Solo, polmonipensieri, coppia.

January 26th, 2010

L’aria pesa come il bilanciere da 28 all’ultima ripetizione della terza serie, piedi contorti per tirarlo su, unghie premono contro le scarpe, le voci mi distraggono, cazzo, devo riuscirci, fate silenzio, qui si lotta per vivere. I polmoni sembrano dover forzare la resistenza di un fil di ferro che li tiene ancorati ad una parete di cemento armato, risultato di un dispetto di qualche ragazzo del destino. Ragazzo contro, ancora invisibile, ma so che ci sarà, tra me e lui. Già, lui. Ogni singolo respiro è l’espressione della pesantezza dei miei pensieri. Uno sembra voler ostacolare l’altro. I polmoni reclamano energie per gonfiarsi – maledetti parassiti, ma di vostro farete mai qualcosa? – la testa per pensare a dove indirizzare la scarsa voglia che ho di essere lucido.

Sono le 16.48. Seduto. Rilassato.
10 secondi: Inspiro 3 volte, ed espiro 3 volte.
1 minuto: 18 volte espiro, 18 volte inspiro.
10 minuti: 180 volte espiro, 18 volte inspiro.
1 ora: 1080 volte espiro, 1080 volte inspiro.
10 ore: 10800 volte espiro, 10800 volte inspiro.

Vorrei poter credere in Dio, sapere che qualcuno là sopra faccia in modo che non mi stanchi di respirare. Faccia, tempo futuro. E vorrei sempre che questo qualcuno, una volta messo di fronte all’ineluttabilità della fine del corpo, si preoccupasse di spegnere l’interruttore generale senza salvavita. Preoccupasse, tempo presente, forse. Ma alla fine so che sta tutto a me, e che non c’è nessuno a vegliare sul lento susseguirsi di scatti d’orgoglio da amante geloso e, per questo, gelido. Tocca a me rispettare l’obbligatorietà dell’alimentazione a base d’ossigeno. Siamo energia umana centrifugata in una città di intrecci solitari, disegni senza cornice, storie che si sovrappongono, rabbia schizzata contro le pareti di un finestrino al semaforo – e ti chiede pure se gli dai 10 centesimi alla fine del servizio – dolore in corsia d’ospedale cullati dall’indifferenza ineluttabile della vita che oltre le finestre va avanti, cappuccino con sorriso stampato sopra la mattina quando hai appena augurato ai tuoi organi di esplodere sul sampietrino squagliato dal sole d’agosto. Le batterie hanno un’anima? Perché se così fosse dovrebbero rifiutare l’alimentazione forzata. Le scariche elettriche sono palliativi, pompini emo-tivi prima che si esali l’ultimo respiro. Un ultimo schizzo, e poi via risucchiati dal nero dell’ in-esistenza.

Quando si è in due è più difficile sembrare soli. Molto più semplice esserlo.

No tags for this post.

24 Responses to “Solo, polmonipensieri, coppia.”

  1. torrente Says:

    ho letto e riletto molte volte.
    …..sei sicuro di lasciare i commenti aperti?

  2. river Says:

    Sì, sì, ormai c’ho la moderazione antistronzi ;)

  3. rocco Says:

    a volte i pensieri si inseguono, si avvitano, e possono portare molto lontano.

    e comunque è difficile dissentire sull’ultima frase – o almeno sul fatto che possa andare così.

  4. arcere Says:

    ehm posso dirti che è stato difficile capire cosa dici?scusami..non riesco a leggere e capire bene i tuoi pensieri stavolta riv..sento solo che qualcosa ti preoccupa che hai paura..ti sono vicino per quel che serve non sei solo.

  5. AleSsAnDrO Says:

    riv stai parlando da uomo arrabbiato, non so per cosa (immagino un problema di coppia). Un consiglio: respira piano e non pensare stupidate della serie ”molto semplice essere soli anche in coppia”. Perchè se la coppia finisce, allora poi ci si rende conto quanto si è soli sul serio…

  6. SexPot (Rosa) Says:

    Mai paura!
    Ti abbraccio :*
    E, se mi consenti, abbraccio anche ASB

  7. mercuzio Says:

    Letto. Riletto mille volte.

    Parli di te stesso, ma descrivi chi si è fermato ad ascoltarsi il respiro, il battito pulsante nel collo. Ad osservare il torace che si gonfia senza chiederne il permesso.

    Governarsi a volte è faticoso, è vero. ogni fremito delle membra è un peso che non si ha voglia di sollevare.

    Il sorriso che la barista ci ha estorto è una finestra sul nulla. Un riflesso condizionato privo di anima. Sterile.

    E ci accorgiamo che qualcun altro sta vivendo la nostra vita. Qualcuno che non ci piace.

  8. Franco Says:

    Io sono fermo ancora al calcolo di quanti espiri e inspiri se fossero 100 ore.
    :):) Passerà!

  9. lwsx Says:

    Questa frase forse riassume il significato della nostra vita: “Siamo energia umana centrifugata in una città di intrecci solitari”. Grazie River sei un grande uomo che sa emozionare con poche parole. Un abbraccio forte forte.

  10. crystijna Says:

    Non posso non fare mia l’ultima frase

  11. lola Says:

    La gelosia ti fa stare così male?…vorrei solo abbracciarti forte

  12. con fusi[on] Says:

    Inspirare, espirare, respirare. Una, cento, milioni di volte. Perso nel vuoto è lo sguardo, lontano dagli occhi ogni meraviglia.

  13. Zen Says:

    Purtroppo non capisco nulla di questi flussi di coscienza, tanto potenti quanto per me contorti, mi perdo nel conteggio stupidamente chiedendomi perché un’ora ha 60 minuti e non 100, mi metto a girare il post da tutte le parti e non cavo fuori nulla.
    Ma fa un gran bene scrivere. Fa bene a chi scrive e a quei fortunati lettori in sintonia.
    MI sento troppo arido per capire.

  14. Leléch@n Says:

    una sensazione a me molto conosciuta in questo periodo e purtroppo rovina parecchio salute ed emozioni.
    come mi ha detto poco fa una mia amica chiacchierando del problema “cerco di non lasciarmi mai prendere TOTALMENTE da una storia, per non rischiare di rimanere male in caso di delusioni o tradimenti, la salute è mia!”

  15. rocambolesque Says:

    quando, caro River, descrivi così bene dei sentimenti così negativi (davvero le ultime frasi mi fanno paura) riesci a farti odiare e amare allo stesso tempo; ma poi l’odio passa e restano l’affetto e l’ammirazione

  16. simonchio Says:

    “(…)che vuol dir questa
    solitudine immensa? ed io che sono?”

    non vol dire niente e noi siamo contingenza. Anzi, “siamo energia umana centrifugata in una città di intrecci solitari” (però la “parola energia” umana non mi piace, avrei usato qualcosa di meno metafisico). Io spesso mi chiedo perchè qualcuno dovrebbe volersi “prendere cura” di me. Nulla di che, è solo che io non sarei in grado di ricambiare.

    Comunque pure io non ho capito niente, però ho preso dal testo qualche espressione che mi piaceva.

  17. Davide G. Says:

    Proust dice che mentre stiamo con la persona amata, non percepiamo la bellezza di quello che stiamo vivendo, solo successivamente, quando siamo da soli e riflettiamo su tutto quello che abbiamo vissuto assaporiamo veramente la felicità e la gioia di quello che abbiamo vissuto.

  18. laherte Says:

    pensieri..inevitabili

  19. Carlo Says:

    Cavolo! Respiri lenti e rilassati!

  20. Vale Says:

    Ogni singolo respiro è l’espressione della pesantezza dei tuoi pensieri ed uno sembra voler ostacolare l’altro.
    E sento la tua angoscia in queste frasi…
    Ma la tua angoscia è allo stesso tempo qualcosa di fantastico se ciò che scrivi ne è il risultato!!!
    Alcune persone vivono anni senza aver mai vissuto…
    Tu invece sei più vivo che mai!!!!!! ;)

  21. Micky Says:

    Non ho mai commentato un tuo post… perchè spesso ritengo banale ciò che ho da dire, o, più semlicemente, perchè l’insicurezza su ciò che ho da dire mi fa percepire banale ciò che dico. Questo post mi colpisce, per l’ermetismo del suo proporsi, perchè, leggendo solo il post senza commenti, avevo capito tutt’altro. Perchè, anche leggendo i commenti capisco ancora altro… forse mi piace il disorientamento emotivo che mi hai provocato dentro… ciao river

  22. B.Rose Says:

    La strana sensazione di un attimo…….
    Un abbraccio forte River!
    A presto

  23. Franco Says:

    Luca cos’è l’aiutino? hihhihihihihhi
    comunque sto ancora a calcolare se metti caso ci fosse la variabile di un limite tendente a zero. A matematica sono una frana. Attentiii!

  24. escrima Says:

    “Ogni singolo respiro è l’espressione della pesantezza dei miei pensieri. Uno sembra voler ostacolare l’altro.”

    questa frase mi tocca molto io ho cominciato da una riflessione simile anni fa durante un’algherata a scindere il respiro dai miei pensieri ..o lavori sui pensieri o sul respiro.
    quando scegli il respiro non puoi tornare indietro e scopri così di non essere i tuoi pensieri

Leave a Reply