In America, dove il web è entrato anche nei cessi in tempi non sospetti, esiste ormai una sostanziale parità di trattamento nei confronti dei blogger, rispetto ai più blasonati (e stagionati) rappresentanti dei media tradizionali. Se è chiaro che le centinaia di migliaia di contatti della Cnn o del NYT non possono essere raffrontati – da quel punto di vista – a nessun altro sito, è pur vero che il potere virale di un post-notizia può avere la stessa portata/conseguenze, se non addirittura maggiori. Notizie anticipate da blogger, e successivamente riprese dai grandi media, hanno dato alla categoria un’influenza sempre maggiore. Alle conferenze stampa, si invitano anche loro. Per accreditarsi ad un evento, anche internazionale, si possono fornire le proprie credenziali di “blogger”. Incluse le conferenze del presidente Obama.

Dalle nostre parti, invece, c’è ancora un malcelato e snobistico fastidio defilippi-ano (la signora della tv odia i blog, e li considera la spazzatura del web) verso questa forma di trasmissione di notizie. Un po’ è colpa anche dei blogger italiani, intenti, troppo spesso, a riciclare e commentare (tradotto: fuffa), piuttosto che a proporre novità. Per la quasi totalità delle interviste che ho realizzato su questo sito, non ho usato altro che un nickname e una url. Niente di più. Da Nicolas Vaporidis a Holly Madison. Certo, il numero dei contatti giornalieri aiuta, anche se ho notato che all’estero si accontentano del semplice link di riferimento (tanto per esser certi di non finire in un blog porno). Ci sono le eccezioni, ovvio. La simpatica e frizzante Victoria Cabello non sembra amare i blog, tanto che il suo ufficio stampa – la Goigest – ritiene di non dover neanche rispondere alle email di richiesta di intervista. Scelte legittime, per carità, che però “colorano” un personaggio d’antichità (e, in fondo, di boria).

L’approccio più aperto possibile adottato verso i blogger, invece, arriva da Dolce & Gabbana. Già. Al di là dell’ormai consolidata produzione/circolazione/pubblicizzazione di video/post/foto ad uso e consumo della blogosfera (nonsologaya), i due stilisti hanno deciso, di fatto, di equiparare blogger e giornalisti (blogger giornalisti?), nell’ambito di quella che viene presentata come una vera e propria evoluzione mediatica. Il prossimo 27 settembre, al teatro Metropol di Milano, verrà presentata la collezione Dolce&Gabbana Donna Primavera Estate 2010. Ottocento invitati in tutto, tra i quali le grandi firme del giornalismo di moda. La novità riguarda la prima fila, la più ambita e paparazzata. Accanto alle solite Franca Sozzani e Anna Wintour, infatti, saranno seduti anche dei blogger. I quali potranno twitterare/facebookare/bloggare in real time. Non più, dunque, le cenerentole della comunicazione, ma veri e propri protagonisti di un momento importante, qual è la presentazione di una collezione. Dolce & Gabbana puntano sempre più sul web, arrivando a lanciare, pochi giorni prima della sfilata, i “Diaries before the show”, video virali che anticiperanno il contenuto della loro collezione (anche su Youtube). Il perché di questa rivoluzione – se vuoi, imposta dal crescente potere del mezzo internet – è presto spiegato da Stefano Gabbana, intervistato dall’house organ Swide: “Il punto è che non è più possibile rivolgere il nostro messaggio ai soli addetti ai lavori, che restano fondamentali. Sentiamo l’esigenza di un contatto diretto anche con il consumatore”. La moda esce dal solito recinto ovattato, e cerca di “infettare” il web. Un do ut des un po’ paraculo, se vuoi. Ma a guadagnarci è, al di là del mezzo, il consumatore finale. Chi quei vestiti, in teoria, dovrebbe comprarli.

Buongiorno blog.

22 Responses to “Dolce & Gabbana aprono ai blogger (la Cabello no).”

  1. spettatore Says:

    Ah, interessante che la signora della tv, principale produttrice della tv spazzatura in Italia, consideri i blog spazzatura del web.
    Una donna aggiornata, tra l’altro, mi verrebbe da pensare.

    Chapeau invece a Dolce e Gabbana, benchè non mi siano mai stati granché simpatici e ritenga i loro vestiti piuttosto pacchiani, devo dire che sono molto intelligenti nel capire il mercato e il mondo dei media.

  2. Beps Says:

    River,se sarai a Milano per le sfilate ti faro’ da autista se vuoi!!!

  3. river Says:

    haha, grazie :) ma non ci sarò! meglio le sfilate uomo :P

  4. Giornalista felice Says:

    Ciao River dovresti sapere che molto spesso l’ufficio stampa fa da filtro tra l’artista e i media. Molto probabilmente – in questo caso assai certamente – Victoria Cabello non sa neanche che hai fatto richiesta via email. Mi sembra un concetto ovvio no?

  5. river Says:

    Ovvio. E’ l’artista, però, che impartisce direttive, circa i media con i quali comunicare. Al limite, le concordano insieme.

    D&G non conosceranno l’elenco dei blogger invitati. Ma certamente sono stati loro a decidere di trattarli non da cenerentoli/e.

  6. lwsx Says:

    Sarò di parte ma giudico le scelte della casa di moda Dolce & Gabbana sempre un tantino più avanti rispetto alr esto del fashion system Italiano.

  7. Om@ar Says:

    E’ un bel segnale da parte degli uffici stampa come quello di Dolce & Gabbana. Io penso comunque che la maggioranza dei blog siano fuffa e che occorra fare delle distinzioni. Quelli come il tuo, ma sono pochi, meritano di essere trattati come un mezzo d’informazione a tutti gli effetti. Ma tu sei un giornalista-blogger, appunto. La maggioranza dei blogger scrive male e divulga contenuti incosistenti. Evviva i “professional blogger” come te che sanno scrivere – bene – di argomenti seri e di “cazzate”.

  8. river Says:

    Mah, Omar, non saprei.

    mi spiego: o si apre a tutti i blog, indistintamente, oppure cosa si fa? si selezionano quelli fighi?

    Penso che l’apertura debba essere verso il mezzo blog, al di là del singolo blogger.

  9. Om@ar Says:

    Si selezionano, certo. Quanti blogger aprono un blog e poi lo abbandonano dopo poco? E magari potrebbero aprirlo giusto per partecipare agli eventi. Tu hai dimostrato finora costanza+qualità. Quindi dato che faccio l’addetto stampa ti prenderò in considerazione
    ;-) Continua a scrivere, mi raccomando! Baci da un tuo fan.

  10. Beps Says:

    River…nelle sfilate uomo rischieremmo di” perderci”…e cosa diciamo alle nostre dolci meta’??

  11. luca Says:

    a dire il vero la cabello mi è sempre stata sul cazzo.un po la bignardi del cazzeggio con quel suo fare la simpatica a tutti i costi finta anticonformista ho le tette piccole ma mi prendo in giro ecc..è bello avere ragione

  12. Alessio Says:

    O forse è il tentativo disperato per cercare di avere tutta quella pubblicità che li aiuta a vendere sempre i loro soliti quattro stracci.
    E dire che basterebbe creare qualcosa di nuovo.

  13. arcere Says:

    trovo la cosa molto interessante e piuttosto in avanti rispetto alla solita chiusura mentale di tanti altri personaggi

  14. lwsx Says:

    Alessio non penso abbiano bisogno di pubblicità per vendere i loro capi visto che sono tra quelli che hanno risentito meno della crisi mondiale. Forse invece sono tra i pochi che si ingegnano per proporre sempre qualcosa di nuovo e sopratutto per smussare sempre di più la forbice che c’e’ tra il comune mortale e il fashion system.

  15. Alessio Says:

    A loro serve molta ma molta pubblicità. Forse anche perchè avendo frodato il fisco devono alle casse italiane 800 milioni di euro.

  16. O. Says:

    bè, dai, paraculaggine o necessità di far soldi, mi vien da pensare: fico, giovane, molto al passo coi tempi e fuori dagli schemi dell’establishment modaiolo. Spero replichino, anzi, mantengano l’idea.
    Una cosa mia non è su questa linea d’onda: la necessità di essere online ora, subito, as it happen. E’ tremendo, per me. E’ l’assurda rincorsa alla replica della realtà, che però non vivrai mai come tale. E ti aliena.
    Ma, ripeto, questo loro voler proporre anche in Italia una cosa del genere, mi piace, è creativo.

  17. RealOne Says:

    Povero te che ancora ci perdi tempo dietro alla Goigest…sono i peggiori, quelli che hanno la puzza sotto al naso e sono talmente retrogradi che si eccitano solo quando sentono la parola RAI…poverini. Spesso mi è capitato di aggirarli e di arrivare ai personaggi senza il loro nulla osta: apriti cielo, è successo il finimondo. Se fossi un Vip mi guarderei dall’affidarmi a un’agenzia del genere.

  18. aborto Says:

    uno di loro sarà bryanboy(.com).
    fino ad un paio di anni fa lui era …diciamo pure… uno sfigato filippino che si travestiva… ora c’è persino una borsa di marc jacob che porta il suo nome. tutto merito del suo blog.

  19. lwsx Says:

    @aborto si si uno di loro è proprio Bryanboy te lo confermo. E’ dall’inizio del 2009 che transita su Milano per le sfilate e da DG è sempre presente.

  20. mercuzio Says:

    Sai, Riv, ho ricevuto un invito per la sfilata di Dsquared2 di lunedì prossimo, ma salvo stravolgimenti dell’ultim’ora non credo di poter andare fino a Milano (maledizione alle scadenze fiscali).

    Se dovessi andarci, comunque, ti invio un po’ di roba.

  21. Lord Lucas Says:

    Caro River,
    ti leggo sempre con attenzione e trovo che il tuo blog sia uno spaccato di vita metropolitana irrinunciabile. Voglio solo fare un piccolo appunto sulla tua osservazione sulla De Filippi.

    Per esperienza personale posso dirti che la conduttrice di Amici non considera affatto i blog spazzatura. Per TvBlog mi è capitato di accedere a sue conferenze stampa-trasmissioni e di parlarle (l’ultima volta sabato scorso) e mi ha sempre manifestato il suo entusiasmo verso il nostro lavoro (TvBlog è comunque una testata registrata e quindi non fa testo).

    Da quanto so io, però, lei si documenta sui vari blog, è molto attenta e non ha mai chiesto di cancellare neanche i peggiori insulti perché secondo lei in questo modo i programmi fanno parlare di sè e hanno successo. Lo stesso Zanforlin credo sia un blog-addicted e prenda spunto dai vari siti amatoriali per testare il polso del seguito popolare di Amici.

    Senza i blog programmi come Uomini e Donne e Amici non avrebbero un indotto così “enorme”.

    Sei sempre molto autorevole, perciò mi ha incuriosito che tu abbia definito la De Filippi un’anti-blog e volevo condividere con te la mia esperienza.

    Buon lavoro e buona giornata!

  22. river Says:

    Tvblog è diverso, decisamente. E’ praticamente un giornale online. Molto rispettato nel settore televisivo.

    So, da fonti vicine alla De Filippi, che il suo approccio verso il blog-medio è quello sopracitato.

    E, comunque, grazie della condivisione :))

Leave a Reply