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Arcigay ha lanciato una nuova campagna di prevenzione dall’HIV, “Il preservativo sì”. Composta da tre locandine informative che saranno appese nei comitati provinciali Arcigay, nei circoli ricreativi e in spazi di socialità in oltre 50 città italiane, a partire dal 1° dicembre 2009 Giornata mondiale per la lotta contro l’HIV/AIDS. “Abbiamo voluto ribaltare, con un pizzico di ironia, tre dei pregiudizi legati alla diffusione delle malattie a trasmissione sessuale. Non servono infatti la fortuna, i rapporti stabili d’amore o la religione per diminuire il rischio di trasmissione Hiv – spiega il presidente nazionale Arcigay Aurelio Mancuso – contano solo i comportamenti sessuali consapevoli delle regole del sesso sicuro”. Ad ogni immagine corrisponde uno slogan diverso: L’amore non basta, La fortuna non serve; Pregare non c’entra.

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Uhm. Le coccinelle mi stanno simpatiche, ma i due tizi con le chiappe al vento sono un po’ inquietanti. Quella che preferisco, è quella con la suora.

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25 Responses to “La campagna per il preservativo di Arcigay.”

  1. Basta Says:

    Gli uomini, le coccinelle, va bene, e le donne??
    Mi sembra una lacuna un pochino importante.
    Cmnq a parte questo piccolo dettaglio, non mi piace, la trovo troppo “chiapposa”,avrei preferito vedere due ragazzi e due ragazze vestit*, e visto che in giro non è che ci siano tutte queste locandine create da ass.ni glbt,anche esteticamente più gradevoli per una volta.
    Io sono una persona contraria all’estetica a tutti i costi, anzi, ben venga la naturalità, però in questo caso, per la finalità che è positiva e dovrebbe attrarre, non vedo il motivo di mettere una persona che ha la pancia sotto ai piedi.

  2. Lorenzo TV Says:

    Ennesimo autogol. Parlo soprattutto, ma non solo, della prima locandina.

    Insulsi e idioti gli ideatori. Di cattivo gusto l’idea, il risultato finale e probabilmente le conseguenze “mediatiche”.

    E non venitemi a dire che è una campagna rivolta esclusivamente al pubblico GLBT perché ciò non impedirà di essere vista e “assimilata” anche da chi ha un’idea estremamente cristallizzata degli omosessuali. Ancora una volta, grazie alla stupidità di un’azione dell’Arcigay, queste persone avranno la conferma di quello che già pensano!

    Si parla di ironia. L’ironia viene sviluppata in un contesto in cui tutti giocano ad armi pari e soprattutto in un tessuto sociale pronto a leggere l’ironia in quanto tale. Questo non è certo il caso della società italiana.

    Ormai ho la convinzione che certi esponenti delle associazioni GLBT collaborino con ForzaNuova. Il manifesto in questione potrebbe benissimo essere usato in una loro campagna denigratoria.

    Il mio personalissimo – e schifatissimo – punto di vista.

    Lorenzo, TV

  3. Lwsx Says:

    Ma non potevano fare solo un manifesto fatto bene senza riferimenti ai gusti sessuali di ogni individu; quello delle coccinelle poteva bastare cosi’ da evitare inutili discussioni, considerato che l’uso del preservativo non è consigliabile solo alle coppie GLBT ma forse è da estendere a tutti indistintamente.

  4. Psquared Says:

    Foto brutta la prima, davvero. Soggetti ben poco espressivi, chiappe inutili, nudità utilizzata come peggio non si poteva. Io con la mia macchina digitale da 3 Megapixel avrei saputo fare di meglio, sicuramente in termini di luci e location. Per quanto riguarda i soggetit non sono per nulla d’accordo con la scelta, azzardata e stupidament eprovocatoria una delle tante volte in cui la provocazione di quel tipo non era necessaria. Mi chiedo se gli associati Arcigay siano d’accordo con tutte le sfortunate uscite dell’associazione, se almeno se ne curano o mentre vengo fatte queste stupidaggini sono nei locali affiliati arcigay. P. S. mio malgrado sono stato costretto a fare la tessera pure io per evitare di lasciare entrare gli amici in un’inaugurazione mentre io tornavo a casa

  5. Marco Says:

    Sinceramente quella delle coccinelle mi piace…forse perchè, come dice Lwsx, l’uso del preservativo è da estendere a tutti indistintamente e, in questo senso, la seconda foto trovo possa essere diretta sia alla comunità GLBT che a quella eteresessuale, lanciando un messaggio anche importante.
    Della prima..sinceramente…non riesco nemmeno a capirne il senso…la didascalia recita “L’amore non basta”…ma io in quella foto non ce lo vedo proprio l’amore. Ok! Voleva essere ironico..ma oh! Sarò scemo ma io tutta sta ironia non riesco a coglierla…per cui quel manifesto non mi dà di nulla…e non è soltanto per i modelli scelti e per l’infelice idea di denudarli…ma vogliamo parlare della loro espressione? Sarà che sono deviato io…ma ogni volta che vedo foto di gente “in procinto di baciarsi” mi viene in mente Amore e Psiche del Canova e la carica passionale di quella scultura. A tal proposito avrei preferito due ragazzi/ragazze, anche vestiti, ma che si baciavano davvero per amore. Mah è solo la mia opinione…
    Ciao! :D

  6. G. Says:

    Ma io dico, con tutti i soldi che fa quest’Arcigay fra tesseramenti, serate nei locali e altro non si può permettere dei grafici/fotografi/creativi almeno decenti?

    La prima foto esteticamente è davvero ributtante, con questi soggetti che sembrano due malati di mente (di quelli che girano nudi non si sa perchè) internati in un istituto psichiatrico (le pareti verdine, le finestre alte sigillate così non scappano), che si stanno intrattenendo fra i mobili colorati della sala giochi ricreativa dell’istituto, complessivamente è davvero un’immagine bella ed azzeccata per rappresentare i gay al mondo esterno, e poi si associa ad uno slogan davvero incisivo e soprattutto originale “Il preservativo ci protegge!” (ma va?).

    A parte che il messaggio è proprio sbagliato, cosa vuol dire, come dice il presidente Arcigay che “abbiamo voluto ribaltare tre dei pregiudizi legati alla diffusione dell’hiv, non servono la fortuna, i rapporti stabili d’amore e la religione per diminiure il rischio di trasmissione hiv”?

    Cioè i “rapporti stabili d’amore” non servono secondo Arcigay a diminuire il rischio di trasmissione hiv? Ma il messaggio per la prevenzione dell’hiv non è sempre stato l’uso del preservativo nei rapporti occasionali OPPURE la fedeltà di coppia monogama? Perchè Arcigay deve adesso venire a confonderci le idee dicendoci che invece no, l’amore e il rapporto stabile non sono sufficienti e bisogna comunque usare il preservativo (cosa che fra l’altro non ha proprio alcun senso)?

    E poi cosa c’entra la religione che, anche lei, non “serve a diminuire il rischio dell hiv”, perchè qualcuno pensa forse che pregando si riduce il rischio? Ma che messaggio è??

    Io sono parecchio sconfortato dalla situazione delle nostre associazioni gay qui in Italia, perchè se sono solo capaci di fare proclami e polemiche ad uso della stampa, e poi quando devono fare qualcosa di effettivo come queste campagne il risultato è questo qui sopra, c’è davvero da deprimersi.

  7. william Says:

    qualcuno mi spieghi il significato dell’ultimo slogan. cmq campagna pubblicitaria non esaltante…sono d’accordo con chi dice che con tutti quei soldi che racimola arcigay avrebbe potuto fare una cosa più carina, più significativa, più bella esteticamente. un mezzo autogoal anche se non condivido le critiche troppo eccessive…avrebbero potuto fare anche peggio, dato che io non ho alcuna stima nei confronti dell’arcigay.

  8. byb Says:

    trovo le critiche eccessive.

    le coccinelle sono bellissime. e fantastiche per ogni dove.

    i due uomini, non bellissimi di loro, mi pare esprimano un concetto “nuovo”, sulla normalità (non hanno scelto due modelli apposta immagino) del contagio, anche a chi non pratica sesso occassionale. e lo slogan mi pare lo confermi, si parla di “amore”, intendendo probabilmente che quella sia una coppia “monogama”, ma che non per questo dovrebbe non prestare attenzione alle malattie sessualmente trasmissibili: i contagi dal proprio partner “adultero” non sono assolutamente cosa rara, anzi sono statisticamente rilevanti e denunciati da anni. almeno se tradiscono, che usino il preservativo. anche se sarebbe meglio chiarire col proprio partner, ed (eventualmente se non si mollano subito) usare il preservativo anche tra loro.

    la terza è più di nicchia, e strizza l’occhio agli ambienti “anticlericali”, o ai discorso di “sempre e solo castità”, che poi se si sgarra senza preservativo non è che funzionino. e in fondo ricordano che molti parlano e vendono guarigioni miracolose con la preghiera, sia da aids che da tumori e altro. ok, non c’entra molto la suora in tal caso, una “veggente” sarebbe stata forse più coerente.

  9. cowboy Says:

    E ‘ orrenda come campagna.

    Però lancia un chiaro messaggio : fare sesso bareback

    con un patner monogamo può voler dire davvero poco.

  10. Pigi Mazzoli Says:

    @ G.
    Non è mai stata l’Arcigay a dire che la fedeltà di coppia è un modo per evitare il contagio, bensì le campagne ministeriali e i pronunciamenti vaticani. L’Arcigay ha sempre appoggiato l’uso del preservativo anche all’interno delle coppie monogame, perché (dati i tanti tradimenti di nascosto) non sono immuni dal contagio.

    La foto dei due uomini è di un artista israeliano, Raphael Perez, che a me piace. Ma questa foto, per questo manifesto, mi sembra poco indovinata.
    http://www.flickr.com/photos/raphaelperez/1812722048/

    Lasciando stare le denigrazioni per ciò che è stato fatto (apprezzo ogni sforzo), perché non si fanno manifesti tanto belli da “costringere” la gente ad appenderseli in casa per i prossimi 100 anni? Fra tutti i luoghi comuni sui gay da smantellare, dobbiamo proprio iniziare con quello secondo cui noi abbiamo un gusto innato per il bello?
    Fare un concorso? Ricattare qualche artista gay nascosto?

    Il manifesto della suora lo trovo un autogol: fra tutti i personaggi negativi della gerarchia vaticana, le suore mi paiono le meno colpevoli, avrei messo la foto del papa in aereo verso l’Africa che ribadisce ai giornalisti che il preservativo non funziona, sottolineando le sue parole criminali.

    Le coccinelle, avrei visto meglio dei conigli, ci assomigliamo di più, a volte…

  11. byb Says:

    ps: le coccinelle non sono l’unico animale in grado di fare sesso in molte posizioni differenti? (tranne uomo e scimpanze. oranghi e gorilla non so)

  12. salutidavenezia Says:

    va bene che il ridicolo e il cattivo gusto sono sempre dietro l’angolo… ma proprio cascarci dentro! l’unico intento sembra quello di popolarizzare un’immagine realista (anche se troppo volutamente inequivocabile) dell’omosessualità, ma il claim sembra un optional: potrebbe essere anche il volantino di una serata “chubby”…graficamente e comunicativamente un failure

    complimenti per le coccinelle

  13. arcere Says:

    gli slogan sono carinissimi!le foto non ci stanno per niente!

  14. Not Scared Says:

    Ahaha le chiappe di ‘sti due cessi sbattute in giro per le strade o su qualche free press me le voglio beccare. :-P LOL, son simpatici!

    Bellissima quella religione-preservativo!
    I preti pedofili sono avvisati!

  15. O. Says:

    Bimbi, su, non diciamo vaccate. Una coppia monogama è immune all’AIDS, se nessuno dei due l’aveva prima. Una coppia in cui almeno uno dei due tradisce l’altro, di nascosto o meno, semplicemente non è monogama!

    Cmq, delle tre, trovo simpatica e accattivante giusto quella con le coccinelle. La prima è inquietante, pessimista e propugna l’idea che il tradimento c’è sempre e comunque, l’ultima la trovo pretestuosa e insignificante… me la potevano anche risparmiare a ‘sto giro la solita tiritera sulla Chiesa, no? Sempre star lì a cercare che il Papa ci dia una benedizione o illumini una via…

  16. byb Says:

    @O.
    certo, una coppia monogoma è immune dall’aids. ma la quantità di persone che prendono l’aids all’interno di coppie monogame non è per nulla trascurabile, e ogni seria campagna contro l’aids non dovrebbe trascurare questo aspetto.

  17. Andrea Intagliata Says:

    ma che schifo è…al solito si fanno passi indietro, cos’è il poster per le vostre saune??? una cosa rivoltante, neanche originale, molto vicina a chi fa comunicazione con le tette di fuori.

  18. Alessandro Says:

    curioso, Paese che vai, gusti che trovi: pare che ai francesi di yagg sia molto piaciuta e l’unico commento dice che campagne con questo savoir faire servirebbero anche in Francia ;)

    http://www.yagg.com/2009/11/27/la-capote-protege-la-campagne-italienne-2009-darcigay-pour-le-port-du-preservatif/

  19. debby Says:

    se erano due modelli fichi nessuno si scomponeva…
    Forse arcigay pensa che i fichi non sono monogami, e hanno messo due brutti di cui uno addirittura grasso.
    Che scandalo :)

  20. don Marco Says:

    concordo con Lorenzo TV sul senso di questa campagna e dell’Arcigay che la fa…
    Noto che non pochi qui pensano che una coppia monogama fedele sia immune dall’aids (e, sia detto en passant, dalla frustrazione che causa il tradimento, che non è da sottovalutare).
    Io penso che il senso della richiesta di fedeltà che il papa e la chiesa in generale trasmette vada proprio in questo senso.

    Pigi Mazzoli può dire quel che vuole ma andando in Africa il papa non ha detto che il preservativo non serve, ma che non è sufficiente, se manca l’umanizzazione della sessualità, se c’è una promiscuità assoluta. C’è una enorme differenza. Però poi ognuno legge quel che vuol leggere e non quel che c’è scritto…

    River: perchè ti è piaciuta la terza immagine, quella con la suora?

  21. Basta Says:

    @don Marco
    tratto da:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Benedetto_XVI

    “Come Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, è autore dell’epistola De Delictis Gravioribus datata 18 maggio 2001 e rivolta a tutti i vescovi e ad altri membri della gerarchia della Chiesa cattolica. Successivamente, è stato citato come imputato dalla Corte distrettuale della contea di Harris (Texas), perché accusato di “ostruzione della giustizia” a seguito dell’invio dell’epistola. Secondo l’accusa, il documento della Congregazione potrebbe aver favorito la copertura di prelati coinvolti nei casi di molestie sessuali negli Stati Uniti (molti dei quali su minorenni). Il 20 settembre 2005 però il Dipartimento di Stato statunitense ha accolto la richiesta di concedere al Papa l’immunità diplomatica, in quanto capo in carica di uno Stato sovrano, esentandolo di fatto dal processo[8].”

    E’ questa l’umanizzazione della sessualità alla quale ti riferisci?

    Che sgradevole e inutile arrampicarsi sugli specchi, di analogie improponibili, di propagandare il cristianesimo in ogni dove, vostro tipico, anche in questo blog, qua e là(tanto non se ne accorge nessuno secondo te vero?).
    Fior di testate giornalistiche internazionali hanno riportato “quello che ha detto il papa”,in questo caso e in altri centinaia di casi, fai il tuo lavoro-propaganda certo, ma se mi permetti è la tua di opinione (propaganda) di parte che è irrilevante.
    Fossi in te mi vergognerei come un ladro.
    Io non vengo a pubblicizzare il mio lavoro su questo blog, fai lo stesso.

  22. Lorenzo TV Says:

    @ Alessandro:

    E allora?
    Vogliamo paragonare la “preparazione” della società francese in tema di omosessualità alla più becera e primitiva situazione italiana? Con tutta probabilità una simile campagna sarebbe recepita in modo diverso in terra d’oltralpe, dove esiste una situazione sociale e istituzionale più in linea coi tempi e molto meno populista.

    Come avevo espresso nel mio primo commento, l’ironia va benissimo a patto che sia esercitata in un tessuto sociale pronto a leggere l’ironia in quanto tale. E questo non è proprio il caso della società italiana!

    Approfitterei di questo spazio anche per bocciare le altre foto della campagna: l’uso del tema religioso è in questo caso del tutto pretestuoso e non farà altro che allontanarci ulteriormente dalla gente “comune”.

    L’uso delle coccinelle è altrettanto banale, insulso e ingenuamente stupido: possibile che quando si parla di omosessualità – anche tra omosessuali – si debba sempre legarne l’immagine con l’atto sessuale tipico di due uomini gay? Ci sono modi molto più furbi per promuovere il sacrosanto uso del preservativo.

    La vera sfida, almeno in Italia, non sta nel far sorridere il popolo GLTB ma nel contribuire a far cambiare la percezione della comunità omosessuale agli occhi dei più. Usare i luoghi comuni per questo scopo non è solo stupido, è anche colpevole.

    Lorenzo, TV

  23. don Marco Says:

    @ Basta
    io non propagando un bel niente.
    ho solo fatto delle constatazioni sul tenore dei commenti di questo post.

    E così, en passant, sono di nuovo d’accordo con l’ultimo commento di Lorenzo, TV

  24. cristiano corsini (corscri) Says:

    Sono uno dei tre autori delle foto (quella della suora, per la precisione). Faccio notare che ho saputo PER CASO che il mio scatto è stato utilizzato per la campagna: NESSUNO dell’arcigay mi ha contattato, né prima, né dopo. Intendiamoci:
    1) la foto ha una licenza creative commons, dunque l’arcigay non ha violato nessuna norma;
    2) sono contento di aver prestato un mio scatto a una campagna che condivido;
    3) la scelta di dare una licenza creative commons si basa proprio sull’idea di condividere cultura senza passare per onerosi marchi registrati.

    Tuttavia, credo che abbiano mancato di educazione e rispetto nei miei confronti non avvertendomi dell’uso della foto. Quanto alla scelta della foto, la trovo degna del miglior TAFAZZI (se devi attaccare le ridicole posizioni della chiesa cattolica, non mi sembra il caso di usare una suorina che prega, che probabilmente starebbe simpatica pure a un gruppo di guerriglieri sandinisti).
    Infine, credo che sia poco accorto non affidarsi a fotografi professionisti, io sono solo un dilettante, nella vita faccio altro.

  25. river Says:

    Ciao Cristiano,
    ho girato il tuo commento al presidente di Arcigay.

    In ogni caso, la foto a me piace. Certo, si può disquisire sull’uso che se n’è fatto.

    Ciao

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