you.

Era infastidito dalle loro effusioni. E così, un 40enne, con precedenti penali per reati contro il patrimonio e per droga (per intenderci: uno di quelli che ti chiedi perché passi più tempo in strada che in carcere), ha preso un coltello e li ha aggrediti. E’ successo la scorsa notte a Roma, poco dopo le 4. I due erano appena usciti dal Gay Village, e, all’interno del parco Rosati, avevano iniziato a scambiarsi alcune effusioni. Ma il 40enne, infastidito dal comportamento dei due giovani, ha prima inveito nei loro confronti con insulti e alla loro replica si è scagliato contro di essi, prima colpendo alla testa con una bottiglia uno dei due e successivamente ferendo all’addome anche l’altro giovane che è caduto a terra. Vergognoso l’atteggiamento di molte persone presenti: “Sembrava una corrida ma al posto del toro c’era un ragazzo insanguinato: nessuno interveniva, ma tutti guardavano. Guardavano quell’animale, quel matto che dopo avergli dato una coltellata riempiva il ragazzo trentenne di calci e pugni”, ha dichiarato un testimone”.

Sul posto è subito arrivata la polizia, chiamata dai numerosi passanti – e da alcuni testimoni che hanno assistito all’aggressione (ma non hanno mosso un dito per fermare il 40enne pregiudicato). Una delle vittime, soccorsa nell’ospedale Sant’ Eugenio, ha subito una ferita al cuoio capelluto, l’altra è stata ricoverata e come si è appreso successivamente, è stato sottoposta ad un intervento chirurgico per una ferita da arma da taglio all’addome. Grazie ai testimoni, è stato possibile arrivare ad A.Z., che è stato denunciato in stato di libertà d’intesa con l’autorità giudiziaria per tentato omicidio. Dino, uno dei due gay aggrediti, ha parlato poco fa dal reparto di terapia intensiva del Sant’Eugenio, accanto al testimone, che gli ha salvato la vita. “Stavamo finendo di mangiare un panino – racconta – ci siamo abbracciati e dati un bacio, come una normale coppia. Solo un bacio. Questa città negli ultimi tempi è cambiata molto. Mi sento stordito. Quell’uomo prima ha dato una bottigliata in testa al mio amico, poi a me e quando gli ho risposto che non facevamo nulla di male mi ha dato la coltellata“. Dino conclude con una domanda: “Perchè mi ritrovo così senza aver fatto nulla di male? Mi chiedo perchè arrivare ad uccidere per niente. Perchè arrivare a questo”.

Duro il commento di Vladimir Luxuria: “Mai vissuti, a mia memoria, tempi così bui a Roma. La città è sempre più insicura per tutte le categorie deboli non solo per le donne. Ci sentiamo tutti meno sicuri e viviamo con terrore questo clima fatto di squadracce e spedizioni punitive. Stavolta è toccato a due persone che erano colpevoli solo del fatto che si stavano abbracciando“. Aurelio Mancuso, presidente nazionale dell’Arcigay, esprime la sua “vicinanza e solidarietà ai due ragazzi romani e sollecita ancora una volta, il ministero degli Interni a garantire, attraverso strumenti concreti ed efficaci, l’incolumità e la sicurezza delle persone omosessuali e transessuali. Allo stesso modo sarebbe necessaria una vasta campagna sociale e culturale per combattere la grave patologia dell’omofobia“. Anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, critica la decisione del magistrato di denunciare soltanto l’aggressore: “Ancora una volta devo protestare vivamente per una decisione adottata da un magistrato. E’ inaccettabile che un accoltellatore che ha agito con un chiaro movente di intolleranza sessuale, mettendo in pericolo la vita di due persone, sia oggi soltanto denunciato a piede libero per un mero cavillo procedurale. Senza certezza della pena e senza un’adeguata durezza di fronte ai reati di allarme sociali, qualsiasi politica di sicurezza e di lotta al crimine risulta profondamente delegittimata. Gli uomini della squadra mobile di Roma mi hanno garantito che il criminale in questione rimarrà sotto stretta osservazione per evitarne la fuga. Ma chiedo con forza che il magistrato inquirente adotti immediatamente il provvedimento di restrizione in carcere di questo delinquente“.

Roma, Italia.

Hollister arriva a Roma Est.

August 22nd, 2009

Hollister arriva a Roma Est. by you.Hollister arriva a Roma Est. by you.

La notizia mi arriva da un river-lettore: nel centro commerciale di Roma Est sono iniziati gli allestimenti di quello che dovrebbe essere il primo negozio italiano di Hollister. A oggi, gli unici punti vendita di questo brand di Abercrombie & Fitch rivolto al mondo teen, si trovano negli Stati Uniti, in Canada e nel Regno Unito (gli ordini si possono fare on-line). A New York il negozio offriva modelli a torso nudo e ragazze che ballavano in costume sui tavoli.

Hollister arriva a Roma Est. by you.Hollister arriva a Roma Est. by you.

Addio Fernanda.

August 18th, 2009

pivano by you.

Grazie di avermi fatto conoscere la Beat Generation. Un pensiero, oggi che non ci sei più, e con l’illusione che ti sia spenta serenamente.

Continuerò a ricordarmi le tue interviste, con la voce rauca, lo sguardo furbo, il sorriso disincantato. Non riuscivo a considerarti anziana, perché sentivo in te pulsare la vita, che hai raschiato, senza mai schifare nessun angolo inesplorato dai più. C’era, nei tuoi occhi, la luce di chi aveva trovato tante risposte e che cercava di trasmetterle, ai giovani. Ma anche di chi, forse, voleva una società diversa.

Ti ricordo con le parole che scrivesti all’indomani della tragedia dell’11 settembre 2001.

“Con molto dolore per i morti e per la tragedia devo dichiararmi perdente e sconfitta perche’ ho lavorato 70 anni scrivendo esclusivamente in onore e in amore della non violenza e vedo il pianeta cosparso di sangue”.