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Nel giorno in cui il Ministero per le Pari Opportunità ha lanciato la sua campagna contro l’omofobia, un nuovo rigurgito di intolleranza verso i gay arriva dal profondo Nord, nella fattispecie dal sindaco di Como, Stefano Bruni, del Pdl. A scuotere la comunità locale Glbt è un secco “no” ad un patrocinio e, addirittura, alla concessione della sala della biblioteca comunale (!), per trasmettere quello che, evidentemente, si ritiene qualcosa di indegno: il documentario “Due volte genitori“. Il caso viene denunciato dall’associazione ComoGayLesbica, alle prese con un rifiuto palesemente omofobico – come omofobiche sono le dichiarazioni delle parti in causa, rilasciate ad un quotidiano comasco. La proiezione del documentario (qui il sito, mentre qui c’è il trailer), che ha già avuto molti riconoscimenti a livello internazionale, era un pretesto per offrire un momento di dibattito e confronto sul tema dell’omofobia. Ma ieri è arrivata la risposta negativa dal Comune. “Siamo sconcertati da questo rifiuto. È in antitesi a quanto affermato dal ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna a conclusione del primo incontro del tavolo di lavoro ministeriale, in cui la presidenza del Consiglio dei Ministri ha illustrato le importanti iniziative mediatiche che verranno realizzate contro l’omofobia”, sottolinea l’associazione. Quanto alla motivazione del rifiuto, la risposta arriva al giornale “La Provincia di Como“, dall’assessore Sergio Gaddi, il cui assessorato è ribattezzato da ComoGayLesbica “alla cultura omofobica e impari opportunità”: “Condivido la scelta del sindaco: anch’io avrei detto di no. Concedere un pubblico patrocinio a questa proiezione avrebbe significato riconoscerle un valore. Ritengo una coppia omosessuale di genitori un’aberrazione innaturale. Poi, in privato, ognuno fa quello che vuole“.

divietocomocgl by you.

Questi rifiuti, conditi da motivazioni volgarmente disgustose (quanto quel cosiddetto “privato” dell’uomo pubblico, che passa da una lode sperticata al Papa al pompino di una escort), sono pericolosi quanto una mazza di ferro sbattuta sui denti, perché continuano a veicolare il messaggio che le cose finocchie debbano ancora essere “vagliate” ed eventualmente “approvate”.

P.s. L’assessore ha pure fatto una gaffe (?): il documentario non parla dei genitori gay, ma bensì dei genitori che accettano i figli gay.

29 Responses to “Como contro il documentario sui genitori di gay, Comune nega sala.”

  1. quid76 Says:

    neanche la briga di informarsi sul reale contenuto del documentario. puah

    saluti

  2. Dnlinus Says:

    Benvenuti a Como, la città più provinciale e perbenista del Nord d’Italia :(

  3. Javanotakeshi Says:

    ho visto il video durante un dibattito a Rovigo. Nulla di sconcertante, anzi famiglie che hanno seguito un percorso non facile per capire i propri figli e riuscire ad aiutarli nel proprio cammino di uomini/donne in mezzo a una realtà che non li accetta.
    bellissimo documentario. Mi fa una pena sentire che qualcuno non l’accetta. Neppure fare la finta figura di essere aperti, che vergogna!

  4. Ale! Says:

    Ho visto questo film, precisamente presso il DGP.
    Film stupendo, comunicativo e soprattutto socialmente utile.
    QUesta negazione palesa la medicrità italiana. :(

    restare o fuggire?

  5. gius Says:

    …fuggire, tristemente fuggire.

  6. AlEsSaNdRo Says:

    qualcuno ha una copia in dvd da far vedere a mia madre?………………

  7. luca Says:

    che como fosse omofobica lo si sapeva…che bruni e gaddi non siano politici di ampie vedute (salvo che non si parli di danari da far girare) lo si sapeva, ma da qui a vietare anche il patrocinio e gli spazi ad una cosa così innocua……
    vabbè, una volta in più mi vergogno di essere lombardo e, stavolta, anche comasco…..

    ma del resto stiamo parlando del sindaco che, per non far fuoriuscire il lago qualche giorno ogni 10 anni, ha fatto stendere progetti faraonici (si parla di 15 milioni di euro, tipo mose di venezia) per poi, alla fin fine, arginare il tutto (lago compreso) con un semplice muro in cemento di contenimento sul lungolago tale da coprire la vista del lago stesso dalla piazza: dico solo che anche i suoi colleghi consiglieri comunali del PDL hanno urlato allo scandalo…..

    non so se potrà mai cambiare qualcosa, ma caldamente auguro a como e ahi comaschi che questa giunta se ne vada al più presto, di danni ne ha già fatti abbastanza!

  8. mat Says:

    c’è una canzone di caparezza che dice “chi più aveva potere più era ignorante”… devo riconoscere che ha ragione da vendere…
    io trovo aberrante l’ignoranza di certe (troppe) persone!

  9. spettatore Says:

    “Poi in privato ognuno fa quello che vuole” secondo me esprime in concreto il punto di vista lombardo (e lo dico da lombardo) sulle persone gay. Della serie: mi fai schifo, ma se lo fai in privato e non ti vedo meglio così.
    Quindi tutta Italia è paese, senza grandi differenze geografiche l’omofobia colpisce un po’ ovunque. L’Italia è una nazione omofoba, punto.

  10. astro Says:

    Trovo il video discordante.
    Quello che dice la mamma a 3.40 lo trovo toccante, ma in completo disaccordo con quanto dicono altri genitori… per non parlare delle risate finali (fintissime!) dei 2 genitori al gay pride!

  11. Basta Says:

    Ma non mi dire?
    E’ un peccato che la gente che ieri si era già infilata le piume arcobaleno nel culo per festeggiare la grande SVOLTA dello spot anti-omofobia,(e che ha criticato chi aveva delle intelligenti perplessità) ora se le dovrà togliere.

  12. dan Says:

    Ma un’edizione tutta comasca di quel video della allen “fuck you”? Certo lo so, a questo punto non è avanguardia ne originale, però pur sempre carina e meglio dello spot della carfagna.
    Inoltre ben vengano di questi tormentoni. Se poi utube non basta una versione stampata sarebbe carina “fuck you…in privato”. Solidarietá

  13. Beps Says:

    COMOFOBICO!!!!

  14. Alex Says:

    Sconcertante tutto ciò ma inutile discuterne…

    Voglio dire, preferisco fare qualcosa rispetto a limitarmi a parlarne.

    Per questo vi dico come poter avere il dvd, per chi volesse vederlo o soprattutto volesse farlo vedere a quanta più gente possibile, cosa che credo utilissima per la nostra causa.

    Basta mandare un’email a info@duevoltegenitori.com (o direttamente al regista – molto simpatico :) – claudio@duevoltegenitori.com) e vi si informerà sul modo in cui acquisire il dvd. Credo ricordare si tratti di una donazione di 10-15€ via bonifico e un paio di giorni dopo il dvd vi arriverà a casa.

    Non preoccupatevi nè di privacy (voglio dire, nel bonifico o sul pacco che ricevete non c’è scritto “dvd di genitori di gay come te” :P ) nè di inganno alla ora di effettuare il bonifico e non ricevere il dvd.

    Ci tengo a puntualizzare anche che i 10-15€ che si pagano vengono usati per finanziare Agedo e i suoi progetti, soldi ben spesi (che sicuramente possiamo risparmiare da qualsiasi altra spesa, magari più futile)

    PS. dalla Spagna si vedono veramente male le cose che succedono in Italia… Le possibilità sono sempre 3: lottare, fuggire o arrendersi, e ultimamente la 3ª sembra quella più utilizzata lì da voi

  15. Enrico* Says:

    Ecco, la prima cosa che mi è saltata agli occhi: MA QUALI GENITORI GAY??? Non sanno nemmeno di che cosa stanno parlando, una vergogna…

  16. mercuzio Says:

    Son andato sul sito del Comune di Como, ho trovato la loro mail (comune.como@comune.pec.como.it) e gli ho scritto:

    Gentili signori,

    a poche ore dal lancio della nuova campagna di sensibilizzazione del
    Ministero delle Pari Opportunità sul problema dell’omofobia, leggo che
    il vostro Ente avrebbe negato il patrocinio e l’uso della sala della
    biblioteca comunale per la proiezione di un documentario dal titolo
    “Due volte genitori” che raccoglie le testimonianze di quei genitori
    che si sono trovati ad affrontare la notizia dell’omosessualità del
    proprio figlio.

    Con sgomento, poi, leggo anche di una presunta dichiarazione
    dell’assessore Sergio Gatti, il quale avrebbe detto: “Condivido la
    scelta del sindaco: anch’io avrei detto di no. Concedere un pubblico
    patrocinio a questa proiezione avrebbe significato riconoscerle un
    valore. Ritengo una coppia omosessuale di genitori un’aberrazione
    innaturale. Poi, in privato, ognuno fa quello che vuole“.

    Assolutamente certo che le notizie siano infondate, che tale
    dichiarazione non possa essere stata davvero resa da un vostro
    pubblico rappresentante, anche alla luce del fatto che le
    dichiarazioni dell’assessore Gatti si riferirebbero, nel caso, a
    questioni inattineti alla tematica trattata nel documentario, il
    quale, com’è noto non affronta affatto la questione dei genitori gay,
    bensì quella dei figli gay di coppie tradizionali, vogliate,
    cortesemente precisarmi l’esatta versione dei fatti.

    Certo di un cortese e sollecito riscontro, porogo i sensi della mia
    più alta considerazione.

    firma
    (un cittadino)

    Attendiamo risposta.

  17. Scrappy Says:

    ..am anche se fosse sui genitori gay? che male ce’…quegli incorcati del profondo nord,stanno creando un precedente….altro che non sapevano. orrrendi voi che li avete votati

  18. blu-1974 Says:

    Ho visto questo bel documento al gruppo “la Fonte” di Milano e mi è piaciuto molto in quanto ti fa vedere come viene vissuta l’omosessualità dal punto di vista dei genitori: cosa significa per loro avere un figlio omosessuale, le paure e i dubbi che essi vivono. Devo dire che mi ha aperto molto la mente. E’ stato il documento più interessante che abbia mai visto in tema e averlo scartato a priori, senza nemmeno sapere esattamente di cosa si trattasse, è un grave errore di questa amministrazione provinciale.

    @ AlEsSaNdRo : l’AGEDO (l’associazione dei genitori di omosessuali) vende il DVD al prezzo di 15 Euro, prova a vedere il sito http://www.agedo.org

  19. blu-1974 Says:

    Errata corrige:
    ho scritto “amministrazione provinciale” anziché “amministrazione comunale”.

  20. H9743 Says:

    @Mercuzio.
    Bel messaggio, educato, civile, ironico.
    Ma secondo me avresti dovuto solamente mandarli a fanculo.

  21. arcere Says:

    io li mando cordialmente affanculo

  22. Lokken Says:

    bella mossa, a quando l’Inquisizione?
    Ditemelo che incomincio a tingere i panni di rosso.

  23. cowboy Says:

    Io sono arrivato a ritenere l’Italia un paese decaduto e deceduto.

  24. Asia Says:

    io sono della provincia di Como, e mi vergogno fortemente! ma sarei pronta a scommettere che se il comune avesse dato il patrocinio e la sala per trasmettere il documentario, non ci sarebbe andato lo stesso nessuno, i soliti 4 gatti che partecipano alle iniziative di qualunque genere… il comasco-tipo non esce di casa la sera! …alla fine la gente non è così migliore rispetto a quelli che la governano….
    e questo per me è ancora piu triste…

  25. Goupil Says:

    Non mi stupisce. Abito vicino a Como, è l’omofobia si sente soltanto respirando. Detto ciò, ho l’intima convinzione che si tratti solo di un’atteggiamento, un certo perbenismo esacerbato. Basta andare sui vari siti d’incontri gay del comasco e Brianza in generale, tutt’altro che disertati (…) e s’incontrano a paletta uomini sposati che cercano l’attimo d’ebbrezza con ragazzini, fidanzati incerti che vogliono ancora provare… e poi, ahimè, tanti gay come me che vivono la loro libertà nascosta, per paura di essere riconosciuto. Milano non è pure così distante, ma si nota un netto cambiamento di mentalità. La cosa che trovo la più tragica di tutte, è che questo vivere la propria libertà nascosta, e quindi repressa, conduce spesso volentieri a comportamenti estremi. Chiedere di far sesso bareback è cosa comune, più di quanto io possa aver visto in altre parte d’italia.
    Concludo però con una nota negativa : questo immobilismo dello Stato sui gay in Italia è anche colpa vostra / nostra. In quanto francese, mi stupisco che i gay italiani non riescano ad unirsi seriamente, con solidarietà, e far fronte massicciamente contro questi atteggiamenti razzisti. C’è chi denuncia la presenza di crocifissi nelle scuole alla corte europea, ma noi ? Se denunciassimo l’atteggiamento omofobo, razzista, di vera segregazione dello stato italiano verso i gay, sono convinto che saremmo alla lunga più ascoltati, rispettati e difesi, e le cose si potrebbero migliorare per noi in Italia. Questa avvenuta a Como è intolleranza nazista pura, siamo i pestiferi del XXI.

  26. charliegolf Says:

    La comofobia in questa città è qualcosa di scandaloso. Oggi, proprio oggi, il Comune di Como ha celebrato in pompa magna l’anniversario della scomparsa del, per fortuna, defunto Vescovo Maggiolini, noto omofobo.
    Il sindaco di Como e la signora Saladini, assessora alle pari opportunità della provincia, hanno negato il patrocinio alla proiezione del film “due volte genitori” senza passare dalla giunta, senza giustificazioni. Gaddi, assessore alla cultura, ha definito le coppie omosessuali un’aberrazione innaturale.
    Tullio Saccenti, capo di gabinetto del Comune, si è nascosto nella sala non accessibile al pubblico durante il consiglio comunale quando ho voluto parlargli e guardarlo in faccia. Lo stesso dicasi per l’assessora Anna Veronelli, pari opportunità del Comune.
    Tutto questo per aver chiesto il patrocinio a due istituzioni che hanno il dovere di difendere le persone omosessuali. Non si può costringere loro di darci questo patrocinio ma almeno che lo facciano nei termini di legge. Non rispondere neanche con una lettera è veramente ignobile. Eppure dovrebbero essere loro a vergognarsi. Quando andrò a vedere il film, che ho fortemente voluto venisse presentato nella biblioteca cittadina, probabilmente non ci saranno i miei genitori perché morirebbero se venissero a saperlo. Ma se il Comune e altre istituzioni avessero fatto il loro compito, probabilmente mi sarei sentito più forte e più gratificato. Avrei fatto l’ulteriore passo per farmi accettare da loro. Invece saprò che moriranno nel silenzio dissenso e questo mi dispiace davvero molto. Ma è meglio un dolore nascosto piuttosto che una vergogna aperta. E questo grazie al Sindaco di Como, Bruni e a tutta la sua giunta e al consiglio, così al Presidente della Provincia. Signora Saladini lei è una mamma felice, va a fare la spesa al bennet e si nega a noi, a me, a mille altri ragazzi verso i quali deve garantire i pari diritti. Vergogna, vergona senza fine. Che siate maledetti perché non garantite non dico i diritti ma almeno un clima di serenità per darci la forza e per favorire il dialogo. Mi dispiace, mi dispiace tanto.

  27. SexPot(Rosa) Says:

    Trovo l’intervento di charliegolf davvero toccante e profondo. Hai tutto il mio sostegno, per quel che può servire.
    E’ anche per questo che ieri ho fatto la donazione all’agedo e ordinato il dvd di due volte genitori.
    Non sono omosessuale nè genitore, almeno per il momento, ma sono convinta che certe iniziative andrebbero sostenute per il bene di tutti.
    Spero di riuscire ad organizzare una proiezione qui a Treviso, chè quanto a omofobia pure qui non si scherza affatto, ahimè!

  28. Scrappy Says:

    ma farne una versione tutta italiana?
    da mandare all’occorrenza via email….
    http://www.youtube.com/watch?v=d5l-pC_U_xU

  29. perso Says:

    E pensare che è un documentario “sociale”, “d’impegno”, insomma qc che dovrebbe essere proiettato x educare, civilizzare..Insomma dovrebbe essere mostrato nelle scuole, nelle parrokkie, ovunque…e qui addirittura il comune lo rifiuta?! Che orrore di Paese!

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