Suicidio e moda.

October 30th, 2009

Suicidio e moda. by you.

Per presentare alcuni suoi abiti, i designer australiani “Sarti” hanno scelto una pubblicità dal forte impatto. Tre uomini, caduti da un piano alto, e morti nell’impatto sul suolo e su un’auto.

Suicidio e moda. by you.Suicidio e moda. by you.

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24 Responses to “Suicidio e moda.”

  1. Mauricio Says:

    Pessimo… orrendo.

  2. arcere Says:

    di pessimissimo gusto

  3. byb Says:

    “d’impatto”

    ma una pubblicità del genere non m’invoglia a comprare un loro un vestito. forse a fare un’assicurazione sulla vita.

  4. Francesco Says:

    Davvero bruttissima idea

  5. enzo Says:

    ma perchè non li fate fallire tutti questi stilisti del cazzo e le loro trovatine pagate a peso d’oro a pubblicitari analfabeti e dementi i loro quattro stracci cuciti storti negli scantinati di chissà dove, le loro sfilate ridicole coi modelli a tipo fisso efeboperverso-esponente del cartello di medellin-magnacciadisuccesso-palestratodecerebrato?

  6. rocco Says:

    ma quanto moralismo, mioddio!

    a me queste pubblicità piacciono. l’idea è originale, e suggerire che stile ed eleganza restano tali anche in situazioni estreme mi sembra piuttosto spiritoso e non stupido. certo, il registro è quello dell’ironia dissacratoria, ma il problema dov’è?

  7. G. Says:

    Il creativo si sarà ispirato a Paparazzi di Lady Gaga, ma se il video era ironico e geniale qui quello che manca è proprio l’ironia, perchè l’idea in se poteva non essere male, sarebbe bastato uno slogan o un modo diverso di realizzare la fotografia per renderla ironica, ma così risulta solo tetra.

  8. Francesco Says:

    Rocco, c’è modo e modo di “suggerire che stile ed eleganza restano tali anche in situazioni estreme”, come dici tu.

    Forse per tua fortuna non hai mai conosciuto persone che si sono tolte la vita in qualche modo.

    Comunque non è quello il punto: non sto dicendo che solo chi ha vissuto da vicino certi drammi rimane colpito da queste immagini. Quello che sto dicendo è che allora, secondo il tuo ragionamento, sarebbe una buona idea raffigurare i modelli sanguinanti dopo un incidente stradale?
    O magari trivellati dopo una condanna a morte per fucilazione?

    Esiste un limite oppure no? Io credo che esista, o meglio, che debba esistere. Non è moralismo ma sinceramente penso che si arrivi a queste forme estreme di marketing solamente per stupire, quando non si hanno più altre idee.

  9. LondonLuke Says:

    Fashion victims?

  10. lwsx Says:

    Un servizio che immancabilmente, sfogliando un giornale, uno guarda….e poi gira pagina.

  11. AlEsSaNdRo Says:

    non vedo il lato glam della pubblicità. forse un riferimento all’aspetto cadaverico di certi modelli?

  12. rocco Says:

    @ Francesco

    Forse è una questione di sensibilità individuali, Francesco, ma sinceramente non mi sembra che questa pubblicità sia così estrema. La moda, in fondo, è fatta molto anche di trasgressione ed esagerazione, e trovo che qui ci sia sicuramente un tono provocatorio, ma niente di più. Il tutto è così palesemente esagerato e sopra le righe che non vedo come lo si possa interpretare in modo letterale o addirittura sentirsi offesi pensando ai poveri disgraziati che il suicidio lo commettono davvero o semplicemente volano giù da una finestra.

    Ma forse è, appunto, una questione di sensibilità, e magari io sono un cuore di pietra :D

  13. Marco Says:

    Sono d’accordo (di nuovo) con G.
    La mancanza di ironia rende il tutto soltanto di pessimo gusto…Per fortuna ste robe non si vedranno sui nostri cartelloni pubblicitari

  14. gius Says:

    …inquietante.

  15. quid76 Says:

    di dubbio gusto direi

  16. O. Says:

    apperò, tra le pompefunebri sotto e questo… è decisamente Halloween ;)

  17. don Marco Says:

    pessimo è un complimento

  18. Ema Says:

    spero che non mi facciano fare questa fine xdxd

  19. salutidavenezia Says:

    poveraccio, se li è goduti pochino i suoi vestiti nuovi

  20. AlessiaPi Says:

    Credo non abbiano mai visto un morto suicida da un piano alto. Il corpo diventa largo largo e sottile sottile. Insomma, ci si spalma sul terreno. Macabro, ma è così. Non trovo ci sia neanche molta inventiva/immaginazione/creatività in questo tipo di campagna.
    La prima idea che mi faccio quando vedo pubblicità di questo tipo è che forse se si deve arrivare a stupire con mezzucci da splatter è perchè di fondo non c’è un buon prodotto da supportare.

  21. mercuzio Says:

    Potrebbero usare questa campagna a scopo terapeutico nei gruppi di recupero per acquirenti compulsivi.
    Uno di quelli dove, per intenderci, prima o poi dovrò iscrivermi anche io.

  22. sam Says:

    penoso.

  23. Giampietro Says:

    chi si ricorda la campagna pubblicitaria, di non mi ricordo quale casa di moda… erano pubblicizzati dei jeans, con i modelli incatenati a blocchi di cemento in fondo al mare.
    In Cile era piaciuta particolarmente…

  24. JoeQuinn Says:

    Ho visto troppe puntate della Signora in Giallo per non capire che nella prima foto si tratta sicuramente di un omicidio.

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